TATIN DI FINOCCHI E GORGONZOLA
Sono sempre stata attratta dalle tarte tatin. Forse mi attira il brivido di doverle rovesciare e scoprire solo allora se sono riuscita a preparare una torta anche bella o invece scoprire, e succede, che il tutto non si è staccato dalla pentola come dovrebbe. Forse è l'idea del caramello. Mi incanta vedere come lo zucchero man mano cambia colore e consistenza.
E tutto questo valeva già per la versione classica con le mele, ma da un po' mi sono lanciata anche sulle versioni salate e le trovo ancora più intriganti.
Questa ricetta è una di queste e l'ho trovata sul libro di Lisa Casali Ecocucina. Azzerare gli sprechi, risparmiare ed essere felici (Gribaudo, 2012), insieme a tanti altri spunti molto interessanti, soprattutto per me che non butterei mai via niente.
INGREDIENTI:
foglie esterne di finocchio, la quantità dipende da quanto sono grandi, indicativamente direi che possono bastare quelle di tre finocchi medi
70/90 gr di gorgonzola
la parte verde di un porro oppure uno scalogno medio
100 gr di zucchero
200 gr farina
140 gr di burro
sale e pepe q.b.
Innanzi tutto preparate la pasta brisée mescolando la farina con 100 gr di burro lasciato ammorbidire a temperatura ambiente, un pizzico di sale e mezzo bicchiere di acqua fino ad ottenere un impasto morbido. Avvolgetelo in un canovaccio pulito o nella pellicola e lasciatelo in frigorifero mentre preparate il resto della torta.
Lavate le foglie del finocchio e tagliatele e spicchi in modo che possano comporre un fiore nella teglia lasciando un bordo vuoto, dove andrà rivoltata la pasta. Data la forma dei finocchi da una foglia si ottengono due spicchi. Prima di cucinarli provate la composizione nella teglia facendo attenzione che la curvatura della foglia non sia troppo accentuata, perchè in questo caso vi terrà sollevata la pasta. Se così fosse rimpicciolite lo spicchio asportando la parte esterna.
La teglia dovrà essere o una pirofila o un'antiaderente perchè la dovrete usare sia sui fornelli che in forno.
Fate sciogliere nella teglia 25 gr di burro in cui farete appassire il porro o lo scalogno tagliati a fettine sottili. Durante questa operazione unite anche le foglie dei finocchi in modo che inizino a cuocersi per circa 5 minuti. Aggiungere poi sale e pepe (quest'ultimo non è indispensabile) e togliere i finocchi che metterete da parte.
Aggiungere lo zucchero con qualche cucchiaio di acqua e lasciare cuocere continuando a girare con un cucchiaio di legno fino a che non si forma il caramello (se non siete esperti di caramello sappiate che più acqua aggiungete e più tempo impiega a formarsi ma più resta elastico quando si raffredda).
Spegnere il fuoco e unite il burro rimasto continuando a mescolare ancora un po'.
Disporre le foglie di finocchio sul caramello e il gorgonzola e piccoli pezzetti nelle foglie.
A questo punto è arrivato il momento di riprendere la pasta, tirarla sottile (non più di 3mm) e disporla sopra i finocchi facendola ben scendere e rincalzandola nel canaletto vuoto che avrete lasciato lungo il bordo della teglia.
Cuocere a 180°per 30/40 minuti.
Estrarre dal forno e rivoltarla subito su un piatto da portata. Questa come già detto è l'operazione più difficile, spesso la torta scende bene ma non rimane nel centro del piatto, e una volta 'atterrata' è davvero difficile spostarla. Per facilitare l'operazione vi consiglio di scegliere un piatto (assolutamente piano) che sia un po' più grande della teglia di almeno un paio di centimetri tutto intorno.
Servire tiepida, ma è comunque buona anche il giorno dopo.
Gabriella
Nella mano sinistra, un libro da leggere con bambini e ragazzi e, nella destra, un buon biscotto (o una polpetta). Ecco le nostre due grandi passioni: letteratura per i più giovani e buona cucina. Un blog per poter ragionare di entrambe.
Visualizzazione post con etichetta finocchio. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta finocchio. Mostra tutti i post
sabato 15 settembre 2012
mercoledì 25 aprile 2012
ANELLI DI PANE MAGICI o TARALLI
Che io
faccia il pane in casa è cosa nota per chi mi conosce. Che io faccia
panini diversi, a tema, ogni giovedì per i bambini di Altrondo, che
è un piccolo circolo di lettori ostinati alla libreria Ponte
Ponente di Roma, magari lo è di meno. Ma tant'è. Da ottobre, ho
fatto già ventitrè incontri con almeno 15 tipologie di pane
diverse da offrire a fine lettura. Va da sé che il pane ha in sé il
sapore della fiaba appena letta. Per farvi capire, treccine di pane
con fogliette di prezzemolo tritato per Prezzemolina, panini con lo
speck per I tre porcellini, panini alle mele con Biancaneve, panini
dolci all'arancio per Le tre melarance, panini giganti per Il gigante
egoista, panini con le alici per La sirenetta e così via andare. Lo
potete intuire che ormai le idee scarseggiano, anche se in alcuni
casi, ho stupito anche me stessa per il colpo di genio avuto. Uno di
questi è stato fare i taralli, ovvero anellini di pane, in occasione
della lettura della Bella e la Bestia in cui l'anello è un elemento
chiave per l'intera vicenda.
Ecco
qui la ricetta.
Ingredienti:
500 gr
di farina 0 (io ho usato una integrale bio ecc ecc.)
200 ml
di vino bianco
125 ml
di olio EVO
10 gr.
di sale
10 gr.
di semini (i miei preferiti sono quelli di finocchio, ma ai bambini
quel giorno ho messo quelli di girasole tritati)
Mettete
la farina settacciata in una ciotola e il sale nel vino perché si
sciolga. Quindi versate i due liquidi, olio e vino nella farina e
anche i semini e cominciate a lavorare finché non ottenete un
impasto morbido, unticcio. Lavoratelo su una spianatoia per una
decina di minuti e poi, a palletta, rimettetelo nella ciotola a
riposare per mezz'ora almeno. Fate quindi dei tocchetti, più o
meno di peso analogo (12/15 grammi è un buon peso), dell'impasto,
arrotolateli a salsiccetta e chiudeteli con una bella ditata (o, per
maggiore sicurezza, intrecciando l'impasto). A questo punto
accendete il forno a 200° (non ventilato) e mettete sul fuoco un
pentolone di acqua e quando bolle buttate dentro una dozzina di
anellini per volta. Quando vengono a galla, tirateli su con una
schiumarola e metteteli ad asciugare su un canovaccio steso. Vedrete
che avranno assunto una consistenza gelatinosa: niente paura è
regolare. Quando ne avrete cotti un tot, metteteli sulla leccarda del
forno ricoperta di carta forno e cuoceteli per 25/30 minuti.
Dandoli
ai bambini, ho detto loro di portarsene anche uno a casa e di
metterlo sul comodino la sera per vedere se anche un anello di pane
poteva funzionare magicamente come era accaduto con quello che la
Bestia aveva dato a Bella, per riaverla con sé. Ma questa è
un'altra storia...
Carla
Noterella
al margine. Vorrei che notaste che bella collezione di ciotole greche
possiedo. Lo devo alla generosità del professore e alla scarsa fantasia degli artigiani di Gortina, dove lui imperversa
con le sue campagne di scavo. D'altronde, chi mi conosce bene sa che
le ciotole sono un'altra mia enorme passione...
Iscriviti a:
Post (Atom)

