venerdì 8 luglio 2016

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)


QUANDO CI SI DIVERTE...

Biagio... quante avventure!, Claude Ponti (trad. Antonio Fideleo)
Babalibri 2016



ILLUSTRATI PER PICCOLI (dai 3 anni)

"Questa mattina, Biagio, il pulcino mascherato, ha organizzato una corsa di sedie. Per correre bisogna fare BRUUMMMMMMM con il becco e stringere il volante invisibile. Biagio ha preso una Poll Tron, che è meglio di una Sed Ia. Più rumore si fa con il becco, più si va veloce. Biagio è il primo, dietro a un pulcino che però non conta. Tanto Biagio lo supererà."




Non tutti gli autori hanno una coerenza di stile e di poetica TALE DA RENDERLI RICONOSCIBILI ANCHE A DISTANZA SIDERALE. Ponti è uno di loro.
Cinque righe scarse di una citazione da Biagio... quante avventure e grossomodo tutta la filosofia che ispira i suoi libri per bambini e bambine è sotto i nostri occhi.
Proviamo a enucleare gli elementi che la compongono e a elencarli per chiarezza.
Il primo elemento è il punto di partenza. Si parte dalla normalità, da una situazione consueta per poi sterzare bruscamente verso l'assurdo. Organizzare una corsa è gioco diffuso, farlo con le sedie lo è molto meno.



Punti di partenza consueti sono anche quelli di Biagio e il castello di compleanno (Babalibri 2005) che già dalla seconda pagina decollano in un mondo improbabile ed esagerato, seppure tenuto insieme dalla logica stringente di una vera ricetta di torta al cioccolato e alla frutta.
Il secondo elemento è il suono, ovvero le onomatopee che 'farciscono' ogni testo di Ponti. Accanto al BRUUMMMMMMM c'è già subito una Poll Tron, che va più veloce di una Sed Ia. Vero cimento per i suoi traduttori, peraltro sempre diversi.
Leggere per credere: incredelizioso.
Terzo elemento fondante è la sua costante volontà di riorganizzare le regole che governano il mondo. In questo caso, chi fa più rumore va più veloce. Ma penso anche all'enunciato che apre l'insuperato Catalogo dei genitori (Babalibri 2009): I tuoi genitori sono pesanti, stancanti, avari, appiccicosi, urticanti, barbosi, rompiscatole, sdrucciolevoli? CAMBIALI! (seguono istruzioni su come procedere), o al finale di un altro capolavoro, La tempesta (Babalibri 2002), che però non svelo. Per non parlare dei seriosissimi codici a barre...


Quarto elemento è la capacità di focalizzare in un personaggio l'intera propria visione dell'infanzia. Biagio, il pulcino mascherato, rappresenta forse la miglior sintesi di quello che secondo Ponti è il pensiero, il modo di leggere il mondo, di un bambino o di una bambina.
Se partiamo da questo ultimo punto, direi nodale, per capire a fondo i libri di Ponti, non possiamo non soffermarci su un particolare essenziale: la maschera che Biagio indossa. È lui stesso -in una rarissima, forse unica, intervista rilasciata in occasione del libro celebrativo dei 20 anni di carriera di Ponti (uscito solo in Francia per L'ecole des loisirs nel 2006), che ci svela una chiave importante per capire il senso di quella maschera: c'est le poussin qui met le masque qui devient Blaise. Lo sospettavo: dunque non esiste un unico Biagio, ma ogni pulcino che la indossa è Biagio per un po'!


Sul senso che quella maschera assume in Biagio dico solo che essa rappresenta l'alterità dell'infanzia rispetto a un ideale 'confezionato' dal mondo degli adulti. Quella maschera permette a Biagio, come peraltro ha permesso anche al Max di Sendak (Nel paese dei mostri selvaggi, Babalibri 1999) o all'Ulisse di Solotareff (La maschera, Babalibri 2003), di essere 'qualche altra cosa' per poter essere completamente se stessi e quindi, in tutta libertà, poter fare i conti con la propria emotività. Il tema è molto complesso e non è sdoganabile in poche righe, quindi rimando alla riflessione acuta e approfondita che ha fatto Federica Pizzi in Libri Calzelunghe sul tema e che sottoscrivo per intero.
Qui resta il fatto che Ponti fa fare a Biagio, il pulcino mascherato, le cose più impensabili. O forse Biagio preferirebbe si dicesse che è lui, in assoluta autonomia, che fa tutto ciò che gli passa per la mente, come per esempio stappare una tempestatrice tappata, oppure domare una macchia di inchiostro o acchiappare un rubinetto che corre sgocciolando?


C'è, a mio parere, anche un quinto elemento che nella citazione non compare ma che Ponti non perde occasione di ricordare, pur senza alludervi espressamente. Si tratta del debito di riconoscenza che lui mostra nei confronti del suo immaginario: uno per tutti è il meraviglioso elenco nei risguardi di Biagio e il castello di compleanno cui fa eco la pagina con tutti gli invitati intorno a Violetta Candita. Con ironia, a tal proposito Ponti di sé dice di essere poco più che un bricoleur, un bricoleur del lavoro di altri, il figlio di una fotocopiatrice e di un dizionario enciclopedico aperto alla voci Arte e Cultura. Noi però sappiamo che non è così.
Un post a sé meriterebbe il disegno fatto di dettaglio e insieme, di uno e di tanti, di solisti e di coro. Non qui e non ora.
Ecco, Ponti è tutto questo e anche molto di più: un jongleur con tutto ciò che gli passa per la mente, serissimo nel non prendersi mai sul serio. E questo perché non è mai abbastanza quando ci si diverte!

Carla

Noterella al margine. Non ho dato spazio alla descrizione delle tre storie che compongono un secondo albo 'multiplo', simile per impostazione a Luigi di Catharina Valkx e Nicolas Hubesh (Babalibri 2016) Ma non posso non gioire ancora una volta delle scelte editoriali che Babalibri sta facendo in questa direzione, tutta da percorrere.
Onore al merito.

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