martedì 15 dicembre 2015

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)


SHAKING THE TREE*
Dalla chioma, Chiara Vignocchi, Paolo Chiarinotti, Silvia Borando
Minibombo 2015


ILLUSTRATI PER PICCOLISSIMI (dai 2 anni)

"Ora ti mangio!"



dice un topo viola ai piedi di un monumentale castagno. E lo dice guardando quell'unica castagna che campeggia al centro esatto della chioma. Di salire sull'albero non se ne parla, piuttosto lo si scuote dal tronco. Cadono foglie ma la castagna resta lì. Il topo scuote nuovamente il tronco e, dopo le foglie, cade a terra anche qualcos'altro: una volpe. A tu per tu con il topo, con lo sguardo truce, minaccia a sua volta: Ti mangio! Il topo per sfuggirle si arrampica sull'albero e la volpe invece di mettersi all'inseguimento parte anche lei con lo scuotimento del tronco.


Cadono altre foglie e poi un cinghiale. Adesso tocca a lui minacciarla: Ti mangio! La volpe per sfuggirgli si arrampica sull'albero e il cinghiale, come si può intuire, non si mette all'inseguimento, ma a scuotere il tronco. Con le ennesime foglie questa volta precipita al suolo un orso che, alla vista del cinghiale, ringhia potente. Al cinghiale non resta che arrampicarsi sull'albero. L'orso non lo insegue, ma scuote con enorme potenza l'albero che perde le sue ultime foglie e fa precipitare a terra, in un mucchio unico, cinghiale, volpe, topo e castagna. L'orso, a questo punto, tuona a sua volta il tremendo Ti mangio! E con la preda tra le zampe, soddisfatto, si allontana.

La squadra di Minibombo raramente sbaglia il colpo. Così anche stavolta pubblicano un buon libro.
Grande e grosso con un formato insolito, a calendario, il libro si apre e si sfoglia con la costa in orizzontale, salvo doverlo girare all'apice della tensione. Questo permette all'albero di essere il protagonista principale della storia, per ruolo e per dimensione.
Tutto sommato, topo, volpe, cinghiale e orso sono gregari rispetto a lui e alla sua castagna superstite. L'albero è luogo abitato, nascondiglio e rifugio, in qualche modo anche calamita per i personaggi, che - uno dopo l'altro - da lui discendono o da esso sono inglobati.
Secondo uno schema consolidato, gli animali si succedono in una sequenza che parte dal più piccolo al più grande, nel rispetto della nota legge che regola la catena alimentare: volpe mangia topo, cinghiale mangia volpe, orso mangia cinghiale. E orso, a lui chi lo mangia?
Qui scatta il coupe de théâtre che per Minibombo rappresenta un vero e proprio marchio di fabbrica. Contrariamente alla norma, questo libro non ha suoni e la crudeltà finale di Solo un puntino (2015) o di Apri la gabbia! (2015) qui si stempera in una risata. 


La risata è l'altra costante in molte delle narrazioni di Minibombo. In questo specifico caso, la risata sorge anche e soprattutto nel''assurda circostanza che sfiora la dabbenaggine dei singoli animali che si ostinano a scuotere l'albero per ottenerne qualcosa, senza pensare che con due salti la sospirata castagna, il sospirato topo ecc. ecc. potrebbero finire nella bocca di ciascuno di loro. Pazienza!
Ultimo elemento che fa di Dalla chioma un libro che piacerà ai bambini sta nella costruzione di una piccola trama basata sulla ripetizione di un medesimo modulo. Anche in questo caso Minibombo fa ricorso a una struttura già sperimentata in molti altri titoli del loro catalogo e attinge a un modello che ha radici lontane.
Un po' come accade per esempio nella fiaba de I tre porcellini, una delle prime fiabe ad essere apprezzata anche dai più piccoli, il ripresentarsi di una medesima circostanza, anche se con i protagonisti cambiati, ha lo scopo di essere immediatamente riconoscibile anche da chi si cimenta per le prime volte con l'ascolto di una storia.
A questa giovane e intraprendente casa editrice va dunque il merito di riempire con libri intelligenti, con libri coerenti nei confronti di un preciso stile editoriale, quello spazio spesso e volentieri disadorno dei libri per la primissima infanzia.
C'è da gioirne, in uno con la loro trionfale entrata a Più libri più liberi.
È una occasione ulteriore per 'tenerli d'occhio'.

Carla

* qui una irresistibile versione dal vivo di Shaking The Tree  


lunedì 14 dicembre 2015

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)

RESPIRARE E ASPETTARE

Io aspetto, Davide Calì, Serge Bloch
Kite 2015



ILLUSTRATI

"Io aspetto
... di crescere
... il bacio della buonanotte
... che il dolce sia pronto
... che smetta di piovere
... che venga Natale"


Un bambino, il bambino di Davide Calì, si misura con alcune delle attese che scandiscono la sua giornata. Quel bambino, attesa dopo attesa, poi diventa un ragazzo e le sue attese cambiano. 


Si legano a un desiderio indistinto di amare, quindi a un amore che nasce, a un amore che mette radici, a una separazione che lo mette alla prova, a una lettera che arriva al fronte, a un sì pronunciato sull'altare. E a questa seconda fase se ne aggiunge una terza, ulteriore: oramai il ragazzo si è fatto uomo e l'attesa diventa condivisa ed è quella di un figlio, quella del vederlo crescere o del vederlo andare via.
Se si segue il percorso di questa esistenza si verifica che l'attesa è anche fatta di incertezze, di paure, di dolori e di distacchi. 


Il bambino che aspettava l'arrivo del Natale ora è un uomo maturo che, seduto accanto a un letto d'ospedale, aspetta che la sua compagna di una vita smetta di soffrire.
E' l'inverno della vita, questo. Eppure anche quando aspettare sembra avere perso ogni senso, la primavera ritorna. E si ricomincia ad aspettare, che qualcuno suoni alla porta con una notizia feconda, magari proprio l'arrivo di un nuovo bambino...


La condizione dell'attesa appartiene all'umanità. E' uno stato primigenio e, a ben vedere, la vita stessa, prima di essere tale, è già ben impastata di attesa.
Aspettare è quasi naturale come respirare. Si impara da subito. E da subito se ne verifica l'aspetto di sospensione che essa porta con sé.
A voler essere analitici, si potrebbe dire che la condizione di attesa occupa la maggior parte del tempo che si dilata tra il nostro agire e quello degli altri.
Se mi si concede di prendere a prestito l'immaginario cui attinge Serge Bloch, nell'illustrare il testo di Calì, l'attesa è quel filo rosso che collega e tiene insieme un'intera esistenza e anche più d'una.


Per questo, ad aspettare conviene abituarsi fin da piccoli, perché nel corso di un'esistenza sono enne le occasioni in cui ci si deve misurare con questo stato d'animo sospeso. Sospeso nel tempo, tra un qui e ora reale e tangibile e un futuro misterioso e indeterminato.
Ed è proprio la peculiarità dell'incertezza, dell'imperscrutabilità che rende l'attesa una condizione non per tutti confortevole.
Eppure, sostengo, aspettare è un essenziale e fondamentale esercizio per l'anima, ma, come accade per ogni 'ginnastica mentale', richiede impegno e allenamento.
Come spesso succede per i grandi libri, anche questo nasce da un infinitesimale seme, ovvero una fila all'ufficio postale, che ha innescato una riflessione sul fatto che, nell'arco di un'esistenza, molto del tempo lo si passa ad aspettare.
Tre, almeno, sono i punti di forza che fanno di questo libro un capolavoro.
Il primo consiste nell'aver saputo 'asciugare' il racconto fino a ridurlo all'essenziale. Esso si presenta come una lista, un elenco, un catalogo di attese, ordinate e scandite nel tempo, secondo una sensibilità rara, quella che Calì ha dimostrato spesso di avere.
Il secondo ne è naturale conseguenza e consiste, appunto, nell'aver saputo costruire, nel testo come nell'immagine, una trama sottile come un filo di seta da ricamo, ma nel contempo assolutamente resistente, perché universale.
Cinque volte il testo ricomincia con quel Io aspetto, una sorta di ritornello, che scandisce le cinque fasi dell'esistenza di quel bambino, dal quale tutto ha avuto origine.
Il terzo elemento è proprio il filo rosso, le fil rouge, che Bloch sceglie come Leitmotiv ed elemento evocativo che attraversa l'intero libro. Unico particolare tridimensionale, se si fa eccezione per la busta commerciale che dà vita a quella meraviglia di copertina, è il legame che tiene insieme tutta la storia e anche il tratto nero della china di personaggi e luoghi. Il filo rosso è esso stesso narrazione: diventa dettaglio, a volte connessione, a volte espressione di un'emozione. 

Sempre, comunque, protagonista assoluto.
Lo è a tal punto che Kite (o forse c'è lo zampino e lo stile di Elisabetta Cremaschi?) a dieci anni dalla prima pubblicazione per Emme, lo spedisce avvolto in un foglio di carta leggera e bianca lungo cui corre un tratto di pennarello rosso continuo che ne preannuncia l'atteso contenuto.



Carla

domenica 13 dicembre 2015

SINERGIE NATALIZIE

A volte accade che ci si ritrovi a lavorare in un luogo nuovo, e se si tratta di uno studio editoriale può succedere che, durante una pausa di lavoro, ci si metta a sfogliare i libri nello scaffale vicino alla scrivania. Così, i primi giorni di novembre mi è capitato in mano un volume di Danilo Baroncini e Susan Lord dal titolo Pani caliatu. Ricette e storie della cucina eoliana raccontate da eoliani (Centro studi e ricerche di storia e problemi eoliani 1999), una raccolta di ricette della cucina eoliana provenienti dai racconti degli abitanti delle isole.
A novembre ho scattato una foto con il telefono di una preparazione che mi sembrava particolarmente interessante: i vastidduzzi, dolci natalizi tipici dell'isola di Salina.
Due giorni fa ho iniziato la lavorazione.

Per il ripieno servono:
Le bucce di 5 mandarini
500 gr di mandorle pelate
300 gr di zucchero (secondo la ricetta originale ne occorrono 450 gr)
il succo di 2 mandarini
un cucchiaino di cannella in polvere

Per la pasta:
500 gr di farina 00
1 uovo intero e 1 tuorlo
100 gr di burro (nella ricetta originale viene usato lo strutto)
50 gr di zucchero
vino bianco (o malvasia)

Con l'attrezzo per pelare le patate (o le carote) bisogna togliere la parte più esterna della buccia dei mandarini (senza intaccare quella bianca) e mettere le scorze in mezzo litro di acqua fredda per 24 ore.
Macinate le mandorle con lo zucchero, la cannella e il succo dei mandarini. Aggiungete a cucchiai tanta acqua aromatizzata con le scorze quanta ne servirà per avere un composto consistente così da potergli dare una forma. L'altra acqua servirà al momento di confezionare i dolcetti e per sciacquare le dita quando sarà necessario.
Impastate la farina con il burro a temperatura ambiente, lo zucchero, le uova e il vino. Mettetela a riposare per un'oretta.
Con il matterello stendete la pasta fino a farla diventare molto sottile. In base alla ricetta originale occorre porre sulla sfoglia una serie di cucchiaiate di ripieno al quale viene data una sagoma ornamentale (fiore, farfalla, mezzaluna ecc.). Con l'acqua aromatizzata si bagna la parte attorno al ripieno e poi si chiude i tutto con una seconda sfoglia di pasta e si ritagliano i singoli dolcetti con una rotellina dentata ('u tuornu). Si decorano poi pizzicando i bordi con una pinzetta (pizzicaloru).


Come vedete dalla foto, io ho fatto una versione semplificata ritagliando dei dischi di pasta dove ho messo il ripieno e, dopo aver bagnato il contorno con l'acqua di mandarino, ho chiuso il tutto come se fosse un panzerotto.
In base alla ricetta del libro, i dolci devono essere messi in forno a 110° C per 15-20 minuti.
Ho provato, ma la pasta è risultata poco cotta. La seconda infornata l'ho fatta a 150 °C ottenendo un buon risultato: la pasta è croccante e il ripieno umido, ma l'aspetto migliore è il profumo di mandarino che nonostante la cottura rimane intenso.

Lulli

venerdì 11 dicembre 2015

ECCEZION FATTA!


LIBRI PER CONOSCERE IL MONDO

Nel corso della Fiera della Piccola e Media editoria, Più Libri Più Liberi, si sono svolti degli incontri con alcuni dei membri del comitato scientifico del Premio Biblioteche di Roma. All'interno di questa serie, mi è stata data l'opportunità di parlare di quella parte dei libri 'non fiction' concernenti la divulgazione.
Tralasciando dunque i libri gioco, i libri fatti ad arte, o i libri da fare, vediamo come la produzione editoriale in materia di divulgazione sia percepita come una sorta di cenerentola, un ramo minore su cui non è necessario soffermarsi più di tanto.
Ma. C'è un'obiezione gigantesca: i bambini e le bambine sono portatori primari di domande di grandissimo impatto, della meraviglia che consente di interrogarsi su cose grandi e piccole, in un susseguirsi inesauribile di perché. Saper tenere vivo in loro e in noi il senso dello stupore, ci rende individui aperti al cambiamento di prospettiva, alla visione nuova e rivoluzionaria, approccio necessario alla crescita del sapere.
Fornire ai bambini e alle bambine strumenti idonei, stimolanti, aggiornati, creativi è quindi indispensabile, non un orpello o un di più inessenziale rispetto al contenuto nudo e crudo delle nozioni. Va detto anche che, nonostante tutto ciò che teoricamente si afferma, sul terreno dei libri di divulgazione si operano spesso, da parte dei fruitori adulti, delle inutili discriminazioni nei confronti delle bambine, considerate poco interessate agli argomenti che non coincidano con il senso estetico o l'insorgente maternage.
Sono spesso le mamme, le amiche delle mamme, le nonne che ci oppongono rifiuti perplessi di fronte al suggerimento dell'acquisto di un libro di scienza o di storia. Quanto poco questo corrisponda al mondo infantile è facile dimostrarlo, parlando con le dirette interessate, le bambine e le ragazzine che, come i coetanei maschi, hanno la testa piena di curiosità.


Fino a pochi anni fa, quando si parlava di divulgazione venivano in mente soprattutto i grandi editori di lingua inglese, come la Dorling & Kindersley o la Quarto Publishing, che tuttora producono testi divulgativi di grande livello, accurati, aggiornati, dotati di un valido apparato iconografico. Recentemente, si sono affermate, però, anche nuove tipologie di testi divulgativi, in cui l'immagine non è solo ancillare rispetto al testo, ma contiene percorsi esplicativi, attraverso didascalie, finestrelle, animazioni, che possono mutare ogni volta che si sfoglia il libro, unendo approccio intuitivo e approfondimento: sono così Mappe, Sotto terra. Sott'acqua, Il libro delle Terre immaginate, Zoottica, portati in Italia da Electa Kids e L'Ippocampo junior.


Lo stesso discorso si può fare per Il Mondo segreto delle piante, tradotto e pubblicato da Editoriale Scienza, il nostro più valido editore specializzato in divulgazione per ragazzi, cui va il merito di avere individuato il meglio della produzione internazionale e di aver promosso delle valide collane di divulgazione quali Lampi di Genio, di Luca Novelli, Teste toste, di Federico Taddia, Donne nella scienza, in cui sono uscite delle belle biografie di scienziate, fra cui Siate gentili con le mucche, scritto da Beatrice Masini.



Nell'ambito delle biografie, va segnalato anche l'ottimo Primati, pubblicato da Il Castoro: un testo che coniuga l'originalità del linguaggio, la graphic novel, con l'attenzione sulla vita e gli studi di tre grandi primatologe, Jane Goodal, Dian Fossey e Biruté Galdikas, che hanno contribuito a modificare la visone dell'uomo nell'ambito della storia evolutiva. 



Anche l'editore romano Lapis ha dedicato diverse collane alla divulgazione, dalle guide archeologiche, alla collana Ah, saperlo!, alle biografie romanzate di grandi personaggi, nonché l'imperdibile Geniale...anche tu!, che cerca proprio di spiegare quali meccanismi, quali circostanze, quali metodologie e quali azzardi e follie abbiano guidato i più grandi geni dell'umanità.
Appunto, la divulgazione non è solo scienza: non possiamo infatti dimenticare la nutrita produzione riguardante le arti, di cui o avuto spesso modo di parlare; sulla didattica dell'arte si sono spesi soprattutto Artebambini e Lapis, con alcune incursioni di altri editori, come Gallucci, con la bella collana di testi di Rosetta e Margherita Loy. Mentre per la parte di biografie storiche non possiamo non segnalare la nuova collana che ha segnato l'ingresso di un grande editore, Laterza, nel mondo dell'editoria per ragazzi: la collana Celacanto, che ha avuto fortune alterne, anche per un format, grande libro illustrato con un testo impegnativo dedicato alla fascia d'età fra i nove e gli undici anni, non immediatamente compreso. Ed è proprio nell'ambito storico che si sono viste delle belle novità, come il libro di Pommeaux, Siamo noi la storia, pubblicato da Babalibri e, per esempio, Al tempo dei primi uomini di Editoriale Scienza.


Da i pochi elementi che qui ho riassunto, e mi scuso con tutti gli editori e gli autori colpevolmente non citati, si vede come vi sia un panorama ricco di novità e di sorprese, di grandi potenzialità, in cui l'editoria italiana crede ancora poco. Se guardiamo la ricchezza della produzione anglosassone o francese, emerge con chiarezza la scarsa fiducia e lo scarso coraggio che gli editori italiani ripongono in un settore importante della produzione editoriale, rifugiandosi nel noto, come fanno i grandi editori, da Mondadori a De Agostini a Giunti, e investendo ben poco nella sperimentazione e nella scoperta delle nuove tendenze, o limitandosi a cogliere il meglio dell'editoria straniera, ma tralasciando moltissimi testi. Bisogna riconoscere anche una certa disattenzione da parte della critica, e anche una notevole lentezza del mercato ad accogliere nuove proposte. Ma il caso di Mappe dimostra quanto siano grandi le potenzialità anche commerciali. 




Molti bambini e bambine vivono il loro primo approccio con il mondo del libro attraverso, per esempio, un libro sugli animali o sui dinosauri: che sia un bel libro, capace di aprire universi, di stimolare nuove domande, agile, informato, interattivo, o che sia la noiosa ripetizione del già visto fa una differenza grande come il futuro di generazioni di pargoli alla conquista del mondo.

Eleonora


giovedì 10 dicembre 2015

ECCEZION FATTA!

Come accade da un po' di anni in qua le Biblioteche di Roma curano un importante appuntamento per bibliotecari, librai, operatori del settore e pubblico diverso che si tiene presso lo Spazio Ragazzi alla Fiera Più libri più liberi.
E come accade da un po' di anni in qua insieme a Lettura candita cura la selezione di libri, tra le novità, degli editori presenti in fiera.
Il poco tempo a disposizione dà all'incontro il tono di una carrellata più che di una approfondita disamina, alla quale necessariamente si rimanda in questo secondo momento.
Tutti i titoli in elenco sono (e saranno nei prossimi tempi) recensiti da Lettura candita.
A voi!

VISTI IN FIERA!

Visita guidata sedentaria 
tra le migliori novità 
viste durante la fiera 
PIU' LIBRI PIU' LIBERI

(a cura di Biblioteche di Roma e me)

Otto differenti percorsi per raccontare 41 libri di 25 belle case editrici

Storie che hanno l'arcobaleno dentro


Liniers, Il sabato è come un palloncino rosso, La nuova frontiera Junior


                        Storie che hanno delle piume dentro


Christine Davenier, Leo e Albertina, Babalibri
Rumi, Feeroozeh Golmohammadi, Il mercante e il pappagallo, La Valentina
Anna Castagnoli, Carll Cneut, La voliera d'oro, Topipittori

 
Storie che hanno della solitudine dentro


Philip & Erin Stead, Lenny & Lucy, Babalibri
Giovanna Zoboli, Elisa D'Andrea, Il topo che non c'era, Topipittori
Lani Yamamoto, Le invenzioni antifreddo di Stína, Terre di Mezzo
Daniela Iride Murgia, L'attesa, Edizioni Corsare


                       Storie che hanno della poesia dentro


Anne Herbauts, Di che colore è il vento?, Gallucci
Jorge Lujan, Alejandra Acosta Amor, Carthusia
Jorge Lujan, Mandana Sadat, Naso naso, Lapis
Sabrina Giarratana, Sonia M.L. Possentini, Canti dell'attesa, Il leone verde
Arianna Papini, Liberi tutti!, Uovonero
  
                       Storie che hanno dei tipi speciali dentro
 

Fred Bernard, François Roca, L'uomo bonsai, Logos
Maria Parr, Tonja Valdiluce, Beisler
Kate Di Camillo, Flora e Ulisse, Il Castoro
Henry Winkler, Lin Oliver, Giulia Orecchia, Hank Zipzer, Breve storia di un lungo cane, Uovonero
Bono Bidari, Io, Elvis Riboldi, Sironi
Dana Elison Levy, Quattro ragazzi per due papà, EDT Giralangolo
Andrea Antinori, Questo è un alce?, Corraini
Mirijana Farkas, Famiglie, Else
David Almond, Klaus e i ragazzacci, Sinnos


Storie che hanno della cattiveria dentro

Olle Könnecke, Lester e Bob, Beisler 
Alan Mets, Le mie mutande, Edizioni Clichy 
Nathalie Dargent, Magali Le Huche, La cena di Natale, Edizioni Clichy
Yale Strom, Il matrimonio che salvò una città, Giuntina
Bernard Friot, Gek Tessaro, Io sono un cavallo, Il Castoro
Olalla González, Cecino e il bue, Kalandraka
Laura Bellini, Eli e l'uovo, La Valentina 
Chiara Vignocchi, Paolo Chiarinotti, Silvia Borando, Dalla chioma, Minibombo


                          Storie che hanno un percorso dentro


Beatrice Masini, Gianni De Conno, Il viaggio della regina
Christiane Pieper, Caterina e l'orso
Carola Susani, Eneide, La nuova Frontiera Junior
Alessandro Sanna, Pinocchio prima di Pinocchio, Orecchio acerbo
Torben Kuhlmann, Mole Town, Orecchio acerbo
Mac Barret, Jon Klassen, Sam e Dave scavano una buca, Terre di Mezzo


                      Storie che hanno quasi tutto dentro

Jon & Tucker Nichols, Alfredo quasitutto, Il Castoro

Ora tocca a voi andare in libreria e prenderne 1, 2, 3, 4, 5 o 25....

Carla