lunedì 25 luglio 2016

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)


CUSTODI DI LIBRI



Arriva dalla Francia il primo romanzo di una trilogia fantasy, creata da Marine Carteron: La Lega degli Autodafé.
Mio fratello è un Custode è il romanzo che ci introduce nella lotta millenaria fra la Confraternita, le cui origini risalgono nientemeno alla fondazione della Biblioteca di Alessandria ad opera di Alessandro Magno, e la Lega degli Autodafé.
L'oggetto del contendere è la conoscenza contenuta nei libri, per i primi bene supremo da difendere e diffondere, per i secondi nemico mortale da distruggere, per poter dominare il mondo.
A raccontarci tutta la storia sono due fratelli, lui, il più grande, Gus, quattordicenne molto preso dalla vita di relazione e ignaro del suo futuro di Custode, lei, Césarine, la sorellina autistica molto dotata e intraprendente.
La famiglia, dopo la morte misteriosa del padre, si trasferisce nella tenuta dei nonni in campagna, la Commanderia, piena di libri e di misteri. E' proprio qui che prende corpo la congiura della Lega degli Autodafé, che ha aderenti insospettabili nei posti chiave di questa piccola località di provincia. Tutto per ritrovare il luogo segreto in cui sono custoditi gli antichi documenti della Confraternita, contesi da entrambe le fazioni. Gus, dunque, si ritrova catapultato nel mezzo di una lotta spietata e scopre, suo malgrado, l'utilità del suo lungo allenamento in tutte le arti marziali conosciute. Il suo percorso lo porta a costruirsi nuove amicizie, coinvolgendo un geek di talento, che si fa chiamare Nenè, e un vecchio amico, Bart, fratello transfuga della famiglia nemica mortale dei suoi avi.
La narrazione segue con efficacia, alternando il punto di vista di Gus con il divertente diario di Césarine, un'azione incalzante, con numerosi colpi di scena. Se i canoni del fantasy sono rispettati tutti, con il bene e il male ben contrapposti, il gruppo di eletti depositario delle chiavi per salvare il mondo dai malvagi, e la conoscenza ieratica portatrice di salvezza, lo stile narrativo si arricchisce di un'impronta ironica, divertente, puntando tutto sulla simpatia del personaggio di Césarine, sicuramente il personaggio più riuscito, e sulla commistione fra la vita quotidiana di un adolescente e la sua dimensione eroica. Originale senz'altro riempire il romanzo di personaggi 'marginali', dalla coprotagonista alla sua amica Sara, affetta dalla sindrome di Down, allo stesso Nenè. Questo esercito di presunti 'diversi', pieni di talenti imprevedibili, riesce a rispondere agli attacchi dei cattivi e sono certa che uscirà vincitore al termine del ciclo di romanzi.
Certo, ho trovato sorprendente, nel quadro storico che fa da cornice alla narrazione, vedere trasformati i Templari in bravi ragazzi e la Rivoluzione Francese come un movimento oscurantista, con buona pace di D'Alambert e Diderot e di Voltaire.
Meglio interpretare questa visione come una licenza poetica, piuttosto che come un preciso orientamento storico, che francamente non potrei sottoscrivere.
Ma di tutto questo, dubito che i ragazzi possano cogliere alcunché, presi semmai dalla trama fitta di eventi, dalla scrittura agile e dal sorriso strappato anche nei momenti drammatici.
Lettura per giovani eroi a partire dagli undici anni.

Eleonora

“La Lega degli Autodafé. Mio fratello è un Custode”, M. Carteron, Uovonero 2016


venerdì 22 luglio 2016

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)


ASSOLUTAMENTE , ELVIS, ASSOLUTAMENTE

Io, Elvis Riboldi e il ristorante cinese, Bono Bidari
Sironi Ragazzi 2016


NARRATIVA PER MEDI (dai 7 anni)

"Boris e io continuavamo a parlare senza metterci d'accordo, quando comparve un ragazzo in bicicletta che ci lasciò il volantino di un ristorante cinese. Siccome l'apertura di un ristorante cinese a Icaria era una novità pazzesca, non abbiamo resistito alla tentazione di andare a dare un'occhiata. Boris non aveva un soldo, i miei genitori avevano nascosto le loro carte di credito, le loro azioni di Apple e i loro buoni statali del Tesoro, così decisi di sacrificare Teddy"

Apparentemente nulla di variato a Icaria. Boris continua a essere lo stesso ragazzino di un anno fa. Ha gli stessi amici: uno solo, Boris. Ha gli stessi nemici: Pinkerton, Jennifer e Lagunilla. Ha dalla sua parte madre e padre e il Signor Lugosi che continua imperterrito a dispensare pillole di saggezza. Lui, Elvis, sempre un po' sopra le righe, sempre immaginifico, e sempre un po' innamorato di Emma che, imperterrita, non fa che maltrattarlo.
Le uniche novità sono Sunte Lee, il ragazzo cinese in bicicletta, nuovo compagno di classe dei quattro, e il ristorante cinese appena aperto dallo zio cinese del ragazzo cinese. 



La novità e il nerbo dell'intera storia sta appunto nella presenza di un elemento insolito nel tran tran di quella cittadina. La curiosità verso 'l'esotico' non lascia indenne nessuno di loro. Nel bene e nel male. Naturalmente fin da subito si crea una divisione netta tra chi considera questa nuova presenza come ostile e chi invece è più cauto nel giudicare.
Tutto ruota intorno a un fatto 'anomalo': la sparizione, uno dopo l'altro, di tutti i cani della città. Armati dei peggiori pregiudizi, tutti (o quasi tutti) associano la scomparsa dei cani con la comparsa del ristorante. Perché -si sa- che i cinesi sono soliti cucinare la carne di cane.


Come previdibile, le uniche voci fuori dal coro sono quelle dei genitori di Elvis e del Professor Lugosi che sanno ancora ragionare con la propria testa. La storia di Fuentevacuna e delle due galline scomparse e dell'ingiusta accusa nei confronti del povero cuoco Franky è un efficace esempio di come una comunità possa mettere al bando persone o gruppi solo sulla base di dicerie e preconcetti. In questo senso, il saggio professor Lugosi mette sull'avviso i ragazzi e suggerisce loro di cercare sempre le prove, le testimonianze, i riscontri di ciò che si sente dire in giro, piuttosto che unirsi in modo acritico alla voce comune.


Questo è davvero il nocciolo di questa storia molto movimentata e raccontata con la consueta leggerezza a cui Bono Bidari ci ha abituato. Una riflessione fatta ridendo, ma in fondo molto seria su quanto possa rivelarsi pericoloso il pregiudizio, la diceria e quanto il gruppo possa incidere sull'emarginazione e l'isolamento del singolo, considerato diverso.
Allegramente, con registri del racconto sempre diversi, la squadra che si nasconde dietro Bono Bidari fa un buon lavoro in tal senso.
Sebbene tocchi in modo un po' stereotipato quelle che sono le consuete declinazioni della Cina e dei cinesi nel nostro immaginario, ovvero gli involtini primavera, i vasi di porcellana, le arti marziali e la mafia, tuttavia la capacità di riassumere in due pagine il crescendo di rumors intorno alla famiglia di Sunte Lee e al suo ristorante risulta efficace agli occhi di un lettore o di una lettrice. Sebbene molto diverso nell'aspetto, il bel libro Le mele del signor Peabody (Feltrinelli 2003) di Madonna (qui) traduce in immagine, le piume di un cuscino sparse ovunque dal vento, gli effetti che hanno i pregiudizi nel diffondersi e mettere solide radici nelle teste di un gran numero di persone.

Carla

mercoledì 20 luglio 2016

FAMMI UNA DOMANDA!


CHE SI PUO' FARE CON SEI ZAMPE

Alla collana PiPPO se ne affianca, ora, una nuova, che ci riempie di genuino stupore: parliamo di PiNO, ovvero Piccoli Naturalisti Osservatori, mandata in libreria dai coraggiosi Topipittori. Una nuova collana cui auguriamo la più grande fortuna, che affianca l'osservazione naturalistica al disegno, alla riproducibilità artistica dell'infinità varietà naturale. Il disegno naturalistico ha una grandissima tradizione, dalla linneana fissità delle specie, secondo la scala naturae, ai taccuini dei naturalisti viaggiatori che, prima dell'avvento della macchina fotografica, fermavano sulla carta gli incontri straordinari legati ai luoghi esotici. 

 
Il fascino del taccuino del naturalista viene recuperato e riproposto da Geena Forrest, nel libro illustrato, che è anche un vero manuale per piccoli entomologi, Sei zampe e poco più. Geena Forrest è una naturalista, si occupa di insetti e di piante e qui, generosamente, ci rende partecipi della sua passione per gli insetti e per il disegno. 


Da tassonomista esperta descrive con chiarezza e precisione le caratteristiche degli insetti, la loro struttura, le caratteristiche peculiari, dall'apparato boccale alle zampe e le ali e gli eventuali optional; per poi passare a descrivere i diversi ordini, ortotteri, lepidotteri, ditteri...
Ma non c'è, e mi sembra più che saggio, la pretesa di dare un quadro esaustivo, piuttosto il saporito assaggio di un percorso che la giovane scienziata e il giovane scienziato devono imparare a costruirsi da sé, magari con il supporto di un paziente e curioso adulto. 


Si tratta di guardare con attenzione quello che cammina o vola vicino a noi, magari fotografando, oppure catturando, con cautela, un esemplare vivo da mettere in un vasetto per guardarlo da vicino; oppure raccogliere un cadaverino, per osservare, in quel che resta, le caratteristiche tipiche di un ordine o un altro, consultando le indicazioni che il libro espone con chiarezza. E poi, si passa a disegnarlo, mettendo insieme tutto quello che si è osservato, facendone un bel ritratto a matita. Alla fine, nella scatola virtuale, si saranno collezionati molti esemplari, magari all'inizio non fedelissimi all'originale, ma sicuramente in grado di riassumere ciò che si è visto.
Un libro prezioso, per imparare e imparare a fare, due momenti che dovrebbero andare di pari passo; un ulteriore sviluppo di quell'approccio attivo all'arte e al sapere che si era già visto nella precedente collana, dedicata proprio all'arte dei maestri.
Di libri che fossero dei manuali per naturalisti se ne erano già visti, magari provvisti di un piccolo kit per la cattura, vogliamo sperare incruenta, degli insetti; quello che è sicuramente nuovo e stimolante è coniugare arte e scienza.


Il percorso dell'illustrazione scientifica è estremamente stimolante: si può applicare a soggetti diversissimi, può avere punti di vista e filosofie divergenti, dal cercare la fissità delle specie a rivelarne, al contrario, le continue modificazioni, dal punto di vista della biologia evolutiva; dalle curiosità naturali, di derivazione illuministica, all'evoluzionismo de L'espressione delle emozioni negli animali e nell'uomo di Darwin.
Geena Forrest, efficace nel mantenere un solido equilibrio fra correttezza dell'informazione e fruibilità del libro da parte di un pubblico di giovani esploratori ed esploratrici, ha aperto, di fatto, un nuovo filone nella divulgazione rivolta ai ragazzi. Un filone che non sostituisce altre produzioni, ma le affianca con una proposta che può essere fonte di grande divertimento e nello stesso tempo un eccellente strumento didattico. Già immagino chi esprimerà perplessità sul tema e sulle caratteristiche di una collana così concepita, ignorando quanti, fra i giovani lettori e lettrici, esprimono curiosità e interesse verso i temi naturalistici e scientifici; è nella testa degli adulti l'ostacolo, non certo in quella dei bambini.

Eleonora

Sei zampe e poco più”, G. Forrest, Topipittori 2016

lunedì 18 luglio 2016

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)


I COCCODRILLI CON LA CUFFIA
 
Le olimpiadi degli animali, Virginie Morgand


ILLUSTRATI PER PICCOLI (dai 3 anni)

"1 coppa in palio, 2 colpi di fischietto, 3 ostacoli caduti, 4 linee a terra, 5 morbidi cuscini, 6 metri dice l'arbitro..."

Il legame forte che lega lo sport ai numeri è sotto gli occhi di tutti. Qui siamo in un ambito sportivo ai massimi livelli: i giochi olimpici. Siamo altresì in una sequenza ordinata di numeri crescenti che dall'1 vanno al 20 per poi prendere la direzione inversa verso l'1, partendo dal suddetto 20.
Semplice ed efficace come si prefigge di essere, sorta di abbecedario dei numeri, o pallottoliere di carta.


Le Olimpiadi degli animali, a parte riprendere un titolo di un vecchio libro di James Stevenson (Mondadori 1999) in cui mi pare di ricordare una sfida ad ostacoli fino all'ultima bava tra lumache, riprende uno schema narrativo che altrove ha raggiunto ottimi livelli. Penso a 100 Bears (Flying Eye Books, 2013) che si spinge fino al 100 e che su questo è in grado di costruire una narrazione serratissima e piena di buone soluzioni che non annoiano il lettore, una volta capito il meccanismo.


La costruzione di una storia solo attraverso quaranta tappe, venti con i numeri in crescendo e altrettante con i numeri decrescenti, sarebbe stata forse troppo limitata, così Virginie Morgand, pur piena di talento, preferisce ancorare i numeri al contesto sportivo tout court e solo in rari casi costruisce piccole sequenze narrative all'interno della doppia pagina. Con il giro di pagina si cambia disciplina sportiva fino al momento in cui quando il calciatore coniglio numero 19 si fa male in campo, l'arbitro chiede una pausa di 20 minuti, e poi è lo stesso coniglio con la maglia 19 che, trionfante, rientra in campo. Ed ecco che si torna indietro.
La semplicità del gioco suggerisce che il libro finisca nei repertori di lettura di bambini e bambine in tenerissima età, per una lettura condivisa e corale.
C'è da augurarselo.
Se nell'impostazione generale il libro non porta elementi di assoluta novità, divertente anche agli occhi di un piccolo o di una piccola è invece l'associazione tra l'animale e lo sport praticato: il canguro con il salto in alto, l'orso con il sollevamento pesi, i felini nella corsa a ostacoli. In alcuni casi dal divertimento si passa all'ironia, come per esempio quando i coccodrilli -tra le corsie della vasca olimpica- indossano vistose cuffie rosse.


In questo contesto pensato per i piccolini e le piccoline riempie di gioia il tipo di illustrazione. Per nulla convenzionale, si tratta di un segno insolito, grafico, di gusto un po' 'retro' che allude in modo programmatico ai cartelloni pubblicitari degli anni Sessanta (quanto Blexbolex ha visto la Morgand, ci sarebbe da chiedersi), ma nello stesso momento si qualifica per grande modernità ed energia. L'uso di una paletta di colori base e primari che si fondono con un tipo di segno che strizza l'occhio all'effetto serigrafico sembra inserirsi nel panorama di libri importanti per il panorama italiano, come Forte come un orso (Topipittori 2013), pur non raggiungendone il livello 'espressionista' tutto tedesco e la qualità del contenuto testuale che, nel caso del libro della Stangl, si apre a molteplici chiavi di interpretazione. 


Meno aggressiva di JooHee Yoon, meno geometrica di Carl Johanson, meno conturbante di Keith Negley, tuttavia a pieno diritto tra i nomi più interessanti della giovane scena internazionale, la Morgand, se si spigola tra le sue cose, sembra aver molto da dire e c'è da augurarsi che gli editori italiani, al pari di quelli stranieri (Wide Eyed in testa) continuino a 'tenerla d'occhio' e a pubblicare i suoi libri.


Carla

venerdì 15 luglio 2016

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)


GIOCANDO CON I LIBRI


Ritorno a parlare di libri per piccoli, che utilizzano ancora una volta gli strumenti tipici dell'interazione, come alette, inserti tattili, sorprese, ma anche il più diretto coinvolgimento del piccolo lettore o lettrice, come era stato nel pluripremiato Un libro.

 

Ma l'approdo sarà quello dei libri da fare, colorare, interpretare.
Il più tradizionale di tutti è il divertente Pussa via, mosca! di Emile Jadoul, pubblicato quest'anno da Gallucci. Una mosca fastidiosa viene attratta da tanti dettagli di animali, sapientemente occultati dalle bandelle; sollevandole, il bambino scopre a chi appartiene quella coda o quel corno. Tutti gli animali scacciano la mosca, anche se, all'ultimo momento, intervengono per mettere in fuga un intruso dalla lunga lingua appiccicosa. 



Qui, dunque, c'è una storia, c'è la scoperta, c'è il gusto della ripetizione di una situazione sempre uguale, salvo colpo di scena finale. Chi si lancia direttamente nel gioco è Hervé Tullet, di cui molto si è pubblicato in Italia, senza mai ripetere il successo di Un libro. Da qui, da quella perfetta sintesi di capacità di coinvolgimento e di composizione grafica, riparte l'autore, con uno sviluppo sulla medesima struttura del precedente.  



Un gioco, sempre pubblicato da Franco Cosimo Panini, riprende lo schema dei pallini colorati e dell'intervento 'magico' dei piccoli lettori e lettrici: con un percorso più lungo e articolato, fra un battito di mani, un soffio e una formula magica, il pallino giallo volteggia sulle pagine, sparisce, ricompare in testa al lettore, riprende la via verso la fine del libro, che, come sappiamo, non è che una tappa nella reiterazione compulsiva del percorso: rispetto al precedente, Un gioco non ha ovviamente il vantaggio della novità dell'impianto, particolare irrilevante per i piccoli lettori. 


E' un po' più lungo e forse a tratti forzato, ma funziona perfettamente nel catturare e coinvolgere i più piccoli.
Ma se si deve giocare, che si giochi veramente: Franco Cosimo Panini e Edizioni Clichy riprendono due libri gioco, rispettivamente di Tullet e di Jadoul, usciti già da qualche anno con Tate publishing e con Casterman. Quanto sia importante proporre ai bambini e alle bambine, fin dalla più tenera età, libri con un'adeguata cura grafica e con un'impostazione creativa, stimolante, credo lo possiamo dare per scontato. 



Basta sfogliare le pagine di Il grande colouring book di Tullet o Il mio album da colorare di Jadoul, per cogliere la differenza con analoghe produzioni; d'altra parte non sono i soli artisti ad aver prestato matita e pennello a libri che in qualche modo pensiamo siano di serie b. Ricordiamo l'intelligenza dei libri di Taro Gomi, o le tovagliette da disegnare con il Piccolo Bruco Mai Sazio.


L'intelligenza, l'ironia, la capacità inventiva trasuda dalle mille soluzioni inventate su una tipologia di libro già sperimentata mille volte. Ma se l'obbiettivo è che la bimba o il bimbo familiarizzino con le lettere dell'alfabeto o che imparino ad usare liberamente i colori, sarà più divertente e stimolante farlo con i personaggi ammiccanti di Jadoul o con le cornicette di cui sono pieni i libri usati alla scuola materna? Sarà meglio imparare a smontare e rimontare un'immagine, sperimentando diversi materiali, o ripetere, per quel che si può, un'immagine stereotipata? La domanda è retorica e ancora di più lo è la risposta; resta inspiegabile il ritardo con cui arrivano queste proposte, a fronte di una produzione editoriale che sembra sopravvivere solo grazie ai colouiring book. Bisogna anche dire che spesso i genitori sono orientati dalla riconoscibilità delle immagini, per esempio i personaggi dei cartoni animati, o dal costo dei libri. Difficile far capire che non è proprio la stessa cosa, colorare Peppa Pig o un gufetto di Jadoul.


Ben vengano, in ogni caso, queste proposte, volte ad allietare bambini dai due ai cinque anni.

Eleonora

Pussa via, mosca!”, E. Jadoul, Gallucci 2016
il mio album da colorare”, E. Jadoul, Clichy 2016
Un gioco”, H. Tullet, Franco Cosimo Panini 2016
Il grande Colouring Book”, H. Tullet, Franco Cosimo Panini 2016

mercoledì 13 luglio 2016

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)


GLI INGREDIENTI CHE FANNO UNGERER

Scarpa, dove sei? Tomi Ungerer,
Salani 2016


ILLUSTRATI PER PICCOLI (dai 3 anni)

"Uno due tre
La mia scarpa sai dov'è?
Novantanove cento
Proprio qui sul pavimento!"



Questo è il testo che apre e chiude questo nuovo libro (si fa per dire perché ha compiuto 50 anni due anni fa) di Tomi Ungerer. 
L'unico testo.
Formato quasi quadrato, pubblicato per la prima volta negli Usa dalla prestigiosa Harper and Row che ha pubblicato tutti i più grandi autori di libri per l'infanzia, da Sendak in poi, il libro Scarpa, dove sei? è un buon esempio di quello che è il modo di concepire i libri di Ungerer.
Molti degli ingredienti che considera imprescindibili per lui, qui sono presenti.
Il primo: il gusto per l'assurdo. Il gioco stesso che il libro sottintende, ovvero mascherare dentro figure consuete, profili di scarpe ogni volta diverse - dagli stivali della Wehrmacht ai décolleté rosa, dagli scarponi neri da contadino ai mocassini, dalle babbucce alle ballerine con il laccetto.


Maestro incontrastato dell'invenzione più imprevedibile, Tomi Ungerer si muove sempre molto a suo agio in tutto ciò che nega il sentire comune, il buon senso. In una lunga intervista che ha rilasciato un paio di anni fa, ricorda come il metro dell'assurdo per lui sia fondamentale per misurare la realtà. La vita di tutti i giorni è spesso portatrice di assurdo ed è quindi saggio mettere i bambini di fronte a questa prospettiva insolita; ciò li aiuterà moltissimo, per esempio, nel prendersi gioco del mondo dei grandi. Ma l'assurdo si impasta volentieri con il gioco, di cui i bambini -fortunatamente- hanno grande contezza. E così scarpe con il tacco diventano corna di bufalo o musi di maiali, o corni di rinoceronti o teste di serpenti. Una declinazione, quella del profilo di una scarpa da donna con il tacco, che si rivela nell'immaginario di Ungerer davvero feconda.


Il divertimento, che è il secondo ingrediente dei libri di Ungerer, spesso si innesta nella scoperta del dettaglio che Ungerer cura con grande competenza. Sebbene in Scarpa, dove sei? la pagina si presenti piuttosto asciugata rispetto al piccolo particolare (fa eccezione il becchime ai piedi di una delle oche), tuttavia in moltissimi suoi libri, il dettaglio si rivela fondamentale come per esempio in Lo strano animale del signor Racine (nord-Sud 2010). Piccoli elementi, quasi impercettibili, punteggiano i suoi disegni e diventano potenziali inneschi di curiosità da parte dei piccoli lettori e delle piccole lettrici. 

Sono dettagli che generano domande nelle loro giovani teste e che un adulto è chiamato a soddisfare.
E proprio nel tipo di relazione che Ungerer vuole stabilire con il suo lettore che si delinea il terzo elemento: la parità di relazione. Mai in un libro di Ungerer troveremo qualcosa che subordina il ruolo dei piccoli nei confronti dei grandi. 'Un bambino è una persona piccola che un giorno crescerà', felice definizione di apertura di Che cos'è un bambino? (Topipittori, 2008) di Beatrice Alemagna direi che può calzare a pennello anche per l'idea di infanzia di Ungerer. Il grande rispetto e fiducia che egli nutre nei loro confronti traspare anche in questo piccolo libro che gioca sulle forme. Nessuno sconto o facilitazione nei confronti dei piccoli: la difficoltà evidente in alcuni casi sarà cimento per loro e soddisfazione finale, una volta svelato il trucco. Ai bambini e alla bambine piacciono le sfide.
Direttamente connesso al terzo punto è il quarto: il coraggio della verità nel raccontare la realtà. Sempre sottile, ma diretto, con una forte impronta sociale, Ungerer disegna quindi il suo maiale con la scarpa al posto del grugno spalancato di fronte all'orrore di salamelle e prosciutti appesi, le oche con gli stivali che marciarono con il tradizionale omonimo passo, oppure un lucido stivale nazista che si confonde con la canna di un cannone pronto a sparare.


Questo è un po', solo un po', di quello che Ungerer è veramente.

Carla

lunedì 11 luglio 2016

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)


FINESTRELLE COLORATE



E' una tipologia molto utilizzata quella del libro cartonato con le finestrelle, soprattutto per i bambini e le bambine sotto i tre anni. In realtà da qualche tempo questa modalità è presente anche nei libri per bambini un po' più grandi: l'editore britannico Usborne, per esempio, ha dato vita a intere collane dedicate a temi divulgativi e che sfruttano la vivacità di questo genere di impaginazione. Molto dell'attrattiva di questi libri, oltre ad una grafica e impaginazione gradevoli, è data dalla curiosità dello scoprire cosa c'è sotto, che sia un animale nascosto o la spiegazione alla domanda che viene posta nella pagina principale.
Questa estensione dell'uso delle finestrelle o alette ad una fascia d'età diversa dal solito rappresenta una tendenza di questi ultimi anni; ne è un valido esempio Il giardino delle farfalle, di Laura Weston per White Star kids: si tratta, come dice chiaramente il titolo, di un libro illustrato dedicato alle farfalle, in particolare un tipo di lepidottero, la farfalla monarca. Di questo noto animaletto si descrive il ciclo vitale, partendo da un uovo, che poi diventa bruco, che poi diventa crisalide e poi farfalla; e ancora, ecco il suo viaggio, il volo da un fiore all'altro fino a quando non arriva il momento di riprodursi e quindi il ciclo ricomincia da capo, da un puntino sul foglio.

L'autrice, artista e illustratrice inglese, ha scelto un rigoroso bianco e nero per la pagina principale, mentre sotto le alette prende vita il colore: sollevando tutte le alette della pagina se ne cambia radicalmente l'aspetto, come se l'irruzione nell'immagine di questo delicato insetto portasse con sé tutta la varietà della vita, tutti i suoi sorprendenti colori.



L'effetto è notevole, sicuramente il contrasto fra i due momenti della stessa pagina colpisce l'immaginazione del bambino e della bambina, che si fanno coinvolgere in questo gioco istruttivo.
Più tradizionale, per certi versi, ma meno riuscito, l'altro libro a finestrelle che lo stesso editore ci propone, traendo spunto sempre dall'editoria anglosassone. Parliamo ora di I colori della natura di Debbie Powell, anche lei inglese. 


La struttura di questo libro, sempre cartonato con finestrelle, è simile al precedente: pagine principali, che riguardano diversi ambienti naturali, con colori neutri molto delicati, contrapposti alla vivacità delle illustrazioni nascoste dalle finestrelle. Questo è dichiaratamente un libro per bimbi fino ai tre anni: per ogni pagina, in cui sono rappresentati in modo stilizzato diversi ambienti, vengono messi in evidenza alcuni elementi, per esempio le alghe sotto il mare o i funghi nel sottobosco, che in realtà sono pretesti per dar vita e nome ai colori. L'impatto visivo e quindi lo stupore del piccolo lettore e lettrice è assicurato; tuttavia trovo che la grafica e le tonalità scelte per le pagine principali non siano le più adatte per i bimbi piccoli, di solito attratti da colori e forme ben definiti.


Resta comunque interessante seguire lo sviluppo di un genere di libri per la prima infanzia di solito sottovalutati, forse perché ritenuti meno originali, più visti. Eppure questi esempi dimostrano che anche in questi settori 'marginali' crescono le proposte diverse, innovative, come è avvenuto per altro, con i libri di Nathalie Choux o i cartonati di Xavier Deneux, pubblicati rispettivamente da Gallucci e da La Margherita, e dedicati ai piccolissimi.

Come spesso accade, i confini fra le tipologie di libri si allargano e si utilizzano così linguaggi diversi per fasce d'età che possono cambiare a seconda delle esigenze del piccolo lettore o lettrice o degli insegnanti. Ogni bambino dovrebbe seguire il suo personale percorso, nella scoperta dell'oggetto libro e del mondo, al di là delle convenzione con le quali cataloghiamo i libri loro dedicati.

Eleonora


“Il giardino delle farfalle”, L.Weston, White star kids 2016
“I colori della natura”, D. Powell, White star kids 2016