mercoledì 13 gennaio 2021

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)

LASCIARSI PIOVERE
 
Agni e la pioggia, Dora Sales, Enrique Flores 
(trad. Rossella Michienzi)
Kalandraka 2020
 

NARRATIVA PER MEDI (dagli 8 anni)
 
"Quella mattina, all'alba, volle uscire a bagnarsi. Senza pensarci due volte, sentì il bisogno di farlo, per cercare di togliersi di dosso quel senso di tristezza. Con l'acqua.
Si alzò facendo attenzione a non svegliare nessuno, e uscì dalla porta della baracca. Era solo nel vicolo, e rimase di fronte alla sua piccola casa dal tetto di latta. L'acqua cominciò a bagnarlo; una goccia, un'altra ancora... Era tiepida, come l'aria di quell'alba. Piano piano, gradualmente, Agni stese le braccia e iniziò a muoverle, su e giù, con lentezza, per sentire le gocce cadere sulla sua pelle, e in quel momento tranquillo, da solo con sé stesso, con le sue domande sentì che a volte è bene lasciarsi piovere."
 
Agni, con i suoi 10 anni, vive a Bombay, in una delle tantissime baracche che si affacciano su un vicolo fangoso. È uno dei tantissimi bambini che vivono in povertà estrema, è uno dei tantissimi che lavorano. Passa tutte le sue giornate con le mani nell'acqua acida a strofinare i panni sporchi nel lavatoio del signor Kumar. In questo modo contribuisce a portare qualche soldo a casa e a essere di aiuto al resto della famiglia. Tutti i giorni si ripetono uguali e uguale è il percorso ogni mattino per andare, assonnato, e ogni sera per tornare, stanco. Domenica a parte che è il giorno in cui non si lavora e si va al mare con il resto della famiglia con un motocarro in prestito o al mercato con la madre per comprare frutta e, se i soldi lo permettono, anche un pesce che diventerà saporito.
La felicità sembra essere lontana da qui. Eppure.
Come dice Ma, non è ricco chi possiede di più ma chi sorride di più, chi sogna di più. E questo Agni lo sperimenta ogni giorno, di sogno in sogno, di desiderio in desiderio. Immagina quando riesce a infilarsi nel piccolo cinema del signor Shanti, immagina quando con il suo dito viaggiatore esplora il vecchio mappamondo che ha a casa, immagina quando impara la parola amore, immagina il brivido sulle labbra di Lilli e il Vagabondo che si uniscono, immagina il sapore dei gamberi della signora Sharma, immagina quando decide di cambiare strada per tornare e sente che da una casa escono risate di bambini, immagina quando si siede con il suo migliore amico Abhay sulla vecchia panchina sul lungomare di Bandra.
 

Immagina ascoltando tutti i racconti che gli fa il suo fratello maggiore Vijay.


Questo libro ha dentro di sé almeno due voci. Una, più stentorea e più chiara, è quella che racconta un fatto certo che è la condizione sociale in cui Agni vive. Il fatto che a dieci anni abbia già alle spalle almeno altri quattro o cinque anni di lavoro, il fatto che si svegli alle cinque e mezza ogni mattina e non vada a scuola, il fatto che non sappia leggere o scrivere, il fatto che i suoi unici svaghi siano quattro calci al pallone nella breve pausa di pranzo e ogni sabato, dopo il lavoro, un film nella sala di proiezione a tre vicoli dal suo, il fatto che abbia sempre un po' fame, il fatto che il lavoro paia essere l'unico destino anche della piccola sorella Lalita, il fatto che Agni veda ogni sera Ma e Baba sfiniti di fatica.
 

A questa se ne intreccia un'altra, molto più sottile e profonda, che esprime qualcosa di non così tangibile, non così certo come è certa la realtà. Una voce che racconta la materia dei sogni, ovvero quello che sta dentro di noi. In altre parole esiste una prima storia che si dedica ai fatti della vita di Agni, attenta ai contorni delle cose. La seconda ha un modo di raccontare del tutto diverso. Le parole dicono ciò che non si può toccare, afferrare, perché non ha contorni e di solito è un po' più lontano: per esempio, ci dice dell'orizzonte dopo il mare sporco che Agni ha davanti quando siede con il suo amico a ragionare? Si tratta di parole che puntano anche verso l'alto, per esempio in cerca di una stella da regalare? Così facendo, la seconda voce ha il compito di raccontare il mondo interiore, i sogni, i desideri, i pensieri di quel bambino e di quel pugnetto di persone che gli girano attorno. E meno male che questo accade. In caso diverso, questa sarebbe solamente la storia di un mucchio di relitti.
E così accade che in un bambino - il cui nome significa fuoco - la fatica di una giornata a lavorare duro si 'incenerisca' su una panchina scrostata o nel buio di un cinemino, che l'odore acre dell'acido del lavatoio 'diventi fumo' di fronte al profumo dei manghi maturi del mercato, che poche rupie restino dischetti di metallo e che siano i sogni, invece, a cambiargli la giornata, che la pioggia forte di una notte, non sia solo fango all'alba, ma abbia il gusto di lavarsi via la pesantezza.
 
Carla



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