Il fantasma del conte, Sara Marconi, Nicolò Mingolini
Pelledoca editore 2026
NARRATIVA ILLUSTRATA PER MEDI (dai 7 anni)
" 'Nonna, scusa, di chi è questa casa?' chiese Nicolò ancora asserragliato in macchina.
In effetti la casa che avevano davanti era quanto meno originale.
Sarà stata la pioggia, il buio che stava calando, tutto quel silenzio: quella villa cadente, con una persiana mezza rotta e quei finestroni così grandi e bui, quella strana torretta a punta e l'aria disabitata da sempre, era veramente lugubre.
Non il posto dove Nicolò avrebbe scelto di passare il weekend, ecco."
Eppure.
Lui e la sorella più piccola, Ada, che negli ultimi tempi è stranamente taciturna, inappetente e solitaria, sono in macchina con la nonna.
Il progetto prevede un fine settimana nella casa disabitata di un'amica della nonna.
Breve antefatto. Ada è strana in questi ultimi giorni: la sua proverbiale chiacchiera, la sua passione per il clarinetto e per il gioco in generale sono sparite. Cosa le sta succedendo? La madre non si dà pace quindi quando si presenta l'occasione di quella 'gitarella' proposta dalla nonna al solo Nicolò non ci pensa due volte e trasforma d'imperio il weekend con un nipote in un weekend con due nipoti.
Così ora, all'imbrunire, i tre sono arrivati a destinazione. Ada continua nel suo mutismo e la nonna ostenta una spensieratezza che Nicolò non giustifica, visto il luogo.
Una casa spettrale, grande e piena di ragnatele, sale e mobilio fuori misura, dove sono molte le cose che non funzionano: la prima fra tutte la corrente elettrica. Tra parentesi, come farà il povero Nicolò che si è riempito lo zaino di computer e tablet e tecnologia informatica varia?
E, come se non bastasse, fuori diluvia e fa un gran freddo.
Questa è la storia del loro fine settimana, indimenticabile.
Nicolò, nonostante apra di rado la posta elettronica di famiglia, è il degno erede di una genia di informatici sempre molto indaffarati e frettolosi, ma ha invece una nonna tranquilla sempre sorridente che non è un talento nel raccontare storie di paura ma che ha una dote nascosta che anche il nipote Nicolò ignorava fino all'altro giorno.
Lei sa come 'far andare di là' qualcuno che muore e che si ostina a non voler attraversare La Porta...
Ed eccola qui in tutta la sua bellezza, l'idea intorno a cui tutto ruota: quando si muore, ci si trova davanti a una porta, quella che mette in contatto il di qua con il di là.
Quando si muore va semplicemente varcata, ma talvolta può accadere che ci sia ancora qualche questione da risolvere nel di qua e quindi il di là può attendere e la porta fluttua nell'aria senza costrutto e senza essere aperta. E nascono così i fantasmi e le loro inquietudini...
Ed è questa la condizione in cui Sara Marconi fa vivere i suoi personaggi: una casa disabitata da sempre perché infestata, due ragazzini curiosi (la curiosità distoglie Ada dal suo mutismo e dalla sua inappetenza) e una nonna con bei poteri. Non certo una ghost buster, quanto piuttosto una ghost whisperer, o forse sarebbe meglio dire ghost's helper. Lei sa parlare con i morti irrequieti e ha come obiettivo quello di condurli, con la gentilezza che contraddistingue sempre i suoi modi, davanti a una porta fluttuante nell'aria. Lei li aiuta nel difficile passo verso l'apertura, li convince per il bene di tutti a varcarla e li incita a proseguire verso ciò che c'è al di là.
Un po' di riflessioni.
La prima riguarda il garbo dimostrato da Sara Marconi nell'inventare una storia da pelle d'oca, ma non perdendo mai di vista che la pelle in questione è piuttosto giovane. Una certa qual serietà di fondo che attraversa le sessanta pagine per cui alla fine del libro si ha davvero la sensazione di aver letto una storia da brividi in miniatura.
La seconda riguarda il canone e un paio di questioni interessanti. Lui, il canone, è salvo eppure, arrivati in fondo, oltre ai brividi, chi legge si porta a casa anche una manciata di questioni interessanti e piuttosto universali: andarsene è una porta da varcare? Il di qua con le cose che si lasciano? E il di là, con le cose che si potrebbero o vorrebbero ritrovare?
La terza riguarda il senso che tutto ciò può avere per i fantasmi, ma anche per una bambina, vivissima, anche lei davanti a una sua personalissima porta...
Bella idea!
solo per oggi, Carla (Ghisa degli Alberti)
Noterella al margine. Il fantasma di questa storia di Sara Marconi, ossia il conte Anselmo, appartenente alla nobile schiatta dei Ghisalberti (la mia nonna paterna che alla nobiltà ci ha sempre molto tenuto... sarebbe raggiante), mi è stato molto caro da vivo e anche da fantasma continuo a volergli un gran bene. E voglio un gran bene anche a Sara Marconi.
Ma questa è un'altra storia...



Nessun commento:
Posta un commento