mercoledì 10 aprile 2019

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)


ATTRAVERSO LA NOTTE
 
Eravamo in dieci, Nine Antico (trad. Margherita Botto)
L'Ippocampo 2019


ILLUSTRATI PER PICCOLI (dai 6 anni)

"Eravamo in 10
E NON ci spaventava PROPRIO NIENTE...
Camminavamo in fila,
Come piselli in un baccello, E il nostro motto era:
'Più nulla ci separa!'
Tranne forse il sentiero.
Se si fa stretto.
Però Martino ha preferito fare un pisolino."

E' notte e nel grande edificio, il collegio, molte finestre sono aperte. Non dipende dal caldo dell'estate, ma dal desiderio di fuga di questi dieci ragazzini.


Insieme: chi vestito da squalo, chi con mantello e bastone, chi indossa la zucca di Halloween, ognuno si muove con disinvoltura nel buio. Dopo che Martino desiste il gruppo è sceso a 9 componenti. Per nulla impauriti da terremoti e da lugubri cimiteri vanno avanti fino a che anche Manolo decide di stare da solo. Anche se solo in 8 nessuno faceva loro paura: né i rumori né i lunghi silenzi. Ora però è Arrigo che abbandona per tornare verso il frigo...
Uno dopo l'altro, con motivi diversi, i ragazzi e le ragazze mollano il gruppo fino a che sono solo in due a essere rimasti in marcia. E quando anche Manù decide di non muoversi più, è solo una a riconquistare il buio collegio e in particolare il bagno al piano terra...

Semplice come una tiritera, questo primo libro per i più piccoli concepito da Nine Antico, giovane talento del fumetto underground francese, ha almeno tre piacevolezze.


La prima è connessa al testo, ovvero alle assonanze che frequenti lo fanno suonare, se letto ad alta voce. Se nella pagina di sinistra il testo è da solo a galleggiare sul bianco e, sebbene abbia la forma della poesia con gli accapo del caso, con le maiuscole del caso, non è propriamente in rima. A destra, invece, la pagina dedicata al disegno ospita, con soluzioni di spartizione dello spazio sempre differenti una frase che è l'unica vera rima di tutto il testo. L'autrice, e con lei la traduttrice, inventa un bel repertorio di nomi propri sulla base della ricercata rima: Arrigo/frigo Donata/stufata Miranda/comanda. Accanto a questo piccolo gioco se ne dipana un secondo che si fonda sul principio dell'inversamente proporzionale: tanto diminuiscono i membri del gruppo tanto aumenta la paura del restare soli.
Tanto si accresce il timore, tanto aumenta il bisogno del bagno.
In questo senso si percepisce facilmente che il testo è un bel pretesto. Il fatto che suoni, non è casuale, visto che Nine antico per la musica, il rock in particolare, ha sempre dimostrato passione. O forse è solo un caso?
La seconda piacevolezza è data dal tipo di disegno e dal colore. Gli scorci del luogo sul mare in cui il collegio sorge, c'è da credere che si tratti della sede del UWC di Duino a nord di Trieste, si caratterizzano per una intensità del blu notturno dell'acqua e del cielo illuminato solo dalla torcia di Sofia. A questo si oppone la luminosità delle rocce e dei muri in rovina. 


E sullo sfondo pini marittimi e fiori di agave. Terza piacevolezza sta nello spirito di fondo che anima l'allegra brigata. Disposti in bell'ordine al principio del libro, questi dieci ragazzini sembrano essere quanto di più eterogeneo ci sia (la convivenza armonica di ragazzi provenienti dai quattro angoli del mondo è anche l'obiettivo che si propongono i tanti UWC sparsi nei luoghi più belli del pianeta). Diversi in molte cose, sono tenuti insieme dallo spirito di avventura, dal desiderio di trasgredire la regola, dalla voglia di attraversare insieme la notte. 
 

Nonostante il fatto che il coraggio si affievolisca con lo scorrere della notte, la bellezza di questo gruppo di ragazzini non perde di intensità. 
E anzi è proprio in questo dilagante desiderio di riprendere la strada del collegio e riconquistare il comodo letto (e il bagno) che l'infanzia dichiara al meglio se stessa. E la sua bellezza.

Carla

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