venerdì 13 febbraio 2026

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)

alla Vale 

LA GALLINA NON È UN ANIMALE... INTELLIGENTE 

Che bestie, Gek Tessaro 
Lapis 2025 


ILLUSTRATI PER PICCOLI (dai 4 anni) 

“Cara mamma” ho domandato 
 perché proprio sei galline?” 
 Mi ha risposto che al mercato 
 le sembravano carine. 
“Ma non era meglio un cane, 
 una palla o un fratellino? 
 Cara mamma, tu hai presente 
 che sarei anche un bambino?” 

“Cosa c’entra?” mi ha risposto 
“Sei mio figlio, sei speciale: 
 per te voglio solo il meglio 
 e un regalo originale. 
Però certo tu non devi 
accettarle ad ogni costo 
se il regalo non ti piace 
posso sempre farle arrosto!” 

 Brevissimo antefatto. 
 Quel giorno è il giorno del suo compleanno: sei anni. La mamma, che è strana forte, si presenta davanti al suo bambino esterrefatto con un regalo originale. Sei galline (ma a contarle sembrano cinque). Vive.
 


Fine dell'antefatto. 
La minaccia di farle arrosto convince il ragazzino ad accettarle in dono e qui comincia il suo strano pomeriggio, passato dietro alle pennute. Quelle piangono disperate perché temono un infausto destino e il ragazzino fa fatica a concentrarsi per studiare geografia. 
Alla fine lascia i libri e con le galline gioca - dagli scacchi a mosca cieca - e la situazione seppure lievemente, ma migliora. Ma quelle, nonostante quel che si dice, di andare a dormire non ci pensano nemmeno e anche quando a casa è una tigre a suonare il campanello, quelle non fuggono atterrite, ma le si mettono davanti e ricominciano a frignare. 
 La tigre, dal suo canto, sebbene di mangiarle avesse in mente, a vederle così bagnate non le apprezza e si sdraia tristemente sul pavimento. 
Quelle ne approfittano e anche con lei vogliono giocare e mentre in casa si è creato quindi un bel baccano, quel ragazzino riesce anche a ripassare greco e storia... Ma la giornata non può finir così. 
Entra il padre, lui è quello strano veramente, con la sesta gallina, che evidentemente si era smarrita (ecco che ora i conti tornano!), tenuta per il collo, ma con al seguito anche un regalo tutto suo, per quel povero bambino. Un dono degno di lui! 

Le piacevolezze di questo libro sono almeno cinque (!).


La prima, ovviamente, è l'idea di partenza. 
Quella di costruire una storia bella assurda dove una madre originale regala, per il suo sesto compleanno, al proprio figlio un animale (in verità sei) che non ha gran fama di essere particolarmente interessante. Ecco. Ancora una volta le galline sono il bersaglio ideale per chi vuol far ridere la gente. 
Dalla Gallina , monologo-canzone di Cochi e Renato in poi, per questi poveri pennuti non c'è stato più riscatto. Dove c'è una gallina - qui addirittura 5 e poi 6 - si riderà per certo. Un po' come succede con la pistola che nei film viene inquadrata: prima o poi sparerà... 
La chiave sta nell'aver creato, grazie alla loro fama, un inceppamento mentale, una variabile impazzita nella consuetudine del regalo di compleanno. 
Per di più, queste galline hanno la lacrima facile, circostanza che le rende ancora più assurde dell'assurdo loro essersi trasformate in dono. 
La seconda cosa è il testo scoppiettante che va avanti in rima con allegro ritmo cadenzato. 


Lo zampino di chi ha curato l'editing si percepisce nella ricerca di termini non così scontati: lo sgomento con il tormento... le galline come commosse, e anche appiccicose, ma il meglio lo si raggiunge con

 “Le galline sono mie 
 io ho il senso del possesso.” 

Leggerlo ad alta voce è un obbligo morale.


La terza cosa sono i disegni, ossia i coloratissimi quanto sbilenchi collage di Gek Tessaro che riempiono ad arte il bianco delle pagine. E che fanno ridere quasi quanto il testo. 
E soprattutto che ci raccontano una storia nella storia, un conto che non torna agli occhi di tutti quelli che sono stati attenti... 
La quarta cosa è la capriola del finale sulla quale si deve solo tacere. 
La quinta è l'allegria diffusa che di norma si genera quando si ha in mano la maggior parte dei libri di Gek Tessaro. 

Carla 

Noterella al margine. Resta da capire quali siano effettivamente le bestie cui allude il titolo. Io un'idea l'avrei...

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