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domenica 16 aprile 2023

DI MADRE IN FIGLIA! 



Quest'estate ricevo in regalo un bel libro di ricette. 
Un affettuoso omaggio di una figlia alla propria madre e di una madre alla propria figlia, che poi sono sempre la stessa persona, Eugenia. 
Lei è contemporaneamente figlia e madre e ha collezionato in un grande libro verde le sue ricette del cuore, quelle che ha imparato da sua madre e quelle che affida a sua figlia. 
Per farlo ha costruito la maggior parte dei testi con gli originali scritti su un quaderno a righe dalla sua mamma, si aggiungono alcuni suoi foglietti, che sono quelli passati alla figlia in cerca di ricette di famiglia. 
Belle foto della sua cucina, delle sue pentole, dei suoi ingredienti e dei suoi grandi risultati, portati in tavola con grazia.
In tutto sono 100 ricette, di famiglia, appunto. 
Lo leggo con cura, riconosco alcuni sapori della mia infanzia, forse negli anni Sessanta il soufflé di groviera andava di moda?,  e colgo alcune sfide. 
Su una ci ho lavorato molto ed è diventata una preparazione costante del fine settimana della mia di famiglia, il gelato. 
Nella ricetta originale, si tratta di gelato al caffè dalla quale sono partita per produrre poi un invincibile gelato alla liquirizia che stravince su quello Fiorfiore Coop con la liquirizia di Calabria. Vittoria attestata da regolare contest.
Io metto qui le due versioni, ossia quello originale al caffè della mamma di Eugenia e la mia variante alla liquirizia

Ingredienti 
2 uova 
2 cucchiaini di caffè liofilizzato oppure 
8 caramelle Saila di liquirizia purissima 
2 cucchiai di zucchero 
6 meringhe (da sbriciolare) 
125 gr di panna da montare 

Se volete farlo con la liquirizia, mettete a fuoco basso in un dito d'acqua le 8 saila e lentamente scioglietele del tutto. L'acqua lentamente si ridurrà e le caramelle la tingeranno come inchiostro.
 

Montate con il poco zucchero i 2 tuorli. 
Aggiungete la soluzione di liquirizia, oppure il caffè liofilizzato 
Aggiungete le meringhe che avrete sbriciolato con le mani un po' grossolanamente.
Montate la panna e aggiungetela inglobandola con delicatezza.
Montate le chiare a neve e aggiungetele con la dovuta cura.


Finito, o quasi. 
Versatelo in un contenitore da gelato coop (che non comprerete più) e mettetelo in freezer. 
Ogni ora per un paio di volte tiratelo fuori e rimestatelo come fanno le gelatiere. 
Finito, davvero!

Carla

domenica 10 ottobre 2021

LA MARMELLATA DI LIQUIRIZIA




Tutto è cominciato con un barattolino di marmellata di mele cotogne e liquirizia che ho assaggiato questa estate. A Vittorio ne hanno regalato prima un barattolino, poi, visto il mio entusiasmo, lui da uno dei suoi tanti viaggi a Genova, ne ha riportato uno tutto per me. E così le mie fette di pane imburrato a colazione per tutto agosto hanno avuto il sapore della liquirizia.
Così parte la sfida di rendermi autonoma su un'altra cosa che abbia a che fare con la liquirizia.
Breve ricerca in rete, e fra le varie ricette mi faccio convincere da una in particolare che vanta argomenti quali la velocità e la semplicità. Non servono mele cotogne e la liquirizia da utilizzare è quella Saila purissima che si trova dal tabaccaio all'angolo.
Tornata a Roma, aspetto che mi arrivino 'a sorpresa' delle mele dentro uno dei miei magic box contro lo spreco alimentare (Toogoodtogo). E quando entro in possesso di una quantità sufficiente di mele, parte la gara.
Le mele che mi sono arrivate pesavano 600 grammi quindi mi sono esercitata con le proporzioni e queste sono le dosi con le quali ne ho tirato fuori 4 barattolini piccoli (la marmellata di liquirizia, quando hai più di 60 anni e non governi la pressione sanguigna come quando ne avevi 20, va centellinata).

Ingredienti
600 gr. di mele qualsiasi
180 gr. di zucchero qualsiasi
180 gr. di acqua qualsiasi
60 gr. di Saila liquirizia purissima (2 scatolini)
 
versione mild per i pavidi
600 gr. di mele qualsiasi
180 gr. di zucchero qualsiasi
180 gr. di acqua qualsiasi
30 gr. di Saila liquirizia purissima (1 scatolino)
 

 
Sbucciate e tagliate a dadini le mele e mettetele a cuocere in un pentolino con lo zucchero. A fuoco basso fate cuocere per circa 30 minuti. Girate ogni tanto. Nel frattempo mettete in un altro pentolino la liquirizia con l'acqua e fate cuocere lentamente, finché non si scioglie e proseguite a farla bollire per un altro po'. Passata la mezz'ora, frullate le mele con il minipimer e fate una crema cui aggiungerete la liquirizia sciolta nell'acqua. Fate cuocere ancora un minuto in modo da raggiungere di nuovo la temperatura giusta per imbarattolare. A questo punto chiudete i barattoli, capovolgeteli e teneteli al caldo in modo che il loro calore si disperda lentamente.
Il giorno dopo avrete i vostri barattolini sottovuoto contenenti una bella marmellata color ebano!
Se scegliete la versione mild, il colore tenderà al noce scuro...
 
Carla


sabato 18 aprile 2020


DI SCAFFALI E BARATTOLI VUOTI

In quell'altra vita, una delle ultime uscite fatte è stata quella che ci ha portato all'Ikea per comprare una nuova piccola libreria perché in quell'altra vita di libri io ne compravo parecchi.
In uno con il piccolo scaffale abbiamo anche comprato una buona scorta di caramelle mou svedesi: dei cubetti di meno di 2 cm di lato, marroncini, il gusto classico e neri, alla liquirizia. 
Diverse e migliori dalle normali mou.


In questa vita, inesorabilmente le scorte si assottigliano.
In questa vita lo scaffale dei libri non si sta riempiendo, mentre il barattolo di vetro con le caramelle si sta svuotando.
In questa vita sto imparando a stare con quello che ho. Però se da un lato non mi posso permettere di comprar libri come in quell'altra vita, sul refilling del barattolo delle mou posso forse fare qualcosa in regime autarchico.
Ecco la ricetta per farsi in casa le caramelle mou normali e alla liquirizia, che è facile facile, a patto che si abbia un termometro da cibo e un contenitore angolare che tenga il calore.


In caso contrario, mettetevi in una delle code davanti ai supermercati e compratevi le Elah, che però, onestamente, sono proprio un'altra cosa.

Ingredienti:
250 gr panna fresca
250 gr di zucchero
120 gr di acqua
1 pizzico di sale
10 gr di liquirizia nera frullata e ridotta in polvere (le Saila sono perfette)

In una pentolino con il fondo rinforzato mettete lo zucchero e l'acqua, girate con un cucchiaio in modo che si sciolga l'uno nell'altra e poi mettete sul fuoco allegro e, senza MAI toccarlo o girarlo con mestoli o cucchiai (l'unico movimento consentito è quello di far ruotare il caramello tenendo il pentolino per il manico) fatelo cuocere finché le bollicine non diventano piccole (segno che l'acqua è evaporata quasi del tutto) e il colore diventa quello della marmellata d'albicocche. A questo punto, fuori dal fuoco versateci dentro LENTISSIMAMENTE, perché si genera un grande vapore e bollore che tende a far uscire tutto dai bordi, la panna che avete precedentemente riscaldato a 80°.
Aggiungete un pizzico di sale (e la liquirizia se le volete nere). Rimettete sul fuoco, a questo punto al minimo, e girate in continuazione il composto sobbollente con un netta pentole di silicone fino a che non raggiunge i 125°. 


Vi avviso che ci metterà almeno 10 minuti, un quarto d'ora.
Raggiunta la temperatura, togliete dal fuoco e foderate il contenitore con la carta forno e quindi versateci il cremoso composto. Fate raffreddare per almeno 3 o 4 ore, quindi rivoltate il lingotto di mou e, con un coltello dalla lama grande e affilata, tagliatelo a cubetti. Incartateli in pezzettini di carta forno e il gioco è fatto.
Attenzione, danno assuefazione.

Carla