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domenica 2 ottobre 2016


DALLA CALABRIA, AMICI, CANI E PEPERONI 

 

Avere un caro amico che bazzica la Calabria presenta una serie di vantaggi: il primo dei quali è avere da 4 anni la Pippi con me. 
Il secondo è avere una possibilità in più di avere recapitati qui a Roma i reggini, quei peperoni rossi dalla polpa molto carnosa e dalla forma tipica 'a pomodoro'.
Ne ho ricevuti in dono insieme alla ricetta della marmellata, l'amico è un vero amico, un paio di chili.
La metto a disposizione di chi volesse cimentarsi.
Vi avviso che si tratta di marmellata dolce/piccante da consumarsi con formaggi a pasta molle dallo stracchino al tomino...


Ingredienti
peperoni rossi schiacciati detti reggini
peperoncini piccanti freschi
zucchero
1 mela

Prendete almeno due chili di peperoni, puliteli accuratamente dai semi e dalla parte bianca (che in verità è pochissima) e poi sbollentateli per 5 minuti.
Fateli scolare e solo a questo punto pesateli.
In base al loro peso, mettiamo che abbiate circa un chilo di polpa, aggiungete circa 500 gr di zucchero. In altre parole, il peso dello zucchero deve essere la metà di quello dei peperoni sbollentati.
A questo punto si mettono in pentola e vanno aggiunti i peperoncini piccanti. Meglio sarebbe quelli a pallina che sono piccantissimi (anche questi tagliati a pezzi piccoli e puliti dai semi). Per un chilo di peperoni puliti aggiungere 4/5 peperoncini piccanti a seconda del gusto e a seconda del grado di piccantezza del peperoncino (questa è la parte sperimentale della ricetta).
Prima di cominciare la cottura passate tutto con il minipimer, oppure al frullatore. Deve risultare una crema rossa e soda!
Può cominciare la cottura che durerà circa mezz'ora dal momento che comincia il bollore.


Per conservare la marmellata di peperoni fate come per le altre marmellate: o riempite i barattoli fino all'orlo e poi, da chiusi, li capovolgete oppure li fate bollire per 15 minuti.
In entrambi i casi fanno tenuti al caldo fino al giorno dopo.

Carla

la prima foto che ho ricevuto della pippi
 

sabato 10 gennaio 2015

LA MARMELLATA DI PICASSO




Io non conosco Rossana, ma conosco la sua marmellata di carote piccante.
E' una delle tante scoperte non archeologiche che fa il professore durante le sue campagne di scavo.
A quell'arancione così potente che lampeggia nel frigo, è difficile opporre resistenza. A quell'arancione così acceso corrisponde un sapore dolce che, quando meno te lo aspetti, vira verso il piccante.
Così, giorno dopo giorno, ne abbiamo spalmata accanto a formaggi molli e stagionati e il barattolino si è piano piano svuotato. 
Orrore!
In rete non sono riuscita a trovare nulla di simile. Unica possibilità è quella di risalire alla 'archetipica' Rossana.
Ed è quello che il professore, debitamente pungolato, ha fatto.
Qui di seguito, la ricetta autentica ed unica di Rossana.
Dopo un primo momento di sgomento per me che sono sempre in cerca di precisione nelle ricette, tanta approssimazione mi è sembrata pericolosa (in neretto i miei dubbi irrisolti), e invece ha funzionato tutto a meraviglia. 
E' una ricetta spensierata e d'artista.

Carla

"Buonasera Prof. Zanini,

anche se con grande ritardo, faccio fede alla promessa fatta per quanto in oggetto.

Pulire le carote (quante, mio dio?) e metterle a cuocere, a fuoco lento, con un bicchiere di vino bianco, un pizzico di sale ed il peperoncino (il numero è soggettivo a seconda della preferenza + o - piccante quanto, mio dio?).
Quando il vino è stato assorbito e le carote ammorbidite (quanto, mio dio?), se non lo fossero, aggiungere ancora del vino (quanto, mio dio?) e continuare la cottura (per quanto, mio dio?), togliere da fuoco e passare con il passaverdure.
A questo punto pesare il ricavato ed aggiungere lo zucchero (per un kg. di passato, mezzo kg. di zucchero, quantitativo che può aumentare se si preferisce un gusto + dolce aahhh mi farà impazzire?), ultimare la cottura (per quanto, mio dio?), a fuoco lento, mescolando.
Togliere dal fuoco la confettura quando è cotta (dopo quanto, mio dio?), lasciarla riposare e quando è tiepida, metterla nei vasetti e tapparli.
Mettere i vasetti in un contenitore con tanta acqua fino a coprirli, portare ad ebollizione, bollire per almeno 15 minuti e poi spengere il fuoco e lasciar raffreddare nell'acqua.

Spero che le indicazioni risultino chiare, a mia discolpa, vorrei precisarLe che nelle mie preparazioni non sono molto fiscale, faccio molto ad occhio (e me ne sono accorta!), gusto personale e mi diverto ad improvvisare (mi butto?).
Ho fatto mia un'affermazione di Picasso "quando finisco il blu, metto del rosso".

Con l'occasione, Le invio i più cordiali saluti

Rossana