venerdì 24 luglio 2026

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)

LA SUA VALLE 

Il piccolo popolo del fiume. Come i Sassifonde affrontarono la grande piena,
Nicoletta Gramantieri, Irene Penazzi
Il Castoro 2026 


NARRATIVA ILLUSTRATA per MEDI (dai 7 anni) 

"Si narra che i loro piccoli vengano depositati direttamente dal fiume sulla porta della casa in cui sono destinati a vivere. Si tratta di un evento molto raro: questi doni del fiume capitano solo ogni cinquant'anni. 
Cinquant'anni nelle vite dei Sassifonde sono una misura in realtà non troppo lunga; pare, infatti, che ognuno di loro, di anni, ne viva almeno trecentocinquanta. 
Queste lunghe vite le trascorrono sul greto, fra i sassi, in abitazioni comode costruite con sterpi e fango, occupando il tempo nel rendere confortevoli e contenti i giorni." 

I Sassifonde sono esserini alti circa 6 centimetri, orecchie tonde e occhi grandi. Rassomigliano vagamente a dei ranocchi, per via delle loro zampine palmate e perché il verde è il colore loro prediletto per vestirsi. I capelli sono biondini tendenti, anche quelli, al verdognolo del muschio dei sassi che si trovano sul greto del fiume dove loro abitano. Almeno per adesso. 
Divisi in sei diverse colonie che si sono insediate lungo le tre anse successive del fiume, per capirci quelle che vanno dal gorgo piccolo fino alla rupe alta, vivono in quella valle da millenni e si narra che al principio fossero molto numerosi, mentre ora saranno poco più di cento. Ma per loro fortuna gli uomini non li hanno mai visti davvero. 
Ciascuno di loro, all'arrivo, ossia quando il fiume lo consegna a chi dovrà prendersene cura, ha un nome che gli viene assegnato e che in qualche modo lo rappresenta. E ciascuno di loro è, o per meglio dire, si sente parte di questa piccola ma operosa comunità. Ogni Sassifonde ha una caratteristica precipua, un carattere ben definito, passioni e attitudini precise intorno a cui ruotano le sue attività e che segnano il contributo che dà per il benessere della piccola società di cui è parte integrante. 
Questa è la loro storia. 
In realtà è la storia di una parte importante di essa, un momento epocale della loro vita, lungo poco più di un anno. 

Sono molte le sensazioni che si provano leggendo questo piccolo libro, circa centosessanta pagine, tra il color verde muschio e il color verde acqua.
Per prima cosa si capisce che qualcuno ci sta portando in un altrove. 
Tutti i segni sono lì a dimostrarlo: a partire dalla mappa dei luoghi nei risguardi, fino alla sezione delle loro originali e nuove abitazioni sospese. 
Come tutte le buone storie di questo genere, è necessario che chi legge non trovi sbavature o imprecisioni. Tutto l'impianto deve funzionare come un orologio svizzero in modo che il lettore accetti di buon grado di farsi condurre in un luogo sconosciuto e allo stesso tempo identificabile, ma solo in parte. A quello stesso lettore va garantito, altrettanto, il gusto di poter lasciare alla partenza ogni certezza, come anche quello di sentirsi capace, con lo scorrere del tempo, di orientarsi da solo in questo mondo tutto nuovo.
Non tutto gli va detto, ma pagina dopo pagina, lo si deve convincere della bellezza del viaggio e in qualche modo gli vanno garantite, con parole e fatti, piccole sorprese, ma anche la possibilità di ritrovare la strada di casa con una bussola personale. 
In questo senso vengono in mente i bellissimi mondi minuscoli di Kitty Crowther, che sa portare i propri lettori in piccoli universi nascosti, li sa mettere di fronte a ogni sobbalzo emotivo, ma si impegna anche a ricondurli sani e salvi alla base. Naturalmente cambiati, come dopo ogni viaggio che si rispetti. 
Insomma, se si vuole portare il proprio lettore in un altrove occorre che questo altrove abbia una propria coerenza interna, bella robusta. 
E qui accade. 
La seconda sensazione che si ha fin dal principio (in realtà un po' dopo, magari muniti - almeno al principio di un calepino per segnarsi i nomi dei molti e brulicanti personaggi) è quella di fare la conoscenza di un'umanità riconoscibile, ma sotto mentite spoglie. 
Per essere più precisi, in questo caso particolare, di un'umanità migliore di quella che è nota. 
E anche questo accade.  
Nella tessitura dei personaggi è possibile riconoscere quel tanto che li rende familiari, ma nello stesso tempo si cerca di organizzare i loro rapporti interpersonali, i loro affetti, le loro cure reciproche in modi alternativi a quelli reali. In quel mondo di là, si vedono di fatto nascere famiglie, anche se i piccoli li porta il fiume, si vedono coppie che si formano e si separano con serenità, si vede gente invecchiare e morire senza lacrime e drammi: tutto è sempre un po' diverso da come avviene nel mondo di qua. 
E soprattutto, sopra ogni cosa, regna un'armonia profonda e diffusa. Ragione ulteriore che segna una netta distanza con il mondo reale. 
E a proposito di questo popolo di Sassifonde (già il nome è lievemente più strano del prevedibile), va notato quanto solidi e rispettosi siano i legami che li tengono assieme: una vera e propria rete senza smagliature in cui ciascuno fa la sua parte. 
E la fa con la robusta convinzione che sia per il bene comune!

 Carla 

[continua]

Nessun commento:

Posta un commento