lunedì 3 gennaio 2022

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)

IN FUGA


L’ultimo romanzo di Pam Smy, che ci aveva stupito con ‘Thornhill’, non ripercorre, qui, né la scelta stilistica delle due storie parallele, né l’inquietudine di una cupa storia di fantasmi, anche se questi ultimi, a un certo punto, compaiono anche in ‘Il nascondiglio’.
Il lato oscuro del romanzo, uscito pochi mesi fa per i tipi di Uovonero, non risiede nell’immaginario, ma in una concretissima storia di violenza familiare.
Il protagonista è Billy, ragazzino introverso, che vive con la mamma e il suo compagno; l’uomo, dai modi inizialmente affabili, costringe madre e figlio all’interno di una rete di controllo ossessivo, riversando poi sulla donna periodiche inesorabili violenze. Nulla è concesso ai due: nessuna vita sociale, nessuno svago, solo una vita maniacalmente ordinata.
Billy ha cercato di adeguarsi a questa vita. Cancellando ogni traccia della sua adolescenza. Il racconto della sua sofferenza è custodito in alcuni quaderni, opportunamente nascosti dietro i volumi di Harry Potter nella sua libreria.
Per il ragazzo è arrivato il momento di scappare: ha pianificato con cura la sua fuga, individuando in un bunker incuneato nelle mura di cinta di un vecchio cimitero un rifugio adatto ad accoglierlo, almeno per qualche giorno. Viene però sorpreso da un vecchio che si prende cura delle vecchie tombe; manterrà il segreto di Billy in cambio del suo aiuto nel lavoro. Billy acconsente, rassicurato dalla presenza del vecchio, mentre, a casa, la sua scomparsa ha dato origine ad una grande trasformazione. La madre, finalmente, trova la forza di denunciare il compagno e di accettare l’aiuto delle tante persone da cui si era isolata.


I preparativi del vecchio riguardano il due novembre, data della commemorazione dei defunti: in questa occasione, i fantasmi delle persone lì sepolte escono alla luce per incontrare nuovamente chi li ha amati e giace anch’esso in una tomba. Una sorta di festa in cui le madri possono ricongiungersi con i figli, le mogli con i mariti. Tutt’altro che presenze inquietanti, questi fantasmi costituiscono una storia nella storia, apparentemente sconnessa e che solo nel finale costruisce tutti i nessi necessari a giustificarne la presenza.
Anche in questo caso, Pam Smy è autrice dei testi e delle immagini, prestate ad una storia che non ripropone le atmosfere gotiche di ‘Thurnhill’, ma affronta in modo equilibrato il tema drammatico della violenza contro le donne. Così come, nella parte del romanzo dedicata alla storia familiare del vecchio, la malinconica descrizione dei preparativi per sistemare tutte le tombe, come fosse annunciata una grande festa, indulge ad atmosfere più fantastiche e consolatorie.
Le immagini con cui l’autrice introduce il tema della separazione fra vivi e morti, il rimpianto, la solitudine, la lontananza, non hanno la funzione narrativa, che invece era presente in Thornhill. Descrivono, suggeriscono, interpretano il testo, che alterna momenti cupi ed altri di relativa serenità.
Messo da parte il paragone con ‘Thornhill’, resta un romanzo che tratta con delicatezza il tema difficile della violenza sulle donne, anche se, come spesso accade ai ‘libri a tema’, si finisce col piegare la trama alle esigenze didascaliche di un racconto a tesi.
Si tratta comunque di una buona lettura, adatta a ragazzi e ragazze maturi, dai dodici anni in poi.

Eleonora

“Il nascondiglio’,P. Smy, Uovonero 2021




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