giovedì 20 marzo 2014

FAMMI UNA DOMANDA!

IL FASCINO DISCRETO DEGLI SCHIFOSETTI

 
















Gli 'schifosetti' sono i protagonisti di una nuova collana edita dalla Casa editrice Salani e rivolta a bambini fra i 5 e i 7 anni che abbiano una predilezione, ma proprio forte, per gli invertebrati. Ovvero animaletti piccoli e, appunto, schifosetti, che molti adulti detestano cordialmente. Ma i bambini, si sa, sono di larghe vedute e adorano scandalizzare le zie e le nonne mostrando loro qualche simpatico cadaverino di insetto o un bel lombrico appena emerso dalla terra.

Proprio a questi bambini, pieni di curiosità e privi di eccessivi pregiudizi, sono rivolti questi due titoli: La mosca e Il verme. Per raccontarli l'autrice canadese, Elise Gravel, ha evitato accuratamente le descrizioni analitiche e le riproduzioni fotografiche che spesso accompagnano i libri di divulgazione. Non ha nemmeno seguito la strada del disegno realistico, da naturalisti in erba, percorso seguito, per esempio nella belle collana degli Inventari.

Il disegno di questi piccoli libri, meno di trenta pagine, punta piuttosto sull'ironia, umanizza gli innominabili animaletti, descrive i concetti espressi nello stringatissimo testo anche grazie alle vignette. Ma le informazioni ci sono e con tutta probabilità verranno memorizzate con grande efficacia dai bambini e dalle bambine che sfoglieranno queste pagine. Il linguaggio, per quanto usi metafore umanizzanti, è in realtà preciso, che la mosca sia un dittero e che ci siano 100.000 specie di mosche è detto con chiarezza.

Non è il primo tentativo di affrontare argomenti informativi utilizzando la chiave ironica e grottesca. Dello stesso editore ricordiamo per esempio le vecchie collane chiamate Brutte Scienze, Brutta storia e così continuando, rivolte ad una fascia d'età superiore; così come molti titoli di Editoriale Scienza uniscono precisione di contenuti e modalità di presentazione accattivanti.

Qui la vera innovazione sta nell'aver concepito dei libretti agili, divertenti, privi di effetti speciali, di linguette o di pop up, diretti ai bambini piccoli, anche ai non lettori. Puntano su un elemento di sicuro successo: il fascino discreto e irresistibile degli animali un po' schifosi.


Eleonora



La mosca”, E. Gravel, Salani 2014

Il verme”, E. Gravel, Salani 2014




mercoledì 19 marzo 2014

CORTESIE PER GLI OSPITI (libri preferiti da altri)


IL TOCCO DELL’ARTISTA

The Artist and the King, Julie Fortenberry 
Alazar Press 2013



La piccola e riccioluta Daphne ritrae incautamente il re. Lo rifà pari pari, col faccione solcato da folte sopracciglia. Tradotto nel suo linguaggio da pittrice in erba, come si addice a un vero artista, Daphne ne coglie in realtà l’essenza burbera e vagamente stralunata. Ma un soffio di vento dispettoso si diverte a strapparle il foglio dalle mani, facendolo planare esattamente sul volto minaccioso del sovrano… Che non si piace affatto e reclama al suo cospetto l’autore di quella che a lui pare un’irriverente caricatura. Daphne avanza con coraggio, minuscola ma franca, rivendica la paternità dell’opera e subisce l’onta di doverla indossare per punizione, trasformata in un ridicolo cappello a cono. 


Ma un artista è un artista e allo sgomento iniziale subentra l’istinto di trasformare la penitenza in occasione di gioco e creatività… Dapprima s’ingegna a indossare in modo alternativo il grottesco cono di carta, poi realizza che basta qualche sapiente tocco di passamaneria colorata e quel coso scipito e fuori misura diventa un’impalcatura graziosa e persino civettuola. 



A quel punto, rapita dall’estasi della modista, Daphne passa al contrattacco e sforna coni su coni sormontati da ogni genere di decoro, pizzo e lustrino, apre bottega e smercia a una folla di sudditi divertiti copricapo variopinti, irresistibili, le dernier cri in fatto di cappelli.



Naturalmente però, un re è un re. Non è uno stupido e se dalla loggia contempla un brulicame di coni arcobaleno che sormontano baldanzosi il capo del volgo… ci vuol poco a capire che qualcuno lo ha gabbato. Poco importa se, inforcato il cavallo per ispezionare il reame facendo un supplemento d’indagine, s’imbatte in un vero esercito di eleganti coni capeggiati dalla sua primogenita. Con voce stentorea la minaccia di essere bandita dal regno se non si toglierà quell’affare dalla testa.


Ma qualcosa è cambiato. Un intero popolo è stato soggiogato dalla grazia e dall’allegria contagiosa dei cappelli di Daphne, la minaccia solleva gli animi e induce alla diaspora, i sudditi in massa abbandonano l’abitato per ritirarsi nei boschi in segno di protesta. Colpo di scena, fa loro seguito anche l’esercito regale, un vero e proprio ammutinamento!
Dopo tanto sconquasso, nel silenzio della città fantasma, si leva un singhiozzo lamentoso. Il re piange, solo e sconsolato. Piange a calde lagrime il corpacciuto sovrano, mentre la piccola Daphne gli si fa dappresso e quasi quasi si scusa per aver creato tutto quel pandemonio ritraendolo scioccamente. Ma il pianto catartico ha emendato il re dalle sue arroganti pretese, si scusa a sua volta, si duole di aver perso la figlia. L’artista modista allora lo scuote, lì a terra c’è un cono magnifico, azzurro, sormontato da un’aristocratica piuma e accompagnato da un amoroso biglietto. Lo ha perso la principessa in fuga, ma era proprio un dono per lui!



Tutto è bene quel che finisce bene, Daphne scorta il re fino alla foresta per indurre bonariamente il popolo a tornare a casa e un corteo di facce allegre, sormontate da cappelli svettanti, si riporta sui suoi passi all’insegna della pace e dell’allegria. Tra l’arte e il potere lo scontro può essere duro a volte. Ma la storia insegna che in questi casi a vincere non è quasi mai il più forte…
Piccolo racconto per mano di Julie Fortenberry, autrice di libri per bambini e blogger appassionata, popolare tra gli addetti ai lavori negli Stati Uniti... Mi è arrivato in questi giorni con una dedica e un cono di carta da indossare. E non ho potuto resistergli. 

Daniela (Tordi)






martedì 18 marzo 2014

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)


CACCIATORI DI NUVOLE


Viaggi, avventura, amore, tre ingredienti non molto frequenti nei romanzi per ragazzi. Ha tentato l'impresa Alex Shearer con Cacciatori di nuvole, uscito recentemente con Salani. L'ambientazione è originale, un mondo su cui i terrestri sono emigrati tanto tempo prima, fatto di isole galleggianti nell'aria, così densa da essere una sorta di mare gassoso. Ogni isola ha le sue popolazioni, i suoi usi e costumi più o meno stravaganti. L'acqua necessaria alla vita viene estratta dalle nuvole e a compiere questa operazione provvedono una sorta di nomadi del cielo, i cacciatori di nuvole, che si spostano nell'immensità dello spazio cercando cirri e cumuli in formazione. Christien, l'adolescente protagonista della storia, è un ragazzo di buona famiglia, 'terrestre', che a scuola conosce Jenine, una giovane cacciatrice di nuvole e, all'inizio inconsapevolmente, se ne innamora. Chiede quindi di poterla seguire in uno dei viaggi della sua nave, durante le vacanze estive. Ottenuto i permesso da entrambe le famiglie, la sua e quella di Jenine, parte per un'avventura che avrà molti lati imprevisti.
Il viaggio è una componente essenziale di questo romanzo e con esso l'attrazione verso l'ignoto, la scoperta di luoghi inesplorati. Grande attenzione viene attribuita alla descrizione dei vari popoli che hanno colonizzato le diverse isole, un melting pot pittoresco di etnie, con l'esasperazione retorica dei molti difetti umani; fra i tanti, l'attenzione maggiore è rivolta, ovviamente, ai nomadi del cielo, un po' pirati, un po' mercanti, ma essenzialmente viaggiatori, senza confini e senza governi.
L'altro aspetto importante è dato dall'avventura nel senso più tradizionale, con agguati, salvataggi, animali misteriosi e letali; anche qui si crea una sorta di zoologia fantastica e, il più delle volte, minacciosa, con meduse velenose gigantesche che sovrastano le terre abitate, squali celesti e parassiti dalle dimensioni inconsuete.
E, infine, la scoperta dell'amore. Non delle prime esperienze adolescenziali si parla, ma di quell'amore che cambia la vita e la cambia per sempre, al di là delle scelte che i due protagonisti compiono. La descrizione della presa di coscienza del giovane Christien non è banale, al contrario propone al lettore una problematica interessante, un amore forse impossibile fra due persone appartenenti a culture diverse, eppure legate da un sentimento profondo.
Certo, non c'è qui la poesia e la densità di contenuti che ci aveva meravigliato in  Il Segreto d'Orbae, ma alcuni temi ricorrono. Interessante la proposta di un romanzo d'avventura con un'ambientazione fantastica, ma che sfugge ai canoni della narrativa fantasy, con espliciti riferimenti anche al mondo presente e alle sue contraddizioni.
La struttura narrativa è coerente, ma l'azione un po' lenta e potrebbe scoraggiare i lettori più pigri. Eppure i colpi di scena non mancano, c'è la giusta suspance e una storia d'amore non banale, tutti elementi che possono attrarre ragazzi e ragazze a partire dai dodici anni.

Eleonora


Cacciatori di nuvole”, A. Shearer, Salani 2014



lunedì 17 marzo 2014

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)

BELIEVE IN FAIRIES,CREDI SEMPRE NELLE FATE!

Ho una fata accanto, Lewis Carroll
Motta Junior 2014


POESIA

LA MIA FATA
Ho una fata accanto che dice:
"Non si può pisolare!";
quando piango dal male lei afferma:
"Non si può singhiozzare".

Se sorrido felice, lei esclama:
"Non si può ridacchiare";
se mi verso del gin, lei minaccia:
"Non si può sbevazzare".

Quando prendo un biscotto lei esplode.
"Non si può sgranocchiare";
quando faccio la lotta mi avverte:
"Non si può malmenare."

Sono stanco di tutto e le ho chiesto:
"Cosa posso mai fare?"
La fatina ha risposto tranquilla:
Non si può domandare".

Morale: NON SI PUÒ

Lewis Carroll alle prese con una fata piuttosto seccante. Questa, tra altre quattordici, è la poesia che conclude questo bel libro.
Carroll, nei suoi libri di Alice, ci ha educato ad un linguaggio raffinato pieno di bellissimi giochi di parole o nonsense e anche in questa antologia di sue poesie, finora inedite in italiano e così ben tradotte, torna la stessa vena giocosa.


Tra queste un inno alla puntualità da leggere a tutti i ritardatari che ci perseguitano
È meglio arrivare un po' prima
dell'ora fissata;
entrare al minuto spaccato
è una mossa azzeccata.

Altrettanto utile è l'articolato vademecum per vivere felice. Poche regole ma chiare: svegliarsi presto la mattina, passeggiare per due ore, invitare a cena gli altri, non toccare mai il caffè e non mangiare la pancetta. E la birra, sempre chiara. Non tuffarsi se sia ha paura.
Il tema dei fratelli torna e ritorna. In entrambi i casi è alto il livello di scontro. Se da una parte c'è un fratello che è in cerca della pentola adatta per 'stufare' la sorella, dall'altro ci sono due monelli che decidono di andare a pescare. Peccato però che uno sia il pescatore e l'altro l'esca. Neanche una sorella giudiziosa può nulla di fronte alla crudeltà dell'uno e alla 'mollezza' dell'altro.

Un altro bel titolo nella collana Il suono della conchiglia, curata da Teresa Porcella per Motta Junior. Un'altra buona occasione per mettere in contatto i più piccoli con grandi autori classici, come era già successo con Neruda (La casa delle odi) o Emily Dickinson (con Non c'è nave che possa come un libro).
Resto perplessa sulle illustrazioni: Sanna, che di norma mi piace molto, qui non mi pare sempre convincente e sembra patire il libro di piccolo formato.

Carla

sabato 15 marzo 2014


VARIAZIONI SUL TEMA

Non mi sarebbe mai venuto in mente di preparare un dolce usando il rabarbaro, che conoscevo soltanto come radice dal potere digestivo, ma la mia compagna del corso di pasticceria, Monica, con madre tedesca, mi ha chiesto di cercarle questo ingrediente in un fornitissimo banco di un famosissimo mercato di Roma, e inoltre mi ha proposto di cucinare insieme due torte dolci di ascendenza germanica.
Cucinare in compagnia è una delle mie grandi passioni e quindi abbiamo passato un pomeriggio a replicare le ricette che vi scrivo.
La prima è il Dolce al rabarbaro con meringa.

 
 
Ingredienti:

500 gr di farina tipo 1
250 gr di burro
250 gr di zucchero
3 tuorli
scorza grattugiata di un limone
1,5 kg di rabarbaro

Per la meringa:
3 albumi
150 gr di zucchero

Preparate un frolla con farina, burro, zucchero, tuorli e scorza di limone. Mettetela a riposare in frigo per circa 1 ora.
Lavate il rabarbaro, asciugatelo e spellatelo partendo dall’alto verso il basso. Tagliatelo in barrette lunghe circa 5 cm. Mettelo in una ciotola con una spolverata di zucchero in maniera che perda l'amaro (come le melanzane con il sale).
Preriscaldate il forno a 200 °C.
Stendete la frolla a misura della teglia (noi abbiamo usato una teglia rettangolare di 34 x 28 cm), bucatela più volte con una forchetta e ricopritela con il rabarbaro. Come si può vedere dalla fotografia noi abbiamo fatto dei quadrati mettendo le barrette prima in un senso e poi nell'altro.
Infornate per 30 minuti.
Montate a neve fermissima gli albumi e aggiungete lentamente lo zucchero.
Riempite un sac à poche con il composto di albumi.
Fate raffreddare leggermente il dolce e poi formate sulla superficie una griglia di meringa.
Infornate per altri 10 minuti fino a quando la meringa non si colora leggermente.

La seconda ricetta ha un titolo spartano: Dolce al rabarbaro


Questi gli ingredienti:

200 gr di farina tipo 1
100 gr di burro
225 gr di zucchero
1 pizzico di sale
3 uova
750 gr di rabarbaro
200 gr di formaggio quark
scorza grattugiata di un limone

Con la farina, il burro, 75 gr di zucchero e un uovo lavorate una frolla che farete riposare in frigo. Lavate il rabarbaro, pelatelo e tagliatelo in barrette da 3 cm, cospargetelo con altri 75 gr di zucchero e lasciarlo riposare per almeno 30 minuti in maniera che perda l'amaro.
Preriscaldare il forno a 200 °C.
Con la frolla stesa non troppo sottile rivestite una teglia da 26 cm di diametro.
Fatela cuocere in bianco (ovvero mettete sulla pasta un foglio di carta da forno e ricopritelo con fagioli o altri legumi in maniera che non cresca) per 15 minuti.
Mettere i blocchetti di rabarbaro sulla base: noi li abbiamo disposti a raggiera.
Sbattere il formaggio quark con lo zucchero residuo, le uova e la scorza di limone.
Versatelo sul rabarbaro.
Infornate per 35 min circa e – a dolce raffreddato – spolverizzate (a piacere) con lo zucchero a velo.

Il sapore di entrambe le torte è ottimo, un miscuglio piacevole di acidulo dato dal rabarbaro e di dolce della frolla e della crema. Io preferisco la prima che mi piace anche visivamente per la possibilità di comporre motivi geometrici e per il colore rosato dei blocchetti che rimangono a vista.

Lulli



venerdì 14 marzo 2014

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)


METAFISICA DEI CAPELLI ARRUFFATI


Ancora Isol, fortissimamente Isol, questa volta per un illustrato dal gusto molto personale. In Segreto di famiglia c'è una bimba che all'improvviso scopre il vero volto, anzi la vera capigliatura della mamma. La notte, non si sa come, trasforma gli adulti, ma non solo loro, in creature scarmigliate in cui è difficile riconoscere l'ordine diurno. La nostra bimba prima scopre che la madre, di giorno pettinata a dovere e ben truccata, è in realtà un porcospino, con i capelli che vanno in tutte le direzioni; poi il suo mondo di certezze crolla definitivamente quando va a dormire dall'amichetta Elisa e scopre che tutta la sua famiglia, di prima mattina, diventa un'orda di arruffatissimi e sonnolenti orsi.



Da questa breve storia si possono trarre alcune interessanti considerazioni; buon consiglio per tutti i bambini/e, non spiate dal buco della serratura, non alzatevi troppo presto, potreste incontrare i vostri genitori prima che prendano forma umana. Secondo, consiglio non richiesto alle mamme: basta un niente e il castello della presentabilità se ne va in frantumi. Tutte le mamme che la mattina portano a scuola i bimbi, ben attente al loro apparire, sappiano che basta davvero poco perché i pargoli disvelino la messa in scena. In realtà siamo tutti dei poveri porcospini, o orsi o qualsiasi altro essere arruffato, che affronta una nuova difficile giornata.
Questo breve racconto illustrato, di qualche anno fa, guarda con simpatia alle metamorfosi che la vita sociale ci impone e usa lo sguardo infantile per svelarne l'inganno, si sorride degli sforzi quotidiani per trasformarsi da animali selvatici in esseri civilizzati, ma senza cattiveria. Al termine del libro, si invitano i piccoli lettori a giocare con le immagini ferine della propria famiglia.


Chi non ha vissuto l'esperienza traumatizzante del vedersi allo specchio di prima mattina?
Per quanto mi riguarda da tempo mi guardo con molta cautela, e mi sento ben rappresentata dalla meravigliosa Mafalda di Oggi mordo. D'altra parte, potrei dire, che quei capelli ingarbugliati corrispondono perfettamente al garbuglio dei pensieri.



Eleonora

Segreto di famiglia”, Isol, Logos edizioni 2014

giovedì 13 marzo 2014

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)


AD ALTEZZA BAMBINO

Vita da cani, Isol
Logos edizioni 2014


ILLUSTRATI PER PICCOLI (dai 5 anni)

"Piccolo mio, se fossi un cane ti piacerebbe riempirti di fango nelle pozzanghere e correre abbaiando dietro alle auto [...] Se fossi cane faresti la pipì contro gli alberi e i bambini a scuola ti monterebbero in groppa..."

Tutto è nato da questa domanda: Mamma, tu come fai a sapere che io non sono un cane?
Anche se potrebbe sembrare una domanda assurda, visto come andranno le cose nella storia, ci appare più che legittima.



Per due ragioni principali.
La prima: i bambini, che hanno la fortuna di poter condividere la loro infanzia con un cane, spesso pensano in cuor loro di essere fratelli o sorelle del loro cane. E, in qualche modo, lo sono anche.
La seconda, derivante in modo diretto dalla prima: di fatto i bambini fanno un sacco di cose come i cani. Basta guardarli: leccano, spesso e volentieri, corrono nei prati senza apparenti motivi di urgenza, amano rosicchiare (i bastoncini di liquirizia i primi, i legnetti e le pigne i secondi) e cose così.
Ed per queste ragioni che cane e bambino costituiscono un connubio perfetto.
Cani e bambini si vogliono bene, va da sé.


Il primo libro di Isol, che risale al 1996. Messo a confronto con gli altri suoi libri successivi, è decisamente il meno felice. Il segno è ancora duro e troppo confuso, ma la storia già ci annuncia la strada che prenderà la giovane argentina, che la porterà a vedere il mondo ad altezza bambino (non distante dall'altezza cane, se ci pensate).

Carla

mercoledì 12 marzo 2014

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)


QUASI TUTTO, MA NON TUTTO
Cose che capitano, Isol
Logos edizioni 2014



ILLUSTRATI per MEDI (dai 6 anni)

"Se avessi i capelli lisci sarei più carina
e invece no.
Se avessi un cavallo andrei a scuola al galoppo
e invece no."



Bambini e desideri, che coppia!
Intendiamoci, non che da grandi si smetta di desiderare, però la maggior parte delle persone impara a regolare 'lo sfiatatoio' del desiderio in base alle molte variabili che ci mette davanti la vita...Un bambino, no. Lui ha lo sfiatatoio con apertura massima. E meno male.
Questa bambinetta, infatti, è lì che vorrebbe, vorrebbe, vorrebbe e le capita un'occasione più unica che rara: le si palesa davanti un genio (brutto assai, va detto) che le comunica che, visto l'alto numero di desideri da lei espressi nell'ultimo mese, ha diritto ad esprimerne uno, e soltanto uno, che lui in persona esaudirà, seduta stante.


Uno? Solo uno? Quale scegliere? Scatta a questo punto la sensazione che ogni 'desideratore professionista' conosce assai bene: il panico da scelta. E se dimentico? E se mi pento? E se mi rimbecillisco mentre scelgo? AIUTO! Ma la soluzione è lì a un passo, basta volere TUTTO! Purtroppo nel catalogo del genio questa parola manca: timpano, topo, torta, triciclo...C'è quasi tutto, ma non Tutto! Quindi, vista la fretta, il genio decide di darle ciò che ha sottomano, un bel coniglio grigio. In fondo è carino, anche se, magari, se fosse stato azzurro...



Isol, Isol, fortissimamente Isol.
Quando l'anno passato seppi che aveva vinto il premio Astrid Lindgren, fui molto contenta perché a me lei è sempre piaciuta molto, anche quando in Italia erano in pochi ad apprezzarla e i suoi libri circolavano quasi solo in Latino America.
Di Isol apprezzo lo sguardo disincantato, alle volte persino cinico, con cui racconta i molti limiti dell'umana specie. Sempre graffiante, come sono anche i suoi disegni, lontani da ogni leziosità, di lei mi piace la prospettiva di lettura del mondo. Il suo umorismo, talvolta anche amaro, rende le sue storie inaspettate, destabilizzanti. E in questo senso i suoi libri aprono sempre scenari nuovi su cui ragionare con i bambini.
Con un segno di matita che va veloce, che il più delle volte appare impreciso, riesce a mettere sul foglio sempre grandi temi. Lo spunto di partenza è sempre una risata, ma poi, come se la sua matita fosse un bisturi, taglia in profondità a voler guardare senza paura ciò che c'è dentro, senza mai distogliere lo sguardo.
E a proposito di sguardo, in quello di Isol mi pare di vedere il guizzo imprendibile e scanzonato di una ragazzina un po' monella, quale credo che lei sia.

Carla

martedì 11 marzo 2014

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)


CONIGLIO NERO
Ecco qui un buon emulo di Stephen King, Kevin Brooks con il suo L’Estate del Coniglio Nero, pubblicato da Piemme nella collana Freeway, che pubblica narrativa di genere dedicata soprattutto agli adolescenti, o quasi. Questa è una di quelle collane che fanno impazzire i librai, perché sono, come dire, di frontiera, al confine fra un genere e altro, fra una fascia d’età e l’altra. E questo romanzo esprime in pieno questa ambiguità e questa difficoltà di collocazione. Indiscutibilmente a tinte forti, con allusioni al sesso, alla droga e all’alcol, ma nello stesso tempo privo delle connotazioni tipiche dell’horror, o del realismo esplicito di molti romanzi di genere e non. Dunque un romanzo per ragazzi, dai quattordici anni in poi, ma godibile anche per un adulto. La trama è presto detta, un gruppo di ragazzi , un tempo, amici, si ritrova prima della partenza di due di loro. A questa serata speciale partecipano il protagonista, Pete, e il suo amico del cuore Raymond, da tutti considerato uno ‘strano’, che vive isolato dagli altri, convinto di conversare con il suo coniglio nero. La serata, fra oscuri presagi, finisce in un luna park e nel corso della notte due ragazzi spariscono, Raymond e Stella, una giovane star anche lei ex compagna di scuola del gruppo. Stella viene ritovata morta, Pete fa le sue indagini parallele per trovare e proteggere Raymond. Le indagini mostrano però quanto le loro vite siano lontane dall’infanzia, quanto siano cambiati e quanto siano pieni di segreti.
Al di là del ritmo serrato, che sostiene con facilità le quattrocento pagine, al di là dell’atmosfera coinvolgente, fra il thriller e il mistery, ho trovato efficace la descrizione di quel difficile momento in cui ci si ritrova improvvisamente grandi, ci si lasciano alle spalle le modalità infantili e si entra nel mondo reale, dove ogni errore si paga in prima persona. Mi ha ricordato, per certi versi, L'estate del coprifuoco di Daniel Kraus, uscito tre anni fa. Tutte le dinamiche riguardano il cerchio di adolescenti, il mondo adulto non comprende quello che succede, i genitori scoprono di non conoscere veramente i propri figli. Il protagonista, che caparbiamente ignora le raccomandazioni paterne, deve affrontare la paura, i suoi stessi errori per arrivare allo scioglimento del nodo che racchiude la verità.
Al centro del romanzo, l’amicizia fra il protagonista e Raymond, il ragazzo perso nel suo mondo ‘parallelo’; mostra come sia un sentimento fondante dell’adolescenza e, potrei dire, ben oltre. Pete è molto protettivo nei confronti del suo amico d'infanzia, è forse l'unico a non considerarlo un ritardato e magari condivide con lui la capacità di ascoltare i conigli. Nel nome di questa forte amicizia, vengono superati i limiti del consueto, del buon senso e anche della legge, come si conviene al mondo ribelle dell'adolescenza.
Eleonora
“L’estate del Coniglio Nero”, K. Brooks, Piemme 2014


lunedì 10 marzo 2014

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)


TOPO!
Max il coraggioso, Ed Vere
Rizzoli 2014


ILLUSTRATI PER PICCOLI (dai 5 anni) 

"Max è un gattino intrepido. Max è un gattino coraggioso. Max è un gattino che vuole solo dare la caccia ai topi.
Max il Coraggioso deve solo scoprire come è fatto un topo... e poi potrà dargli la caccia!"


Max spesso deve portare un bel fiocco come collare, ma lui preferirebbe un bel mantello da supereroe. Max si sente un supereroe, sulle tracce di quello che gli hanno detto essere il suo più acerrimo nemico: Topo, con la T maiuscola.
Lo cerca in lattine aperte in cui c'è solo una mosca che ronza, nella boccia del pesce in cui c'è solo il pesce, ovviamente. Lo cerca sull'albero ma anche lì ci sono solo gli uccellini. A tutti coloro cui domanda se siano loro Topo, essi rispondono sempre con lo stesso ritornello: no, loro non sono Topo ma hanno appena visto Topo fuggire.
Se un topo non lo si è mai visto, non è poi tanto facile identificarlo. Nessuno di quelli incontrati ammette di essere Topo, e neanche Topo lo fa. Perfido bugiardo, e anche opportunista, Topo, per salvarsi la pelle, indica a Max il Coraggioso un mostro che dorme dicendogli che quello è Topo. Finalmente lo ha trovato! Ma ben poco potrà Max il coraggioso, contro quel gigante, disturbato nell'ora della siesta.
Inghiottito e poi risputato dal mostro, Max capisce che dare la caccia a Topo non è avvincente come lo descrivono.
E poi, in fondo in fondo, non è sempre così necessario essere in guerra con qualcuno sebbene sia divertente cacciare mostri, anche se sembrano in tutto e per tutto topi...

Tutti uguali i Topi: perfidi bugiardi! Chi non ricorda il perfido bugiardo Topo nella storia del Gruffalò? Che per salvarsi la pelle aveva giocato d'astuzia con serpenti, volpi e civette...
Tutti uguali i gatti: un po' vanesi, molto visionari, orgogliosi e volubili. Chi non ha mai visto almeno una volta un gatto inseguire senza successo imprendibili farfalline credute pericolosi uccellacci e poi, di punto in bianco, girarsi su sé stessi e tornare a dormire, come se nulla fosse mai successo?...
È proprio vero che la storia si ripete.

Su fondi di accesi colori, ogni foglio diverso, dal rosa al giallo, passando per vari toni di verde, il nostro piccolo protagonista campeggia sulla pagina semi deserta, quasi sempre al centro del foglio, e da lì ci guarda con due occhi gialli fuori misura e leggermente spiritati, proprio come hanno i gatti quando, a caccia, si sentono padroni dell'universo.
Piccole raffinatezze nella costa del libro e nella copertina, quel volo di mosca segnato dal percorso in lucido che si ritrovano anche all'interno in un disegno che sa essere nel contempo classico e modernissimo in certe soluzioni che tendono alla sintesi, alla stilizzazione e al modello ripetuto. In questo senso la pagina con gli uccelli sui rami di un albero, che ricorda un reticolo da vetrata di cattedrale più che una quercia qualsiasi, appare emblematica. E lo stesso può dirsi per gli uccellini che al pari del nostro piccolo Max, fanno tanto d'occhi nel vederlo.
Ed Vere ancora una volta ronza attorno alle false apparenze con i suoi personaggi consueti dai grandi occhi spalancati: un mostro verde verde dalle improbabili unghione rosa, un topo furbo.
Ci piacerebbe molto che in Italia arrivassero anche gli altri suoi albi, pieni di colore e di british humor.


Carla