sabato 19 maggio 2012

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)


GIACOMINO E LE GHIANDE, Tim Bowley, Inés Vilpi
Kalandraka, 2012

ILLUSTRATI PER PICCOLI (dai 4 anni)

"Giacomino piantò una ghianda, ma...prima che potesse crescere, uno scoiattolo la dissotterrò e la nascose. Giacomino piantò una ghianda. Germinò, germogliò, ma...un cavallo la calpestò e la schiacciò. Giacomino piantò una ghianda. Germinò, germogliò, crebbe, ma..."

Ma ogni volta arriva qualcuno e la ghianda del povero Giacomino ha un altro destino e non riesce mai a diventare albero.
Giacomino diventa grande piantando le sue ghiande, da bambino che era quando ha piantato la prima, la seconda la pianta da ragazzino, la terza è un bel giovanotto, finché quella che pianta da vecchio finalmente riesce a diventare una grande quercia che ospita tra i suoi frondosi rami molti uccelli e fa una grande ombra sotto cui Giacomino e i suoi amici trovano il fresco nei giorni d'estate. 


Da grande quercia qual è nessuna capra può mangiarsela e nessun bambino può spezzare i suoi fragili rami, perché i suoi rami ora sono possenti e pieni di foglie e di nuove ghiande che, ricominciando il ciclo, daranno vita a nuove querce, con nuove foglie, nuovi rami e saranno mangiare per scoiattoli e capre, finiranno sotto gli zoccoli di un cavallo e rotti sotto il peso di bambini o tagliati per bruciare in un caminetto.


Giacomino e le sue ghiande ci ricordano che nella vita perseverare, insistere nei propri intenti porta ad un qualche risultato. Così come Giacomino tenta e ritenta nella sua attività di piantatore di ghiande, altrettanto fa la ghianda, cercando di schivare zoccoli di cavalli, bocche di capre fameliche e zampe di scoiattoli voraci con lo scopo di portare a termine la sua missione di seme, ovvero diventare albero!


Carla

Noterella al margine. I disegni di Inés Vilpi sono coloratissimi. Alcuni particolari sono veri e propri esercizi decorativi. Ai bambini piaceranno i villaggi movimentati che sono lo sfondo di molte tavole. Ma ai bambini piacerà moltissimo anche il testo che gioca con loro attraverso le parole che si ripetono, quasi a volerli 'chiamare dentro', in un'eco che si ripete tra scritto e parlato.
Sarà un caso o il nome Giacomino destina chi lo possiede ad avere la verve del giardiniere e del piatatore di semi, di ghiande o di fagioli...magici?

giovedì 17 maggio 2012

UNO SGUARDO DAL PONTE (libri a confronto)

A PIEDI


Paolo Rumiz presenta il suo libro, A piedi, così: ‘…Soprattutto, vorrei incitarvi a mollare gli ormeggi e andare, perché camminare rischiara la mente, conforta il cuore e cura il corpo.() L’uomo che non cammina perde la fantasia, non sogna più, non canta più e non legge più, diventa piatto e sottomesso…(). Il semplice fatto di mettere un piede davanti all’altro con eleganza, di questi tempi, è un atto rivoluzionario, una dichiarazione di guerra contro la civiltà maledetta dello spreco.’
Chi mi conosce può capire perché mai un libro che in fondo descrive solo un viaggio a piedi dal nord al sud dell’Istria, mi sia piaciuto tanto: perché nel raccontare, spiegare e descrivere non fornisce solo strumenti pratici per chi volesse seguire i suoi suggerimenti e avventurarsi in quello stesso percorso, ma riesce a dare un’espressione concretissima di una filosofia di vita, prima ancora che di una modalità di viaggio. Camminare a piedi significa prima di tutto dare tempo a se stessi, regalarsi un tempo dedicato a guardare, ascoltare, respirare. Un tempo che è fatto anche di fatica, ma che consente di seguire il filo dei propri pensieri, di tenere desto il dialogo con se stessi. Rivoluzionario. E ancor più rivoluzionario se pensato per ragazzi, abituati al consumo veloce, ai pomeriggi pieni di impegni, a disegnare alberi e case come li vedono nei cartoni animati e non come li hanno visti passeggiando. Lentezza e tempo per sé, il ritmo cadenzato del cammino e ascolto; ovvero chiamarsi fuori dal ritmo metropolitano (magari anche all’interno della stessa metropoli) per ritrovarsi; è un regalo da fare ai più giovani provare ad insegnargli come si può fare.
Certo, immagino che la descrizione minuziosa e attenta di un percorso di sicuro non turistico, possa sembrare poco allettante per i ragazzi; ma questo libro può essere un buon assaggio di quella che comunemente chiamiamo narrativa di viaggio, uno dei tanti percorsi che i giovani lettori possono intraprendere, incontrando, in seguito, autori come Chatwin, Durrell e tanti altri. Nello stesso tempo è ricco di indicazioni tecniche e suggerimenti per chi davvero vuole mettersi in cammino.

Per i più esperti che si volessero già cimentare nell’impresa, suggerisco il libro della Lapis, Passo dopo passo. Sulle orme dei pellegrini verso Roma, che propone il tratto della via Francigena nel Lazio settentrionale in una versione pensata per i ragazzi, spiegando il significato storico dei pellegrinaggi e offrendo una vera guida per i giovani escursionisti. 


Eleonora

A piedi”, P. Rumiz, illustrazioni di A. Baronciani, Feltrinelli kids 2012
Passo dopo passo. Sulle orme dei pellegrini verso Roma”, AA.VV., illustrazioni di L. Terranera, Lapis 2009


mercoledì 16 maggio 2012

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)

BUN CON BUN

TI MANGIO!, John Fardell
Il Castoro, 2012

ILLUSTRATI PER PICCOLI (dai 5 anni)



"Un giorno Leo e sua sorella Sara andarono nel bosco...quando sfortunatamente...Leo fu mangiato da un Inghiottone dei boschi. Sara non si fece prendere dal panico."

Sara è una ragazzina curiosa, intelligente, organizzata (lo si capisce dal suo zaino) e che si documenta; quindi sa che l'Inghiottone dei boschi inghiotte intere le sue prede. Suo fratello è, si fa per dire, al sicuro nella pancia del mostro. Magari, tutto pieno di bava e saliva, ma salvo.
Sfortunatamente però l'Inghiottone viene a sua volta mangiato da uno Gnammete alato. Sara non demorde nel suo inseguimento, ma quando lo raggiunge sfortunatamente questo viene a sua volta inghiottito da un Acchiappone marino. E così via andare, mostro mangia mostro e la piccola ma tenace Sara sempre dietro. L'inseguimento termina davanti al muso per nulla rassicurante di uno Zompone dai denti a sciabola. 


Con grande coraggio, il viaggio della bambina, novella pinocchia, prosegue all'interno dove ritrova in perfetto ordine tutti i mostri, rigorosamente uno dentro l'altro. Raggiunto il più piccolo, quello contenente il fratellino, mette in atto il suo piano di liberazione...che, ovviamente, non vi dirò!

Libro davvero esilarante. Divertente e intelligente che a ben guardare porta dentro di sé (un po' come nella storia) tanti altri bei libri del passato. No so se dipenda dal fatto che si parla di mangiare ma questo libro mi ha fatto venire in mente il motto di una vecchia zia ligure che dice sempre davanti a 'una invenzione culinaria' fatta con ingredienti garantiti: Bun con bun fa bun (trad. Buon con buono fa buono).
Cerco di spiegarmi: anche Ti mangio è fatto di ingredienti garantiti, e mi riferisco a temi di libri già incontrati altrove: il ritornello 'sfortunatamente', un mantra ripetuto a ogni nuovo incontro, rimanda al bellissimo libro di Charlip (Fortunatamente, Orecchio acerbo, 2011), la catena di mostri che si mangiano ricorda la 'catena alimentare' del raffinato libro di Iela Mari, Mangia che ti mangio (Babalibri 2010), il finale a sorpresa ci ricorda il piglio di Max, Nel paese dei mostri selvaggi (Babalibri 1999).
L'abilità di Fardell però è stata quella di saper scegliere e poi mettere insieme tutti questi ingredienti e dare luogo a una sua personalissima ricetta dal sapore, comunque, tutto nuovo e gustosissimo. E ancora una volta la zia ligure ha avuto ragione: Bun con bun fa bun.

Non perdetelo!

Carla

Noterella al margine: siamo pronti per il prossimo libro di Fardell, magari per scoprire chi è Manfred the Baddie, che sembra promettere grandi cose...

martedì 15 maggio 2012

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)

I DUE ANDRZEJ

FRAGILE, Fabrizio Casa
Sinnos, 2012

NARRATIVA PER GRANDI (dai 13 anni)



"'È un ragazzo chiuso. Non parla. Viene qui spesso, anche se, secondo me, se ne vergogna. Che figura ci fa con gli amici? Qui non si predicano i loro valori'. 'È come se indossasse sempre una maschera'. 'Qualche volta sono riuscito a vederlo senza. Spesso quando si confessava. Un vaso di cristallo in una ferramenta'."

Così è Andrzej: fragile, forse. Di certo, diverso da ciò che lo circonda: un vaso di cristallo è del tutto fuori luogo in un negozio che vende bulloni e viti.
La sua storia è presto detta. In una periferia degradata, in mezzo a ragazzi più grandi di lui, senza scrupoli e con già un piede nella malavita, per famiglia solo sua madre, ex ragazza polacca dal passato molto doloroso, vive questo quindicenne di nome Andrzej che coltiva il mito del fratello maggiore polacco che non ha neanche mai visto e con lui pare condividere -a migliaia di chilometri di distanza- una passione segreta: il rugby.
A chi lo vede da fuori pare un tipo sicuro di sé. Questo pensa all'inizio il sovrintendente Mitraglia che lo interroga perché indiziato di una rapina a mano armata in un supermercato. Bastano dieci minuti di domande e risposte perché tutto cambi ai suoi occhi piuttosto esperti di umanità. Sebbene ogni circostanza paia convergere per accusarlo, questo strano poliziotto e un parroco di trincea, intuiscono che sotto quel piglio da duro c'è dell'altro. Basta solo andare a vedere.

Dietro un racconto poliziesco ben costruito, si nascondono così i due Andrzej, l'Andrzej degli alveari e l'Andrzej del rugby. Il primo è un ragazzo che pare già segnato da un destino di malaffare, quello che ha tatuato il proprio nome seguito da f.d.p., quello che gira con un tipo che tutti chiamano Cocaina. Il secondo Andrzej, invece, frequenta la parrocchia, ama lo sport e il gioco di squadra. Ed è proprio questo secondo ragazzo (che l'altro tiene ben nascosto) che il poliziotto riesce a 'intravedere' nell'interrogatorio, ed è a questo che tende la mano.

Terzo titolo di Fabrizio Casa per la collana Zonafranca di Sinnos. Echi di Pioggia sporca (2011) si ritrovano anche qui: atmosfere analoghe, contesti simili, personaggi di grande impatto che attraversano entrambe le storie. Ma in comune questi due titoli hanno soprattutto i loro potenziali lettori. E mi riferisco a quei ragazzi più o meno coetanei di Andrzej o di poco più piccoli di lui, che nei libri vanno cercando storie che tengano desta la loro attenzione, che li inducano a pensare, a parlare e a raccontarsi, in altre parole, libri in cui si offra loro l'occasione di giocare con altri la propria partita. In questo senso Fragile è un terreno ideale di incontro.

Carla

Noterella al margine. Vi auguro di incontrare nelle vostre giornate più tristi e fosche Jusy White, all'anagrafe Giuseppina Bianchi, per poter scambiare con lei due parole così...sono certa che, dopo averle parlato, il sorriso vi tornerà all'istante. Ogni promessa è credito!

domenica 13 maggio 2012

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)


GALLINA IN FUGA [II]

IL GIORNO DEL FRATELLINO, Christian Jolibois, Christian Heinrich
Nord-Sud Edizioni, 2012

ILLUSTRATI PER MEDI (dai 6 anni)



"Polletti e gallinelle fanno festa agli ultimi nati. Solo Carmelito, il polletto rosa, è triste. Guarda i suoi amici con un po' di invidia. 'Perché io non ho un fratellino?' 'Se avessi un fratellino, potremmo giocare insieme a salta-pollo o a tira-cresta'".

Il piccolo Carmelito, il pollo rosa nato da una gallina bianca e da un gallo rosso, ha il problema di essere figlio unico. Vuole un fratello, ma le uova che fa sua madre sono le migliori del pollaio e quindi diventano immediatamente frittate o finiscono in gustose torte rustiche. Ma se l'uovo appena fatto viene 'dato in affido' forse la maternità può aver luogo. Pedro il cormorano se ne incarica e così la 'gravidanza' prosegue. Ma a complicare le cose ci si mettono anche due ricci ladri di uova.
Salvato in extremis, l'uovo è pronto. Cric, si rompe davanti agli occhi impazienti di Carmelito. Nell'uovo non c'è un fratello ma, delusione totale, una sorella!! Fine di un sogno? Parrebbe di no, perché questa sorella si rivelaimmediatamente piuttosto in gamba; un vero talento nello sport, nel gioco, nell'ideazione, nel farsi valere e nel trarsi d'impaccio: tutto quello che fa lo fa meglio di lui, compreso anche salvargli le penne.
Va da sé che Carmelito cambia opinione su sua sorella e il tempo non è mai abbastanza per giocare con lei a Salta-pollo, tira-cresta, nascondi pollo, manca la piuma, gira gira pollo, pizzica pollo, grano duro e grano molle, passa la zampa, becco a te becco a me, gallina cieca, un due tre gallinella...



Terza storia della serie Polli ribelli. Nati in Francia già una decina di anni fa, questi libri, nel prosieguo della serie mantengono alto il livello di divertimento. Evviva! Alcuni particolari fanno davvero ridere: L'urlo di Munch citato per raccontare la disperazione di un polletto figlio unico, l'ecografia fatta a lume di candela, l'intrusione dei polletti nella fiaba di Pollicino (che se non si fossero introdotti forse anche a quei bambini sarebbe andata diversamente...), i porcospini pervicacemente conficcati sul fondo schiena del montone che pare ignorarli per tutto il tempo: si tratta di piccoli particolari nel testo o nei disegni che rendono la lettura di questi libretti davvero molto gradevole.
Breve battuta finale nel libro che dimostra quanto l'affetto la cura o, nel nostro caso specifico, la cova prenatale possa incidere sul nascituro. D'altronde il mitico libro di Dr. Seuss - L'uovo di Ortone - ha fatto scuola in tal senso!



Carla

Noterella al margine. Un'altra occasione perduta riguardo al formato del libro. Se avete visto il video  del post precedente, certamente avrete notato il formato che questo libro ha in Francia...che respiro diverso per le immagini di Heinrich! D'altronde Salani non è nuova al libro bonsai: penso a Urlo di mamma (Jutta Bauer) e Chi me l'ha fatta in testa (Wolf Erlbruch) che nella loro prima edizione erano entrambi poco più grandi di un francobollo e poco più piccoli di una busta da lettera.

sabato 12 maggio 2012

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)


GALLINA IN FUGA [I]

LA GALLINELLA CHE VOLEVA VEDERE IL MARE,
Christian Jolibois, Christian Heinrich,
Nord-Sud, 2012

ILLUSTRATI PER MEDI (dai 6 anni)



"Una sera, al momento di rientrare nel pollaio per andare a dormire, Carmela si blocca: 'Mi rifiuto di andarmene a dormire come le galline!' 'Io voglio vedere il mare!' 'Vedere il mare? E perché allora non viaggiare...già che ci sei!' Il padre di Carmela non ha mai sentito dire una cosa tanto stupida. 'Per caso mi vedi viaggiare? Ma lo sai Carmela, che il mare non è un luogo adatto alle galline come te? Forza, vai nel tuo nido!"

Va da sé che neanche 3 ore dopo Carmela è già in fuga verso il mare. Lascia tutti, il suo pollaio in perfetto silenzio nel cuore della notte. All'alba il lungo cammino viene premiato: una grande spiaggia con un bel mare verde. Comincia così la sua avventura acquatica con evoluzioni sul surf, terrore in mezzo al mare, incontro con tre caravelle, atterraggio sul ponte della Santa Maria, altissimo rischio di finire in padella, baratto della sua incolumità in cambio di un ovetto fresco per il capitano (che di uova se ne intendeva...), tentativo disperatissimo di produrre il suddetto uovo,

clicca sull'immagine per ingrandirla


arrivo insperato dell'uovo, scoperta del Nuovo Mondo.
E qui finisce l'avventura acquatica e incomincia la storia d'amore terrestre. Sulla spiaggia infatti c'è un bel gruppetto di pollastrelli rossi e una scintilla scocca subito tra Carmela e Piticok 


che intraprendono un romantico itinerario tra gran canyon e accampamenti indiani. Colombo però sta per partire e Carmela si imbarca. Ma questa volta non da sola, ma con Piticok che all'arrivo nel Vecchio Mondo viene accolto con affetto nel pollaio. Da lì a poco arriverà il primogenito: un polletto rosa di nome Carmelito che la sera non vuol dormire ma, guardando il cielo, decide di partire per lo spazio...buon sangue non mente!

Primo di una serie di quattro titoli (al momento) che vanno sotto il nome di Polli ribelli. Esilaranti! Libretti piccoli, con qualche pretesa editoriale che però nascondono al loro interno una vicenda piena di sano e autentico umorismo. Se nelle prime pagine la risatina è sommessa, quando la storia va avanti la risata si fa via via più sguaiata finché in fondo si arriva con le lacrime agli occhi. E' divertente l'idea, sono spiritosi i dialoghi, sono pieni di ironia i disegni. Alcune sottigliezze sono apprezzabili solo da un pubblico adulto -e penso alle varie citazioni di film, piuttosto che a scenari o quadri famosi- e credo siano il frutto di un voler essere 'a briglia sciolta' di autore e illustratore che per primi hanno voluto divertirsi tra loro. Questo mi fa pensare che i primi due polli ribelli non siano Carmela e Carmelito, ma i due Christian che si nascondono sotto mentite piume...


Carla
Noterella al margine. P'tites Poules, il nome francese della serie nata già 10 anni fa, deriva da uno spettacolo teatrale di Christian Jolibois per poi diventare libro con il fondamentale apporto di Christian Heinrich. I due lavorano separatamente su una traccia comune e poi, con il preciso intento di divertirsi per primi loro, si incontrano e mettono insieme i due immaginari. Ciò che ne scaturisce lo potete vedere da voi!

[continua]

venerdì 11 maggio 2012

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)


A SUO AGIO

SULLA MIA TESTA, Émile Jadoul
Babalibri, 2012

ILLUSTRATI PER PICCOLI (dai 4 anni)
 

"È arrivato così...senza dire niente, si è sistemato sulla mia testa. Gli ho chiesto il suo nome.
Non mi ha risposto. 'Io mi chiamo Gastone', gli ho detto. Ho pensato che fosse stanco perché si è seduto. Poi si è addirittura sdraiato. Si è sentito subito a suo agio...Lassù, in cima alla mia testa."



Gastone era fermo, seduto sull'altalena, quando l'uccellino gli si è posato sulla testa e da lì non è più sceso. Gastone prova a correre, a fare l'uccellino, magari ha dimenticato come si fa, ma quello è sempre lì tra i suoi capelli. Va a dormire e l'uccellino si addormenta con lui. Si sveglia e lui è sempre lì. 

Ma come farà a scuola? Cosa diranno gli amici quando lo vedranno? E in piscina, domani?
Nessun problema. Nessuno pare notarlo e in vasca o sotto la doccia pare divertirsi. Allora, visto che non se ne va, tanto vale dargli un nome, Gaspare.


Qual è la ragione per cui un uccellino ti si pianta sulla testa? In questo caso dipende da una maestra un po' troppo esigente, da una poesia sconosciuta e da una risata cattiva dei compagni di classe. Quest'ultima, soprattutto, brucia sulle guance e nel cuore di Gastone. Non riesce proprio a dimenticarla. E sebbene quell'uccellino giallo sulla testa sembra essere lì per ricordagli ogni momento la presa in giro, ciò nononstante bisogna impare a convivere con le proprie sconfitte, con i propri limiti, con le proprie debolezze. Questo è quello che sembra suggerire il comportamento del piccolo, ma saggissimo Gastone.
Ancora una volta Émile Jadoul costruisce una minuscola storia su una grande verità. E ancora una volta è maestro nel far intenerire il lettore. Gastone, con quel gran testone, la maglietta a righe e lo sguardo sempre un po' stupito e due pomelli rosati sulle guance è irresistibile. Tenero e buffo con questo uccellino in equilibrio sulla testa, Gastone dialoga con il suo uccellino, come testimoniano gli sgardi costanti tra i due, 

Gastone in tal modo vince con semplicità e ironia le sue piccole e grandi battaglie quotidiane. Esemplare, direi.



Carla

Noterella al margine. Sono di Jadoul i disegni di un altro bellissimo albo che qualche anno fa fece sbellicare dalle risate un'intera generazione di bambini. Io, come loro, da quel bel libro non mi sono più ripresa: mi riferisco A La storia del grande pollo cattivo (Nord-Sud 2004), ambientata nell'epoca in cui i polli avevano i denti, mentre i lupi no...nessuna illusione, perché non durò a lungo.



giovedì 10 maggio 2012

“you come on a wisp of air and you go on a wisp of air.”


da parte di tutti quelli che hanno ballato, ballano e balleranno la ridda selvaggia.
Ci manchi!




©Maurice Sendak, 1956. All rights reserved.

Carla

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)


L’editore Fanucci non è nuovo alle incursioni nel territorio della letteratura per ragazzi (non dimentichiamo, per citarne uno, il premiatissimo Bambini nel bosco della Masini); questa volta mi sembra tenti un’operazione audace e interessante, mettendo insieme due scrittori di grido all’interno di quella che forse sarà una serie di romanzi: sono le avventure di un gruppo di ragazzi, Typos, che operano come una società segreta in una metropoli controllata da un’agenzia, la K-lab, che attraverso la manipolazione dell’informazione, fa loschi affari e copre crimini di vario tipo.
Non voglio dilungarmi sulla trama, preferisco fare alcune considerazioni sull’impresa in cui si sono cimentati Baccalario e Sgardoli. Intanto l’ambientazione è densa di richiami alla fantascienza anni ’60, nonché alla cinematografia che ad essa si è ispirata: la Maximum City, la megalopoli in cui si svolge l’azione, immensa, inquinata, ultra popolata, sembra presa di peso da Blade Runner, così come il gruppo di ragazzi protagonisti, dotati di super poteri, affonda le sue radici nei fumetti della Marvel e nella serialità americana per ragazzi. 

 
E così la manipolazione genetica, l’inquinamento e così discorrendo. Soprattutto nel primo volume, scritto da Baccalario con la perizia che gli è solita, i riferimenti sono volutamente espliciti e sottolineati, almeno questa è stata la mia impressione, con l’elemento di maggiore presa sul presente rappresentato dal controllo dell’informazione come chiave di volta del potere. Grande ritmo, azione e ancora azione, i ritratti dei protagonisti lasciati un po’ sullo sfondo. Sgardoli, autore del secondo romanzo, aggiunge dei ritratti più approfonditi, accentua, in alcuni punti, la dimensione horror o il lato sentimentale delle relazioni fra i giovani.
Stiamo parlando, se così si può dire, di serialità d’autore, diversa dalle precedenti esperienze di entrambi, perché si cimentano ciascuno separatamente sul medesimo canovaccio, che dovrebbe fare da filo conduttore anche ai successivi romanzi. Serialità che solletica evidentemente delle tendenze presenti nei gusti dei ragazzini (un sapiente dosaggio di richiami ai temi chiave della fantascienza, dell’horror, del fumetto) senza rinunciare alle prerogative del romanzo d’autore.
Funziona? Per quanto mi riguarda non disprezzo la serialità, al contrario ho sostenuto spesso che fosse necessario, per la produzione italiana, elevare il livello medio di quella massa consistente di storie seriali di cui si nutrono i giovani lettori. E questa serie della Typos va in questa direzione. Resta comunque quello che è, una storia pensata in più puntate, come un calderone in cui mettere determinati argomenti o spunti. 


Ovviamente non sempre il mix riesce bene, non ho apprezzato la vena horror introdotta da Sgardoli, perché non pertinente a questa tipologia di racconto e inadatta al tipo di lettore cui si rivolge; così come ho trovato troppo tranchant il finale del suo romanzo, che si suppone voglia preludere a puntate successive.
Apprezzabile la scelta di un prezzo contenuto e di copertine molto simili alle collane per lettori ‘grandi’, quasi un viatico per passare da Baccalario a Philip Dick. E questo è il nostro augurio, soprattutto considerando quanto la narrativa ‘di genere’ incida nelle letture dei ragazzi.

Eleonora

Typos. La verità”, P. Baccalario, Fanucci 2012
Typos. Cartabianca”, G. Sgardoli, Fanucci 2012
Età di lettura consigliata, dai 12 anni.

martedì 8 maggio 2012

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)

ROSSO CILIEGIA: QUANDO UN LIBRO TIRA L'ALTRO

GUARDA, UN LIBRO!, Libby Gleeson, Freya Blackwood
LO Officina Libraria, 2012


ILLUSTRATI PER PICCOLI (dai 5 anni)

Una vecchietta che spinge un carrello ai margini di una baraccopoli, seguita dal suo cagnone marrone perde dalla tasca del suo grembiule sdrucito un libro dalla copertina rossa. A trovarlo sono due bambini che se ne prendono cura. Devono evitare che si copra di polvere, che si bagni, che il cane lo morda. Se saranno in grado di fare tutto questo, quel libro si portà leggere e rileggere e ancora rileggere.


Come dire, niente di nuovo sotto il sole. Non è il primo libro, né sarà l'ultimo che parla di sè ai bambini, che ricorda loro, attraverso un testo breve breve che leggere è una cosa bellissima. Un po' di retorica sulla lettura, non la si nega a nessuno e quindi non spareremo su questo titolo. Ma non lo faremo soprattutto per un'altra ragione: le sue immagini. Nei grandi spazi immaginativi che il sottile testo di questo libro lascia, si insinua l'acquerello di Freya Blackwood (che già avevamo avuto modo di apprezzare qui) che ci dà una sua personalissima lettura della pratica del leggere.
Il contesto in cui l'intera vicenda si snoda è inaspettato e a mio avviso pieno di citazioni di altri riferimenti letterari molto qualificati.
Per primo penso al famoso Red Book che uscì anni fa e che poi fu pubblicato in Italia da Il Castoro nel 2007. Un silent book davvero strepitoso pieno di buone idee che catturavano il lettore in un continuo girare e rigirare delle pagine.
La seconda citazione mi pare possa essere Lisbeth Zwerger, i cui disegni hanno incantato intere generazioni di lettori, che sembra essere stata il trampolino di lancio da cui è partita Freya Blackwood. La terza citazione pare un altro caposaldo dell'immagine nei libri per bambini, e penso all'immaginario surreale in cui si ambientano le storie di Shaun Tan e penso in particolare ad alcuni disegni di Piccole storie di periferia (Rizzoli 2008, o a Oggetti smarriti, Elliot 2009). 


La Blackwood mi pare ami quello stesso gusto visionario se guardate soprattutto le ultime tavole in cui la città si trasforma in una metropoli fatta di rifiuti, scatole diventate giganti e assimilabili per volumi a grattacieli o palazzi tra cui i nostri protagonisti, novelli Alice, volano a cavallo di un bottiglione vuoto di coca cola. Ed ecco la quarta citazione: Alice e il suo onirico trasformarsi da grande a piccola, esattamente come capita ai due bambini con la vecchia nonna e il cane.
Chissà se tutto ciò avviene consapevolmente nella testa dell' illustratrice o se è solo frutto della mia immaginazione? A ben vedere, che sia consapevole o meno il richiamo ad altro, rende questo libro caro a miei occhi.

Carla