venerdì 3 aprile 2015

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)

RARO DISTILLATO

Il succo della sapienza, Roberto Piumini, Antonio Boffa


ILLUSTRATI PER PICCOLI (dai 5 anni)

"Tutti sanno che i mandarini cinesi sono pieni di saggezza e siccome lo sapevano anche i cittadini di Sciaffusa, fecero questa pensata: mandarono in Cina tre incaricati a spremere mille mandarini, metterne il succo in una damigiana e portarlo a Sciaffusa per farlo bere alle autorità, che così avrebbero governato più saggiamente."

Quanto detto denota già la furbizia degli abitanti di Sciaffusa...ma se li seguiamo nel loro percorso apprendiamo che, durante il viaggio di ritorno, finite le scorte di birra, attaccarono a bere il detto succo per calmare la sete nell'assolata Russia. Convintisi di essere oramai diventati saggi, abbandonarono lì resto del succo: quella damigiana era davvero troppo pesante. Ormai sapienti, a Sciaffusa avrebbero governato loro. Così quel concentrato di saggezza rimase incustodito, finché non lo trovò un contadino che, bicchierino dopo bicchierino, lo vendette al mercato. La sapienza si andava diffondendo e lo stesso contadino, saggiamente, se ne tornò a casa con le tasche piene di rubli. Nella notte però la damigiana, ancora piena per metà, si rovesciò perché il maldestro Ivan ci sbatté contro. Quel poco che riuscì a sorbirne gli permise però di fare una cosa saggia, ovvero lasciare la sua fidanzata baffuta che lo picchiava. Il resto del succo invece, rovesciatosi, al sorgere del sole, cominciò ad evaporare e così fu il cielo di Russia a diventare il più saggio di tutti i cieli. Faceva piovere sui campi seminati, soffiare il vento da terra alla partenza dei marinai, splendere il sole sui frutteti. Ma se il cielo era saggio non lo erano i governanti della Russia che, volendo fare un gran botto, spararono l'atomica. L'aria, a quel gran rumore, si spaventò e si spostò da lì, spargendosi diradandosi per i cieli di tutto il mondo.
 

La morale è che ormai la sapienza è molto rada, per cui solo qualche volta accade un fatto saggio, il resto delle volte no. Anche in Cina d'altronde sono spariti i mandarini, concentrato di sapienza. Si è capito che il succo è meglio spremerlo dalla testa: se si preme dolcemente esce il pensiero.

La sapienza è cosa rada, la sapienza è cosa rara. Si sa, ma perché?
Con l'incedere di una ballata che, strofa dopo strofa, si arricchisce di sempre nuovi elementi; con un ritmo sempre in crescendo per raggiungere l'assurdo; con il tono di una fiaba popolare, che racconta di accadimenti fantastici; con l'ironia di chi sa cogliere i vizi dell'umanità e con il lessico sa far le capriole, Piumini ci spiega come è andata.
Il punto di partenza stesso di tutto il suo ragionamento fa vacillare ogni logica ed è divertente stare a vedere come quegli sciocchi sciaffusani stiano già sbagliando tutto. Sul grande equivoco di partenza, giocato con sapienza sul doppio senso che ha nell'italiano la parola mandarino, la storia si dipana e a ogni pagina Piumini alterna la scioccaggine al buon senso, come a ribadire che effettivamente essi son sparsi per il mondo in modo anche un po' casuale. L'ingenuità e la presunzione dei personaggi fa sorridere, così come pure diverte immaginare che la sapienza sia qualcosa di tangibile che passa dallo stato liquido a quello gassoso, secondo una precisa legge della fisica, che non può essere smentita.
A Piumini bisogna credere. 


In questo albo di grande formato Piumini è in società con Antonio Boffa. A quest'ultimo, il compito di dar forma alla sapienza. Fin dalla copertina, Boffa sposa il senso ultimo della storia, ovvero che la sapienza è il succo di qualcosa, un concentrato di bontà, di sapore e gusto, che, nel suo processo di raffinazione, ha perduto ogni scoria inutile. E allora mette gocce dappertutto, come simbolo di questo distillato raro. Sui cieli della Russia, tra gli alberi, fin nei risguardi. 

Gli sciocchi di Sciaffusa, i contadini russi, le donne baffute sono burattini, ritagliati nella carta come se lo fossero nel legno, con i loro profili spigolosi. Lo stesso per le venature che attraversano gli incarnati su cui sono dipinti grandi occhi e guance rubizze. 


 E sopra ogni cosa c'è sempre un gran via vai di gambe e zampe che attraversano le pagine e che segnano il ritmo che incalza.

Carla

1 commento:

  1. Bella!

    Questi sciocchi di Sciaffusa mi ricordano un po' gli sciocchi di Chelm delle storie di Singer. Così come i rubli evocano ambientazioni simili, sebbene lì si trattasse di groschen. Mi chiedo dattempo perché nessuno attinga al serbatoio straordinario di quelle storie, alcune davvero esilaranti, per ricavarne bei libri illustrati come questo.
    Un grazie e sentiti auguri di Buona Pasqua,
    Sara

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