lunedì 28 maggio 2018

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)

LE BALLON ROUGE

Passo davanti, Nadine Brun-Cosme, Olivier Tallec
(trad. Marie-José D'Alessandro)
Coccole Books 2017


ILLUSTRATI PER PICCOLI (dai 4 anni)

"Erano in tre.
Léon il grande, Max il secondo, Rémi il più piccolo-
quando passeggiavano, Léon il grande camminava sempre davanti,
Gli piaceva tanto. Diceva: - Guardate! Le macchine, e le nuvole, e i grandi alberi che dondolano!
Dietro le larghe spalle di Léon, Max e Rémi non vedevano niente.
A loro non importava."

Le larghe spalle di Léon li fanno sentire al sicuro e mentre camminano dandosi la mano, Max racconta e racconta e racconta e Rémi ascolta e ascolta e ascolta. A loro basta così.


A Léon il compito di vegliare sui pericoli: semafori, macchine, pioggia.
Sino a che, per vedere un palloncino rosso, Max chiede il permesso di passare in prima fila e ora tocca a lui vegliare sul gruppo e questo lo fa sentire grande. Nelle retrovie però la situazione è tutta diversa: Léon non racconta nulla a Rémi che inevitabilmente si annoia. Chiede di prendere lui la postazione numero uno, che gli viene concessa, così come la responsabilità del gruppo e questo lo fa sentire grande. Grande però non lo è veramente: Max lo capisce e decide di camminargli accanto. Ma forse non è sufficiente perché la città è piena di pericoli e forse la cosa migliore è che tutti e tre camminino allineati. Sempre con il loro pacchettino. Magari tenendosi per mano...

Una storia di misure, ruoli e possibilità, quindi soprattutto una storia di cambiamento. Con una capacità di sintesi che già conosciamo, Nadine Brun-Cosme mette insieme, in fila addirittura, tre categorie umane che si nascondono dietro le loro misure, i loro ruoli e le loro attitudini. Uno grande che guida e ha il compito di sorvegliare che tutto proceda per il meglio per il gruppo. Lui rappresenta il buon senso. Uno mediano che sta nel mezzo, come un anello di catena e come tale ha il compito di tenere tutti insieme e infine un piccolo che chiude la fila e ha come compito quello di essere il piccolo.


Sempre stando alla storia raccontata a parole, ognuno è felice dove si trova almeno fino al momento in cui la prospettiva cambia e le spalle grosse non rappresentano più una difesa o una garanzia di sicurezza, ma diventano piuttosto un ostacolo alla vista. Così tra Léon e Max ci si scambia di posto e apparentemente anche di ruolo. Stare davanti, assumersi la responsabilità anche per gli altri fa sentire grandi. Lo può testimoniare anche Rémi, quando arriva il suo turno di mettersi alla testa del gruppo.
Se fosse solo così la narrazione, sarebbe fin troppo prevedibile e meccanicistica: stare davanti fa diventare grandi. 


Ma la questione, così come la mette giù Nadine Brun-Cosme, è ben più articolata e complessa.
In primo luogo per la chiave metaforica che decide di usare. Nel suo voler essere ambigua e sfuggente non preconfeziona per chi legge un'unica interpretazione.
Come spesso accade nelle sue storie, spetta alle molte cose non spiegate, non esplicitate, determinare la qualità e lo spessore del racconto.
Si pensi a quei dettagli narrativi che 'smontano' senza colpo ferire una fila indiana per farla diventare una passeggiata 'alla pari'. Perché Léon nelle retrovie tace? Perché Rémi si infanga? Perché Max e Rémi non vedono i camion? Nelle risposte a queste questioni vanno cercate le possibili letture di questa storia.
E poi arriva lui: quel gran genio di Tallec. Il quale, a tutta questa architettura di ragionamento dà una forma, un'immagine, una sua personale lettura: mettendo una creatura pelosa, rosa e ignota, forse un cagnone, a capo della fila, quindi un bimbetto nel ruolo di Max e un coniglio a impersonare Rémi. Questo suo dare forma alla storia - fortunatamente - non ne scioglie le ambiguità, non ne spiega i significati. Piuttosto li rilancia, rispettando e mantenendo il mistero del testo. Possibilmente aumentandolo.


Chi sono quei tre? E sono veramente tre?
Grandi tavole che occupano lo specchio delle due pagine, panorami geografici pieni di aria e di nuvole di Corot, riconoscibili dai più grandi nella continua allusione a un bel giro del mondo, con tappe a Parigi, nella savana, in Costa Azzurra, a Londra, Atene e forse anche a New York, in una foresta (di notte), in un campo di mais di giorno ecc ecc. per poi arrivare a destinazione, una festa di compleanno, guidati immancabilmente da quel palloncino rosso di Lamorissiana memoria...
Gran libro!

Carla

Noterella al margine. Ha appena vinto l'Andersen, ma una maggior cura nella traduzione non avrebbe nuociuto..


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