"UNA FORMA NUOVA"
(adattamento e collaborazione ai testi di Federico Appel)
Parapiglia 2025
ILLUSTRATI PER MEDI (dagli 8 anni)
"GIORNO 1
Riolo dei Bagni sorge lungo il fiume Senio, sulle prime colline della Romagna, a metà strada fra l'Appennino e la via Emilia.
Un paese tranquillo, orgoglioso delle proprie acque termali, abitato da gente sincera e laboriosa.
Anche ora, nell'autunno del 1944, la guerra ha intaccato solo parzialmente la tranquillità di Riolo. Se si esclude l'assenza di uomini in età di leva, impegnati al fronte o chissà dove, qualche famiglia ebrea nascosta da qualche parte, qualche sfortunato incappato nei rastrellamenti nazifascisti.
Ma le cose stanno per cambiare."
Se da una parte la popolazione di Riolo dorme tutto sommato sonni tranquilli perché gli alleati stanno arrivando, dall'altra i tedeschi decidono di bloccare l'avanzata degli inglesi in arrivo da sud e lo fanno concentrandosi su un ponte che attraversa il Senio e vogliono anche sfruttare le montagne intorno a Riolo come postazioni difensive.
Quindi Riolo, che fino a quel giorno era stata ai margini della battaglia ne diventa il centro.
La prima conseguenza ricade sulle donne, sui bambini e sui vecchi che cercano rifugio in un paese che non è preparato e non è attrezzato. Veramente anche le persone non sono preparate: per loro in qualche modo la vita di tutti i giorni, quella fatta finora, deve continuare. Il signor Galli continua imperterrito nella sua passeggiata quotidiana, e pazienza per le bombe. Le esplosioni distanti sono i fuochi d'artificio per Battista. Ognuno di loro sembra diviso a metà tra la consapevolezza della guerra e la necessità di continuare la vita di sempre. Nessuno di loro dimentica del tutto, nessuno di loro annichilisce la propria indole: e quindi le ragazze insidiate dagli ufficiali fascisti non si fanno scrupolo del pericolo e li prendono a male parole, costi quel che costi, e il vecchio Maciulì riesce nell'intento di consegnare un gruppo di soldati tedeschi senza che nessuno si faccia male...
Questa è la storia di un pugno di persone coraggiose, di un piccolo paese di collina romagnolo che per 127 giorni è diventato il bersaglio degli ultimi colpi di quella guerra insensata.
E ha saputo resistere, nonostante tutto, fedele al proprio ideale di libertà.
Il perché Andrea Rivola abbia risposto con entusiasmo alla richiesta del Comune di Riolo di celebrare gli ottant'anni della Liberazione con un libro illustrato è facile da capire: lui vive lì.
La storia di Riolo è la sua storia.
Nelle poche righe che questo spiegano prima che il libro cominci si legge: provare a raccontare, in una forma nuova, eventi tanto importanti.
A prescindere dall'importanza dei fatti, dalla bellezza delle persone che questa storia l'hanno vissuta, di fatto l'hanno creata, la cosa che colpisce è davvero quella "forma nuova".
Intendo dire il modo in cui Rivola, con il supporto ai testi di Federico Appel, ha deciso di raccontarla.
Il materiale da cui gli autori hanno attinto è un altro libro, scritto da Leonida Costa - Le 127 giornate di Riolo - che risale al 1962. Già in quella fase la storia viene ricostruita attraverso le testimonianze orali. Ma Rivola e Appel hanno fatto un passo ulteriore, integrando il racconto attraverso anche i diari fondamentali di due testimoni riolesi, Vincenzo Cavara, all'epoca sedicenne, e Clara Zanotti, diventata staffetta partigiana.
Questa diversità di voci trova un suo corrispettivo nella concezione del libro.
Non lo si può chiamare un fumetto, e non è neanche un diario illustrato. Non è neppure un albo o una storia con le figure, come siamo abituati a vedere.
C'è un calendario che segna i giorni, ci sono i panel, le vignette, che arrivano dal fumetto, e del fumetto ci sono anche i balloon, ma ci sono anche consistenti blocchetti di testo. Ci sono tavole a doppia pagina, ma ci sono anche sequenze di tavole più piccole che hanno il compito di dare velocità maggiorata rispetto a un respiro più lento e cadenzato.
Insomma, è una polifonia di voci, di ritmi e anche di spessore dei fatti, che - mi pare evidente - corrisponde alla pluralità delle fonti e delle voci narranti.
Su tutto si espande il disegno di Rivola che, fedele alla consegna, tiene tutto assieme e mantiene un suo tono ben preciso, pur diversificandosi in molti e diversi rivoli (!) con l'esito rassicurante di essere sempre un piacere vederlo.
Carla





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