lunedì 27 settembre 2021

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)

KIM E' SOLO: TRE PAROLE DI PI GRECO
 
Una piccola cosa senza importanza, Catherine Fradier 
(trad. Ilaria Piperno)
Uovonero 2021


NARRATIVA PER GRANDI (dai 12 anni)

"Quando la dottoressa Sourieau, Sunder e la nuova arrivata spariscono nella yurta, scivolo dentro anche io. Sotto la tenda ci sono poche persone, è il momento in cui gli ospiti fanno la doccia prima di cenare. Marie-Antoniette e Denise, due congolesi che lavorano al campo base, sistemano sui tavoli delle bottiglie d'acqua e focacce di manioca. Un odore di capretto arrosto ristagna sotto la tenda. L'immagine dei pezzi di carne marrone mi fa venire la nausea, ma la scaccio per concentrarmi sulla nuova arrivata, in disparte rispetto alla dottoressa Sourieau e Sunder che parlano a bassa voce."

È esattamente questo il momento in cui Sacha, il figlio Asperger della dottoressa, vede per la prima volta Destinée. Lei, come tutti i ragazzi ospiti del campo MONUSCO (la missione delle Nazioni Unite per la stabilizzazione della Repubblica Democratica del Congo), arriva ferita e come loro è una kudogo, una bambina-soldato della famigerata regione del Kivu.
Nonostante il loro primo incontro sia stato piuttosto burrascoso - perché entrambi, nello sfiorarsi, hanno cacciato un urlo e ci è scappato anche un morso a Sunder, il Casco Blu nepalese - i due, da questo momento in poi cominciano un lento ma costante percorso di avvicinamento reciproco che li porterà a sentirsi, pur nella grande diversità, fratelli inseparabili.
Sacha, tredici anni, segue sua madre medico in tutte le sue missioni umanitarie. Dal giorno, era un lunedì, in cui lei decise di toglierlo definitivamente dalla scuola dove stava per essere ucciso da un gruppo di bulli violenti, Sacha la accompagna ovunque, a patto che lei gli permetta di avere sempre con sé una piccola tenda - il suo Piccolo Rifugio - in cui rintanarsi per dormire o quando per lui sia necessario trovare il silenzio e la solitudine. A patto di non fagli mangiare mai nulla di marrone, a patto di fargli portare i suoi  46 Moleskine dove annota tutto quello che gli sembra interessante e dove sta scrivendo le sue Parole di Pi greco, una storia "in cui ogni parola contiene nel medesimo ordine  il numero di lettere corrispondente alle cifre nella serie dei decimali del pi greco."
Destinée, quindici anni, vuole a tutti i costi farla finita con la vita che ha fatto fino a ieri, ma è altrettanto determinata a riprendersi il suo piccolo bambino che i ribelli le hanno sottratto. Vuole ritrovarlo e con lui tornare al villaggio, dalla sua famiglia per dimostrare loro che lei con quella vita terribile ha chiuso.
Per fare questo architetta un buon piano in cui anche Sacha dovrebbe avere un piccolo ruolo, di 'specchietto per le allodole', nel momento del furto delle armi da parte della ragazza. Le cose prendono una piega inaspettata e a fuggire dal campo, a cavallo di una motocicletta, diretti verso la foresta dove si nascondono i ribelli ora sono in due.


Autrice di gialli, molto amata in Francia, Catherine Fradier è al suo primo libro per ragazzi, ma già sappiamo che a questo, scritto nel 2016, in patria se ne è aggiunto un secondo nel 2019. Ed è ancora un episodio delle Cronache lunari di un ragazzo bizzarro. Lo aspettiamo trepidanti, perché questo primo ci ha convinto.
Sebbene sia costruito intorno a una situazione piuttosto inverosimile, quella di un ragazzino Asperger paracadutato in un paese così difficile come il Congo, tuttavia la storia sta in piedi perfettamente. Da una parte c'è la complessità di una situazione 'esplosiva' come quella del Congo che abbiamo imparato a conoscere come autentica a nostre spese ancora poco tempo fa con il caso dell'agguato al convoglio che guidava l'ambasciatore Attanasio, e dall'altra c'è la storia personale di un ragazzino autistico.
Fin dalle prime pagine ci troviamo nel mezzo delle cose, così come accadono e così come le vedono gli occhi del piccolo Sacha e piano piano il suo modo di leggere la realtà diventa il nostro. In questo senso, le pagine dedicate all'osservazione delle formiche o quelle sui compleanni dalla nonna Tartine sono dei piccoli gioielli. Inevitabilmente ci affezioniamo e facciamo nostre le sue modalità di ragionamento, al punto che arriviamo quasi a prevedere le sue reazioni agli eventi ancora prima che accadano. Scopriamo solo con il passare del tempo il passato di questo ragazzino, quando ormai di lui conosciamo alla perfezione il presente. Ed è curioso che questo aspetto non prenda mai il sopravvento, come ci si potrebbe invece aspettare. Le modalità del pensiero di un autistico sono diventate - a questo punto - così naturali, che a tutti gli effetti costituiscono l'unica chiave interpretativa della vicenda. In sostanza, ne costituiscono le solide fondamenta, su cui la Fradier costruisce il lato avventuroso che - a ben vedere - è la materia che fino a oggi ha caratterizzato la sua scrittura, così tanto apprezzata Oltralpe.
Dal momento in cui l'azione prende il sopravvento su tutto il resto, il lettore non riesce più a staccarsi dal libro, a metterlo giù per una pausa. Con una tensione sempre crescente, con una sequenza di colpi di scena, con una partecipazione emotiva nei confronti dei due giovani protagonisti, si arriva alle ultime pagine letteralmente senza fiato.

Carla

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