venerdì 18 febbraio 2022

FAMMI UNA DOMANDA!

VIVA DARWIN (SECONDA PARTE)


Con tempismo perfetto, esce per i tipi di Editoriale Scienza un bel libro dedicato al padre dell’evoluzionismo: ‘Charles Darwin. L’origine delle specie’, scritto da Anna Brett e illustrato da Nick Hayes.
Le prime pagine di questo volume di grande formato sono dedicate ai cenni biografici su cui non mi soffermo, rimandando all’eccellente libro già esaminato
Il testo prosegue esaminando le idee in voga ai tempi del giovane Darwin, raccontando in breve le teorie di Erasmus Darwin, nonno di Charles, del geologo Lyell, di Lamarck. Segue la breve descrizione del viaggio sul Beagle, per poi affrontare il cuore dell’evoluzionismo darwiniano.
Con grande chiarezza, l’autrice descrive in termini generali la teoria evoluzionistica: la presenza di variazioni spontanee nella trasmissione di caratteri ereditari all’interno della stessa specie e la lotta per la sopravvivenza, che consente il prevalere dei soggetti più adatti, realizzando quello che chiamiamo selezione naturale. Ad influenzare il pensiero di Darwin concorre la teoria sulle popolazioni di Malthus: sulla Terra le risorse naturali crescono più lentamente delle popolazioni che li utilizzano; ne consegue una costante lotta per la sopravvivenza.
La biosfera dunque, non è l’espressione di un progetto divino, che ha collocato ciascun tipo di animale in un habitat a lui destinato: le specie sono, al contrario, continuamente mutate e alcuni di questi cambiamenti sono risultati favorevoli rispetto all’ambiente, anch’esso soggetto a cambiamenti. Proprio questi cambiamenti sono stati all’origine del fenomeno delle estinzioni.


Fa parte del patrimonio ereditario anche quell’insieme di comportamenti che consentono la sopravvivenza, concetto che sarà alla base della moderna etologia.
Darwin notò anche che la competizione fra membri della stessa specie non riguardava solo le risorse alimentari, ma anche la possibilità di riprodursi: il soggetto con maggiori capacità ‘seduttive’ aveva dunque anche maggiori probabilità di avere una numerosa discendenza.
Non erano pochi i problemi teorici da affrontare: come si trasmettessero i caratteri tipici di una specie e quali meccanismi ne determinassero i mutamenti; il tempo richiesto per l’effettivo affermarsi di nuovi becchi, nuove ali, nuovi zoccoli; il senso di caratteri non più utili, che tuttavia permanevano, nonché variazioni del tutto inessenziali alla sopravvivenza; la difficoltà di ricostruire, considerata la scarsa quantità di fossili, le forma intermedie fra due tipi, antico e recente, della stessa specie; la spiegazione dell’altissima specializzazione di organi e morfologie, che hanno sempre fatto pensare ad un disegno divino.
A risolvere in parte questi quesiti hanno contribuito la genetica e la geologia. La genetica ha spiegato i meccanismi di trasmissione dei caratteri e le loro mutazioni; la geologia ha descritto i mutamenti della Terra, lo spostamento dei continenti, i sommovimenti della crosta terrestre. L’albero della vita immaginato da Darwin ha acquisito nuova concretezza e numerosissimi dettagli.


Così siamo arrivati ai giorni nostri, con questa interessante, approfondita carrellata su una delle teorie scientifiche più ‘scandalose’ della storia recente.
Di questa appassionante storia il libro scritto con precisione da Anna Brett è una sintesi preziosa, forse il miglior libro sull’evoluzionismo, dedicato ai ragazzi, che abbia letto finora: è estremamente chiaro anche nei passaggi più complessi, ricostruisce il clima culturale dell’epoca, sottolineando l’impatto rivoluzionario nel contesto dell’Inghilterra vittoriana. Infine mette in luce quelle problematicità che solo lo sviluppo successivo della biologia ha potuto superare.
Come è giusto che sia, si fornisce a ragazze e ragazzi un’immagine complessa della scienza, del suo faticoso farsi strada per comprendere al meglio ciò che ci circonda.
Consiglio caldamente la lettura a ragazze e ragazzi curiosi e appassionati di scienza, a partire dagli undici anni, così come indicato dall’editore italiano. Dispiace notare che l’editore anglosassone indica i nove anni come età di riferimento.
Abbiamo ancora molta strada da fare.

Eleonora

“Charles Darwin. L’Origine delle specie”, A. Brett e N. Hayes, Editoriale Scienza 2022



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