mercoledì 6 dicembre 2023

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)

LA PIU' GIUSTA

Cerca cerchi, Chiara Carminati, Massimiliano Tappari 
Lapis 2023 


POESIA ILLUSTRATA 

"Cerca il cerchio che racconta 
quanto è lungo il tuo passato 
tutto il tempo che si conta 
dal momento in cui sei nato" 

Una foto in sezione di una legnaia, una torta di compleanno con tante fragole, qualche mirtillo e un bel po' di cuori e al centro 'Auguri Teresa' , una cicogna su un posatoio per un futuro nido, chissà, un grande orologio a muro. Senza lancette. 
Queste le quattro immagini che si spartiscono con cadenza regolare le pagine di destra, mentre quelle di sinistra ospitano un breve suggerimento in rima che con regolarità comincia sempre con Cerca il cerchio e con altrettanta costanza crea un indovinello che deve portare chi legge verso l'immagine, tra le quattro, più giusta delle altre.
 

Cercare un cerchio che ti sfida a giocare con lui in ogni posto (magari all'aria aperta). Cercare un cerchio che è mezzo vero e mezzo finto e che sta un po' per aria e un po' nell'acqua. Cercare il cerchio che di notte, mentre dormi è lì che ti segue con affetto. Almeno due giorni al mese... 
Il gioco è molto chiaro e dichiarato, ma tutt'altro che scontato è il risultato. Una cosa sola è certa, che può essere moltiplicato. 

Le cose intelligenti di questo libro sono numerose. E tutte sembrano convergere su una richiesta precisa di osservazione e riflessione attenta. Un lettore distratto, una lettrice che va di fretta, un lettore dallo sguardo spento, una lettrice superficiale - ammesso che esistano - non sono fatti per questo libro. 
Lui si presenta, fin dalla copertina, benevolmente ingannevole. Fin dal grande bottone rosso, lievemente in rilievo rispetto al quadrato bianco che lo accoglie e incornicia, ci si illude di vedere una cosa che invece è un po' diversa. La sfida è quella di non andare subito con le dita a verificare che i due buchi per il filo siano realmente cavi. 


Entriamo nel libro. E il suggerimento che si legge, a mo' di introduzione (l'unica parte non in rima di tutto il libro) ci avvisa di due cose. 
La prima: la macchina fotografica appiattisce ciò che nella realtà può avere la forma sferica o semisferica e può far diventare grande ciò che è minuscolo e viceversa. 
Vien da pensare: l'obiettivo di una macchina fotografica ha un che di 'socialista' in sé: riduce le diseguaglianze. E ancora: l'obiettivo di una macchina fotografica sa essere riassuntivo nella sua capacità di cogliere l'istante, di congelare l'oggetto in una forma che ne è anche sintesi. E infine: l'occhio e la testa del fotografo che scatta (e qui anche di chi scrive) sono quelli di un inventore, per il suo creare ad arte. 
La seconda cosa dell'introduzione, invece, mette in guardia: la ricerca del cerchio giusto non è così immediata. Bisogna osservare, ma soprattutto pensare. Ma ci ritorniamo. 
Le sedici piccole foto, solo qui a sinistra del testo, insieme ai risguardi, sono scatti - quasi tutti zenitali - degli innumerevoli cerchi che 'circondano' le nostre vite: dai cavi attorcigliati, agli orecchini, dai rosoni per gli scarichi dei pavimenti, alle aureole dei santi, dai cerchi delle botti, ai canestri da basket, dai quadranti (!!) di una bilancia ai segni di ruggine lasciati da un barattolo.... Sono lievemente meno significative di quelle che sono diventate protagoniste nelle pagine, ma stanno lì a dimostrare che siamo circondati da un universo di forme circolari: le cose vanno guardate e colte. E, se se ne siamo capaci, anche immaginate per qualcosa d'altro. Ma questa è un'altra storia. 


Ed è di nuovo per questa ragione che anche l'ultima pagina del libro va letta come un preciso invito a continuare a guardarsi intorno: Cerca i cerchi del tuo mondo - acqua aria terra fuoco: un sassetto lanciato in uno stagno fa anelli, un soffione maturo è sfera, la base del lanciatore in un campo da baseball è tonda, un fornello acceso è un piccolo cerchio di fuoco. 
Dunque, si diceva, osservazione e riflessione. 
La differenza che rende il gioco ancora più interessante sta nell'allusione, nell'ambiguità, nel piccolo tranello che il testo costruisce sapientemente intorno alle figure (o sono le figure a farsi adatte e messe lì in connessione al testo?). 
Una sola risposta è quella giusta, ma i nessi sono molti di più. 
Per questo non bisogna essere distratti, o precipitosi, o superficiali. Ma l'esatto contrario: attenti, riflessivi e accurati. 
E poi la risposta, quella più giusta delle altre, arriva. Ma il divertimento non si esaurisce in questo. 
Può e deve essere rilanciato, nell'osservazione delle altre tre immagini che non sono lì solo a far cerchi, ma appunto, alludono, ammiccano, accennano, sottintendono altri significati e ragioni per il loro essere lì. 
A voi il divertimento di leggerle e poi capirle in questo senso. 

Carla

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