lunedì 31 maggio 2021

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)

OSPITI INASPETTATI

Il compleanno del tasso, Toon Tellegen, Carll Cneut 
(trad. Laura Pignatti)
Topipittori, 2021
 
NARRATIVA ILLUSTRATA
 
"La donnola amava gli ospiti, ma solo se arrivavano a sorpresa. A volte passava qualcuno, bussava alla porta e diceva chi era, che passa di lì per caso e sperava di non disturbare, ma la donnola allora non apriva e diceva dall'interno: 'Eh già, pensavo che saresti passato... vai, vai, torna un'altra volta, ma vieni a sorpresa'.
Allora l'ospite casuale se ne andava deluso."


Una mattina però accadde qualcosa di insolito. La donnola sentì chiamare il suo nome, così chiese chi fosse e la risposta che la voce pronunciò la lasciò interdetta: non un nome, come si sarebbe aspettata, ma una domanda, a sua volta: indovina chi sono?
Questo mise in moto i pensieri di donnola che rispose, come suo solito che la cosa non la stupiva, ovvero che sapeva che sarebbe passato qualcuno e che le avrebbe chiesto di indovinare...
Ma la voce non si scompose e proseguì, avvertendola che le aveva portato qualcosa. Di nuovo la donnola si mise a ragionare e pensò che la cosa migliore da dire fosse quella di lasciare pure 'la cosa' fuori dalla porta, perché lei comunque avrebbe impiegato chissà quanto tempo a decidere se aprire o no l'uscio di casa.
La voce, per la seconda volta, non si scompose e disse che lei poteva aspettare, anche per giorni.
La donnola cominciò a smaniare e cercò di convincere la voce ad andarsene, perché comunque lei non aveva di certo fatto inviti.
La voce, per la terza volta, non si scompose e dichiarò di essere lì inaspettatamente, in ragione della cosa che aveva portato lì proprio per lei.
La testa della donnola era tutto un frullo di pensieri discordanti che si scontravano, così - in quella giornata così diversa dal solito - decise di agire...


Ci sono autori che meritano un tempo diverso. Un tempo che si possa distinguere, possa essere percepito come 'altro' rispetto a quello consueto.
Tellegen e Cneut, due passioni che condivido con l'editrice, sono tra questi.
Un tempo che forse sono loro stessi a suggerire, o per meglio dire, a rendere necessario. Un tempo denso. Un tempo lungo abbastanza per godersi, tavola dopo tavola, la botanica di Cneut e il bestiario di Tellegen. Per farsi attraversare dalle scelte cromatiche dell'uno e dall'immaginazione dell'altro.
 
 
E da qui, la prima ragione per averlo 'covato' un bel po'.
È sotto gli occhi e nelle orecchie di tutti che Toon Tellegen e Carll Cneut parlino lingue affini, condividendo una comune radice culturale. I Paesi Bassi, regione di grandi filosofi e pensatori e di immensi pittori e incisori, nederlandese l'uno e belga l'altro dimostrano in questo libro perfetta conoscenza del grande passato che li tiene insieme e che rende armonici i loro rispettivi linguaggi espressivi, i loro rispettivi immaginari.
Entrambi capaci di creare mondi alternativi alla quotidianità, e tutto sommato anche parecchio diversi, rispetto alla consuetudine cui ci hanno abituato i libri per l'infanzia. 
 

Inaspettati: da una parte le tavole di Cneut che, una volta di più, esprimono in un libro per bambini echi della pittura e del disegno dei grandi maestri della pittura e dell'incisione nordeuropea e dall'altra i racconti di Tellegen che, una volta di più, aprono scenari sorprendenti.
E da qui la seconda ragione di attenzione loro dovuta.
Le storie che Tellegen concepisce, e che hanno come protagonisti solo animali, sono sempre piene di tante cose: di tenerezza, di grazia, di poesia, di leggera follia, ma soprattutto di pensiero.
E non lo sono forse anche le tavole di Cneut? 
 
 
Si tratta per entrambi di mettere sulla pagina un pensiero denso, profondo, alle volte ombroso  (per esempio nei boschi oscuri e nelle dominanti nere e brune che esaltano il chiaro dei tronchi di betulla), alle volte ironico (nei bernoccoli dell'elefante o nel suo pancino rosa, o ancora nella felpa alla moda della donnola), ma sempre foriero di altro pensiero.
In sostanza, non è possibile leggere nessuna delle innumerevoli storie di Tellegen senza che la nostra mente si sposti, ovvero non possa accomodarsi, ma al contrario continui ad andare nell'interrogarsi, e prosegua sulla strada del ragionamento.
Senza per questo sentire necessaria una conclusione, ovvero una meta sicura.
 

Altrettanto non è possibile guardare nessuna delle tavole di Cneut senza che la nostra mente si sposti, ovvero non si possa accomodare, ma al contrario continui ad andare a cercare le radici di tale esperienza estetica, e prosegua sulla strada della bellezza.
Senza per questo sentire necessaria una conclusione, ovvero una meta sicura.
E da qui la terza e quarta ragione di interesse.
I libri di Tellegen (e si può aggiungere: ancor meglio se illustrati da Cneut) rappresentano un mondo a parte, non solo per i personaggi che sono in scena, ma soprattutto per come essi pensano, stanno al mondo e scrivono lettere. Intendo dire che nel loro spessore - che si percepisce attraverso le loro diversissime idiosincrasie, peculiari abitudini, e modi di agire - si delineano questioni davvero emotivamente molto profonde dentro cui ci si può infilare, a patto di farlo senza esigere nulla in cambio (altrimenti detta una soluzione, una risposta). Sono esperienze che si offrono nella loro gratuità, non hanno un prezzo, a parte quello dovuto al sapiente editore che pubblica libri del genere. 
Starli a guardare, starli a sentire, in altre parole farsi attraversare. E basta.
Non è forse così che si dovrebbe stare di fronte alla bellezza?
Tra i diciassette racconti che compongono il libro, ne ho scelto uno solo, come manifesto. Quello che, più di altri, ha lasciato in me una sensazione di stupore e di piacevole stupidità: d'altronde stupore e stupidità, oltre a condividere la stessa radice semantica, in me vengono a galla - quasi contemporaneamente - di fronte a una cosa bella.
E se questa cosa bella è un libro illustrato, la gioia è anche doppia perché si sa di poterci tornare ogni volta che se ne senta il desiderio, il bisogno.
Provo a chiudere il cerchio. 
 
 
E per farlo, torno a lei, alla donnola, con l'augurio di farvi scompigliare i pensieri come capita a lei, di considerare diversa la giornata, perché chissà che dietro la vostra porta, come dietro la sua, non ci siano Toon Tellegen e Carll Cneut, ospiti inaspettati che hanno qualcosa per voi...


Carla



Nessun commento:

Posta un commento