LA PIOVRA
Uovonero 2026
NARRATIVA PER GRANDI (dai 13 anni)
"Avevo il sedere almeno tanto freddo quanto le mie dita. Purtroppo non potevo tornare subito a casa, dovevo ancora andare a prendere il pane.
Andare a prendere il pane era okay. Per me e Madame. Mi piaceva il fornaio. Il calore che c'era. Il profumo di pane e biscotti. Le parole sempre uguali: 'Un pane di segale, per favore'.
'Affettato?'
'Intero'.
Avevo dovuto esercitarmi per due mesi. Con Aaron. Prima doveva accompagnarmi. Poi era stato sufficiente che mi aspettasse davanti al negozio. A un certo punto Madame aveva iniziato ad addormentarsi quando andavo dal fornaio."
Sono appena successe alcune cose importanti nella vita di Matea. Ha messo un 'maglione' fatto a maglia, tutto colorato, intorno al tronco e ai rami di un albero. E ha appena incontrato Riccarda - quella stramba che sta in classe sua da pochi giorni. Ma soprattutto le ha parlato: ben cinque parole che non hanno messo in allarme Madame Timidezza, la grande piovra che vive nella sua pancia e che le regola in modo molto attento e rigido le relazioni sociali.
Matea è molto selettiva nelle sue interazioni con l'esterno: a casa tutto regolare, con madre, padre e fratello: lì si sente al sicuro. A scuola invece vige il silenzio assoluto, o quasi: l'unica con cui scambia sguardi eloquenti e una manciata di parole è Charlotte, la sua compagna di banco. I docenti capiscono e accettano, i compagni sfottono.
Il suo passatempo è lavorare all'uncinetto o ai ferri tutta la lana che ha ereditato dalla vecchia Loose, sua vicina di casa con cui passava del magnifico tempo a sferruzzare e a chiacchierare.
Ma adesso nella sua routine è comparso un elemento 'anomalo': Riccarda. Di lei non si sa quasi niente, a parte il fatto che - al contrario di Matea - non ha peli sulla lingua e sa farsi rispettare. Corazzata, Riccarda sembra essere indistruttibile...
Questa è la storia di due ragazzine che faticano, per motivi molto diversi, a uniformarsi alle regole del mondo. Da una parte una piovra e dall'altra un gorilla, per entrambe l'uncinetto come sfiatatoio verso l'esterno. Dentro di loro c'è un sacco di movimento e queste sono due settimane della loro vita, un po' vicine un po' no.
Secondo romanzo che leggo di Anne Becker e direi che, come il vino, con il passare del tempo, migliora. D'altronde lì eravamo di fronte a un esordio. Certe legnosità che mi pareva di aver trovato all'inizio del primo suo libro, La più bella nuotata della mia vita, qui sono sparite. E hanno ceduto il passo a una qual leggerezza diffusa. Molto piacevole.
Oggi come allora, lei racconta la fragilità di ragazzi in crescita. D'altronde è il suo mestiere. Oggi come allora, racconta ai suoi lettori che ci possono essere modi diversi di affrontare la vita e che tutti possono avere un loro senso.
Le due ragazze si distinguono per caratteri molto diversi tra loro, ma entrambe si specchiano di fronte alla stessa realtà che parrebbe per entrambe essere un problema: il mondo di fuori.
Una decisamente più fortunata dell'altra, perché può godere di una famiglia solida alle spalle, ma anche l'altra sa organizzare bei pacchetti di mischia quando gli altri cercano di chiuderla in un angolo.
Tanto Matea quanto Riccarda sono lì a combattere per veder riconosciuta e rispettata la propria identità, la propria dimensione da parte degli altri. Il proprio diritto a essere felici.Lo fanno con modalità e approcci molto diversi: aggressiva Ricky e silenziosa Mats. Ma, a ben vedere, il loro fare i conti con sé stesse passa attraverso strade differenti, ma - sembra voler dire la Becker psicologa alla Becker scrittrice - nella vita vale tutto se l'obiettivo è star bene.
A parte il bullismo, a parte la violenza, a parte l'emarginazione, a parte la precarietà dei rapporti umani, a parte tutto questo, c'è una cosa che mi pare interessante anche a livello puramente letterario: la grande piovra. Nella pancia della protagonista vive un polpo sbracato quasi tutto il tempo sul suo sofà. Si circonda di una serie di piccoli oggetti a cui ricorre a seconda delle necessità del momento, ma niente di più. Lei vive lì.
Il più del tempo lo passa in allerta, perché il suo obiettivo è vegliare sul pericolo che per Mats rappresentano gli altri. Per capirci: quando questa ragazzina entra in contatto con persone che le sono sgradite, che la prendono in giro, che sono cattive con lei, la piovra, Madame Timidezza, è al massimo della sua espansione con tentacoli ovunque, tanto da spingere il cuore di Mats in gola. Mentre è capace addirittura di dormire sodo quando Matea chiacchiera con Ricky, di cui anche la piovra, ad evidenza, si fida ciecamente... E giustamente.
L'idea buona sta proprio nell'aver pensato di utilizzare la gestualità, i movimenti e i pensieri di una piovra immaginaria per dare conto in modo leggero, anche comico, di qualcosa che immaginario non è: i diversi stati d'animo di una ragazza in difficoltà. Se invece della simpaticissima piovra ci fossero lì sulla pagina flussi di coscienza e riflessioni, tutto sarebbe molto più pesante.
Inutilmente più pesante.
Carla

Nessun commento:
Posta un commento