giovedì 5 novembre 2015

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)


ASCOLTARE A OCCHI SPALANCATI
LOTTA combinaguai, Astrid Lindgren, Beatrice Alemagna
(trad. Laura Cangemi)
Mondadori 2015


NARRATIVA PER MEDI (dai 7 anni)

"A Lotta fa rabbia non essere grande come Jonas e me. Noi due ci lasciano andare fino in piazza da soli e invece lei no. il sabato andiamo a comprare le caramelle al mercato, però le portiamo sempre anche a Lotta, per forza."

A Lotta piacerebbe fare le cose che fanno i bambini grandi, in particolare quelle che fanno suo fratello Jonas e sua sorella Mia-Maria. Così il giorno che scopre che la pioggia e il letame servono a far crescere meglio tutto, ne approfitta e, sotto un acquazzone, si siede in cima al mucchio di cacca di mucca che è dietro il fienile e aspetta di diventare grande.


Lotta è così: un po' poppante, piuttosto testarda, non le piacciono le aringhe, soprattutto di domenica, ha un maiale di pezza che chiama Orso, il suo vestito preferito è di vergogna. E non ha paura di niente, neanche di andarsene di casa...
La casa di Lotta è gialla ed è in via Combinaguai. La sua vicina di casa, la vecchia signora Berg, lavora a maglia tutto il tempo, fa ottime cialde, una buona cioccolata e, soprattutto, tiene sempre aperte le porte di casa sua per quella piccola banda di fratelli.


Lo si capisce subito: Lotta è un'altra bambina a testa in giù, ovvero una bambina che, a modo suo, cerca di trovarsi un posto nel mondo, magari proprio appesa a un albero. Lotta è come Pippi: ha le idee chiare, una volontà di ferro, una mente vulcanica, una coerenza disarmante, un'autonomia invidiabile e due bei ciuffetti rossi in testa.
Lotta è di nuovo una meravigliosa bambina della Lindgren. Una bambina che fino ad oggi era rimasta chiusa nei libri in lingua svedese, vecchi ormai di cinquant'anni. Meno male che qualcuno si è preso la briga di aggiungere alla già folta schiera di ragazzini lindgrendiani anche questi tre divertenti fratelli (e meno male che leggiamo la loro storia nella bella traduzione della Cangemi). Pippi apre l'allegra parata, seguita dai devoti Tommy ed Annika, quindi arriva Emil, con la piccola Ida, poi seguono i quattro Melkersson, Misa, Johan, Niklas e Pelle e chiude la fila la ormai grandicella Ronja e il suo amato Birk. Lotta, Jonas e Maria sono in perfetta sintonia con gli altri piccoli incontrati nei romanzi della Lindgren. Lo stesso può dirsi per gli adulti di questa storia perché anche loro appartengono alla benemerita categoria di genitori svedesi.


Grazie a questo nuovo titolo della nostra amatissima Astrid Lindgren (in realtà il libro contiene due titoli) siamo di nuovo qui a goderci piccoli squarci di vita quotidiana di cinquanta a più anni fa nelle fredde campagne svedesi o in piccole città, dove i bambini girano indisturbati e le vecchie signore, che tanto alla Lindgren assomigliano, gli offrono cialde nonché soffitte polverose da abitare.
Come sempre di questi libri che arrivano dal profondo Nord è spensierata l'aria che si respira: penso a belle famiglie accoglienti come quelle dei Mumin, penso alle estati di Garmann e a quelle dei Melkersson sull'isola dei Gabbiani, penso ai papà pirati e ai papà sognatori, penso alla naturale indipendenza di questi ragazzini, da Garmann a Pippi, fieri e consapevoli della loro infanzia e del tutto in grado di confrontarsi ad armi pari con il mondo degli adulti. 


E i bambini di Astrid Lindgren sono in questo felice connubio i bambini di Beatrice Alemagna: sono quei bambini un po' sbilenchi, quelli che sono persone piccole che un giorno cresceranno, che hanno piccole mani ma grandi idee, che desiderano cose strane, come mangiare zucchero filato a colazione. Sono quei bambini che hanno un mistero dentro di sé, che hanno cose piccole e che piangono forte per farsi sentire bene. Sono quei bambini che noi dovremmo guardare con occhi gentili e ascoltare a occhi spalancati (da B. Alemagna, Che cos'è un bambino?, Topipittori 2008)


Per poi dire ah!

Carla

2 commenti:

  1. Che bello che Lotta sia arrivata in Italia! Ma in realtà c'era già arrivata nel 1972,quando in Vallecchi Donatella Ziliotto curava il settore ragazzi ed io ero piccola. Era arrivata però come Britta con il mio albo preferito di allora "Betta in bicicletta" illustrato dalla grande Ilon Wikland, l'illustratrice di tutti i libri di Astrid Lindgren dagli anni 70 in poi.
    Lotta era poi tornata sempre in bicicletta nel catalogo del Gioco di leggere, questa volta però come Betta nel 2009 e nel 2010, con la deliziosa storia natalizia "Betta sa fare tutto (o quasi)", sempre con le classiche illustrazioni della Wikland.
    Adesso fra l'altro alla Biblioteca Internazionale per ragazzi di Monaco c'è una mostra con sue tavole originali e l'anziana illustratrice (ha oltre 80 anni) sarà presente l'8 dicembre in una serata a lei dedicata. Penso proprio di andarci.
    Belle le nuove illustrazoni di Beatrice Alemagna, anche se per una questione d'imprinting non riesco a immaginare Lotta in modo diverso da come l'ha rappresentata Ilon Wikland. Un imprinting che ha fatto sì che quando ho messo su la mia prima casa, volessi avere assolutamente un tavolo rotondo. Solo dopo molti anni mi sono resa conto che doveva essere il tavolo della famiglia di Lotta, intorno al quale genitori e bambini siedono a mangiare leccornie e a chiacchierare della giornata trascorsa.
    Per la cronaca: nel parco dedicato ad Astrid Lindgren a Vimmerby c'è proprio all'inizio la via Combinaguai. Sono le case set degli splendidi film di Lotta, che purtroppo da noi temo non arriveranno mai. In Svezia ho anche comprato un "Orso" di Lotta di morbido velluto rosa (invidiosi, eh? ;-) ).
    Casualmente girando per i vicoli di Genova un giorno ho scoperto poi un negozio di abbigliamento per bambini che si chiama "Milla in bicicletta" e ha sulla targa proprio la Lotta in bicicletta di Ilon Wikland (la proprietaria è stata una piccola lettrice dell'albo Vallecchi, ma ha preferito ribattezzare la protagonista, comunque leggete qui: https://dearmissfletcher.wordpress.com/tag/bicicletta/).
    Lotta, diminutivo di Charlotte, effettivamente in italiano suona un po' strano, ma sono contenta che ora la piccola eroina sia arrivata finalmente qui con il su vero nome!!!

    Anna Becchi

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    1. ho letto questo commento, riga per riga, e più andavo avanti più pensavo dentro di me, ma quante cose sa questa persona e poi in calce, come si usa dire, c'eri tu, anna cara. dovevo supporlo. fatti sentire ogni tanto, mi manchi.

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