mercoledì 10 marzo 2021

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)

CON TUTTO SE STESSO
 
Mike, Andrew Norriss (trad. Sante Bandirali)
Uovonero 2020
 
 
NARRATIVA PER GRANDI (dai 12 anni)
 
Era stato mentre regolava la macchina lanciapalle per fare alcuni tiri in diagonale che Floyd si era accorto di essere osservato. Lungo un'estremità della palestra c'era una balconata in vetro e quando Floyd aveva alzato lo sguardo in quella direzione aveva visto Mike che lo fissava. Non ne era stato particolarmente infastidito, ma aveva trovato strano che qualcuno fosse lì la mattina così presto e si era chiesto come avesse fatto a entrare nell'edificio.
 
Così Floyd racconta al dottor Pinner, uno psicologo che lo sta aiutando, il suo primo incontro con la sua 'visione'. Va tre volte a settimana nel suo studio perché la presenza di Mike, un giovane dall'impermeabile nero che ha il vizio di comparirgli davanti in modo improvviso e inaspettato, ha cominciato a turbare la sua esistenza di grande promessa del tennis britannico.
Floyd ha quindici anni e da quando ne aveva tre passa quasi tutto il suo tempo con una racchetta e una pallina da tennis in mano. Suo padre, il suo allenatore, e sua madre, la più convinta delle sue sostenitrici, vedono la stoffa di questo ragazzino e stanno facendo di tutto perché Floyd diventi un fuoriclasse.
Ogni tappa della sua crescita sportiva è segnata e il suo calendario verso il successo è scandito con grande precisione. Roehampton, poi Wimbledon e poi gli Stati Uniti.
Fino al momento in cui un granello fa inceppare il meccanismo perfetto: la comparsa di Mike, qualcosa di familiare in lui, ma a tutti gli effetti uno sconosciuto...
La sua presenza, sempre più ingombrante e assidua, lo turba. Quando poi, durante un torneo, Mike entra addirittura in campo accanto a lui, Floyd esplode e soprattutto capisce che a vedere e sentire Mike sono solo i suoi occhi e le sue orecchie. I suoi genitori decidono che non si tratta più di una sua fantasticheria innocua, ma che è necessario e urgente intervenire. Se non altro per mettere in sicurezza il suo prossimo traguardo agonistico.
E così arriva il dottor Pinner: attraverso le chiacchierate con lui, Floyd piano piano scopre la ragione profonda di questa 'presenza' scomoda. Riesce a mettere meglio a fuoco se stesso e coloro che gli sono accanto e a capire che forse la comparsa di Mike non è un 'disturbo', ma un'opportunità.


Per un curioso gioco del destino, il libro Mike, come il suo protagonista misterioso, mi è comparso davanti e poi è sparito. Come Mike, anche il libro -senza preavviso- ha deciso di manifestarsi nuovamente.
E meno male che lo ha fatto.
Un romanzo che se non riesci a leggerlo d'un fiato, te ne dispiaci.
E non vedi l'ora che arrivi un'ulteriore sessione di lettura per andare avanti.
Le ragioni di questo valore risiedono, come di norma, nel 'come' e nel 'cosa' che lo compongono.
Il come. Il primo elemento visibile è la facilità e leggerezza di scrittura (e di lettura), magari anche aiutata da una buona traduzione e da un buon font.
Poi seguono la scorrevolezza, la costruzione di un'aspettativa nel lettore, la chiarezza nel raccontare la complessità, la varietà di scenari, i molti registri narrativi utilizzati, la credibilità dei contesti e di molti dei personaggi in azione. A chiudere, un finale rassicurante che di tanto in tanto, in tempi di incertezza estrema, dà anche lui il suo contributo alla piacevolezza.
Riguardo al 'cosa' c'è molto da notare perché la storia mette sul piatto una questione piuttosto complessa e nodale per ragazzi e ragazze in crescita. Sgusciando tra le tre parti che lo compongono, in uno slalom per non raccontare troppo, sarà sufficiente dire che sulle scelte di una persona gli altri, e in particolare i membri della famiglia, contano assai. Dietro questo potere degli adulti però si nasconde una forte probabilità di fare errori, seppure nell'inconsapevolezza o nella buona fede. Questo accade molto più di frequente di quanto si possa pensare.
Il merito di Mike sta nel fatto che mette nero su bianco il pericolo che spesso rappresentano le altrui aspettative, il rischio che si può correre nel diventare oggetto delle proiezioni dei propri genitori i quali, per superare le proprie sconfitte o delusioni, scommettono sulle vittorie dei figli, come riscatto personale. Con pari chiarezza mette sull'altro piatto della bilancia la possibilità concreta di dire no a tutta questa pressione, anche a rischio di ferire gli affetti.
Si - può - fare: è nel diritto di un figlio o una figlia opporsi.
Anche se non è per niente facile farlo. Anche in questo senso, Norriss non si nasconde e racconta con molta lucidità la confusione, l'insicurezza, la paura di sbagliare, di far male a qualcuno che si genera in chiunque viva la crescita verso l'età adulta, ovvero verso la ricerca del proprio posto nel mondo, ovvero l'esercizio della scelta, come un percorso consapevole, ma tutto da inventare e costruire.
Il fatto che qualcuno ti indichi, gratuitamente, la strada da prendere, potrebbe rappresentare un bell'aiuto. Una buona soluzione al problema. E questo è in sostanza il ruolo di Mike.
In una sorta di controcanto con il gran libro di Agassi, Open, anche Mike offre, magari a un pubblico di poco più piccolo e con qualche ingenuità in più, la sua storia vera.
E, per il puro gusto del paradosso, il vero che Norriss annuncia fin dalla prima pagina, è proprio lui, Mike: quanto di più immaginario ci sia. Eppure. 
 
Carla

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