mercoledì 22 aprile 2020

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)

JESSICA


Nuovissimo non è, ma è passato nei banchi delle librerie un po’ in sordina, soverchiato dalle innumerevoli strenne che nel finale d’anno invadono le librerie.
Si tratta dell’ultimo romanzo di John Boyne, ‘Mio fratello si chiama Jessica”, pubblicato da Rizzoli. Il titolo dichiara direttamente il tema, fra i più spinosi da proporre ai ragazzi.
Il protagonista è Sam, un ragazzino di tredici anni, dislessico, che si pone come principale obbiettivo della sua vita scolastica il diventare invisibile, non attirare su di sé l’attenzione di qualche bullo di turno. E’ l’esatto opposto del fratello Jason, popolare, circondato da amici e da ragazze, campione di calcio. E’ il suo fratellone, quello che lo aiuta a leggere e gli infonde sicurezza.
Solo che arriva un giorno fatidico in cui Jason fa outing, dichiara di fronte alla famiglia allibita che Jason non esiste più, c’è Jessica. Questa rivelazione stravolge le vite di tutti: i genitori, più che distratti, si rifiutano di prendere in considerazione la possibilità di avere un figlio transgender.
Qui bisogna aprire una parentesi: uno degli aspetti più gustosi di questo romanzo, scritto con grande leggerezza e ironia, è proprio il ritratto dei genitori, coppia di politici in carriera, che per ogni gesto soppesano quanto potrà favorirne l’ascesa o meno. La madre è una sorta di novella Thatcher, mentre il padre ne è il segretario particolare e tutto nella loro vita, in un paese alle soglie della Brexit, è volto verso l’obbiettivo supremo, varcare la soglia del 10 di Downing Street.
L’ironia feroce verso la coppia di genitori li rende figure a tratti grottesche, mentre lo sconvolgimento del piccolo Sam, protagonista del romanzo e voce narrante, viene trattato con delicatezza. La sua vita viene sovvertita, la sua invisibilità sociale perduta per sempre, l’appoggio del fratello diviene ormai labile. Se Jason/Jessica vive tormentata il suo lento e incerto processo di cambiamento, Sam diventa lo zimbello della classe, è incapace di comprendere le motivazioni del fratello e si fa prendere dalla rabbia, tanto da tagliargli nottetempo la coda di cavallo dei suoi lunghi capelli biondi, senza mai ammettere di averlo fatto.
Un rifiuto in piena regola che non è l’espressione del perbenismo dei genitori, ma del panico causato dalla perdita del suo unico punto di riferimento.
Jason/Jessica se ne va di casa, grazie a una provvidenziale zia hippy, Sam è diviso fra la nostalgia e la rabbia per il presunto tradimento. C’è un percorso da fare e tutta la famiglia, nonostante tutte le resistenze, alla fine lo compirà. Con più affetto e meno certezze.
Come si comprende questo romanzo, non privo di difetti, ha comunque il coraggio di raccontare i problemi di chi nasce in un corpo che non gli corrisponde; ed è una scelta intelligente quella di raccontare questo travaglio dal punto di vista di chi è coinvolto affettivamente e non comprende quella sorta di tradimento che gli viene imposto.
Efficace la descrizione delle ambiguità, dell’incertezza, del travaglio che la scelta del cambio di genere comporta; funziona meno la resa dell’ambiente familiare, in cui è troppo evidente la sottolineatura sarcastica, che ha come obbiettivo una classe politica non molto apprezzata, a discapito di una maggiore credibilità umana.
La difficoltà della famiglia ad accogliere la diversità è un tema caro a Boyne, come per esempio in ‘Che cosa è successo a Barnaby Brocket?’, dove l’assurdo è un modo per rappresentare la distanza degli affetti dalla realtà delle persone, dalla loro singolarità.
Per ovvi motivi, non è un libro che si acquista d’impulso e schiere di mamme e di nonne lo hanno evitato con cura in occasione dei regali di Natale; è un peccato però, è un romanzo che, nonostante certe sue imperfezioni, merita di essere letto per il coraggio di affrontare un tema difficile e per la levità con cui riesce a descriverlo.
Lettura matura per ragazze e ragazzi a partire dai quattordici anni.

Eleonora

“Mio fratello si chiama Jessica”, J. Boyne, Rizzoli 2019


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