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lunedì 9 marzo 2026

FAMMI UNA DOMANDA!

CAMPIONI IN NATURA

Sono quattro e tutti e quattro hanno una forma molto particolare.


Non si tratta di libri come li abbiamo visti finora: le loro pagine sono cartonate e stondate, ma soprattutto sono mobili e ciascuna è forata in un angolo in alto. In questo buco passa un grande anello di metallo - difficilmente apribile, ma apribile - che le tiene insieme ma che permette nello stesso tempo a questo piccolo campionario illustrato di essere attaccato a un moschettone pendente dalla cintura di ogni giovane esploratore o esploratrice che voglia portarselo dietro. 
Uno è dedicato agli uccelli, uno alle nuvole, uno agli alberi e uno agli insetti. 
Così come concepiti, personalmente, mi hanno subito ricordato la mia passione infantile per i campionari di stoffe o di carte che giravano per casa: per ogni diverso esemplare un foglio a sé. 
Tutti e quattro fanno parte di una stessa collana: il mondo in tasca (per una volta Terre di mezzo ha fatto di meglio dell'edizione spagnola originale che l'ha intitolata Fijate). Per ragioni di impaginazione, hanno una breve introduzione generale che è onnicomprensiva. Se la prima scheda contiene la copertina, il suo rovescio deve contenere un testo neutro di introduzione. 
Per esempio quella sugli insetti recita così: 
"Il mondo è pieno di bestioline. Qui scoprirai una piccolissima parte del gruppo più numeroso del pianeta: gli insetti. Possono essere molto diversi tra loro, ma tutti hanno sei zampe, il corpo suddiviso in tre parti e sono ricoperti da un esoscheletro più o meno rigido, che cambiano nella fase di crescita; inoltre molti subiscono una metamorfosi, cioè da piccoli sono molto diversi e vivono in modo ben distinto rispetto a quando sono adulti. Quasi sempre possiedono almeno un paio di ali , anche se alcuni le usano più di altri. Li troverai sotto le pietre, nell'acqua, sulle piante, negli escrementi... Un po' dappertutto!" 
Sulla pagina di destra, ammesso che questo curioso oggetto lo si voglia sfogliare come un libro tradizionale, c'è l'immagine di un insetto, piuttosto che di un albero, o di un uccello o di una nuvola e sul verso, ossia il rovescio della pagina stessa, si legge la scheda che racconta chi sia quell'insetto, albero, nuvola, uccello. 


A logica, sarebbe stato più semplice mettere a sinistra l'immagine e a destra la scheda e avere tutto davanti, ma questo avrebbe impedito il gioco di poterle "liberare" dall'anello... quindi va bene così, anche se è un po' buffo vedere una cicala e leggere tutto quello che c'è da sapere su una forbicina. Se si sfoglia "il libro" degli insetti si può verificare che la scelta è stata dettata da una drastica cernita che si concentra sulle tipologie più comuni, quelle appunto che un bambino europeo può davvero incontrare nelle sue esplorazioni. Libellula, cavalletta, grillo mantide, cicala ecc. ecc. La scheda, giocoforza, deve essere brevissima: il nome comune, il nome della classificazione di Linneo, poi in poche righe si parla di tipo, di habitat e di dimensioni. Poi arrivano la decina di righe che raccontano due o tre cose interessanti da sapere. 
Prima eccezione è rappresentata dal campionario delle nuvole: nessun nome in latino, ma invece l'altitudine a cui si possono trovare sopra le nostre teste. Anche per le nuvole esiste un'interessante scheda schematica di apertura che ci informa del tipo, della quota, di quanto sia raro vederle e quanto connesse siano con la pioggia. 
Seconda eccezione: questo è l'unico tra i quattro campionari a essere della sola Anna Sanjuan. Mentre per gli altri, le illustrazioni sono affidate ad autori diversi. 
Il progetto è davvero interessante e si può prevedere (per i primi due siamo già alle ristampe) che, con questa forma così bizzarra del libro a schede, attirerà la curiosità di molti. E il fatto che siano così concepiti presuppone forse una categoria di lettori non ancora veri e propri scienziati nerd, ma più semplicemente ragazzini e ragazzine incuriositi da ciò che hanno intorno: a terra o per aria. 


La sfida, come sempre in questo genere di operazione editoriale di tipo divulgativo, sta nella scelta di cosa dire e come dirlo. 
Qui lo spazio che Anna Sanjuan si concede è davvero esiguo. Questo fa sì che lei debba davvero scegliere con cura il tono con cui raccontare, a costo anche di sembrare incomprensibile talvolta, e naturalmente essere drasticamente selettiva su cosa raccontare. 
Quella bella possibilità di usare un lessico esatto anche se difficile, per poi darsi la possibilità di sciogliere e spiegare nodi come ripariale, parlando di alberi o codrione, parlando di uccelli, o spiritromba, parlando di insetti, talvolta funziona, talvolta invece richiede la ricerca del significato da parte del lettore: cosa questa che non è per nulla disdicevole. 
Ogni potenziale lettore, ovviamente, sarà istintivamente attratto da un gruppo diverso, siano alberi, siano insetti, o nuvole o uccelli. 
Su tutti e quattro si diffonde un'alta qualità del disegno.
Tuttavia, nel metterli a confronto l'uno con l'altro, si potrebbero comunque notare delle piccole varianti interne: laddove per gli insetti sulla morfologia si fa anche affidamento all'immagine, non si può dire lo stesso nel campionario per gli uccelli che sono descritti spesso con una certa minuzia anche nel testo, negandosi talvolta la possibilità di raccontare qualcosa di più sui loro comportamenti. 
Le nuvole sono quelle che di più escono dal canone, ma sono di certo il soggetto più interessante e - presumo - anche quello meno frequentato. 


Sono ormai una minoranza residuale quelli che camminano con il naso per aria... 

Carla 

Nuvole, Anna Sanjuan, (trad. Luigi Cojazzi), Terre di mezzo 2025 
Uccelli, Anna Sanjuan, Ramon Baucells, (trad. Luigi Cojazzi), Terre di mezzo 2025 
Alberi, Anna Sanjuan, Carmen Clopès, (trad. Luigi Cojazzi), Terre di mezzo 2026 
Insetti, Anna Sanjuan, Alex Nogues, (trad. Luigi Cojazzi), Terre di mezzo 2026

lunedì 20 maggio 2024

FAMMI UNA DOMANDA!

DOMANDE, DOMANDE…


Si è detto tante volte, in questo blog, quanto le domande che bambine e bambini pongono siano il motore vero della produzione di testi di divulgazione.
Nel libro ‘C’è qualcuno su Marte? 30 domande e risposte per piccoli astronomi’, pubblicato da La Nuova Frontiera Junior, l’autrice Anna Curir, matematica, astronoma e storica della scienza ne fa la base di questo percorso riconoscendo che i più piccoli procedono proprio con il metodo galileiano, per prove ed errori, ipotesi, confutazioni e nuove ipotesi. La creatività dei bambini può essere prodigiosa e spesso sia le domande che le risposte sono il frutto della loro fantasia. Ma niente è più fecondo, in un libero dialogare fra adulto e bambini, del confronto fra quello che si può immaginare e quello che, poco o tanto che sia, in questo momento sappiamo.
L’autrice, partendo da questa impostazione, ha riportato 30 domande poste dalle sue nipotine, di cinque, sei e sette anni, cui risponde con la massima semplicità possibile.
Alcune di queste domande sono radicali nella loro semplicità: ‘quanto è alto il cielo?’, ‘perché il cielo di notte è nero e di giorno azzurro?’, le cui risposte sono decisamente contro intuitive; altre invece si soffermano sulla natura dei corpi celesti, le stelle, i pianeti, le comete, fino a interrogarsi sui viaggi spaziali e sulla vita su Marte.
Domande e risposte si susseguono di capitolo in capitolo, cercando di dare conto di quello che si sa e di quello che un tempo si credeva, come l’esistenza delle costellazioni e le credenze a esse connesse.
Leggendolo, ho trovato interessante la modalità di inserire definizioni e spiegazioni un po’ più difficili in riquadri posti a fianco del testo, piuttosto che fornire un glossario a fine libro o note a pie’ di pagina. Questo rende sicuramente più agevole la lettura per lettori ancora non espertissimi.
Ho notato anche che, per quanto si voglia sfuggire dai concetti astratti, comunque inevitabilmente questi si affacciano fra le righe: il concetto di energia, di forza, di gravitazione sono lì e sono difficilmente riducibili.
Si tratta di un tema complesso e, secondo me, irrisolto, se pensiamo al quando e al come questi concetti possono essere compresi e assimilati.
Ma, nell’insieme il libro è comprensibile, chiaro ed esauriente nel replicare sinteticamente alle domande più imbarazzanti.
Un altro punto di forza è rappresentato dalle illustrazioni della grafica e fumettista Paola Francabandiera, nonché dall’impaginazione e dalla grafica non solo curata, ma anche molto efficace, nel alternare pagine bianche e nere, illustrazioni e testo. Rappresenta un format di solito usato per lettori e lettrici un po’ più grandi, ma che risulta efficace anche immaginando piccoli curiosi a partire dai sette, otto anni. Ne consiglio la lettura insieme a un adulto che non tema le domande ulteriori, ma che apprezzi la lettura condivisa su tematiche universali, come il cielo, le stelle, il nostro futuro.

Eleonora

“C’è qualcuno su Marte? Trenta domande e risposte per piccoli astronomi”, A. Curir, ill. P. Francabandiera, La Nuova Frontiera junior 2024




mercoledì 28 settembre 2022

FAMMI UNA DOMANDA!


IL CIELO STELLATO SOPRA DI ME


Due cose riempiono l’animo di ammirazione e venerazione sempre nuova e crescente, quanto piú spesso e piú a lungo la riflessione si occupa di esse: il cielo stellato sopra di me, e la legge morale in me.” Così scrive Kant nella ‘Critica della ragion pratica’ e prosegue: “ La prima comincia dal posto che io occupo nel mondo sensibile esterno, ed estende la connessione in cui mi trovo a una grandezza interminabile, con mondi e mondi, e sistemi di sistemi; e poi ancora ai tempi illimitati del loro movimento periodico, del loro principio e della loro durata”.
Ovvero, il cielo stellato sopra di noi ci mette a confronto con l’infinità dello spazio e del tempo, ci fa sentire piccoli piccoli di fronte alle distanze siderali. Non è sempre stato così e il cielo è stato anche immaginato come una sfera contenente tutto l’universo e questo ci è raccontato nel bellissimo ‘Universi’. Si può vedere il cielo anche da un punto di vista mitologico, risalendo ai miti che hanno dato il proprio nome alle costellazioni, che, come è noto, non sono altro che una convenzione, che raccorda stelle fra loro anche molto distanti. C’è però un sentimento che accomuna adulti e bambini, scienziati e filosofi ed è lo stupore, quel senso di meraviglia che, secondo Platone, è all’origine della filosofia.
Meraviglia che può essere associata al senso di mistero che le ore notturne inducono nell’osservatore più giovane.


Ed ecco un libro, pensato proprio per loro, bambini e bambine che cercano di svelare il mistero del cielo: ‘Nascosti nel cielo’ di Aina Bestard, pubblicato meritoriamente da Camelozampa. La struttura del libro è semplice: ogni doppia pagina descrive l’interno della cameretta di un piccolo osservatore situato in diversi paesi del mondo. Questo interno descrive gli arredi e i motivi decorativi tipici del paese corrispondente, illuminati da uno squillante fascio di luce bianca. Il resto è tratteggiato sul fondo blu che ritroviamo aprendo le finestre e scoprendo una porzione di cielo notturno, in cui campeggiano alcune stelle. Quella porzione di cielo nasconde un segreto, che lettori e lettrici possono svelare illuminando il retro della pagina con una fonte luminosa: ecco apparire il disegno dell’animale che corrisponde alla costellazione e ne spiega il mito.
Il testo nella pagina, costituito da poche righe in rima, accenna all’animale rappresentato dentro la finestra con un indovinello.


Alla fine del libro, nelle ultime due pagine, vengono riassunte le diverse costellazioni, col loro nome e la stella più luminosa che le caratterizza.
Cos’ha questo libro di particolare? Di libri sull’osservazione delle costellazioni ne sono usciti diversi; ricordo, in particolare, la ‘Guida galattica alle stelle per gattini e umani’ , intelligente guida astronomica per lettrici e lettori di sette, nove anni. Nel libro della Bestard abbiamo un target di età differente, più basso, anche se la piacevolezza del libro può adattarsi anche a bambini e bambine più grandi. Penso che il target di riferimento siano bambini e bambine fra i cinque e sette anni, sensibili a quel senso di meraviglia che la scoperta inusitata, l’immagine che appare solo se illuminata, suscita. Scoprire gli animali nascosti nel cielo, fra le stelle e magari chiedersi quali storie possano raccontare; chiedersi anche cosa possano essere quei puntini luminosi che brillano nell’oscurità della notte (sempre che si riesca a vederli!), ecco aperta la strada a un’infinità di domande, che è poi il fine vero di ogni buon libro di divulgazione.


Aina Bestard si conferma un’autrice di valore, capace di spaziare fra argomenti differenti: ricordiamo il raffinato ‘Paesaggi perduti’, con un target d’età e argomento del tutto differenti; in comune, il tratto illustrativo analitico, dettagliato, preciso, l’uso sapiente della carto-tecnica, che consente effetti sorprendenti; infine la capacità di creare suggestioni oltre il contenuto strettamente tecnico delle illustrazioni.
Libro caldamente consigliato a piccoli lettori e lettrici, a partire dai cinque anni.

Eleonora

Nascosti nel cielo”, A. Bestard, Camelozampa 2022



lunedì 1 febbraio 2021

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)

LA POESIA CHE VIENE INCONTRO
 
La natura sa quasi tutto, Alberto Casiraghy
Sonia Maria Luce Possentini, Gabriel Pacheco
Carthusia 2020


ILLUSTRATI
 
"Come mai non sono nato farfalla o rinoceronte, nuvola o fiume, aria o acqua, terra o cielo? Come mai gli elefanti non sanno volare e i gatti non sanno parlare? E come mai la Poesia mi viene incontro solo se cammino?
Entrare nei miei labirinti è stato fin da bambino il mio gioco preferito, e io consiglio a tutti di entrare nei propri: quelli del gioco, della fantasia, della scoperta infinita, dell’esplorazione dell’Universo. "


Questo è uno dei suggerimenti, forse il migliore, che questo libro offre ai suoi lettori. E lo si legge nella breve postfazione che lo stesso Casiraghy rivolge a tutti coloro che vorranno leggerla.
Concepito per una occasione precisa, l'edizione 2020 del Festival della Cultura Creativa, La natura sa quasi tutto ha un unico vincolo che è quello di essere attinente al tema dato: aria, acqua, terra e cielo.
Intorno a questo argomento dai confini 'sconfinati', Carthusia costruisce un piccolo gruppo di lavoro. Affida al poeta Alberto Casiraghy i testi, che sono aforismi brevissimi, e a due illustratori di rango, Pacheco e Possentini, le illustrazioni, che diventano all'istante tavole indimenticabili.
L'alchimia si crea felicemente e ne nasce un libro che è un piacere avere tra le mani.
 

Tra le varie ragioni che rendono interessante questo progetto si può percepire una grande stima reciproca, ma anche un tipo di sguardo orientato verso una medesima direzione. Tutti e tre hanno scelto di lasciarsi attraversare da qualcosa di più grande di loro, la meraviglia della natura, e di restituircela secondo un proprio personale lessico. Sono tre voci sorelle che cantano in perfetta armonia un inno alla potenza della vita in cui ci troviamo immersi.
Casiraghy, con la cifra cui ci ha abituato negli anni, concepisce profondi pensieri distillati in pochissime parole. Nelle sue sintesi siamo in grado di cogliere l'impercettibile e l'immenso, di vedere da vicino ciò che ci circonda, così come di cogliere l'immensità di mare e cielo. Le sue pochissime parole gli sono comunque sufficienti per poter essere poeta, nel dichiarare che chi ha l'acqua nel cuore, conosce il deserto. E profeta, nell'annunciarci che l'aria inquinata è imprevedibile perché pensa. Ma sa essere anche ironico filosofo che nota che non ci sono più gli uccelli di una volta...
 

Tornano, nei suoi aforismi, parole a lui care che sembrano trovare la loro ragion d'essere prima di tutto per il loro valore sonoro. Solo in un secondo momento arriva il loro significato: i clavicembali che altrove sono stati nutrimento per il destino, insieme alle fragole, qui ascoltano il preludio dell'aria.
Torna il suo immaginario più caro fatto di alberi, cielo, acqua di fiume che scorre, acqua di mare profonda. 
 

Si appoggiano a questi testi e li reinterpretano, Pacheco con le sue atmosfere scure e oniriche, e Possentini con le sue realtà piene di luminosità. Ai fiori coloratissimi che paiono usciti da una delle magnifiche composizioni del fiammingo Bosschaert con il suo semper augustus in primo piano di Possentini si alterna la figurina esile e alata di Pacheco. 
 

Segue il luminoso e ventoso scorcio di un largo fiume padano. Le radici che attraversano la madre terra di Pacheco, sullo sfondo bruno di colline e vulcani anticipano l'intreccio dei convolvoli arancio, appena usciti da una tavolozza piena di colore.
La copertina stessa tiene insieme la terra ombrosa che Pacheco riempie di fiori e la luminosità della figura femminile di Possentini, una riedizione di una delle sue immagini libere, intitolata per l'appunto Giardino d'inverno.
Possentini luminosa e sempre sfumata nei contorni, come a dare valore di ricordo a una percezione già andata, passata. Possentini che canta il reale della natura nei suoi fiori, nei suoi pesci, nei suoi scenari, persino in quell'oca 'meccanica' un po' sbilenca. Al contrario Pacheco che dell'aria, dell'acqua, del cielo, della terra dà sempre una lettura simbolica, archetipica.
 

Nelle mani giuste, come tutti i buoni libri di poesia, anche questo dovrebbe preferibilmente diventare labirinto in cui far andare i pensieri, far girare le domande, cogliere i fili rossi di senso che portano a un'uscita, ammesso che esista. Nelle mani sbagliate, invece, potrebbe veder esaurita la sua grande potenzialità semplicemente in qualche scheda didattica da compilare quando tutto è già finito.


Carla