NELLA BURRASCA, UN PORTO SICURO
Nella
burrasca, Brian Floca, Sydney Smith (trad. Damiano Abeni)
orecchio acerbo 2025
orecchio acerbo 2025
"Prendimi
per mano,
andiamo a guardare
il mare prima della burrasca.
Imbocchiamo la
strada di ghiaia che scende alla baia, ogni passo uno scrocchio.
Superiamo la
stalla, usciamo dal bosco, ci troviamo allo
scoperto, sotto un cielo pesante e sempre più cupo.
Sentiamo le
folate del vento, un vento sempre più forte. Rimbomba nelle
orecchie,
scuote le piante,
sbatte i rami sui rami, toc toc toc!
Sugli scogli non
ci siamo più mossi,
scogli come immensi ossi,
consumati e
percossi
dall’acqua e dal tempo,
da burrasche come questa
che ci sta
venendo addosso."
Due
bambini decidono di comune accordo di uscire e andare incontro alla
burrasca che si vede all'orizzonte. In fondo è un pericolo lontano:
lo si può guardare.
Seguono
il sentiero che porta al mare. Attraversano un bosco e il cielo si fa
sempre più nero. I rumori del vento sono forti e anche il mare si è
ingrossato e loro, fermi sugli scogli, sono colpiti dagli spruzzi che
fanno le onde.
Potrebbe
bastare e potrebbe essere il momento di tornare indietro. Ma no.
Continuano
a camminare lungo la costa. Incontrano la vicina di casa che
suggerisce loro di rientrare perché la burrasca è sempre più
vicina. Ma no.
Continuano
a camminare, mano nella mano: vedono un faro e case abbandonate.
Comincia
a piovere, ma loro continuano a camminare e attraversano il villaggio
sotto un acquazzone potente. Potrebbe essere questo a fermarli. Ma
no.
I
negozi che di solito sono pieni di gente, le strade che di solito
brulicano, la gelateria amatissima ora sono luoghi deserti e
spettrali.
E
poi BUM! il primo tuono...
Un
testo che suona dal principio alla fine. Questo è quello che Brian
Floca ha concepito un giorno durante una sua residenza artistica.
Come nella maggior parte dei suoi testi, c'è una musicalità
potente.
Qui forse anche più che altrove.
Lui,
che di mestiere fa l'illustratore (e che illustratore: allievo alla
RISD di David Macaulay; Caldecott Medal nel 2014, se non erro), capisce che questa bella prosa poetica lui non la illustrerà mai. Il
suo modo di disegnare non è adatto, si tratta di un testo
estremamente 'visuale' ma lontano dalle sue "precisioni"
alla Macaulay.
E
così succede quanto segue: durante una visita di Sydney Smith nello
studio di Brian Floca a Brooklyn (i due si conoscono e si stimano
reciprocamente un bel po', come è giusto che sia), quest'ultimo gli
propone di leggere Island Storm e gli chiede di illustrarlo.
Quella
burrasca che cresce, quella natura così forte, quei due bambini in
cerca di emozioni e avventura, piccoli, coraggiosi e così
intimamente legati fra loro, quella loro voglia di andare avanti
nella certezza che insieme ce la faranno a superare ogni ostacolo,
tutto questo è nelle corde di Sydney Smith da sempre.
Per
i più distratti, basterà ricordare Piccolo in città, dove
il coraggio di un piccolo è sotto gli occhi di tutti, oppure
riandare a Io parlo come un fiume, dove il rombo scomposto
quanto naturale di un fiume è la chiave del libro, oppure ancora
rileggersi Ti ricordi? dove l'essere in due nei ricordi così
come davanti all'incertezza di domani può rappresentare il
dissolversi di molti timori, di grandi e piccoli.
Quindi
accade che Sydney Smith accetti entusiasta.
I
due si parlano poco durante la fase di creazione di Smith.
Fanno solo
due chiacchiere intorno a un paio di punti che riguardano i
personaggi e la loro reciproca relazione.
Poi
Sydney Smith parte e con i suoi disegni e cerca di dare ancora più
forza e potenza a un testo che è già pieno di bellezza.
L'aspetto
che lo colpisce e che gli interessa più di ogni altro è il rapporto
interpersonale tra i due bambini. Gli piace questo loro andare avanti
a farsi reciprocamente coraggio. Gli piace che si mettano alla prova.
Gli piace che provino entrambi e insieme tanto il coraggio quanto la
paura. Gli piace massimamente il finale, al quale aggiunge un
dettaglio che fa saltare sulla sedia Brian Floca.
Ma
se ne parlerà fra un attimo.
Quei
due che sfidano la burrasca, che vogliono osare pur avendo paura, che
si sentono forti perché non sono da soli, gli ricordano tanto la sua
infanzia quando suo fratello più grande di otto anni se lo portava
sempre dietro. Ma nello stesso tempo quei due bambini gli ricordano
anche i suoi due figli: Sam il maggiore ed Emrys il più piccolo,
biondo pannocchia. Se aveste curiosità di vederli, non avete che da
andare a vedere la magnifica copertina del catalogo degli
illustratori di BCBF 2025: sono quei due, ritratti mentre disegnano
nella cucina di casa, inondata di luce.
E
questo è quello che accade.
I due bambini - non meglio definiti nel
testo - diventano un fratello e una sorella, ovvero prendono la forma della loro relazione reciproca, due fratelli ma anche due amici solidali tra loro che, con impermeabili e
stivali di gomma, vanno a vedere il mare in burrasca, corrono nella
campagna, non danno retta alla vicina, arrivano nel villaggio che
conoscono, ma sotto tutta quell'acqua, quasi non riconoscono...
Poi
c'è qualche cosa che nel testo inverte la rotta (come in Sendak o in
Rosen/Oxenbury): qui si tratta di un tuono.
Come negli altri due
esempi, il nastro si riavvolge fino a tornare a qualcosa che possa assomigliare a un porto sicuro.
Ed
è qui che Smith inserisce un elemento visivo, che nel testo manca
totalmente: una donna che corre nella pioggia, spettinata e coperta
dal suo trench giallo, uscita di casa con una torcia in mano e una
faccia preoccupata.
Nel
testo, potete controllare, tutto questo non c'è.
Eppure quella
mamma, finora nascosta, è davvero un regalo immenso per il libro.
E
questo Brian Floca lo capisce al volo. E, commuovendosi di gioia davanti alla copertina, pensa tra sé quanto sia
bello vedere le proprie parole cambiare e crescere nelle mani di
altri.
Sommessamente si potrebbe soggiungere: e che mani...
Gli piace così tanto l'idea di questa mamma nella pioggia che modifica, ovvero taglia,
anche parti di testo per seguire l'intuizione di Smith.
Quella
madre, grazie a quella torcia, è lì a dire un sacco di cose che il
testo tace: "sono spaventata quanto voi, bambini". "Vi
vengo incontro, bambini, per portarvi in salvo." E in
quell'abbraccio, che commuove, aggiunge senza dirlo "Io sono il
vostro porto sicuro. Nella burrasca."
Carla





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