venerdì 19 giugno 2026

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)

DI GRAZIA E GENTILEZZA

Baldo prende l'autobus, Inbar Heller-Algazi (trad. Simona Mambrini) 
Babalibri 2026 


ILLUSTRATI PER PICCOLI (dai 4 anni) 

"Mamma e papà dormono ancora. Strano: è ora di andare a scuola... 
Be’, vorrà dire che oggi se la caverà da solo! 
Baldo va in bagno a lavarsi i denti, scende le scale senza far rumore, e si prepara per la giornata. 
Mentre in cielo spuntano le prime luci del giorno, ecco che arriva il suo autobus." 

Baldo ci salta su, saluta l'autista e il cane di lei che è acciambellato accanto al grande volante. Si chiama Toto. Baldo si va a sedere nel suo posto preferito: in fondo in fondo. 
E, forse complice il lieve dondolio dell'autobus o il fatto che stamattina si sia svegliato davvero presto, Baldo si appisola sul sedile con lo zainetto di scuola accanto. E quando si risveglia, grazie ai respironi che Toto, gli fa vicino alle orecchie, fatica a uscire da ciò che stava sognando, ma capisce presto di non sapere dove si trova: quello che vede dai finestrini dell'autobus non gli è familiare per niente. 
Il mare, la spiaggia... altro che città, altro che scuola. 
E quando vede l'autista del bus, seduta di schiena su una roccia davanti al mare, con suo figlio accanto e il canetto che scorrazza tra gli ombrelloni e l'acqua, le chiede aiuto. E lei, gentile come d'abitudine, gli spiega che oggi è domenica e che, come ogni domenica, ha portato a divertirsi - prima della corsa di ritorno tra un'ora - il suo piccolino e soprattutto Toto che per l'acqua ha una vera passione. 
In che guaio si è cacciato? Ma forse non lui e non tutto è perduto... 


Questa è la storia di un orsetto che voleva fare tutto da sé e di un'autista dell'autobus parecchio gentile... 

Terzo episodio che ruota intorno a Baldo, un orso-bambino, che Babalibri pubblica in traduzione dal Moumoute originale di Inbar Heller-Algazi. 
Una delle caratteristiche che vengono ascritte a questa autrice berlinese, ma trapiantata a Tolosa, è la sua grande capacità di creare piccoli mondi, piccole società animali in cui convivono con assoluta naturalezza e in grande armonia bestioline e bestiolone tra loro piuttosto diverse: grilli, orsi ed elefanti (ma anche asini, giraffe e ippopotami e lepri). E un cane. 


La naturalezza non dovrebbe stupire più di tanto, ma di certo la diffusa armonia nella convivenza e la gentilezza, invece, sono un valore aggiunto. 
Come spesso succede nei libri per i più piccoli - in questo caso è un libro che anche bambini che ancora non sanno leggere apprezzeranno, ma ancora di più piacerà a chi lo userà come "palestra" di lettura, visto lo stampato maiuscolo - si raccontano piccoli modelli di buon vivere insieme. 
E in Baldo prende l'autobus questo appare molto evidente nella cura che l'autista, una mamma elefante, dedica al piccolo orso, temporaneamente solo soletto e un po' sperduto. 


Pranzano assieme, legano in amicizia il piccolo elefante e il piccolo orso, condividono temporaneamente l'aquilone, ma anche il cane e il cibo per il picnic sulla spiaggia. 
E soprattutto l'autista elefante riallaccia il filo interrotto tra Baldo e i suoi genitori; li chiama, li tranquillizza e si fa carico di riportarlo in città da loro a fine corsa dell'autobus. 
Così anche gli adulti che questo libro lo leggeranno con i propri bambini si potranno sentire rassicurati. Che non è poca cosa. 
La seconda caratteristica che viene riconosciuta a questa giovane autrice è la sua capacità di disegnare in un modo quasi infantile, nascondendo dietro un segno a matita talvolta volutamente incerto, una forza espressiva che prende vita quando organizza i disegni sulla pagina ma soprattutto quando decide di costruire lo spazio di azione, o - più in generale - quando si dedica agli scenari. 


Per spiegare a cosa si alluda, basterà guardare come ha scelto di disegnare i due scorci di montagne che Baldo vede al di là dei vetri della finestra della sua camera, quello all'alba e quello a sole tramontato, prima di andare a dormire. Forse anche grazie al fatto che sono "incorniciati" nella finestra, ma davvero sono due piccoli quadri ad acquerello, in uno scenario tutto a matita. 
Lo stesso potrebbe dirsi sul cielo e le sue nuvole che, senza parere, sono una sorta di controcanto alla descrizione piuttosto dettagliata dei diversi bagnanti sulla sabbia, sul bagnasciuga e sotto gli ombrelloni. O ancora quello rosato che segna il fondale di uno scorcio prospettico bello bello di un vialone illuminato ancora dalla luce dei lampioni, in una quieta alba domenicale, in una cittadina ad evidenza ancora addormentata, lei... 
E a proposito di dettagli, si converrà che è davvero molto divertente andarne in cerca, nelle diverse illustrazioni: a partire dalla targa dell'autobus che sembra una data di nascita... 
E credo lo sia. 

 Carla

Noterella al margine. Non riesco a non pensare che ben due libri di Babalibri hanno l'autobus nel titolo, e non solo, e che entrambi si caratterizzano per la grazia e la gentilezza diffuse nella storia. Sono due bei contenitori di umanità diversa, che perde o prende l'autobus. Non fa differenza.
Ecco, di recente, la grazia e la gentilezza sugli autobus sembrano essere merce rara: anziane signore autoctone che pretendono il posto da altrettanto anziane signore di importazione, senza che nessuno (o quasi) alzi un dito e dica ba, oppure degli autisti, maschi di uomo, che, al contrario dell'autista magnifica, femmina di elefante, dimostrano al mondo di essere orrendi...

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