mercoledì 10 dicembre 2014

ECCEZION FATTA

SO MANY BOOKS; SO LITTLE TIME.
Edward Gorey



Lunedì 8 dicembre a PIU' LIBRI PIU' LIBERI - Fiera della Piccola e Media Editoria, in un incontro curato dalle Biblioteche di Roma e dal Centro Specializzato Ragazzi dal titolo DALL'ALBO ILLUSTRATO E RITORNO - i libri di qualità in fiera, Lettura candita ha zigzagato tra questi titoli.Questo è per tutti quelli che non c'erano:

LIBRI PER FARE
Simone Baracetti, Sara Codutti, Meno carta Mangiacarta!, Artebambini
Keri Smith, Piccolo manuale dei grandi sbagli, Corraini















DAL GRANDE AL PICCOLO E RITORNO
Pieter Gaudesaboos, Una scatola gialla, Sinnos
Bob Graham, Bottoni d'argento, EDT Giralangolo
















ACQUA E GHIACCIO
Ricardo Henriques, André Letria, Mare, La Nuova Frontiera Junior
William Grill, L'incredibile viaggio di Shakleton, Isbn


















MONELLI
Bob Gill, La prodigiosa Wonder Car di Kate, Corraini
Sean Taylor, Attenti al gufo!, Lapis
Rutu Modan, A cena dalla regina, La Giuntina
Mark e Rowan Sommerset, Bee Bee la pecora astuta, Valentina (da marzo 2015)

 













IN VIAGGIO 
Torben Kuhlmann, Lindbergh, Orecchio acerbo
Paul Biegel, Il piccolo capitano, La Nuova Frontiera Junior

 














DI FILOSOFIA 
Lavie Oren, Wolf Erlbruch, L'orso che non c'era, E/O 
Anna Villani,Nooshin Safakhoo, Sufi,bestie e sultani, Topipittori
Agnès de Lestrade, Valeria Docampo, Domani inventerò, Terre di Mezzo
James Thurber,  Joohee Yoon, Re Tigre, Else Edizioni

















































RAGAZZI IN CERCA 
David La Rochelle, Io no! o forse sì, Biancoenero 
Siobhan Dowd, Crystal della strada, Uovonero






























MAMMA&BABBO 
Émile Jadoul, Papà-isola, Babalibri
Laurent Moreau, La mia famiglia selvaggia, Orecchio acerbo

































GLI ALTRI
Susanna Mattiangeli, Cristina Sitja Rubio, Gli altri, Topipittori



PASSATE PAROLA: LEGGERE FA BENE!




Carla

martedì 9 dicembre 2014

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)


ANCORA RISTAMPE


Dovremmo, forse, ringraziare i produttori cinematografici che lanciano sul mercato film ispirati a libri per ragazzi, testi che in questo modo rinascono a nuova vita, lasciando gli archivi polverosi e uscendo con nuove edizioni con fascetta d'ordinanza.
Capita anche per l'autore di lingua tedesca Preussler, già tradotto nei decenni passati e con qualche titolo ancora in catalogo sia nella Salani che in Nord Sud.
Ristampa di quest'anno de Il piccolo fantasma, pubblicato per la prima volta nel 1966 e tradotto nel lontano 1991. L'edizione attuale, che rispetta, per fortuna, la precedente è legata all'uscita del film tratto da questo divertente libretto, dedicato ai lettori dai sette otto anni. Ma la ristampa si è anche portata dietro quella di un altro volume di un certo successo, Il mulino dei dodici corvi, dedicato a ragazzini e ragazzine decisamente più grandi.


La storia è semplice: un fantasmino che occupa da secoli il castello di Roccacivetta, esce ogni notte con un mazzo di chiavi che gli fa aprire tutte le porte. A svegliarlo è l'orologio del municipio di Montecivetta: alla mezzanotte il fantasmino, bianco come la neve, si diverte a girare per le stanze e a conversare con Gufo Ciufo.
Certo vorrebbe vedere con'è il mondo di giorno, ma inesorabilmante all'alba si addormenta; a realizzare il suo desiderio e a provocare una serie di imprevedibili conseguenze ci pensano du addetti alla manutenzione dell'orologio, che ne spostano le lancette di 12 ore, invertendo mezzogiorno e mezzanotte. Per alcuni giorni il piccolo ectoplasma si sveglia dunque di giorno, diventando viola per il contatto con la luce del sole e provocando un gran subbuglio nella comunità. Particolarmente improvvide le sue apparizioni durante il corteo storico che rievoca la cacciata del famoso generale
svedese Torstenson.


Inutile dire che tutto tornerà a posto, a partire dall'orologio galeotto, e anche il fantasmino tornerà a mostrarsi, come si conviene, solo la notte.
Storia piccina, tutta centrata sulle malefatte del fantasma bambino, ansioso di scoprire il mondo e piuttosto imprudente; grande il gusto dello scherzo, della situazione grottesca, delle piccole malefatte del tutto prive di malizia.
Bene ha fatto l'editore a riproporre l'edizione tradizionale, con le illustrazioni di Tripp. E' una storia dalla trama molto semplice, così come lo sono i sentimenti e le emozioni senza zone d'ombra. Ma è in questo il suo punto di forza, proponendo una lettura appena più complessa delle primissime affrontate dai bambini, dalla comprensione immediata.
Immagino che chi passerà dalla facilità della fruizione cinematografica alla lettura del libro, qualche difficoltà la incontrerà. Servisse a far capire che cos'è un libro, sarebbe già un buon risultato.

Eleonora

Il piccolo fantasma”, O. Preussler, Nord-Sud edizioni 2014.



lunedì 8 dicembre 2014

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)


FARE SQUADRA
 
Il posto giusto, Beatrice Masini, Simona Mulazzani
Carthusia 2014


ILLUSTRATI PER PICCOLI (dai 4 anni)

"Quando scoiattolo si svegliò, c'era buio intorno a lui. [...]
Ficcò il naso fuori dal buco, strizzò gli occhi e annusò.
Fuori c'era un buon odore di verde nuovo e neve sciolta. Tornò dentro: c'era un odore chiuso e cupo. Non gli piaceva.
Non era il posto giusto."

Intorno a lui, nella sua tana c'è disordine e qualcos'altro che fa venire i brividi anche se il freddo ormai è già passato. Così Scoiattolo decide di andare in cerca di quel 'qualcosa' che non ha. Non è la fame e non è la sete a farlo sentire insoddisfatto: è la mancanza di un posto giusto dove stare. Chiede in giro, chiede al picchio, chiede alla tartaruga, e anche alla cincia che cova e alla talpa nel suo tunnel e anche alla saggia civetta. 


Ogni volta la risposta però è diversa: per Picchio il posto giusto sono i buchi, per Tartaruga il posto giusto è sotto, per Cincia è il suo nido e per Talpa è dentro, dentro una galleria. Civetta non ha dubbi: il posto giusto è sopra, da dove puoi vedere ogni cosa.
Povero Scoiattolo che confusione ha in testa: sotto, sopra, dentro. E poi ci si mette anche quella sua vocina 'interna' dispettosa che ogni volta ha qualcosa da ridire, perché -a suo modo di vedere- il posto giusto lo scoiattolo lo aveva ed era la sua tana solitaria e silenziosa....Dicono tutti delle sciocchezze. Sotto cosa, Buchi dove? E poi un nido, figurarsi. Dai nidi si cade giù...Che cosa aveva il nostro posto che non andava? Scoiattolo non sa risponderle ma sente che la soluzione non è poi così lontana. 

 
La notte, che porta consiglio e buoni sogni, sarà rivelatrice: ciò che non c'è va creato. Ecco la risposta, e anche se la scettica vocina continua a dissuaderlo, Scoiattolo ha capito che il posto giusto va 'costruito' e va fatto con l'aiuto di tutti. Un posto che abbia le caratteristiche che ognuno cerca, ovvero che contenga il sotto, il sopra, il dentro e il fuori, il buio e la luce e un buon nido protetto dai venti. Un grande albero, intorno a cui tutti concentrano le proprie forze, accoglierà allora le gallerie scavate da Talpa, il nido appena fatto da Cincia, i buchi di Picchio, il dentro che Tartaruga cerca. E che cosa fa di un posto, il posto giusto? Essere tutti assieme in armonia. 


Immaginare un posto dove ognuno possa avere il proprio spazio, dove tutti possano vivere in armonia, vicini anche se diversi gli uni dagli altri è una grande sfida. E' un obiettivo alto che dovrebbe diventare di tutti e che potrebbe essere raggiunto solo con un buon lavoro di squadra.
La difficoltà sta proprio lì: nel costruire la squadra. La vita ci ha sempre più abituato a ragionare 'in proprio', esattamente come suggerisce la vocina interna di Scoiattolo. Ma così non si arriva mai lontano.


Se questo pare essere il senso ultimo del libro, che il bel testo di Beatrice Masini suggerisce, esso in realtà ne porta ancora un altro dentro, più specifico che ha a che fare con le difficoltà che nascono di fronte alla malattia. La malattia di un bambino è, in effetti, circostanza che più di altre forse meriterebbe di trovare un posto giusto per essere accolta e combattuta. Una casa accogliente, una casa lontano da casa, dove i bambini possano stare con le proprie famiglie e dove le famiglie possano stare con altre famiglie. E se si fa squadra, la vittoria sarà ancora più vicina.
Ha ragione Scoiattolo: posti così devono esistere.

Carla 


Simona Mulazzani, sensibile narratrice al di là del testo, attraverso il disegno di tante famiglie di animali è 'perfetta' nel dare forma alla coralità di questa storia profonda e tenera, come sono sempre le sue tavole, appunto, profonde e tenere.

sabato 6 dicembre 2014


UNA STELLA AL CIOCCOLATO

Pochi giorni fa, uscendo dal portone di casa ci siamo accorte che nella nostra via avevano già montato le luminarie di Natale.
In genere non amo che si incominci a preparare il Natale troppo tempo prima, ma l'altra mattina non ho potuto fare a meno di constatare la felicità di mia figlia nel vederle. A lei piace molto il Natale con le sue atmosfere, e forse quest'anno anche più del solito.
Quindi rappacificata con l'incedere dei preparativi ai festeggiamenti natalizi ho spontaneamente accostato la futura tavola di Natale a una scoperta fatta recentemente in una 'passeggiata' in internet, rimbalzando da sito in sito alla ricerca di tutt'altro.
Si tratta di una torta con un bellissimo decoro a stella e, per di più, ripiena di crema di cioccolato alle nocciole (più comunemente chiamata Nutella).
E anche se non lo sembra è anche abbastanza facile da fare, forse più facile da fare che da raccontare come fare a fare.
Ci provo.


Ingredienti
500 gr di farina
70 gr di zucchero bianco
2 uova
180 cl di latte
30 gr di burro
8 gr di lievito secco per pane e focacce
200/250 gr di crema di cioccolato alle nocciole
sale
La torta è composta da quattro sottili strati di pasta tra cui viene spalmata la crema al cioccolato.
Partiamo dalla pasta. Portate il latte a circa 30 gradi e mettevi a rinvenire il lievito con un cucchiaino di zucchero e farina. Lasciate riposare per 15 minuti.
Ponete in una ciotola la farina, lo zucchero, il sale, il burro a temperatura ambiente tagliato in piccoli pezzi, i tuorli e il lievito rinvenuto. Impastate fino a formare una palla liscia che lascerete riposare in un luogo tiepido per almeno 40 minuti o almeno fino a che ha raddoppiato il suo volume.
Riprendete l'impasto e dopo averlo lavorato per circa un minuto dividetelo in quattro parti uguali e tirate il primo disco portandolo a 2/3 millimetri di spessore e circa 25 cm di diametro (vi serve avere un piatto o una teglia del diametro giusto che userete come dima per verificare ad ogni strato che il disco di pasta sia sufficientemente grande). Adagiatelo sulla carta da forno e con la vostra dima premendo leggermente segnate il cerchio esterno. Spalmate la crema di cioccolato uniformemente su tutta la superficie del cerchio.
Ripetete l'operazione con altri due dischi di pasta e chiudete il tutto con il quarto. La parte più difficile è posizionare al primo colpo il nuovo disco di pasta sullo strato di crema perchè una volta appoggiato non lo potete più spostare. Se non vi sentite sicuri potete aumentare un po' le dosi della pasta per avere più margine o diminuire un po' la dimensione della torta, ma non più di qualche centimetro perché altrimenti il disegno non viene bene.
Sempre con l'aiuto della vostra dima e con un coltello ben affilato tagliate la parte eccedente il cerchio esterno eliminando gli sfridi (che fatti a pezzettini potete cuocerete in forno insieme alla torta).


Con il bordo di un bicchiere, premendo leggermente, disegnate un cerchio centrale, da cui farete partire 4 tagli ortogonali tra loro. Aggiungete altri 4 tagli al centro degli spicchi, per tre volte fino ad arrivare ad avere realizzato 16 petali.

Afferrando la parte finale di due spicchi qualsiasi ruotateli verso il centro e riportate il bordo esterno in appoggio sulla teglia.
Ripete l'operazione per le altre 7 coppie di spicchi.


Spennellare con il bianco dell'uovo e cuocere a 180 gradi per circa 25/30 minuti.
Far raffreddare e gustare.


 
Gabriella

Noterella al margine: nella scorribanda in internet ho trovato anche un simpaticissimo sistema per separare i tuorli dagli albumi, guardate un po' qui


Seconda noterella: il sistema penso che possa essere declinato anche con altri ripieni, anche salati, magari lasciando la pasta leggermente dolce. L'unica cosa a cui si dovrà porre attenzione e che la 'crema' non si liquefaccia cuocendo.


venerdì 5 dicembre 2014

FAMMI UNA DOMANDA!


E TU CHI SEI? CONOSCI TE STESSO


Bella sfida, bella per davvero, individuare un percorso, divertente ma serio nei contenuti, per avvicinare ragazzine e ragazzini alla filosofia. Tu chi sei? Manuale di filosofia, domande ed esercizi per bambini e adulti curiosi è scritto da Ilaria Rodella e Francesco Mapetti, i Ludosofici, con i commenti illustrati di Alberto Rebori e i ritratti dei filosofi tratteggiati da Harriet Russell.


Il percorso individuato non è per niente semplice: per comprendere il mondo là fuori bisogna prima passare dalla conoscenza di sé: ma per farlo qui vengono individuati degli esercizi molto semplici, che permettono, per esempio, di constatare come il punto di vista, ovvero dove siamo fisicamente collocati, può cambiare la percezione del mondo circostante.
Oppure, ritrarsi, nel senso del farsi un autoritratto, in diversi momenti, può mostrare come può essere mutevole la percezione che abbiamo di noi stessi. Quindi noi, a prescindere da questi mutamenti, permaniamo nel tempo e nello spazio o siamo la somma temporanea delle nostre percezioni?


Posti in questi termini sono quesiti davvero complicati, che spaventerebbero, e non poco, anche uno studente di liceo. L'abilità degli autori sta proprio nell'arrivare al nocciolo delle questioni attraverso domande ben poste, giochi, in fondo riflessioni non consapevoli, che permettono di affrontare le tematiche di filosofi antichi o contemporanei, da Wittgenstein a Socrate, da Merleau-ponty a Deridda, ad Eraclito.
Una passeggiata davvero impegnativa, che però dà seguito a quella sete di domande, domande anche radicali, qualche volta paradossali, di cui sono portatori i cervelli coraggiosi dei nostri ragazzini. Niente di più prezioso delle domande dei più giovani, nessun esercizio più costruttivo del trasformare le risposte in nuove domande.
Gli autori definiscono così la filosofia:
'Scoprire ed esplorare il mondo.
Osservare come cambia.
Incontrare e conoscere le persone che lo popolano.
Osservare come le persone lo modificano.
Farsi delle domande.
Non accontentarsi delle risposte.
Trasformare le risposte in nuove domande.'
Messa così, come non amare la filosofia?

Eleonora

Tu chi sei?”, Socrate e i Ludosofici, A. Rebori, Corraini 2014


giovedì 4 dicembre 2014

FUORI DAL GUSCIO (liri giovani che cresceranno)

DINOSAURI MUTANTI


Mi capita, a volte, di interrogarmi sul fatto inspiegabile per cui di alcuni autori, anche ben conosciuti, si portino in Italia solo alcuni titoli: è questo il caso anche della coppia Pittau e Gervais, premiata ditta di fabbricatori di libri, di volta in volta, divertenti, raffinati, interattivi. Di quest'ultimo genere, cui appartine per esempio il fortunato Animatti, i nostri autori hanno già pubblicato un libro dedicato agli uccelli e uno agli animali del mare, recensito qui in occasione della Fiera di Bologna 
Mi arrendo, non comprenderò mai questo tipo di logiche commerciali, basato, suppongo, su presunti livelli di vendibilità. Sta di fatto che ora l'editore White Star, costola della nostrana De Agostini, pubblica il volume dedicato ai Dinosauri, per altro di recente pubblicazione. Nessuno mai pubblicherà i precedenti?


La struttura di questi libri è nota: la parte di descrizione degli animali è integralmente sostituita dalla immagini, potremmo dire ad alto grado di interattività.
Già la copertina ci dice che agli autori piace mescolare le forme, una testa di un tipo e una coda diversa.
Le prime due pagine sono dominate dai dettagli, parti di schiene o di creste che nascondono la riproduzione per intero dell'animale.
 



Ma non finisce qui: seguono le silhouette di altri misteriosi abitatori estinti del nostro pianeta; e questa volta l'immagine nascosta dalla finestrella è tridimensionale. Poi ci sono i musi e i loro scheletri, e la pagina multiforme, che permette di comporre e scomporre dinosauri realistici o del tutto immaginari. 


Si chiude con un paginone ad effetto dedicato allo pterodattilo.
Come si capisce dalla descrizione sintetica, questo, come i suoi predecessori, è un libro che vuole stupire, incantare, incuriosire, più che fornire informazioni, che per altro sono legate alla coerenza delle illustrazioni rispetto a ciò che sappiamo di questi rettili, così popolari fra i bambini. E' il classico libro da guardare e riguardare, che piace ai piccoli, dai cinque anni, perchè è una matrice di continue scoperte; piace ai più grandi perchè mette in gioco le loro stesse competenze.




Se qualche genitore può pensare che Dinosauri abbia un contenuto troppo ridotto, ricordi che non si impara necessariamente solo attraverso le esposizioni sistematiche, più o meno approfondite, che dovrebbero dar corpo al percorso scolastico; si impara molto, moltissimo, facendo lavorare la fantasia, l'immaginazione, creando nessi anche improbabili, ma che possono portare a scoprire nuovi territori. E, in fondo, a questo servono libri come questo.

Eleonora

Dinosauri”, F. Pittau e B. Gervais, White Star 2014


mercoledì 3 dicembre 2014

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)

ABECEDARIO DI BORDO

Mare, Ricardo Henriques, André Letria
La nuova Frontiera Junior, 2014


ILLUSTRATI PER MEDI (dai 7 anni)

"Acqua, acquata, [...] albuquerque, [...]
caicco, calamaro, [...] caravella,
fado, faro [...] finisterre [...]
oriente, orione, orzare [...]
pesca, pescatore, pesci [...]
sardina, sargassi, scafandro [...]
tesoro, timone, titano [...]
vapore e vascello..."

E' tutto blu. Un blu profondo da cui escono pericolosi tentacoli che catturano un vascello che, piccolo così, sembra quasi un giocattolo. Prima di cominciare a sfogliarlo, questo grande libro, apprendiamo che vuol essere un omaggio all'elemento più esteso del nostro pianeta: il mare. 


Con la struttura dell'abecedario, il libro naviga in lungo e in largo per le sue acque. Ne ricorda gli abitanti, come il gambero e la medusa, o il minuscolo krill; cita i suoi eroi, come Sir Francis Drake, il corsaro baronetto della regina Elisabetta I, o Vasco da Gama, esploratore portoghese, Ferdinando Magellano che arrivò alla  Terra del Fuoco e diede il nome al Pacifico; le sue vittime come si legge alla parola Prestige o alla parola Tsunami...


Nettuno, le sirene, il kraken, Moby Dick, il Nautilus costituiscono la sua mitologia. Poi ci sono le imbarcazioni, raccontate nel dettaglio: dal timone alla gabbia, passando a babordo, oppure esse sono divise per tipologie: dal rimorchiatore al rompighiaccio, senza dimenticare il caicco, l'idrovolante o la ben nota caravella.
Poi, lettera per lettera, si snocciola l'infinito immaginario del mare, per esempio ciò che nella fantasia dei marinai ne segna i confini: Finisterre, punta estrema della Spagna nordoccidentale, o il lontano Oltremare, terra di conquista, o in profondità, la mitica Fossa delle Marianne, che ogni nave attira a sé. O ancora ciò che ne fissa l'iconografia: dalla barba dei marinai ai 'baffi' della nave.



Che fosse un bel libro, lo si intuiva fin dalla sua edizione originale in portoghese quando l'amico André Letria lo mostrava alla Fiera di Bologna che gli ha conferito una menzione speciale.
Ora, tradotto e adattato sapientemente da Marta Silvetti, è proprio una gioia leggerlo e sfogliarlo. Nella sua struttura di attividario, il libro è uno strumento che orienta percorsi in diverse direzioni: stimola le curiosità, crea connessioni inaspettate, suggerisce approfondimenti, stimola la creatività con giochi ed esperimenti, sempre concentrati nelle pagine azzurre che si alternano alla sequenza di quelle bianche dedicate alle definizioni vere e proprie.


Come in tutti gli abecedari deve essere stata dura la scelta di ogni parola, a tal punto che alle escluse è stato concesso un estremo momento di gloria nell'ultima pagina, dove esse compaiono elencate a parziale discolpa da parte dei due autori. E come in tutti gli abecedari, il rischio di apparire prevedibili è sempre in agguato. Ma, si sa, in Mare nulla è mai fermo completamente, tutto oscilla, fluttua, ondeggia, appunto. Ed è esattamente questo il motivo per cui questo libro è sempre diverso da se stesso, ad ogni rilettura risulta sempre nuovo anche per il vecchio lettore. 


L'illustrazione che va in molte direzioni, la composizione della pagina movimentata contribuiscono alla sua grande forza, insieme al tono che è sempre rigoroso, ma altrettanto spigliato. Fin dalla premessa si intuisce che i due autori si siano 'divertiti' per primi loro a realizzare un libro tanto originale.


Carla

martedì 2 dicembre 2014

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)


QUESTIONI DI FAMIGLIA

La gallina che aveva il mal di denti, Bénédicte Guettier (trad. Tommaso Gurrieri)
Edizioni Clichy 2014


ILLUSTRATI PER PICCOLI (dai 3 anni)

"C'era una volta una gallina che viveva in campagna.
Era tanto felice insieme ai suoi cinque bambini, anche se aveva sempre un sacco da fare."

Il suo quinto bambino è, in realtà, un coccodrillino che lei ha covato amorevolmente e che la ricambia dello stesso sentimento. La gallina ha sempre un gran daffare e mai tempo per sé. A tal punto che anche andare dal dentista è diventato un problema. Ma il suo mal di denti sempre più frequente la convince un giorno a vestire di tutto punto i suoi cinque piccolini, a prendere con loro l'autobus 14, quello che portava in centro, e a recarsi dal dentista. 


Visita per tutti, grandi e piccoli. Solo al coccodrillo viene diagnosticata qualche carie, d'altronde è l'unico con i denti... Come ogni dentista non si stanca mai di ripetere, anche questo suggerisce al coccodrillino una maggiore igiene e soprattutto una alimentazione più adatta. Niente più dolcetti e caramelle, ma buona carne. Carne di elefante o di giraffa? No, molto più semplicemente, carne di gallina. Non si sa bene se il dentista lo abbia detto per distrazione o perché le galline non sono mai buone clienti...ma al povero coccodrillo non resta che fare un rapido ragionamento: gallina=mamma e trarne le dovute conseguenze!
Le distrazioni si pagano!



Niente sconti, come al solito. Bénédicte Guettier racconta storie andando dritta al punto. Coerente e ironica ad alti livelli, costruisce storie impastate di vita vera e poi le restituisce con sapiente ironia per renderle lievi e godibili anche a lettori sotto il metro di altezza.
Esattamente undici anni fa ci aveva fatto vedere un papà sopraffatto dai suoi 10 bambini, prendere una barca e fuggire da loro lontano lontano, per trovare un po' di silenzio e un po' di riposo. I bambini, affidati alla nonna, avevano continuato imperterriti a fare il loro mestiere di bambini, finché un giorno, così come era sparito, il papà tornò.
Riposato, di nuovo molto felice di fare il bravo papà se li caricò tutti, nonna compresa, per farsi un altro gran giro per mare.
I benpensanti credo si siano interrogati all'epoca sul valore educativo che una storia del genere potesse trasmettere: ma è una famiglia 'incompleta'! La mamma dov'è? Ma un papà non dovrebbe abbandonare mai i propri bambini!
E poi andarsene a divertirsi in barca a vela...
Come molti altri, benpensanti esclusi, trovai quel libro bellissimo perché raccontava, risolvendolo con un finale rassicurante, il difficile e faticoso ruolo della paternità. Era un libro che raccontava una famiglia monogenitoriale come ce ne sono tante, una famiglia i cui rapporti non sono solo fatti di gioia, ma anche puntellati qua e là di cedimenti e fatiche.
E, accanto a tutti questi adulti ai quali piacque, benpensanti esclusi, si schierarono frotte di bambini che quel libro lo hanno letteralmente consumato leggendolo e rileggendolo (facendoselo leggere e rileggere) milioni di volte.
A loro piaceva quella storia che li lasciava in sospeso fino all'ultima pagina, adoravano il colpo di scena finale, amavano i disegni grandi e pieni di colori brillanti, si esaltavano per il finale che rimetteva tutto in ordine.


Ed ecco di nuovo un libro così. Stesso grande formato, stesso segno, stessi colori, stesso genere di copertina, stessa grafica e soprattutto stesso tipo di storia. Una storia che va nella medesima direzione de Il papà che aveva 10 bambini (Apejunior, 2003) la fatica dell'essere genitore, l'amore gratuito che lega ai figli, generati o adottati che siano, il colpo di scena, la pacificazione finale che rimette in equilibrio ogni relazione e, non ultima, la consueta constatazione che la vita a volte può essere anche un po' cattivella...



Carla

So già che i piccoli lettori di oggi 'consumeranno' la Gallina che aveva il mal di denti come i loro 'fratelli' maggiori hanno fatto con Il papà che aveva 10 bambini.

lunedì 1 dicembre 2014

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)


SELVATICI COME UN GATTO


Clay Carmichael, illustratrice americana, ci ha regalato il suo esordio nella narrativa, tradotto per noi dalle Edizioni San Paolo: si tratta di Creature selvatiche, romanzo dedicato alle lettrici e ai lettori sopra i dieci anni.
Per certi versi è una storia molto americana, perché racconta di nuclei urbani in strettissimo contatto con la natura, boschi più o meno incontaminati e i loro abitanti ad un passo da casa. Ma va molto oltre la descrizione di un'avventura.
Intanto le creature selvatiche di cui parla sono assai diverse fra loro, a cominciare dalla protagonista, Zoe, undicenne da poco rimasta orfana e affidata ad un lontano parente: in realtà già da tempo è abituata a far conto su se stessa, coniugando saggezza e intemperanze infantili. Poi c'è Mr. Vieniqui, un gatto quasi selvatico che si aggira nei pressi della nuova casa di Zoe. Infine Will, ragazzo cresciuto per davvero nel bosco e che lì si aggira insieme ad una cerbiatta albina. Ciascuno è circondato dalla propria solitudine e tutti ne dovranno uscire, vincendo le proprie diffidenze e paure.
Gran personaggio Zoe, ragazzina che alterna la disillusione, dovuta ad un'infanzia passata con una madre psicolabile e con i suoi occasionali fidanzati, un grande senso pratico, dovuto al fatto di aver imparato a cavarsela da sola, e il suo misterioso sesto senso, che le fa percepire la presenza di animali, gatto compreso, il quale a sua volta, nelle pagine in cui viene raccontato il suo punto di vista, impara a conoscere la nuova venuta e a fidarsi di lei.
Zoe, che nonostante tutto legge moltissimo e scrive con vero talento, quello che leggiamo, infatti, è il suo diario, esplora senza timori il bosco e ritrova una vecchia baracca, la ripulisce e la trasforma nel suo luogo segreto. Qui viene vista da Will, il ragazzo cresciuto da solo nel bosco, che la trova, la segue, la protegge. Anche Will ha un passato drammatico, e un presente pieno di insidie.
In ogni buona storia ci devono essere i momenti di svolta, il lato drammatico, i colpi di scena che, per ovvi motivi, non vi voglio svelare.
Quello che mi preme sottolineare è che, dentro a un valido racconto d'avventura, c'è una bella descrizione dell'infanzia come spesso la vediamo ora, abbandonata a se stessa, sostanzialmente sola; ma quel che più conta è che al di là di questo esiste ed è forte la solidarietà, è possibile una familiarità non genetica, un abbraccio che non sia solo legato ad un vincolo formale.
Ovvero, come accade nelle storie di Guus Kuijer dedicate a Polleke, i bambini e le bambine hanno in se stessi immense risorse e ci sono adulti capaci di accoglierli e di sopperire alle carenze di genitori ed educatori.

Eleonora


“Creature selvatiche”, C. Carmichael, Edizioni San Paolo 2014