mercoledì 2 marzo 2016

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)


 IL COLORE DEL PRATO


La poesia ha un proprio linguaggio e proprie regole, talvolta rigidissime. C'è chi afferma che sia per pochi, e, soprattutto, che sia lontana dal linguaggio dei bambini, se non nella forma della filastrocca. Che la poesia 'alta' sia un territorio non praticabile, nel proporre letture ai ragazzi e alle ragazze. Eppure...
Le poesie di Antonia Pozzi, selezionate da Teresa Porcella e illustrate da Gioia Marchegiani per la bella collana Il suono della conchiglia di Motta junior, sono l'esempio di una strada percorribile.
Antonia Pozzi è un personaggio particolare: giovane donna, cresciuta negli anni '30, all'interno di una famiglia borghese e molto colta che le ha consentito di avere tutto, tranne quello che più desiderava: coltivare la sua storia d'amore con l'ex professore che l'aveva iniziata alla meraviglia della letteratura classica. Colta, raffinata, intelligente e profondamente sola, la Pozzi in pochi anni ha scritto, fra l'altro, bellissime poesie che meglio di qualsiasi biografia ci consegnano il ritratto fedele del suo universo interiore.


Stati d'animo, ricordi, immagini che raccontano i momenti di spensieratezza dell'infanzia affiancati ad altre poesie che raccontano il disagio di essere se stessa.
La semplicità è apparente, la costruzione del verso, anche laddove appare più spontanea, dimostra quanto intimamente presente sia la lettura dei classici antichi, la lirica greca e latina, così come per Quasimodo l'uso del frammento, l'immagine che parla per il tutto. E ci ricorda, per altri aspetti, alcuni componimenti delle Myricae pascoliane: l'intimismo, l'attenzione per il dettaglio nella descrizione naturalistica, come specchio dell'anima.

Ma di tutto questo ai bambini e alle bambine importa ben poco: quello che conta è potersi specchiare in qualche rima, riconoscere uno stato d'animo, una nostalgia, un'immagine che evoca emozioni.
La scelta fatta da Teresa Porcella in Nel prato azzurro del cielo mi sembra impeccabile, regalando una piccola, preziosa antologia di versi, tutti da interpretare. Da leggere, rileggere, ascoltando la propria voce muta, gustando l'uso libero delle parole, gli accostamenti audaci, le metafore. Condividendo la profonda tristezza, la malinconia, affiancate agli sprazzi di allegria.


Gioia Marchegiani si è immersa in queste atmosfere, cercando di renderne il respiro, l'impronta, come un'immagine ne richiama un'altra. La sua è, per necessità, un'interpretazione del testo e non potrebbe essere altrimenti. E' un'interpretazione che con delicatezza entra nel mondo impenetrabile di una poetessa, grande. Riesce a dare un colore alle emozioni, alle immagini che emergono dal testo, senza mai soverchiarle.
Per questo motivo, vi propongo le immagini con il testo, inscindibili.
Questa, secondo me è una lettura necessaria, per chi ama la poesia, a qualsiasi età. Per la bellezza dei versi e per la scoperta, che credo riguardi molti e molte, di un'autrice troppo poco conosciuta.
poesia che ti doni soltanto
a chi con occhi di pianto
si cerca -
oh rifammi tu degna di te,
poesia che mi guardi.

Eleonora

“Nel prato azzurro del cielo”, A. Pozzi, illustrazioni di G. Marchegiani. Motta junior 2015

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