venerdì 14 giugno 2013

UNO SGUARDO DAL PONTE (libri a confronto)


CORAGGIO E TRADIMENTI

Due romanzi per grandi, laddove per grandi s'intenda giovani lettori dai quindici anni in su. Il primo è di Harlan Coben, autore americano di thriller, che si lancia ora nella narrativa per ragazzi.


Parliamo di Shelter, tradotto in Italia da L'Ippocampo, primo di una serie incentrata sul personaggio di Mickey Bolitar, nipote del protagonista di alcuni romanzi dello stesso autore. Ci sono tutti gli ingredienti del romanzo 'di genere': azione mozzafiato, intrighi, colpi di scena, mistero a più non posso, soprattutto una chiara definizione del bene e del male. C'è un ragazzo, Mickey, da poco orfano di padre e con la madre in terapia, che deve affrontare la scomparsa dell'amica del cuore; nelle ricerche, aiutato da due nuovi amici, Ema e Spoon, s'imbatte in una misteriosa organizzazione , di cui probabilmente faceva parte anche il padre, che difende i bambini da tutti gli orchi possibili e immaginabili e che affonda le sue radici nella seconda guerra mondiale e nell'olocausto. Come dicevo, molta azione e principi morali ben saldi, che non guastano, la giusta dose di mistero, ma i riferimenti e l'ambientazione, parliamo di orchi veri e della 'tratta delle bianche', richiedono comunque un giovane lettore abbastanza maturo; ma se volete farvene un'idea, guardate qui.


Mi sembra un'interessante incursione nella letteratura di genere, affrontata finora solo da Grisham; mentre buona parte della produzione di genere è stata finora caratterizzata dal fantasy. Vedremo se i giovani lettori apprezzeranno l'esperimento, ma già il successo di romanzi, meno caratterizzati di questo, ma molto orientati verso l'azione e l'avventura, dovrebbero incoraggiare l'editore.


Se Shelter si fonda sulla chiarezza della distinzione fra bene e male, Il coraggio della libellula, di Deborah Ellis, la fa a pezzi. L'autrice, vi ricordo il suo libro più famoso, Sotto il burqa, abbandona le ambientazioni storico sociali e scrive un romanzo che racconta la fine di un'amicizia. O meglio, il suo tradimento. Libellula è il soprannome della giovane protagonista Jess, amica del cuore di Casey, ragazza prodigio e futura entomologa; insieme vanno ad una sorta di campo scout e vengono affidate loro delle ragazzine, fra cui Stephanie, insopportabile. L'ultimo notte di vacanza Stephanie sparisce, per essere ritrovata morta dopo pochi giorni. Casey viene accusata dell'omicidio e nessuno, proprio nessuno, la difende, tranne la madre di Jess e la sua insegnante di biologia. Jess, insicura, isolata, desiderosa di farsi accettare dagli altri ragazzi della scuola, discende tutti i gradini che la porteranno al tradimento finale, inevitabile. Per fortuna Casey verrà scagionata e potrà riprendere la sua vita. Jess no, non può che essere segnata dal peso della propria debolezza, della propria inconsistenza.
Come si vede è un romanzo molto duro, che racconta come si possano sgretolare i rapporti umani, quando prevalgono il conformismo e i pregiudizi. O, per vederne l'aspetto più intimo, quando prevale la gelosia o la paura di essere abbandonate.E' una storia che lascia l'amaro in bocca, perché non lascia spazio a nessuna redenzione, a nessun sussulto di coscienza, ma indiscutibilmente fa riflettere sul valore dell'amicizia e sul prezzo che si è disposti a pagare per conservarla o per negarla. Ancor più del precedente, adatto a lettrici e lettori maturi.

Eleonora

“Shelter”, H. Coben, L'Ippocampo 2013
“Il coraggio della libellula”, D. Ellis, Rizzoli 2013

Noterella a margine: il titolo originale del romanzo della Ellis è True Blue, la traduzione italiana è del tutto fuorviante.



mercoledì 12 giugno 2013

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)

 
I RIFLESSI DEL POTERE

LA REGINA DELLE RANE non può bagnarsi i piedi, Davide Calì, Marco Somà
Kite Edizioni 2013


 ILLUSTRATI PER MEDI (dai 6 anni)

"Le corone di solito si trovano sulla testa dei re o delle regine. Così quando videro la rana con la corona le altre rane dissero: 'Guardate! La Regina delle Rane!'
Nessuna rana aveva mia visto una Regina delle Rane, né sapeva cosa si doveva dire o fare davanti a una regina. Poi una rana disse: 'Evviva la regina!' e cominciò a battere le mani."

E dietro le andarono tutte le altre. Nello stagno all'improvviso era caduto dall'alto un oggetto. Una rana, la più veloce, si era tuffata ed era riemersa con una corona in testa.
Tutto è cominciato da qui.
Il consenso ha fatto il resto: ovvero intorno alla prima rana plaudente, forse più bisognosa di altre di avere un capo che la comandasse, tutte le altre si sono adeguate. Sebbene la regina stessa non sapesse bene quali erano i suoi compiti, le altre cominciarono a dispensare consigli: la regina non deve bagnarsi i piedi, deve avere una ninfea tutta sua e deve mangiare mosche grasse, deve comandare molto e deve punire chi non obbedisce. 


Immediatamente intorno al potere della Rana Regina si formò un alone di potere 'gregario', ovvero tutte quelle rane che l'avevano consigliata al principio della sua carriera, ora erano lì ad illuminarsi di 'potere riflesso'. Mosche grasse anche per loro, in cambio di organizzare e gestire il consenso. Solo una voce critica che si poneva domande critiche: perché proprio lei deve fare la regina? Perché chi ha la corona deve essere regina? La risposta non tarda ad arrivare: lei è stata la più veloce e quindi fa le cose meglio degli altri...
Ma se così stanno le cose, alla gara di tuffi organizzata per divertirla lei non potrà sottrarsi e dovrà tuffarsi, e dovrà farlo meglio di chiunque altra. Il regio tuffo ci fu, ma la conseguenza inevitabile fu la perdita della corona, che tornò sul fondo di quello stagno.


Niente corona, niente regina. Così nello stagno tornò a 'regnare' l'uguaglianza...ma prima palle di fango contro la ex regina!
E anche la corona trovò un uso più consono... ma non vi svelerò quale.

Ecco un'altra storia di corone e sovrani inaspettati.
Davide Calì riflette anche lui su cosa ruota intorno al potere. Rispetto alla storia di Ghirighiri alcune sostanziali differenze: una su tutte la mancanza di consapevolezza da parte della rana regina, che pare essere soprattutto un burattino manovrato dalla sua corte di consigliere. E quindi le riflessioni che ne derivano sono tutte intorno al tema del consenso da una parte e dall'altra al tema del privilegio che si genera tra chi il potere lo detiene o chi semplicemente lo sfiora.
In questo senso mi pare di grande attualità la lettura che Calì ci offre. Noi che siamo cresciuti tra portaborse e sottosegretari, non possiamo fare a meno di notare che il potere si espande a macchia d'olio e che la costruzione del consenso è organizzata da squadre di fedeli collaboratori che sanno che se il sovrano cade si porterà dietro anche loro...
Ulteriormente mi pare che Calì ironizzi anche su un vezzo tutto nazionale che vede un popolo sempre pronto ad acclamare come vincitore il primo venuto, salvo poi coprirlo di fango nel momento della sconfitta. Per la Rana Regina alterno sentimenti di pena per questo suo essere un fantoccio, a momenti di antipatia per il suo sapersi approfittare. Le sue consigliere, invece, mi sembrano solo molto pericolose...
In uno stagno degli anni Venti del Novecento, dove ranocchi in gilet e farfallino sorbiscono cocktail alla moda, dove orchestrine jazz fanno concerti tra le ninfee, dove sembra di sentire 'il gracidare' di una radio di bachelite e dove i bagnini indossano costumoni a righe ha luogo l'intera vicenda. Ancora una volta il lavoro di Marco Somà è frutto di una ricerca iconografica molto puntuale. Le prospettive sempre diverse, dal basso, i colori sono quelli consueti: i toni caldi del marrone, declinati secondo molte sfumature, dal grigio al rosso passando per il verde rana. Spiritoso in molte delle soluzioni figurative, Somà si conferma lettore attento, maturo e largamente allusivo del senso più profondo di questa storia di rane, storia che ha il piglio di un apologo: come a dire, chi vuol intender, intenda.


Carla

Noterella al margine. Prosegue dal libro precedente l'uso di un motivo iconografico, sorta di pattern, che diventa quasi un suo marchio di fabbrica: Service, visto nella Gallinella rossa che qui si rivede, tutto tagliuzzato, nei tavolini e altrove. Che cosa vorrà dire?

lunedì 10 giugno 2013

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)

TUTTO È POSSIBILE, NELLE STORIE

Giovanna prende il treno, Kathrin Schärer,
LO Officina Libraria 2013


ILLUSTRATI PER PICCOLI (dai 5 anni)

"E' il principio di una storia? Gira la pagina, su,
così ti racconto di più. Un treno attraversa la campagna.
Un treno di vagoni pieno,
sulle rotaie senza freno,
e con cento scompartimenti almeno."

Nel primo scompartimento una mucca, nel secondo un cane e nel terzo una capretta e nel quarto?


Che sia pieno di viaggiatori un po' esotici lo si capisce subito. Quindi nessuno stupore se nel successivo scompartimento c'è un maialino, anzi una maialina. Appena disegnata dalla matita colorata dell'autrice. La storia fino a questo punto è ancora da terminare: i disegni sono schizzi e l'unica cosa colorata è la pelle rosa a macchie dell'insolita viaggiatrice. Ma appena si gira la pagina la storia decolla. La maialina ora è pronta per il suo viaggio. Si piazza davanti al finestrino e in sequenza cerca di sapere il suo nome, cerca di farsi disegnare un vestitino, cerca di non far succedere un guaio (e mandando indietro di una pagina il racconto si possono fare tali meraviglie), cerca di guardare nelle case lungo la ferrovia e cerca di fare amicizia con un dirimpettaio di treno...

Tutto è possibile, nelle storie. E ancor di più se la storia è ancora aperta, ovvero se la pagina è intesa come campo di scambio, di dialogo tra personaggio e autore.
In Giovanna va in treno la relazione tra chi scrive e disegna e chi agisce sul foglio è serratissima e anche piuttosto contrastata e vivace. Il divertimento di chi legge sta soprattutto nei dialoghi tra Giovanna, maialetta volitiva e la Schärer, scrittrice obbediente ma burlona.

I disegni della Schärer a me sono sempre piaciuti molto. Ne ho comprati parecchi di suoi libri nel corso delle diverse edizioni della Fiera di Bologna nello stand di Bajazzo. Sono libri e disegni molto tradizionali, colorati a pastello, ma li trovo spiritosi ed espressivi.

Sono storie di animali, trapiantati il più delle volte in ambiti tutti umani e comunque con problemi tutti umani. In particolare Giovanna va in treno appartiene alla categoria dei libri dialogati che sono piuttosto diffusi al momento: dialoghi tra personaggio e lettore, tra personaggio e autore/illustratore.
Rispetto al libro tedesco che comprai qualche anno fa, questa edizione italiana mostra una differenza che, a mio parere, si poteva anche evitare. Penso a quel gioco che attraversa tutti i dialoghi e che vede la maialina finire ogni frase con un sonoro Oink! Nell'edizione tedesca non c'è e io non ne ne sentivo la mancanza. Credo che il gioco sonoro abbia lo scopo di 'fare l'occhiolino' al lettore. Un'occasione per parlagli con una sorta di birignao che i bambini non si meritano. Ma in realtà quest'aggiunta ha il difetto di interrompere il serrato ritmo dei dialoghi che io trovo la cosa più divertente del libro. E, in qualità di lettrice ad alta voce, mi sarei voluta riservare il diritto di aggiungere eventuali suoni e versi; quando e dove a mia discrezione. E quindi, non se ne dispiacciano le traduttrici o l'editore, ma in direzione opposta e contraria, mi riservo il diritto di non leggerlo quel superflo OINK...

Carla

Noterella al margine. Un acuto osservatore potrebbe chiedersi perché Giovanna quando scrive sul finestrino il suo nome lo scriva in tedesco.La risposta la sapete...






venerdì 7 giugno 2013

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)



ECCO UN MARLOWE CHE ABBAIA!


Ci vuole una certa formazione da cinefili per apprezzare davvero Grosso guaio nel pollaio, di Kevin Cornell. Immaginatevi Robert Mitchum o Humphrey Bogart, soprabito gualcito, bavero alzato, sorriso amaro e sottile ironia ed ecco Tally, cane da soccorso in pensione, tirato per la coda in una storia complicata da una pollastra molto caparbia, chiamata, ovviamente, Cocca.
Un'indagine difficile per ritrovare due pulcini scomparsi: tutte le tracce portano a al perfido bassotto Vito, che ha in mente un piano diabolico. Ma come in tutti i gialli, soprattutto hard boiled, nulla è come sembra. Per darvi un'idea dello stile, ecco l'incipit:


'Era una calda giornata di sole quando incontrai per la prima volta quella gallina sciroccata.
Così calda che a volte penso sia stato solo un miraggio.
Ma ai miraggi non puzza l'alito, bello.
Era una gallina dall'aria stanca, con una buffa cresta sulla testa.
Non so a cosa le servisse. A me sembrava utile come un salvagente nel deserto'.


Insomma, Tally è un vero duro, dal cuore tenero, ovviamente, che si fa coinvolgere da una masnada di pulcini e dalla loro madre sciroccata.
Tutto corre verso il giusto lieto fine, dopo le inevitabili peripezie e i colpi di scena da manuale.
'A volte, quando i pulcini vengono a trovarmi nella cuccia, li intrattengo con il racconto dei miei giorni di gloria. E' stata Polpetta a chiedermi come mai avessi smesso. Mi prende sempre alla sprovvista, quella lì. Non ero ancora pronto a raccontare quella storia, ma prima o poi lo farò. E se Zucchero l'avrà vinta – e di solito è così – suppongo che sarà più prima che poi, perché Zucchero...beh, quella pollastrella farebbe qualsiasi cosa per una bella storia.'

Grosso guaio nel pollaio è un libro lietamente senza pensieri, molto divertente e con diversi livelli di lettura; con il suo ritmo serrato e le illustrazioni in perfetta sintonia con il testo, consente una agevole lettura a partire dai sette anni, ma apprezzabile anche da bambini più grandi.
E una risata vi travolgerà.


Eleonora




“Grosso guaio nel pollaio”, D. Cronin con le illustrazioni di K. Cornell, Il Castoro 2013


giovedì 6 giugno 2013

ECCEZION FATTA




CINQUANT'ANNI E NON LI DIMOSTRA...
Panorama critico sull’albo illustrato e sulla narrativa

in occasione della cinquantesima edizione della Fiera del libro per ragazzi (Bologna 24-27 aprile 2013)


Incontro promosso dalle Biblioteche di Roma in occasione del Maggio dei libri, rivolto a bibliotecari, e a chi opera nel campo dei libri per bambini e ragazzi.
Quattro ore per raccontare bibliotecari e operatori i migliori libri illustrati e la migliore narrativa pubblicati dalla fine del 2012 fino ad oggi.
E ora a disposizione di tutti i lettori di questo blog...


I LIBRI CON LE PAROLE 
(seconda puntata) 



LA STORIA SULLO SFONDO
S. Dowd, La bambina dimenticata, Uovonero
P. Dowswell, L’ultima alba di guerra, Feltrinelli
G. Quarzo, La meravigliosa macchina di Pietro Cosimo, Salani
S. Gallo, I lupi arrivano col freddo, Edt Giralangolo
D. Palombi, Sotto il cielo di Buenos Aires, Mondadori
S. Hartnett, Il bambino fantasma, Rizzoli




L'ALTROVE
R. Rubbish, Mondizia, Biancoenero
G. Bass, Testa cucita. Un mostro per amico, Rizzoli
S. Gardner, Il pianeta di Standish, Feltrinelli
J.-C. Mourlevat, Terrestre, Rizzoli



FAMIGLIE PROBLEMATICHE 
G. Kujier, Mio padre è un PPP, Feltrinelli
E. Ibbotson, Un cane e il suo bambino, Salani
B. Olbrecht, Castelli di fiammiferi, Uovonero
R. Stead, Segreti e bugie, Feltrinelli
D. Cousins, Quindici giorni senza testa, San Paolo
A.Parola, Il mio nome è strano, Lapis
E. K. Gale, The Bully Book, San Paolo
R.J.Palacio, Wonder, Giunti
J. Boyne, Che cosa è successo a Barnaby Brocket?, Rizzoli
S. Weeks, Da oggi sono felice, Beisler


AVVENTURA
J. Bauer, Io sono soltanto un cane, Beisler
D. Pennac, Ernest e Celestine, Feltrinelli
G. Festa, Il passaggio dell'orso, Salani















mercoledì 5 giugno 2013

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)


CORONE E POTERE
 
IL PICCOLO GHIRIGHIRI, Mario Ramos
Babalibri 2013


ILLUSTRATI PER PICCOLI (dai 4 anni)

"Ah, ah, ah, come sei buffo! Ti chiamerò Ghirighiri, perché fai ridere come il solletico. Sarai il mio piccolo Ghirighiri, il mio tesoro, gli diceva Tiffany stringendolo fra le morbide piume. Educò il suo piccolo donandogli tutto l'amore del mondo e dimenticò di rompergli le ali..."

E così Ghirighiri fu l'unico uccellino che all'epoca del re Leone poteva volare.
Se da piccolo Leone era un bravo leone, da grande diventò un pessimo re: un tiranno. Davanti a lui ci si doveva inginocchiare e tenere sempre gli occhi bassi. Le proteste dei sudditi lo resero ancora più crudele e tutti lo temevano. 


Guerre e soprusi si susseguivano finché non arrivò Ghirighiri con la sua innocenza. Come accadde al bambino nella fiaba di Andersen, I vestiti nuovi dell'imperatore, a Ghirighiri toccò dar voce alla grande domanda: Se è cattivo, perché è re? Risposta generale: perché ha la corona!
Tutto il senso del potere è nel simbolo del potere. E questo lo prova il fatto che appoggiata sulla testa di vari animali, ogni volta ne 'accende' le arroganze.


In una sequenza molto divertente la corona passa dal maiale al gorilla, al cane , alla volpe e all'elefante. E ogni volta, nuove leggi 'ad personam' si impongono (di agghiacciante attualità...). L'uccellino, che mantiene il suo senso di libertà e il suo buon senso inalterati, capisce che quella corona sta bene solo in fondo al mare e là la butta, ma, arrivando sulla testina di un pesce, forse la storia non si esaurisce qui....
Come sempre Ramos si dimostra fine filosofo, grande conoscitore del pensiero umano e acuto osservatore dei bambini. Il suo modo di comunicare con loro, tra segno e senso, scorre con la consueta naturalezza e arriva al centro del bersaglio, come sempre.

Corone e potere.
È un buffo esercizio per la mente quello di provare a tessere improbabili legami fra storie...e collegare la corona di Ghirighiri con quella passata che Cola Pesce non riportò mai al suo re farebbe pensare che il fondo del mare è pieno di corone...
Ma di corone che sono sulla testa è pieno il mondo. E ciò che esse rappresentano simbolicamente è argomento di un certo numero di bei libri.
Ed ecco che, come per incanto, ci nasce fra le mani un piccolo ma significativo percorso di lettura per i bambini, al termine del quale riflettere con loro su che cosa renda un re un buon re!
Penso a Nuno (Babalibri) dello stesso Ramos che, troppo piccolo, non ne poteva reggere il peso e la responsabilità, penso a C'era tante volte una foresta, della Gèhin (Nuova Frontiera Junior), dove la corona fa la differenza: averla o non averla per sentirsi uguali agli altri, penso alle rane raccontate da Calì e illustrate da Marco Somà (prossimamente qui la recensione).
Governare non è mestiere per tutti e non basta avere nelle proprie mani il potere per poter essere dei buoni re: questa è la conclusione su cui tutti paiono convergere. Ora ce ne dobbiamo solo convincere...

Carla

martedì 4 giugno 2013

ECCEZION FATTA

 

CINQUANT'ANNI E NON LI DIMOSTRA...
Panorama critico sull’albo illustrato e sulla narrativa
in occasione della cinquantesima edizione della Fiera del libro per ragazzi (Bologna 24-27 aprile 2013)


Incontro promosso dalle Biblioteche di Roma in occasione del Maggio dei libri, rivolto a bibliotecari, e a chi opera nel campo dei libri per bambini e ragazzi.

Quattro ore per raccontare bibliotecari e operatori i migliori libri illustrati e la migliore narrativa pubblicati dalla fine del 2012 fino ad oggi.
E ora a disposizione di tutti i lettori di questo blog...
I LIBRI CON LE FIGURE
(prima puntata)



CHI VIENE VOI ADESSO? storie di arrivi
M. Doray, Che bella notizia!, Gribaudo
E. Jadoul, Le mani di papà, Babalibri
J. Coat, La sorpresa, La Margherita
M. Cordell, Un altro fratello, La Margherita
S. Mattiangeli, C. Carrer, Come funziona la maestra, Il Castoro
A. Riccioni, D. Pintor, L'eco, Lapis
Nadine Brun-Cosme, O. Tallec, Lupo & Lupetto, Clichy



VORREI ESSERE... storie bestiali
K. Stangl, Forte come un orso, Topipittori
C. Naughton, Oh-Oh!, Lapis
A. Browne, La mia mamma, il mio papà, Donzelli
F. Negrin, Bestie, Gallucci




TERRE IMMAGINATE storie di luoghi
B. Marchon, Nel mondo ci sono, EDT
S. Lee, Apri questo piccolo libro, Corraini
O. Jeffers, Nei guai; Zoolibri
T. Ungerer, L'uomo della nebbia, Electa Kids
A.Mizielinska, D. Mizielinski, Mappe, Electa Kids
C. Nivola, Orani. Il paese di mio padre, Rizzoli
C. Bellemo, A. Badalan, La leggerezza perduta, Topipittori
R.L. Stevenson, H. Wagenbreth, Il pirata e il farmacista, orecchio acerbo
P. Sis, La conferenza degli uccelli, Adelphi
 




C'ERA E NON C'ERA, la fiaba
I. Calvino, G. Orecchia, Fiabe per i più piccini, Mondadori
S. Guarnaccia, Cinderella. A fashionable tale, Corraini
A. Gozzi, V. Lopiz, I pani d'oro della vecchina, Topipittori



IN RIMA
G. Mazza, Buonanotte a tutti. Una filastrocca, Clavis
G. Zoboli, S. Mulazzani, Il grande libro dei pisolini, Topipittori
G. Tessaro, Io sono un ladro di bestiame felice, Il Castoro


CATTIVO! la vena crudele
G. Vincent, Ernest e Celestine musicisti di strada, Gallucci
J. Klassen, Voglio il mio cappello!, Zoolibri
J. Klassen, Questo non è il mio cappello, Zoolibri
Atakpama, Hubesch, Non entrate nel sacco!, Babalibri
C. Van Allsburg, Il fico più dolce, Logos


segue I libri con le parole ....

Carla

lunedì 3 giugno 2013

UNO SGUARDO DAL PONTE (libri a confronto)


 ...E PARLIAMO ANCHE DI VIOLETTA!


Se per ipotesi aveste dato un'occhiata alla classifica settimanale di TTL di un paio di settimane fa, avreste avuto un sussulto, fra lo stupore e l'orrore. Fra i primi dieci titoli più venduti nelle librerie d'Italia figurava un titolo di Peppa Pig, tipo gioca e colora con Peppa, e Il mio diario. Violetta, testo che fa battere il cuore alle bambine e alle ragazzine dai sette anni ai quattordici anni.
Fenomeno 'culturale' fra i più tristi, che riesce a far sembrare i libri di Stilton degni di un Nobel, gareggia in pochezza con i prodotti della linea top model, che almeno non fanno nemmeno finta di essere libri.
Il meccanismo di emulazione che spinge tante ragazzine ad acquistare un libro inutile, cucito su un personaggio di un telefilm pomeridiano, fatto di canti balli e ancheggiamenti, è il frutto di un sapiente lavoro di marketing che espone le ragazzine all'influenza di un modello sub culturale. Ancora una volta è il palcoscenico ad essere protagonista ed in esso si muovono personaggi adolescenti in cerca di successo; non riesco a spiegarmi fino in fondo il meccanismo di identificazione che rende così accattivanti queste storie, per altro esilissime, in cui l'unica aspirazione è riuscire ad entrare nel mondo dello spettacolo. E quale spettacolo! Come se, davvero, non ci fossero altre aspirazioni possibili.
Dice lo psicoanalista Pietropolli Charmet: 'il tema centrale della babele dei linguaggi afferisce al narcisismo, al successo, alla notorietà, alla popolarità, in una parola alla bellezza.(...) l'obiettivo centrale della televisione commerciale e dell'universo pubblicitario è spingere ad acquisire i beni e i mezzi per divenire belli.(...) la sottocultura del narcisismo stabilisce i canoni cui è necessario adeguarsi...'.
Dunque, siamo di nuovo qui, a combattere l'eterna battaglia contro l'omologazione massiccia a modelli, estetici e non, di natura commerciale, con la conseguente riduzione dei ragazzi, e dei bambini, a consumatori inconsapevoli. Con l'aggiunta della triste contraddizione che questi prodotti, anche editoriali, consentono alle librerie di vendere forse un po' di più, ma certamente non aiutano a costruire lettori, perché il pensiero critico, figlio delle molteplici letture, è nemico mortale dei luoghi comuni e dell'acquiescenza.
Non è tanto il fatto che così tante bambine sentano il bisogno di possedere un sogno, peraltro brutto, in versione cartacea; è la palese e disarmante adesione a quel modello di giovinezza che questi prodotti commerciali trasmettono; occhi luccicanti, ansia di non trovare il libro, sguardo sognante quando si chiede loro che avrà mai di speciale questa Violetta. Ma non temete, non abbiamo ancora deposto le armi e, complice una ristampa, abbiamo provato ad instillare gocce di antidoti in dosi omeopatiche.


Fra questi, per le ragazzine più grandi può essere proposto L'estate in cui caddero le stelle, di Cristina Brambilla, in cui la protagonista, guarda un po', sogna di diventare fisica o astrofisica, a scelta, grazie al fortunoso incontro con uno scienziato dalle origini misteriose, inseguito dai servizi segreti di oscuri paesi.
Tutti, in questa storia, hanno qualcosa da nascondere e nemici da affrontare. L'impianto narrativo ruota intorno ad un'estate in cui i diversi destini s'intrecciano e si determinano scelte irreversibili. Al di là della piacevolezza della narrazione, si apprezzano dei personaggi femminili diversi dal solito: la protagonista, scienziata in erba e ciclista provetta, la sua amica del cuore, figlia di una signora dai dubbi costumi, che aspira a diventare stilista, le rispettive madri,in fuga da mariti violenti e pregiudizi.
Non poteva mancare una prefazione di Margherita Hack, prototipo di meravigliosa 'cattiva ragazza'.

Eleonora

“Il mio diario. Violetta”, Walt Disney Company Italia 2013
“L'estate in cui caddero le stelle”, C. Brambilla, Mondadori 2013


novità, narrativa, consumismo, grandi, grandi temi, modelli femminili.