venerdì 11 novembre 2011

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)


MATERNITA'

LO STRANO UOVO, Emily Gravett

ILLUSTRATI PER PICCOLI (dai 4 anni)


Con il becco al vento, sorridente, la Papera segue una piuma verdolina che ondeggia nell'aria. Sente la primavera? Ha desiderio di diventar mamma?

"Tutti avevano deposto un uovo. Tutti, tranne la Papera."



Ma il destino volle che anche lei trovasse un uovo. Ma era strano, a detta di tutti: esageratamente grande e con il guscio tutto picchiettato di verde.
Bello, dovette pensare Papera. Cominciò a covarlo e, sebbene tutti glielo criticassero, lei ogni momento di più si andava convincendo che quello era davvero l'uovo più bello del mondo.
E soprattutto, quello era il suo uovo.
Ad uno ad uno tutti i gusci si incrinarono per poi rompersi. Di lì a poco ne uscirono un uccellino, un pulcino, un pappagallino, un gufetto e un fenicotterino. Ad ogni mamma in attesa arrivò il piccolino tanto desiderato.
Si sa, la maternità è fatta anche di lunghe attese. E così Papera continuava a lavorare al suo corredino: una lunga sciarpa a righe e due belle babbucce per zampette palmate, perché il suo uovo non accennava minimamente a schiudersi. Finché un giorno anche il grande uovo a pallini si ruppe e ne uscì....no, non ve lo dico, ma vi avviso che la Papera dovette preparare altre due babbucce per i piedi caldi del suo piccolino, si fa per dire.

Emily Gravett ancora una volta ci intenerisce e ci fa fare un gran ridere nel raccontarci, quasi solo per immagini, questa piccola storia di maternità ad ogni costo. Tenerezza e vena ironica espressi con un disegno classico sono le cifre della Gravett che, come sempre, eccelle nel mettere in una chiave tutta 'animale' temi che hanno molto a che fare con le piccole debolezze di noi uomini.


Carla

non perdetevi un giro nel sito di Emily Gravett, in particolare il video che vede in azione la sua mano sinistra con matita e acquarello!!!

giovedì 10 novembre 2011

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)

BELLA, ASTUTA E CORAGGIOSA

IL SOSPIRO, Marjane Satrapi
Rizzoli lizard, 2011

NARRATIVA PER MEDI (dagli 8 anni)

Un ricco mercante aveva tre figlie. Ogni volta che doveva allontanarsi da casa per un viaggio d'affari chiedeva alle tre fanciulle quale regalo volessero al suo ritorno. Quella volta la più piccola, Rosa, chiese un seme di fagiolo azzurro. Al suo ritorno il padre, impallidendo, fu costretto a dirle: 
 
'Rosa, bambina mia, ho fatto il giro dei più grandi mercati del mondo. Vi si trova ogni cosa: dal latte di pollo all'ingegno umano. Lì tutto è in vendita. Ma non sono riuscito a trovare il seme di fagiolo azzurro che mi avevi chiesto.' 'Ah!' sospirò triste Rosa che non aveva ricevuto nessun dono. Improvvisamente bussarono alla porta.
Toc, toc, toc!
'Chi è?' chiese il mercante, sorpreso che qualcuno gli facesse visita alle dieci di sera.
'Sono Ah, il sospiro!'"

Ah, il sospiro! Ben buffo! Disegnato un po' come un genio della lampada ma anche come un fantolino, che a me ricorda le animulae medievali che hanno appena abbandonato il corpo del defunto. 
Ah, il sospiro troverà il fagiolo azzurro ma in cambio vorrà portare con sé la giovane Rosa. Così prende l'avvio questa fiaba raccontata dalla Satrapi che ne racchiude in sé molte altre, in un intreccio di topoi classici, dall'amante che compare ogni notte ma non si fa vedere, fino al figlio tenuto prigioniero e poi ritrovato, passando per un drago, che ricorda molto un Minotauro.
Assimilare il disegno di Ah a uno spirito (o anima che dir si voglia) si è rivelato tutt'altro che casuale. D'altronde, anima non è parola che deriva dal greco ànemos che significa soffio, vento?
E questa storia sembra proprio attraversata da molti soffi di vento.

Tutta la vicenda, che non vi svelo per non togliervi lo stupore nel leggerla, anche nei suoi lati meno fiabistici e magici, a me pare ruoti intorno al concetto di spirito, inteso come soffio di vita che ognuno di noi porta in sé.
Rappresentato come una piccola piuma che il Principe del Regno dei Sospiri ha attaccata nell'incavo dell'ascella, esso, una volta perduto, cede necessariamente il posto alla morte.
Ma questa fiaba fatta di fiabe intrecciate racconta anche qualcosa d'altro. La grande forza dell'amore è l'altra protagonista. Si narra di come essa possa sconfiggere paura, cattiveria e persino la morte.

Armata di questa forza, la giovane Rosa, disperata per la scomparsa del suo amato principe, parte per i quattro angoli del mondo con l'intento di ritrovarne il soffio vitale.
Così come era capitato alla giovane principessa indiana Savitri (bellissimo e struggente racconto che potete leggere in Veronique Beerli, Belle, astute e coraggiose, Einaudi ragazzi 2001) che aveva inseguito il suo sposo fino nel Regno dei Morti, così anche la protagonista de Il Sospiro, come una vera eroina delle fiabe, con altrettanto coraggio, tra briganti e inseguimenti a cavallo, supera prove e difficoltà perché il suo Amore possa vivere.
La sapiente Satrapi ci regala una fiaba che oltre ad avere molti colori (i disegni io li trovo come sempre bellissimi nel loro essere così potentemente 'bistrati'), ha anche molti sapori, tra loro anche contrastanti. L'antico si amalgama con il contemporaneo, l' ironia con la poesia e l'esito finale di questa curiosa commistione è un bel libro: intelligente, spiritoso, romantico e vivace, e last but not least dalla parte delle ragazze, che dimostrano di essere ancora una volta belle, astute e soprattutto coraggiose!

« Animula vagula, blandula,
Hospes comesque corporis,
Quæ nunc abibis in loca
Pallidula, rigida, nudula,
Nec, ut soles, dabis iocos...
 »
(Adriano) 

Carla

mercoledì 9 novembre 2011


APPUNTAMENTO CON LA MELAMADRE

Avete preparato la tazza colma di acqua? L’avete fatta riposare qualche ora senza farla bollire? Avete la mela biologica?
Se avete risposto sì, potete effettuare il secondo passaggio:
lavate la mela, tagliatela a fettine sottili eliminando la parte centrale e il picciolo.
Mettetela a bagno nell’acqua.


Coprite il tutto con un tovagliolo e mettete la tazza in un luogo fresco (in casa).


Tra tre giorni la polpa della mela comincerà a fermentare e sulla superficie dell’acqua ci sarà qualche bollicina di schiuma.
Ne riparleremo sabato 12 novembre.

Lulli

martedì 8 novembre 2011

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)


EH, VECCHIO MIO, LA VITA E' COSI'.... DAI, ALZATI!

IL PIU' GRANDE CALCIATORE DI TUTTI I TEMPI, Germano Zullo
La nuovafrontiera junior, 2011

NARRATIVA PER GRANDI (dagli 11 anni)

"Mi ricordo ancora il mio primo incontro ufficiale nell'Under 9, quando ognuno di noi voleva ancora diventare il più grande calciatore di tutti i tempi. Un avversario mi ha fatto un'entrata piuttosto vivace. Sono caduto a terra e ci è mancato poco che scoppiassi a piangere. L'allenatore mi ha detto: Eh, vecchio mio, il calcio è così...Dai, alzati!" (p.6)


Sta andando tutto un po' storto nella vita di questo ragazzo. Non grandi disgrazie, nulla di insormontabile, ma tante piccole contrarietà che si mettono per traverso nel suo percorso di crescita. Qualche insufficienza a scuola, scarsa forma anche sul campo di calcio, la madre con cui non riesce a comunicare, un padre 'pesante' che ha troppa fiducia in lui; tutto questo è motivo di insoddisfazione e malessere per ...già, non sappiamo nemmeno il suo nome. Germano Zullo non glielo ha dato, non per sciatteria, ma per sottolineare piuttosto l'universalità di quella condizione: un po' come a voler dire che quel ragazzo è un po' tutti i ragazzi.
Con delicatezza e grande sensibilità - entrambe doti che Zullo ha mostrato nell'altro unico suo libro pubblicato in Italia da Topipittori nel 2010: Gli uccelli - seguiamo un breve ma cruciale tratto di esistenza di un adolescente alle prese con la vita. Vediamo le sue difficoltà, vediamo il mondo che lo circonda pronto a dargli addosso al primo errore, vediamo i suoi tentativi di fare scelte anche controcorrente, vediamo le sue difficoltà di comunicazione e vediamo la sua determinazione a trovarsi un posto nel mondo.
In questo suo continuo cadere e rialzarsi, sono pochi i punti di riferimento cui può ancorarsi per mantenersi a galla: suo padre, silenzioso ma attento ed affettuoso a suo modo, Wamai, collega di quest'ultimo, rifugiato politico dal Rwanda e solo al mondo, Giuliana, ragazzina italiana con una passione per i libri e Veronique la potenziale fidanzata del padre. Per il giovane protagonista, tutti costoro sono come chiodi infilati in una parete intorno ai quali fissare fili di collegamento che, nel loro andare e venire, formano una robusta rete.
Così è la vita! Così ricordo l'adolescenza. Un continuo vai e vieni di fili immaginari, con percorsi incrociati tra i pochi punti di riferimento che mi ero fissata. Tutto questo lo facevo, in modo spesso inconsapevole, al fine di costruire legami, connessioni, significati, ma più semplicemente per costruirmi un sostegno che mi impedisse di cadere. E tanto migliori sono i punti di riferimento, tanto più essi entreranno in connessione tra loro.
E' per questo motivo che considero questo breve libro dall'aspetto non appariscente, un bel libro. Autentico, che non cede mai al facile stereotipo sempre dietro l'angolo, visto che si parla di calcio, originale e talvolta anche spiazzante.
Considero altrettanto bello il racconto della nascita e del consolidarsi di relazioni interpersonali tra i personaggi che a fine libro, ma potrei dire anche a fine partita, hanno dato vita a una vera e propria squadra, non solo di calcio, s'intende.
La passione per il pallone che attraversa l'intera vicenda è la chiave di lettura più immediata del libro, ma essa nasconde un'analisi ben più profonda sull'amicizia, sull'amore, sulla fierezza, sulla sicurezza di sé e, più in generale, sulle fatiche del diventare grandi. Su tutto questo, più che sul sofisticato schema 4-1-3-2, mi piacerebbe far ragionare i ragazzi.

Carla

FAMMI UNA DOMANDA!


IN NAVE, A CAVALLO, IN FERROVIA…

Il tema dei viaggi, nonostante il fascino che riveste per i grandi, non è fra i più frequentati dai bambini; specchio di questo tiepido interesse, la scarsa produzione editoriale che racconti la storia o le avventure legate ai viaggi. Ci sono però valide eccezioni, come il recentissimo Grandi Viaggi!, di Oliver Mensa, Lorenzo Paganelli e Andrea Orani, su progetto e testo di Domenico Elia, pubblicato da La Biblioteca junior. 
In ogni tavola, di dimensioni molto grandi, seguiamo il percorso di un viaggio famoso, da Odisseo a Marco Polo, da Ibn Battuta a Magellano, da Cook a Stanley; le vicende più o meno leggendarie prendono concretezza, Samarcanda o Timbuctù non solo luoghi mitici e se questo non basta a far crescere piccoli esploratori… le tavole molto grandi e la chiarezza delle didascalie, che chiariscono il contesto storico in cui avvengono i viaggi, rendono il libro fruibile a partire dagli otto anni. Questo libro è di produzione integralmente italiana, cosa rilevante perché la nostra produzione negli argomenti di divulgazione non è molto ricca e tendiamo a tradurre essenzialmente testi degli editori anglosassoni. Questa è una valida e lodevole eccezione, anche se, bisogna dirlo, il libro prodotto l’anno scorso dallo stesso team e riproposto quest’anno ancora ampliato, è riuscito meglio: Grandi Battaglie! è apprezzato per le dettagliatissime tavole che descrivono gli spiegamenti degli eserciti, le tattiche militari, gli armamenti; chissà, tanti piccoli Sun Tzu sono cresciuti studiando la battaglia di Salamina o quella delle Austerlitz (questo è un interesse reale, la copia in visione viene regolarmente massacrata dai giovani strateghi).
Per tornare ai viaggi, un altro libro interessante è Marco Polo. Geografo di terre lontane, di Clint Twist, pubblicato dalla Templar Publishing e tradotto in Italia da Campanila. Il libro è davvero curato nei dettagli e corredato di inserti che invogliano anche i lettori più giovani (ma comunque dagli 8/9 anni) a interessarsi alle imprese del viaggiatore veneziano; dal suo libro, Il Milione, sono inseriti brevi brani per avvicinare i bambini alla storia di un viaggio straordinario.

Eleonora

Grandi Viaggi!”, O. Mensa , L. Paganelli, A.Orani, La Biblioteca junior 2011
Grandi Battaglie!”, O. Mensa , L. Paganelli, A. Orani, La Biblioteca junior 2010, 2011
Marco Polo. Geografo di terre lontane”, C. Twist, Campanila 2011

domenica 6 novembre 2011

LA MELAMADRE

Oggi ho una proposta operativa per tutti quelli che seguono Lettura candita:
vogliamo provare a preparare insieme qualcosa che non è un cibo ma è la base per preparare un alimento fondamentale, che è vivo e vitale e che può rimanere con noi fino a quando decideremo di mantenerlo in vita?
Preparare insieme significa che ci daremo tre appuntamenti per eseguire passo passo le fasi:
oggi vi mando la foto con gli ingredienti che ci servono:
 

Come vedete si tratta di:
1 mela biologica (è fondamentale che lo sia)
1 tazza di acqua non bollita che avrete lasciato riposare qualche ora per far evaporare eventuali disinfettanti.
Avete tempo fino a mercoledì 9 novembre per procurarveli. Quel giorno vi dirò qual è la prima operazione da effettuare.

Lulli

sabato 5 novembre 2011

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)


Nel mare di uscite prenatalizie mi piace segnalare due ‘sequel’ di storie già apprezzate dai nostri bambini: si tratta di due illustrati editi da Babalibri, che parlano di bisonti gentili e di draghi gelosi.


Il primo, Il bisonte, ripresenta il criceto Billy in cerca di affermazioni personali: per dimostrare il suo valore ha deciso di catturare un bisonte; con l’aiuto del lombrico Giancarlo e della topina Giuseppina, parte alla ricerca della sua preda, che, ovviamente, non ha intenzione di farsi catturare facilmente. Il lieto fine non può mancare, ma non vi svelerò come l’intrepido criceto, creato da Catharina Valckx, riuscirà a dimostrare il proprio valore. Lo stesso personaggio era protagonista di Zampe in alto! : Billy, preso dall’insano progetto di diventare un bandito come si deve, nel corso delle sue improbabili imprese, aveva incontrato quelli che sarebbero diventati i suoi amici. Storie, come si vede, molto semplici, da leggere col sorriso sulle labbra, per l’ingenuità del cricetino in cerca della gloria.
Se i bisonti sono gentili, i draghi sono gelosi. Un altro imperdibile protagonista di storie tutte da ridere è Giorgio, il drago buono, già incontrato ne La principessa, il drago e il prode cavaliere di Geoffroy de Pennant. Ora il drago è proprio geloso, l’amore che lega principessa e cavaliere lo spingono a cercar fortuna in città; lì, fra un’avventura e un’altra, diventa un divo del cinema; solo che, all’apice del successo, perde la sua principale attrattiva, ovvero le fiamme fiammeggianti che gli escono di bocca. Indovinate chi potrà a questo punto intervenire per mettere tutto a posto. Col drago Giorgio si scherza con alcuni personaggi classici delle fiabe, raccontati in chiave ironica; diventano uno spunto intelligente per una rilettura personale del materiale tradizionale, con il condimento di una bella risata.


Eleonora

Il bisonte”, C.Valckx, Babalibri 2011
Zampe in alto”, C. Valckx, Babalibri 2010
Età di lettura consigliata dai 4 anni

Giorgio, il drago geloso”, G. de Pennant, Babalibri 2011
La principessa, il drago e il prode cavaliere”, Babalibri 2010
Età di lettura consigliata dai 5 anni

Se volete saperne di più, visitate il sito www.babalibri.it

venerdì 4 novembre 2011

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)


UN MESTIERE NELLE MANI 
 
NODI AL PETTINE, Marie-Aude Murail
Giunti, 2011

NARRATIVA PER GRANDI (dai 12 anni)

"'Sono gli sfigati che fanno i parrucchieri!'
'Ma no, Louis, lo fanno quelli a cui piace'.
'E' un lavoro manuale'.
'Ma cosa significa "lavoro manuale"?' si ribellò Nonna. 'Anche fare il chirurgo è un lavoro manuale e gli scultori e i dentisti con che cosa lavorano?' Louis smise di massacrarsi le falangi.
'Voglio fare qualcosa con queste mani.'
Sorrise al proprio riflesso nello specchio. Ecco l'aveva detto." (p.56)


Louis, quattordici anni, è alle prese con un compito difficile: trovarsi un'occupazione temporanea che abbia anche funzione didattica. Deve fare uno stage (la prof ha detto che ce lo dobbiamo trovare noi... ). Come la maggior parte dei suoi coetanei non sa da che parte cominciare e in quale direzione andare a cercare, ma Nonna ha un'idea... e così il timido Louis approda nel Maїté Coiffure: per una settimana, sarà un apprendista parrucchiere.
Lì ad attenderlo, tra caschi e bigodini, Louis trova varia umanità: la non più giovane padrona del locale, ormai 'bloccata' alla sedia della cassa, Clara, una sfuggente giovane donna che nasconde un doloroso segreto, Garance, una ragazzetta come lui che, perennemente in ritardo, si occupa di malavoglia di mantenere in ordine il pavimento sempre pieno di capelli, e infine Fifi, giovane gay, vero portento, soprattutto con le forbici.
Dopo un primo momento di comprensibile spaesamento, Louis trova una sua dimensione confortevole all'interno del salon de beauté. La piccola squadra di persone che ha davanti , sebbene con modalità e tempi diversi, trova il modo di essere 'accogliente' con lui. E lui con loro. Una novità, per il ragazzo che a casa è circondato da un'affettività formale e da una autentica e diffusa incomprensione.
Louis, prima in modo quasi inconsapevole, ma con il passare del tempo sempre più volontariamente, capisce che quel posto, quella gente e quel mestiere a lui piacciono. E molto. Sempre di più si lega a loro e se ne prende cura. Per di più, con le forbici in mano, anche lui pare essere un vero talento naturale.
Louis però vive in una famiglia di 'predestinati'. Il padre chirurgo non può neanche lontanamente immaginare che il proprio figlio non voglia andare in un liceo esclusivo ma aspiri invece a frequentare un istituto professionale: una, seppur durissima, scuola per parrucchieri.
Louis dovrà combattere la sua battaglia su diversi fronti, a casa, a scuola e tra gli amici,; ma sa di poter contare su tre fattori: una grande determinazione, l'affetto di chi crede in lui, il talento.
Nella vita, bisogna credere in sé stessi, nei propri sogni e lottare per vederli realizzati. Ognuno ha diritto di immaginare il proprio futuro.
Questo è il quarto romanzo della Murail pubblicato in Italia da Giunti, con cadenza perfetta: uno all'anno. Gli altri, Oh, boy! (2008), Mio fratello Simple (2009), Cècile (2010) sono stati molto amati dai ragazzi e anche da me (in verità Cècile un po' meno). Appena ne ho l'opportunità, li inserisco nelle bibliografie dei miei progetti di fomento della lettura che faccio con i ragazzi nelle scuole.
La caratteristica che accomuna i titoli della Murail è la leggerezza narrativa nel affrontare temi profondi, complessi e delicati. Tra questi, la malattia, la perdita dei genitori, la solitudine degli adolescenti, la difficoltà dei più piccoli a trovare un posto nel mondo, certa incomunicabilità con i grandi, spesso proprio in famiglia, per converso la presenza di altri adulti di riferimento, sostegni discreti dei più giovani nel duro mestiere di crescere, sono alcuni dei temi da lei trattati.
La Murail non ha mai scritto libri con intento 'didattico', ma storie di grande autenticità, facendo suonare le nostre corde più interne, più autentiche e profonde. E a questo suo talento se ne aggiunge un secondo. Ha una 'penna' molto felice: racconta in modo scorrevole situazioni di grande impatto emotivo, che talvolta rasentano il tragico, facendoci ridere.
A tal proposito, vi svelo un segreto. Di me si dicono due cose: che ho le lacrime in tasca (riesco a spiagnucolare anche su alcune pubblicità mielose) e che quando rido mi si sente da lontano (sono la gioia di tutti i teatranti di strada un po' buffi). Bene, se mi sentirete ridere e singhiozzare in veloce alternanza, potete esserne certi: sto leggendo un altro bel libro della Murail.

Carla

noterella al margine: mi sembra molto ben concepita dal punto di vista grafico la nuova veste della collana Extra di Giunti.

mercoledì 2 novembre 2011

UNO SGUARDO DAL PONTE (libri a confronto)

CUANTA PASION!

Nel post dedicato a Chiamatemi Sandokan! di Fabian Negrin, Carla sottolineava come il mondo di Salgari, la sua scrittura capace di rapire i bambini in un mondo altro, fosse reso perfettamente dal libro di Negrin, capace di rappresentare il continuo travaso fra realtà e finzione.
Bene, credo che qui Negrin abbia superato se stesso: il nuovo illustrato Frida e Diego. Una favola messicana non è solo uno straordinario omaggio ad un personaggio originalissimo dell’arte del ‘900, Frida Kahlo, è un’immersione totale nel suo mondo fantastico, nell’atmosfera magica del Messico, in cui è ambientata la storia. Devo premettere che sono molto partigiana nel guardare questo libro, perché ho amato alla follia Frida e con lei anche Tina Modotti, due figure travolgenti di donne, artiste e combattenti nel Messico della rivoluzione zapatista. Due donne a lungo ignorate, come spesso accade a chi fa della propria vita un manifesto di libertà.
La storia raccontata da Fabian si svolge nel Messico prerivoluzionario, con Frida 


e Diego (Diego Rivera, suo grande e travagliato amore) ancora bambini.
E’ la festa dei morti, che in Messico ha radici antichissime, è una vera festa in cui i morti tornano sulla terra e sono festeggiati dai vivi proprio nei cimiteri, con fiori, canti e offerte di dolci; le tombe diventano luoghi festosi dove accogliere questo momento in cui il mondo dei vivi e dei morti si incontrano. Frida scopre Diego con un’altra bambina (premonizione dei tradimenti futuri), si arrabbia e lo insegue; Diego cade in una buca e Frida si cala per salvarlo. Frida, insieme ad uno strano cagnolino senza peli, lo xoloitzcuintle, attraversa cunicoli e grotte fino a trovare Diego e a salvarlo: sono nel mondo dei morti e solo con l’aiuto dello strano cagnolino riusciranno ad uscirne.
Se questa è la storia, le tavole di Negrin ci dicono molto altro: ci parlano del Messico e della sua cultura meticcia, con i suoi colori, il sincretismo che unisce sacro e profano, divinità antiche e cristianesimo. Le tavole ci parlano di un gruppo di artisti straordinari, che nel Messico degli anni venti e poi nei decenni a seguire, misero insieme arte e rivoluzione, amori travolgenti e passione politica. Si vedono le incisioni di Josè Posada e i suoi calaveras (i meravigliosi scheletrini danzanti, festanti, surreali), così centrali nel día de los muertos; si vedono i murales di Diego Rivera; si vedono i quadri visionari della Kahlo, lei follemente innamorata del marito e della rivoluzione, punita dalla vita attraverso un incidente che la costrinse sulla sedia a rotelle. Lei, come Tina Modotti, fotografa geniale e sua amica, incredibili icone di un momento storico in cui tutto è stato possibile, in cui due donne straordinarie hanno potuto essere protagoniste senza rinunciare alla propria arte e alla propria passione; due donne realmente libere, all’alba di un secolo feroce.
Come nei libri di Salgari, sembra di essere lì. Chiudiamo il libro con un po’ di nostalgia. Per un attimo siamo state lì, sedute su una tomba ricoperta di fiori, a mangiare teschietti di zucchero, sognando la rivoluzione.
Grazie a Fabian Negrin per questo libro magico.



Eleonora

Chiamatemi Sandokan!. Un omaggio a Emilio Salgari”, Negrin F., Salani 2011
Frida e Diego. Una favola messicana”, Negrin F., Gallucci 2011.

martedì 1 novembre 2011


SCHELETRI FONDENTI SI ABBRACCIAN DELIZIATI

Sopraffatta da scheletri ghignanti e da teschi dagli occhi luminosi a intermittenza, collocati in ogni angolo della città, provo a immaginare un mondo sotterraneo diverso....

COCCOLE DI SCHELETRI

Scheletri abbracciati si rannicchiano teneri
teschio su teschio in un letto di ceneri.
Un verme striscia dentro il naso del primo. risbuca dal piede dell'altro, vicino.
Tienimi stretto con le tue bianche ossa.

Scheletri rannicchiati si abbraccian le ossa
senza che l'uno sentir l'altro possa.
Le lingue son pappa, le orecchie spiragli
chi canta la nenia che ammalia e fruscia
Ti terrò stretto con le mie bianche ossa?

Scheletri abbracciati fondon mascelle,
coccigi, femori, gomiti, ascelle,
tibie, fibule, dorsi, rotule.
Questa è la mia, quella la tua costola.
Tienimi stretto con le tue bianche ossa.

Scheletri fondenti si abbracciano deliziati
di raschio di ginocchi tra loro strusciati.
Mano nella mano, ghignano nel fango,
le pallide dita, bacchette magiche lunghe.
Ti terrò stretto con le mie bianche ossa.

Scheletri abbracciati si rannicchiano teneri
nei teschi vuoti filano ragni celeri.
Una bambina porta fiori schivi
alla lapide sopra, nelle ore dei vivi.
Tienimi stretto con le tue bianche ossa

Ti terrò stretto con le mie bianche ossa.

(Carol Ann Duffy, La giovane più vecchia del mondo, Einaudi Ragazzi 2001)

Dedico a questi affettuosi e appassionati amanti una ricetta di biscotti, che tradizionalmente si regalano a Pasqua...mi pare che possa essere di buon auspicio, no?

INGREDIENTI

Per l'impasto:
150 gr di farina bianca 00
1 cucchiaino di lievito in polvere
15 gr di cacao amaro in polvere
50 gr di zucchero di canna
65 gr di burro freddo tagliato a cubetti
45 gr di miele liquido
1 cucchiaino di acqua

Per la decorazione:
100 gr di cioccolato bianco tritato
30 gr di mandorle tritate
30 gr pistacchi tritati
30 gr di mirtilli rossi essiccati e tritati

Mettete tutti gli ingredienti dell'impasto nel mixer, ad eccezione dell'acqua e fateli frullare a impulsi in modo che si crei un impasto sabbioso. Quindi aggiungete l'acqua e impastate fino a che non si ottiene una palla omogenea.

Lasciate riposare la suddetta palla per una mezz'ora in frigo, quindi su una superficie leggermente infarinata, spianatela con il matterello fino a ottenere uno spessore di mezzo centimetro. Con un taglia pasta o semplicemente con un bicchiere ritagliate tanti cerchi e metteteli in bell'ordine a cuocere nella leccarda del forno che avrete scaldato a 170°. Fateli cuocere per 20 minuti al massimo e poi lasciateli raffreddare.


Nel frattempo preparate la decorazione sciogliendo a bagno maria il cioccolato bianco. Quindi spennellate la parte superiore dei biscotti e poi sfarinateci ancora sopra la graniglia di pistacchi, mandorle e mirtilli. Con le dita premete leggermente in modo che penetri quel poco necessario a fissarla nel cioccolato ancora morbido. Se resistete, metteteli per un po' al fresco, ma poi mangiateveli rapidamente perché sulla terra siamo solo di passaggio...



Carla