Come esattamente un anno fa, prendendo il nome da un titolo di un meraviglioso racconto di Saki.
E nasce dal desiderio di togliere dall'oblio di un ripostiglio quei libri di orecchio acerbo (clic) che - per l'imbarazzo che nasce da un conflitto di interessi patente - non hanno meritato a tempo debito neanche una riga su questo blog.
Visto che l'imbarazzo è comunque inevitabile, la rubrica avrà una cadenza vacanziera.
Date queste premesse, la rubrica si sarebbe potuta anche chiamare: In punta di piedi, Tutto cambia, Vacanze o ancora Oltre il giardino.
Ma non è successo.
LA COSA PIÙ IMPORTANTE È NON PERDERLI DI VISTA
Qualche anno fa è successo che alcune tra le piccole case editrici di libri per bambini abbiano sentito forte l'esigenza di riproporre il proprio catalogo sotto forme editoriali diverse: principalmente i loro libri sono diventati più piccoli e più economici e, necessariamente, meno "rigidi".
Un albo illustrato, per come è fatto, è un oggetto necessariamente costoso, con la sua copertina cartonata, con il suo formato grande, che è il suo bello, è arrivato a costare cifre considerevoli nell'economia di un lettore medio (così come di una biblioteca scolastica o di una biblioteca tout court) e così è accaduto che siano nate collane di libri che sacrificassero un po' della loro misura consueta e un po' del loro essere più robusti di altri in cambio di un prezzo più contenuto e quindi accessibile.
Sono nate così le collane di Babalibri, dei Topipittori, di Edizioni Clichy e qualche altra.
Che sia stata una scelta vincente - economicamente parlando - non saprei.
Di sicuro, per tutti coloro che hanno maneggiato i loro antecedenti, è corso rapido e fugace il pensiero:
sì, ma quando erano grandi era ben altra la percezione nel tenerli in mano, nello sfogliarli e leggerli da soli o di fronte a una classe o anche a un paio di bambini...
Vero è che nelle loro versioni ridotte sono oggettivamente più "lievi": pesano meno, stanno in tasche o borse capienti e se ne vuoi comprare due invece di uno, forse lo puoi fare più serenamente.
A qualche anno di distanza dalla loro nascita, sembra però che il fenomeno stia un po' rallentando...
Nel 2026 non ne escono molti, a parte i Bababum, che continuano a costare 6 euro e misurare 15x19 centimetri.
Vuoi vedere che derogare a due delle caratteristiche distintive e fondamentali che hanno fatto dell'albo illustrato quel preciso oggetto su cui grafici, autori e illustratori hanno sognato per decenni, non si è rivelato così tanto risolutivo per il mercato dell'editoria per l'infanzia?
In tutto questo moltiplicarsi di formati e prezzi all'interno delle case editrici, sono arrivati anche gli orecchini di orecchio acerbo.
Nascono nel settembre del 2025, quindi buoni ultimi.
Anche in questo caso si tratta di una collana, si tratta di libri che condividono il formato (14x21 cm), il tipo di rilegatura - continuano a essere tutti cartonati, non hanno mai lo stesso prezzo, ma sono un po' più economici dei loro "fratelli maggiori", seppure la differenza è di pochi euro.
Questo è per dire che il primo criterio che ha portato a decidere di creare una nuova collana non è quello economico. Peraltro, la casa editrice ha già una sua collana in economica che accoglie tutti quei titoli che, forti di un buon successo, possono permettersi di perdere la loro costosa e rigida copertina - ma non il formato, se non impercettibilmente - per diventare libri meno costosi e in brossura: forse uno dei primi è stato In bocca al lupo (nel 2005) di Fabian Negrin e l'ultimo è Cosa diventeremo? di Antje Damm.
Gli orecchini però sono un'altra cosa.
E soprattutto nascono da un desiderio diverso: nascono per affetto, sono frutto di una severa selezione, e poi sono piccole nuove edizioni che escono a mazzetti. Prima sei, poi tre e poi di nuovo tre. E via così.
Si tratta di casi ben precisi, ovvero sono tutti libri che sono esauriti (alcuni anche da parecchio tempo) nel catalogo e che se venissero ristampati così come sono in originale, avrebbero un costo difficilmente sostenibile.
E da lì l'idea: troviamo un modo per salvarli dall'oblio, per far sì che non si perdano di vista, visto che sono 'pezzettini' imprescindibili del cuore di orecchio acerbo.
Tra loro ci sono libri che sono stati in origine scovati anche da un lontano passato, oppure sono libri di esordienti pieni di talento, oppure ancora sono libri su cui all'epoca della prima uscita si è scommesso parecchio, perché erano libri belli, ma insoliti.
Ma sia come sia, tutti loro sono libri che costituiscono il DNA di una linea editoriale: sono - in quota parte, ciascuno per sé - orecchio acerbo in carta e inchiostro.
Facendo della facile ironia sul nome che li tiene insieme, si possono dire i gioielli di famiglia!
Rinunciare al loro valore, perderli di vista, prima di tutto per la casa editrice stessa, sarebbe stato un vero dolore.
Poi il pensiero va a loro: i collezionisti, i 'precisini' e quelli che amano cercare e poi trovare il senso più profondo delle cose.
Gli orecchini sono per quelli che amano costruire con il tempo le loro raccolte, quelli che amano gli scaffali ordinati e per coloro che cercano di leggere attraverso le scelte di un editore la sua ragion d'essere.
Dunque: per una questione affettiva interna, ma anche per tutti quelli che si sono persi gli originali all'epoca, per i collezionisti, per gli ordinati e per gli esegeti - ma anche per tutti gli altri ovviamente - circa un anno fa hanno ripreso a circolare i primi sei orecchini: A una stella cadente N.E. di Mara Cerri, Strisce e macchie N.E. di Dahlov Ipcar, Il bianco e il nero N.E. di Debora Vogrig e Pia Valentinis, Un gioco da ragazze N.E. di Alessandra Lazzarin, Il cane e la luna N.E. di Alice Barberini, e lui quello che chiude il cerchio con il titolo di questo post un po' sentimentale: La cosa più importante N.E.di Margaret Wise Brown e Leonard Weisgard.
Carla
Noterella al margine. Per completezza dell'informazione, i successivi tre sono stati Gambipiombo N.E. di Fabian Negrin, Il Signor Ventriglia N.E. di Marco e Mirto Baliani, La riparazione del nonno N.E. di Stefano Benni e Spider.

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