venerdì 5 dicembre 2025

IL RIPOSTIGLIO (libri belli e impolverati)

STATE ATTENTI!

Ore 25:05, Guy Billout, Bernard Friot (trad. Chiara Carminati) 
orecchio acerbo 2025 


ILLUSTRATI 

"Quando comincia un viaggio, Jonas Bongo disfa la valigia e la infila nell'armadio. 
Poi esce di casa, vestito così com'è: in salopette, con una tuta da astronauta, in gonna e grembiule, non importa.
Non chiude a chiave la porta di casa, dimentica il cellulare, lascia il portafoglio. Tutte cose inutili. In particolare, non prende nessuna guida turistica: quello che vivrà e vedrà non è ancora esistito." 

Jonas Bongo non è neanche tanto sicuro che il suo nome sia Jonas Bongo. Lui potrebbe chiamarsi benissimo anche Walter Kingston, oppure Adina Kaufmann. 
Viaggiare leggero è il suo motto: calze buone, qualche foglio da disegno e molte paia di occhiali che possono servire per vedere quando non c'è nulla da vedere, per prevedere il tempo che farà o per guardare indietro nel tempo o ancora per registrare parole dette in silenzio o pensieri tenuti nascosti... 
Gli capita anche di perdersi, soprattutto quando usa il GPS, ma non è un problema perché tanto da qualche parte si arriva sempre. 


Gli capita anche di assistere a eventi straordinari e di fare incontri interessanti e se si ha pazienza è anche possibile fondersi con il paesaggio ed è così che una storia può cominciare... 
E anche finire. 

Questo è un po' il racconto che Bernard Friot ha ricamato intorno alle 70 tavole di Guy Billout. Questo è per dire che le immagini sono nate ben prima del testo. 
Chi sia il gigante Guy Billout non è da raccontare qui. E che tipo di immagini pazzesche sia in grado di concepire e realizzare è cosa altrettanto nota. 
Un tempo, fatte tutte a mano, adesso che ha più di settant'anni usa un po' di computer... Questo libro, che in francese è stato pubblicato nel 2024 con il titolo De minuit à quatorze heures, ossia Da mezzanotte alle due, ha come precedente illustre il libro Number 24, pubblicato nel 1973 da quell'altro genio assoluto di Harlin Quist, editore più che illuminato che negli anni Sessanta e Settanta in Usa pubblicava libri di gente come Guillermo Mordillo o Nicole Claveloux o Etienne Delessert.... 
In quel libro di quasi cinquant'anni fa, che all'epoca fece scalpore e vinse una valanga di premi, il seme dell'immagine surrealista stava mettendo radici. E così nel tempo sono stati pubblicati altri suoi libri che mai si discostano da questo suo modo di costruire le immagini. Fino ad arrivare alla summa che già dal titolo dice ai propri lettori di aguzzare lo sguardo. 
Ecco. 
Inserire un'anomalia e quindi aguzzare lo sguardo o la mente era anche il consiglio che dava sempre Milton Glaser a chiunque si ponesse di fronte a un'immagine o a un testo, sostenendo che solo così l'attenzione si sarebbe messa in allerta e solo così si sarebbe dato l'avvio a quella che potrebbe definirsi un'esperienza estetica.


In altre parole l'arte - rendendoci attenti, avrebbe fatto il suo gioco: avrebbe mosso, spostato, la mente di chi la stava guardando. 
Sono per inciso, forse sarà utile sapere che Guy Billout quando sbarcò negli Usa nel 1969, approdò nello studio grafico di Glaser, i Push Pin Studios. 
Della sua lezione, di Glaser intendo - l'arte rende attenti - Billout ne ha fatto un must. E questo suo libro, come molti altri precedenti, ne è la prova provata. 
L'editore francese - Sens dessus dessous - un nome un destino (!) nel 2024 mette insieme con Billout questa selezione di immagini che diventano quindi una sequenza, una sorta di narrazione, facendole diventare scene di una storia... 
Ma la storia non va solo raccontata per immagini. Il rischio che il lettore non scenda in agone per farlo è alto di questi tempi sciatti, distratti e superficiali. 
Quindi va scritta. E allora va cercata una penna felice che abbia la stessa scioltezza di mettersi sottosopra, che abbia lo stesso talento e predisposizione a inserire l'anomalia nel flusso di ciò che è quotidiano. 


Bernard Friot da sempre, sia nella sua scrittura in prosa - le sue magnifiche Histoires pressées - sia nella sua scrittura poetica è assoluto maestro dell'inaspettato, dell'insolito che si palesa all'improvviso. E che dunque si mostra in tutta la sua luminosità, come un lampo. 
Costruire una trama sui settanta scenari surreali, assurdi, improbabili, su settanta lampi, che Billout ha messo sulla pagina non avrebbe avuto alcun senso, mentre molto più interessante sarebbe stato confrontarsi sullo stesso piano dell'illustratore, ossia il surreale, ma a parole. 
Bella sfida! 
Il racconto di viaggio era - come dire - l'unico possibile. E così è stato. 
Ma una cosa di certo andava fatta: evitare come la peste la didascalia, per non uccidere un potenziale piccolo capolavoro. Così Friot ha capovolto anche lui i termini consueti del discorso. 


Laddove Billout mette il mare in cielo, Friot ci dice che il suo viaggiatore in partenza - peraltro pure lui con un profilo sfuggente parecchio - disfa la valigia e la lascia a casa. Laddove Billout sgonfia una ruota di legno di una carrozza, Friot sostiene che a occhi chiusi si vede molto meglio, laddove Billout pota con le aiuole anche i getti della fontana, Bernard Friot sostiene che il modo migliore per viaggiare è restare immobili... 


Di una cosa si deve però essere certi: dopo aver letto e guardato questo libro pieno di arte, il lettore non è più allo stesso posto di prima. 
Si è spostato. 

Carla

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