martedì 2 aprile 2013

ECCEZION FATTA


QUATTRO(CENTO) PASSI IN FIERA

Come ha ben descritto Carla, sono stati quattro giorni di su e giù per gli stand, fra un dibattito e l'altro, con incontri casuali e cercati.
Vediamo a caldo cosa mi sembra più interessante: per cominciare la geografia della produzione editoriale, che si allarga sempre di più, con alcuni fenomeni evidenti. Quasi tutti i paesi del centro e sud America hanno una produzione interessante, quando non raggiungono, come il Messico, dei livelli da primato e non a caso il Messico ha avuto il primo premio e le segnalazioni della giuria per il settore New Horizons.




Produzione, come dicevo, rilevante dal punto di vista qualitativo in Venezuela, Argentina, Brasile, ecc. Quantitativamente non paragonabile ai più grandi paesi europei, Francia, Gran Bretagna, Germania, ma frutto di situazioni politiche che incentivano la produzione culturale e in particolare l'editoria. 


Si affacciano nuovi paesi, nuovi continenti, incredibilmente l'Africa, con tutti i problemi di povertà, di guerre e simili orrori, riesce a produrre pochi ma significativi titoli dal valore internazionale un esempio è The Magic Formula, di Ibrahima Ndiaye e Capucine Mazille, segnalato dall'Ibby: non lo troverete su Amazon, ma vi garantisco che è un buon libro, ben illustrato e che potrebbe piacere ai nostri bambini. L'editoria dei paesi europei s'interroga con qualche ansia sul futuro del libro cartaceo nell'era dell'e-book. Il problema, in realtà sembra lontano e, a dir il vero, il digitale potrebbe essere un'interessante interpretazione nel settore dell'edutainment, ovvero della divulgazione divertente: in questo settore, in cui l'editoria anglosassone è capofila, le novità scarseggiano riproponendo in sostanza varianti delle stesse soluzioni grafiche: pop up, finestrelle, libri animati. Senza nulla togliere alla validità dei testi.
Dunque una grande ricchezza, e politiche di sostegno all'editoria, di fronte alle quali verrebbe da piangere pensando al nostro disgraziato paese, che non riesce ad avere una politica culturale, ad immaginare la propria rinascita attraverso la diffusione della cultura, e del senso civico. E' di pochi giorni fa la pubblicazione di una ricerca internazionale che testa in diversi paesi il livello di alfabetizzazione. Bene, se l'analfabetismo in Italia è stato formalmente sconfitto, quello di 'ritorno' fa sì che il 5% degli italiani fra i 16 e i 65 anni non sappia leggere un bugiardino, il 33% non è in grado di leggere delle semplici istruzioni di montaggio e 80% fatica a leggere grafici e tabelle. La padronanza della lingua diminuisce progressivamente, grazie anche all'uso di strumenti tecnologici che nascondono le dirompenti lacune. Servirebbe secondo voi incentivare lettura, soprattutto nella scuola? E' una domanda retorica, cui rispondono da anni con un pizzico di stanchezza editori librai bibliotecari che anche in questa occasione, in modo un po' rituale, si sono succeduti in dibattiti sulla promozione della lettura e sul futuro dell'editoria. E' un po' triste vedere sempre le stesse facce, magari un po' appassite, dire più o meno sempre le stesse cose. Fa eccezione l'iniziativa I libri? Spediamoli a scuola!, nata da un'idea di Della Passarelli della Sinnos e che faticosamente si fa strada esclusivamente grazie all'interessamento di insegnanti, librai, ovvero singole persone animate di buona volontà. Se volete saperne di più, guardate qui



Dunque, speranze, per la crescita della cultura del libro nel mondo ci sono e devo dire che quest'anno mi è sembrato che la produzione più squisitamente commerciale avesse un ruolo ridotto rispetto alle edizioni precedenti, anche se ancora consistente. E poi la Fiera continua ad essere un'imperdibile occasione d'incontro con artisti, come è stato il dibattito fra Roberto Innocenti e Peter Sís, due grandissimi illustratori. E poi scrittori, editori coraggiosi che ancora non si sono stancati di produrre bei libri.

Eleonora


Nessun commento:

Posta un commento