venerdì 29 novembre 2019

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)


MONDO DI FACCE DI FORME E COLORI
 
Ninna No, Chiara Carminati, Massimiliano Tappari
Lapis 2019


ILLUSTRATI PER PICCOLISSIMI (dai 2 anni)

"Negli oggetti che abbiamo intorno spesso si nascondono molte facce, e per il bambino ognuna è un personaggio, con il suo carattere, e la sua storia da raccontare [...] Bastano due occhi per fare una faccia."

Per il sonno gli occhi belli
si son fatti piccolini.
Per il sonno son due spilli
due sospiri, due puntini.
Luna tonda sul tuo viso
spunta l'ombra di un sorriso...


Un limone in primissimo piano, a tal punto da essere fuori fuoco. Il picciolo al centro, che è il suo naso. A fare da bocca una imperfezione della buccia, dovuta forse alla sua storia precedente. Due puntini, davvero, non più grandi di due capocchie di spillo, sulla buccia gialla sono gli occhi assonnati di cui parla la Ninna nanna, luna tonda.
Un bricco del latte in acciaio per darsi la buonanotte con il sapore del burro e del miele. Una foglia gialla macchiata, che sembra di tiglio, caduta a terra e rotta a dovere, è il profilo di qualcuno che patisce il vento in faccia, tanto da fargli assottigliare il naso e gli occhi per sfidarlo. Due ricchi di castagna, che diventano occhi di chi non vuole cedere. Uno spremi agrumi che canta la sua vittoria sul sonno. Patate rosse novelle, che sono fratelli, sorelle e cugini con i quali condividere il sonno. Altre foglie, sassi e una banana delfino che salta nel suo pigiamino.
Una galleria di ritratti che è difficile smettere di guardare o dimenticare.

Nasce come secondogenito di una piccola e felice famiglia editoriale.
Con il fratello (o la sorella), A fior di pelle, condivide la genetica: infatti tra loro hanno caratteri somatici condivisi, ovvero la rima, la fotografia, il formato.
E in più tutti e due son rari esempi di bei libri per piccolissimi.


Come capita a tutti quelli che vengono al mondo, anche questi due titoli sono il frutto di un incontro. In questo caso, Carminati e Tappari, rispettivamente la loro mamma e il loro papà, li hanno 'concepiti' come capitoli di una storia, anche molto personale, che cresce.
Ma tutti e due pur essendo fratelli (o sorelle) sono tra loro anche diversi.
Se con a A fior di pelle (Lapis 2018) si percepiva la carezza delle parole e dell'obiettivo della macchina fotografica su quella bambina, arrivata da poco sulla scena, sempre un po' sfumata e sempre in bianco e nero, al contrario qui la bambina è fuori quadro, ma è parte del grande gioco. Perché probabilmente i primi occhi che si sono meravigliati con queste figure, le prime orecchie che hanno ascoltato queste parole per cercare di addormentarsi sono sempre di quella bambina, sfiorata (in) A fior di pelle. Qui però a lei si chiede di essere un po' più grande di prima, per giocare.


Quando un libro è così ben congegnato, quando l'intesa è a tal punto potente, è difficile scindere e valutare l'apporto di chi scrive e di chi illustra. Si assiste a un continuo e serrato dialogo tra un codice espressivo e l'altro.
Tuttavia, se in A fior di pelle i testi dimostravano di avere quella 'sicurezza' tutta materna, che guidava anche l'obiettivo in mano a Massimiliano Tappari, qui invece è l'immagine a dimostrare tutta la sua forza trainante nei confronti del testo. Affettuosamente le parole si fanno 'accendere' dalla inconsueta prospettiva dell'immagine.
E' un po' come se Chiara Carminati le usasse come appoggio elastico per spiccare il suo salto poetico.
In sostanza, la meraviglia con cui Tappari riesce a raccontare il mondo, qui è in tutta la sua immaginifica espressione. Chiara Carminati, come tutti quelli che hanno amato e amano lo sguardo di Tappari, ne accetta la sfida, si fa incantare da lui, e poi però rilancia una sua personale (o condivisa), ulteriore lettura di quegli elementi che sono il nostro mondo delle cose, visto da inconsueti punti di vista.
Nelle patate Massimiliano Tappari ha colto facce che guardano un po' di qui un po' di là con Chiara Carminati diventano una ninna nanna che evoca amici, fratelli e cugini con cui condividere, magari in vacanza o a casa dei nonni, il sonno. 




Ed ecco che, altrettanto magicamente, si crea una immagine sull'immagine. I semini di un kiwi diventano dentini in caduta. I ricci di castagna sono occhi che non vogliono cedere, occhi a pampinedda.
Come ogni grande atleta/poeta, Chiara Carminati è difficile lasciarla indietro e quindi sulle belle foto di Massimiliano è capace di scrivere cose così:
Quando di pappa son piene le pance
E di sbadigli son piene le guance
Prima di arrendermi e andare a dormire
La ninna nanna io voglio sentire
Sempre a stessa, ancora una volta
L'occhio è socchiuso, l'orecchio ascolta.

E allora non si può che rimanere in silenzio per sentire l'eco del suono. 
E poi, a bocca aperta, dire: chapeau!


Carla

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