lunedì 14 aprile 2014

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)


IN UNA NOTTE BUIA...

Tuttodunpezzo, Cristina Bellemo, André da Loba


ILLUSTRATI PER PICCOLI (dai 5 anni)

"Tuttodunpezzo non piange neanche una volta.
Neanche una lacrima abbandona in giro.
Tuttodunpezzo regala solo cose che non sono sue.
Tuttodunpezzo non fa cacca, né pipì, figurarsi.
Non lascia pezzi di sé da nessuna parte."

Tuttodunpezzo è uno, e molto forte, lui non ha mai dubbi sulle cose da fare e non dimentica mai niente. Non presta il suo cuore e anche le idee le tiene per sé. Visto che è tuttodunpezzo non perde foglie, non fa frutti e non fa fiori che qualcun altro potrebbe raccogliere. Non perde la pazienza, non perde tempo, non perde la testa finché un giorno camminando in in bosco cade in una grande buco e avviene l'imprevedibile, l'irreparabile: si rompe in tre pezzi.
La prospettiva cambia. Ora sono tre pezzi, sono una piccola comunità di pezzi che si aiutano l'un l'altro per uscire da quella profonda buca. 


Tra loro c'è qualcosa che li tiene insieme, pur essendo separati. Qualcosa che gli fa dire colmi di felicità: noi tre siamo molto forti!

Così il cerchio si chiude: dalla odiosa perfezione di uno si arriva alla perfetta imperfezione di molti.
Alle volte mi capita di dover difendere libri, che altri con cui mi confronto non dimostrano di apprezzare.
Tuttodunpezzo l'ho difeso e per dimostrarne la forza, gli ho dedicato un incontro in libreria con i bambini.
Mi intrigava l'idea di poter parlare con loro della perfezione e dei limiti che ognuno di noi ha. Mi interessava il loro punto di vista sul tema: loro, che con la perfezione presunta degli adulti hanno spesso molto a che fare. Loro, cui viene richiesto ogni giorno di essere perfetti. Loro, che sono spesso vittime incolpevoli di un meccanismo per produrre efficienza.
Crescono con il mito che chi è tutto d'un pezzo sia migliore di chi invece talvolta è a pezzi. Crescono pensando che nella vita sia meglio far da sé, ignorando chi ti sta accanto, piuttosto che mettersi a disposizione degli altri o, peggio ancora, poter contare su di loro.


Essere belli, essere forti, non avere mai dubbi, né paure, essere sempre veloci ed efficienti: questi sono gli obiettivi che la società in cui viviamo ci sprona a raggiungere. Io volevo verificare il loro pensiero in merito, volevo vedere se mi avrebbero espresso il loro disagio nei confronti di tanta pressione, oppure se avrebbero confermato che essere tutto d'un pezzo rappresenti la scelta migliore.
E mentre ero lì che pensavo a quale 'porta' avrei potuto aprire per guardarli dentro, mi è venuto incontro il post di Cristina Bellemo sulla genesi di questo albo. Ora avevo la mia 'porta' che sapevo si sarebbe spalancata sui loro pensieri.
E così è stato. Ho ancora la pelle d'oca nel ripensare al piccolissimo Giulio, nascosto dietro un paio di occhiali blu, giganti, che dice con un filo di voce davanti a tutti: io ho sbagliato due disegni a scuola.


E poi oggi, a ulteriore conferma, scopro che la più grande del gruppo di uditori ieri sera ha confessato a sua madre (occorre del tempo per metabolizzare...) quanto segue, e cito la mail che mi ha mandato gentilmente: 'una dolorosa ammissione di sentirsi ancora “piccola” e molto incapace a volte, e molto indifesa malgrado la mole e un corpo che cresce sorprendendo tutti quelli che la circondano...“Mica sono tutta d’un pezzo…” ha detto.'


Avevo ragione, è un buon libro se è capace di toccare corde così profonde.

Carla

Noterella al margine: vederli costruire se stessi con tanti pezzetti, sul fondo di quella notte buia piena di paura è stata una ulteriore emozione. Alcuni, più risoluti di altri, hanno messo una luna a schiarire tutto quel nero...


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