venerdì 6 dicembre 2019

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)

IL RAGAZZO E I PIRANHA


David Almond ci ha abituati, il più delle volte, a romanzi dall’intenso contenuto drammatico, che hanno lasciato un segno inconfondibile nella letteratura per ragazzi: penso a ‘Skellig’ o a ‘Il Grande gioco’.
In ‘Il ragazzo che nuotava con i piranha’, pubblicato ora da Salani, ci mostra un registro narrativo del tutto diverso: la storia tragicomica del piccolo Stan, romanzo per una fascia d’età ben diversa da quella dei romanzi sopra citati, si muove velocemente utilizzando un registro umoristico, grottesco, che mi ha fatto pensare a David Walliams, l’autore di ‘Nonna gangster’ per intenderci, altro scrittore britannico di grande successo.
In breve, la trama: il protagonista è Stanley, detto Stan, un ragazzino non proprio fortunato, orfano dei genitori e adottato dagli zii. Potrebbe andar bene se allo zio non venisse in mente, dopo la chiusura del cantiere navale in cui lavorava, di trasformare la propria casa in un’efficiente fabbrica di sardine. Al posto dei mobili di casa una serie di macchine, del tutto adattate alla fabbricazione di pesce in scatola.
I soldi fioccano, ma tutto il tempo è dedicato al lavoro, tanto che solo per il compleanno è concesso un giorno di riposo; in questa occasione Stan va alle giostre e questo segna il suo destino: fondamentale è l’incontro con il signor Dostoyevsky, che gestisce un banco con la pesca di papere di plastica, gioco il cui premio consiste in una bustina piena d’acqua più o meno pulita, in cui nuota un pesciolino rosso. Il ragazzino sente di avere una grande affinità con i pesciolini rossi e se li porta tutti a casa.
Qui viene accolto dallo zio, preoccupato per le incursioni di uno strampalato gruppetto di ispettori; per cavarsi dai guai, lo zio pensa bene di cucinarsi i pesciolini in padella, pensando di creare una grande, innovativa ricetta di pesce in scatola. E’ la goccia che fa traboccare il mare delle delusioni di Stan, che, quindi, scappa insieme agli artisti del Luna Park.
In particolare è proprio il signor Dostoyevsky a prenderlo sotto l’ala anche quando, per l’incontro fortuito con Pancho Pirelli, la sua vita cambia radicalmente e il piccolo Stan diventa una nuova attrazione del Luna Park. Pancho Pirelli, infatti, è l’artista che nuota con i piranha e che ha individuato in Stan un suo erede.
Inutile dire che c’è una prova da affrontare, che ricompaiono sia gli zii sia la banda di lestofanti che li perseguitano, così come una selva di personaggi minori.
La storia di Almond, come accennavo prima, ha un piglio tragicomico, un linguaggio fiorito, che indugia sugli accenti di ciascun personaggio, sugli errori di grammatica, creando, credo, non poche difficoltà a Giuseppe Iacobaci, che l’ha tradotto. Nell’essere così divertente, però, non perde occasione per delineare immagini poetiche e riflessioni su quella grande paura che tutti noi abbiamo nell’affrontare le nostre paure.
E’ dunque, un libro scorrevole, scoppiettante, pieno di invenzioni linguistiche, arricchito dalle illustrazioni, anch’esse ironiche, di Oliver Jeffers, pensato per lettrici e lettori intorno ai dieci anni.

Eleonora

“Il ragazzo che nuotava con i piranha”, D. Almond, con le illustrazioni di O. Jeffers, Salani 2019





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