lunedì 21 luglio 2014

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)

NON È MIO AMICO!
 
Giancretino e io, Vincent Cuvellier, Aurélie Grand
Biancoenero edizioni 2014



NARRATIVA PER MEDI (dai 7 anni)

"Gianfelice Monton è cretino! Il più cretino del mondo. Della Terra, del Sistema solare, dell'Universo! Di sicuro della scuola. Proprio stamattina la maestra ci ha chiesto se conoscevamo la tavola pitagorica. E lui subito: ' No, la tavola no, ma la sedia sì...'. Lui è proprio così: ogni volta che apre bocca dice una scemenza."

L'attuale problema di Beniamino è che il suddetto Gianfelice è il suo compagno di banco, suo vicino di casa (solo due strade li separano) e figlio della migliore amica di sua madre e tutti credono che sia il suo migliore amico. A complicare la faccenda c'è il fatto che questi due ragazzini si conoscono da quando erano ancora nelle pance delle rispettive madri. Gianfelice è un bambino chiacchierone, parecchio saputello e all'apparenza molto sicuro di sé. Grande esperto di videogiochi e di televisione, lui conduce una vita ben diversa da quella di Beniamino, che invece non ha il televisore a casa e legge solo fumetti e come gioco preferito fa la lotta con Abdallah.

Il caso vuole che per un giorno intero i loro destini coincidano alla perfezione, perché le due madri hanno deciso di partire per andare a sentire un concerto fuori città e li lasciano soli a casa per una notte con la supervisione della vicina, la signora Chibbani, che altri non è che la madre di Abdallah. E così il cerchio si chiude e il divertimento si scatena perché in quella serata assistiamo all'incontro, o meglio allo scontro, di due tipi di infanzie.
Da una parte Gianfelice, bambino già pieno di preconcetti, di piccole arroganze e di grandi insicurezze, e dall'altra Beniamino, ragazzino molto 'verace', che vive con spensieratezza i suoi dieci anni.

Questo è il primo di due nuovi libri usciti per la collana Zoom di Biancoenero edizioni. Del secondo, Mamma in fuga, ne parlo prossimamente perché tocca un problema che mi tocca da vicino: l'accumulo sconsiderato di oggetti sotto un unico tetto.
I libri di questa collana non sono mai titoli che possono considerarsi capolavori della letteratura, ma godono di una qualità sempre piuttosto alta. Nel caso di Giancretino e io siamo di fronte a una penna di tutto rispetto come quella di Vincent Cuvellier che in Francia è considerato, giustamente, un autore di culto.
La grande sensibilità nell'eplorare l'animo di un bambino, dimostrata da questo scrittore che ha al suo attivo più di 50 titoli, molti dei quali tradotti nel mondo e molti anche premiati, e che avevamo già visto in La prima volta che sono nata (Sinnos 2013), si ritrova anche qui in Giancretino e io.
Ma a parte queste considerazioni di merito sul singolo titolo, mi pare doveroso dire due parole sull'intera collana.
Il suo merito principale è quello di 'prendere per mano' giovani e timidi lettori e portarli -senza grande fatica- verso la lettura.
La cura messa nella scelta di testi brevi (supervisionati da potenziali lettori in erba), scanditi da paragrafi interni di poche righe, l'impiego di un carattere tipografico ad alta leggibilità, l'uso di una carta che non...spara e, soprattutto, la costruzione di una 'scuderia' di autori ricorrenti in catalogo credo sia la scelta vincente per consolidare la fiducia verso una casa editrice e -soprattutto- verso la pratica del leggere da parte di lettori alle prime armi e un pochino più incerti.



157 grammi da mettere nella valigia delle vacanze per soli 8 euro.

Carla


sabato 19 luglio 2014


FA CALDO, MA IL DOLCE CI VUOLE

Oggi fa molto caldo, l’idea di accendere il forno mi inquieta, ma se penso che domani a colazione non ci sarà una torta mi viene una tale malinconia che mi rimbocco le maniche (anzi la canottiera) e mi metto al lavoro. Questa torta di arancia e pinoli è molto semplice. La frolla al cacao si può preparare in anticipo. Occorre soltanto lavorare velocemente gli ingredienti perché con le temperature alte i composti burrosi si squagliano in fretta.


Per la frolla al cacao:

225 gr di farina tipo 0
25 gr di cacao amaro
150 gr di burro
100 gr di zucchero a velo
1 uovo

Per il ripieno:

100 gr di burro
80 gr di zucchero a velo
100 gr di farina tipo 0
100 gr di albumi
20 gr di zucchero semolato
30 gr di arancia candita
30 gr di uvetta
4 gr di lievito chimico
90 gr di pinoli
2 cucchiai di rum

Prima di tutto preparate la pasta frolla:
Setacciate farina e cacao e mescolateli con il burro producendo un composto bricioloso (con questo caldo è un po’ difficile, ma non impossibile).
Aggiungete lo zucchero e l’uovo lavorando il tutto molto velocemente, fino a ottenere un palla che metterete in frigo per almeno 2 ore (potete sempre farla il giorno prima).

Montate nella planetaria o con le fruste elettriche il burro con lo zucchero a velo fino a quando non sarà diventato una crema. Unite l’arancia candita, l’uvetta e il rum.
A parte montate gli albumi con lo zucchero semolato.
Unite manualmente la farina e il lievito setacciati insieme alla montata di burro. Aggiungete una parte degli albumi e, una volta incorporata, unite il resto dell’albume.
Rivestite con la pasta frolla (ve ne avanzerà parecchia, ma potete sempre usarla per crostate o biscotti oppure potete congelarla) una tortiera di 22 cm di diametro.
Versatevi il ripieno e cospargete la superficie con i pinoli.
Fate cuocere in forno a 160° C per 30 minuti.

Lulli

venerdì 18 luglio 2014

FAMMI UNA DOMANDA!


LOL, HANNO TAGGATO BIANCANEVE


Che il principale competitore della lettura presso i giovani sia rappresentato dal vasto mondo della tecnologia è ormai assodato; ce lo siamo detto e ripetuto con livelli crescenti di sconforto. Ma quanto i diretti fruitori siano in grado di comprendere e orientarsi nei diversi e multiformi aspetti del progresso tecnologico è difficile dirlo.
Uno strumento possibile, aggredibile anche dai lettori più riluttanti, è rappresentato da un libro pubblicato da poco da Editoriale Scienza: Hanno taggato Biancaneve, di Monica Marelli, con le illustrazioni volutamente 'disneyane' di Caterina Giorgetti.
Abbiamo una Biancaneve un po' tonta, con l'abitudine a cadere nelle oscure trappole che la matrigna inventa, utilizzando la rete; dei nani molto esperti, un principe azzurro mago di adsl.
In poche parole la trama serve da filo conduttore per spiegare termini e problematiche connesse a mondo del web; e se alcuni passaggi possono sembrare ovvi, ho alzato bandiera bianca di fronte, per esempio, al termine leet. Dunque un doppio obbiettivo, spiegare 'come funziona' e il significato dei termini più ricorrenti, e mettere in guardia il giovane lettore dalle trappole, spesso molto pericolose, del web.
L'infinita discussione sulle magnifiche sorti del mondo virtuale, o sulla sua nefasta influenza nella vita di bambine/i e ragazze/i, non toglie il dato di fatto ineludibile che stiamo crescendo generazioni che questi strumenti utilizzano e utilizzeranno per informarsi e per socializzare. Che sappiano qualcosa in più su questi sistemi di comunicazione, cellulari, tablet, smartphone o pc, mi sembra indispensabile, con la speranza che crescendo riescano ad averne una funzione critica e non passiva.
E sempre sul tema della comprensione e conoscenza di ciò che usiamo quotidinamente, ricordo il libro, sempre di Editoriale Scienza, Ecco come funziona, di Joel e Clement Lebeaume, pubblicato nel 2010. Oggetti indispensabili alla nostra vita quotidiana, spiegati nel loro funzionamento e nei principi che applicano; libro di grande fortuna per la chiarezza delle spiegazioni e per il fascino di sapere come è fatto un televisore, un asciugacapelli, un tostapane, un forno a microonde, la tazza del bagno, un cellulare e così descrivendo fino all'esaurimento del genitore bombardato da richieste di spiegazioni.
Ragazzini e ragazzine più informati sono, almeno potenzialmente, un po' più liberi.

Eleonora

“Hanno taggato Biancaneve. C'era una volta il web”, M. Marelli, editoriale Scienza 2014


mercoledì 16 luglio 2014

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)


OGNI COSA AL SUO POSTO

Caro George Clooney puoi sposare la mamma? Susin Nielsen
Il Castoro 2014


NARRATIVA PER GRANDI (dagli 11 anni)

"Amavo tantissimo la mia mamma. E odiavo mio padre, perché l'aveva trasformata in una donna che permetteva praticamente a qualsiasi uomo di baciarla. E questo succedeva perché stava cercando disperatamente qualcuno che lo sostituisse - qualcuno che l'amasse come l'aveva amata lui, ma questa volta per davvero.
Jeff Bridges, Gabriel Byrne, George Clooney."

Violet ha 12 anni e anche un bel problema: i suoi genitori si sono separati. La sua bella e accogliente famiglia di Vancouver ora è divisa a metà. Da una parte, a Vancouver, lei, sua sorellina Rosie di 5 anni e sua madre in perenne ricerca di un fidanzato e dall'altra, a Los Angeles, suo padre, la sua nuova e giovane moglie e due sorelline nuove nuove, poco più che lattanti.
Violet si muove tra queste due famiglie, ma in nessuna delle due si sente a suo agio.
A Los Angeles il contatto -seppure saltuario- con il padre un po' troppo preso dalle sue due nuove bambine e dalla sua nuova compagna, genera in lei una gelosia smodata che la porta a compiere una serie di crudeli monellerie nei confronti delle sue sorelline.
Ma a Vancouver le cose non vanno meglio: la pervicace ricerca da parte della madre di un fidanzato la snerva perché la sequenza di candidati si rivela sempre fallimentare. L'ultimo dei quali, un ometto lentigginoso e all'apparenza piuttosto scialbo, la convince definitivamente sul fatto che spetti a lei trovare l'uomo giusto per sua madre. E qui si delinea il piano strategico che Violet mette in piedi, con la connivenza e l'aiuto di Phoebe, la sua migliore amica.
Con gli elementi di cui dispone, un padre regista di serie televisive e una madre parrucchiera per il cinema che conserva una cartolina firmata da George Clooney, ottenuta dopo avergli curato l'acconciatura su un set, Violet ha 'quasi' in tasca la soluzione ai suoi problemi.
Ma non ha fatto i conti con il fatto che l'amore va dove vuole lui...

Sebbene il tema che attraversa l'ultimo romanzo di Susin Nielsen non sia un'assoluta novità, ciò nonostante il libro è davvero molto interessante.
Sono diversi i fattori che lo rendono tale: in primo luogo l'autenticità dell'analisi psicologica dei personaggi. La gelosia di Violet, lo spaesamento della madre, la disattenzione del padre, la fragilità di Jennica, sua seconda moglie, l'ingenuità della sorellina Rosie sono tutte emozioni in cui molto verosimilmente ognuno di noi potrebbe riconoscersi.
La rabbia, spesso incontrollabile, di questa ragazzina che sfocia in un desiderio di rivalsa un po' cieco (le due sorelline di Los Angeles sono le ultime che dovrebbero subirla, ma invece sono il suo obiettivo prediletto forse proprio per la loro innata innocenza),oppure certe sue ossessioni nel mettere ogni cosa al suo posto, così come la goffa ricerca di nuovi punti di riferimento da parte della madre che, dopo la separazione, si sente sola, abbandonata, non più amata sono 'terribilmente' vere.
Come pure lo sono certe immaturità adulte, certe debolezze di carattere o punti di fragilità che i grandi dimostrano spesso e che nel libro sono messe in evidenza con impietosa lucidità.
In secondo luogo apprezzo ancora una volta, dopo Lo sfigato (Rizzoli, 2009), l'ironia disincantata con cui la Nielsen è capace di affrontare anche le grandi questioni della vita, come per esempio la fine di un amore, la separazione dei genitori, la solitudine.
Terzo fattore importante è la leggerezza di scrittura. Nonostante i temi messi in gioco siano complessi, la loro lettura non si appesantisce mai. Questo, come anche l'altro suo libro tradotto, scorrono con grande facilità e hanno un ritmo interno sempre molto serrato, con colpi di scena fino all'ultimo minuto, circostanza questa che crea nel lettore una vera e propria 'dipendenza' fino al momento della chiusura dell'ultima pagina.
Provare per credere.

Carla

lunedì 14 luglio 2014

UNO SGUARDO DAL PONTE (libri a confronto)


STAY HUMAN* 
DEDICATO AI BAMBINI DI GAZA.


Due libri, pubblicati da poco da Lapis, della stessa autrice francese Yael Hassan, vissuta a lungo in Israele, sono un ottimo spunto per parlare anche ai ragazzi di temi davvero difficili.

Il primo s'intitola Albert il toubab, ovvero il bianco: ha i toni della favola moderna, è ambientato in una periferia parigina, con il protagonista, che vive ad un passo dalle case popolari, ovvero dalle banlieu. Con questo termine s'intende periferia degradata di una grande città, vale per la Francia, ma potrebbe essere ovunque sorga un agglomerato urbano denso di povertà, a fianco o a pochi chilometri dall'agio, se non dalla ricchezza. Il protagonista Albert, originariamente Alberto, è un immigrato portoghese che nel tempo è riuscito a raggiungere un certo benessere, vive da solo in una villetta, è vedovo e molto chiuso in se stesso; la moglie andava ad insegnare francese agli immigrati ammassati nelle case popolari e, prima di morire, affida la gestione di casa a Zaina, immigrata senegalese. A causa di un malore Zaina viene ricoverata in ospedale ed affida ad Albert la figlia di nove anni, Memouna. Grande scompiglio, svariate avventure, l'ingresso di Albert nel mondo e nella vita degli immigrati; finalmente Albert/Alberto apre il suo cuore, lasciandosi alle spalle pregiudizi e solitudine. Se la trama è fin troppo chiara nel suo intento pedagogico, ha comunque il merito di descrivere una situazione che, in tono minore, anche noi viviamo non solo nelle grandi città; il libro, scritto nel 2008, a pochi anni dalla prima rivolta nelle banlieu francesi, risente evidentemente dell'urgenza di raccontare, di mettere ordine in un ambito in cui spesso la disinformazione alimenta il razzismo, esclusione e violenza.
 


Ancor più ambizioso il secondo romanzo, Finché la terra piangerà, dedicato al conflitto israelo/palestinese. Parte come la storia dell'amicizia di due ragazzi 'francesi': Samy, ebreo, e il suo grande amico Kamal, di origini marocchine. Tutto sembra filare liscio nella loro vita di quindicenni fino a che Samy, dopo un'aggrassione da parte di alcuni fanatici anti-semiti, decide di partire per Israele. La sua storia, a questo punto, si intreccia a quella di Intissar, giovane palestinese aspirante kamikaze, e delle rispettive famiglie. La speranza di pace, l'aspirazione ad una vita normale sono costantemente frustrate dal groviglio inestricabile di rancori contrapposti, ragioni irriducibili, mezzi di lotta che, ben lungi dal risolvere il problema della convivenza di due popoli sullo stesso territorio, lo alimentano all'infinito, lasciando sul terreno una scia di sangue e future vendette.

Le vittime il più delle volte sono proprio quelli che non hanno possibilità di scelta, i più deboli, proprio quelli che magari la violenza la ripudiano o che ne sono le vittima sacrificali, i bambini.

Le storie della Hassan cercano di rendere conto di questo intrico di ragioni e di torti, creando storie 'esemplari', con tutte le inevitabili semplificazioni. E' comunque un onesto e salutare tentativo di raccontare a ragazze e ragazzi, dai dodici anni in su, il senso di quello che magari di sfuggita vedono raccontato nei telegiornali.

All'inizio di Finché la terra piangerà viene riportato un celebre brano del Qohelet, nella traduzione di Ceronetti; ne riporto alcune righe:


Tutto ha sotto il cielo una sua ora
Un tempo suo
Il tempo di nascere e il tempo di morire
Il tempo di piantare e il tempo di spiantare
Il tempo di uccidere e il tempo di curare
Il tempo di demolire e il tempo di costruire
Il tempo delle lacrime e il tempo delle risa
Il tempo di amare e il tempo di odiare
Il tempo della guerra e il tempo della pace.




Ma il tempo della pace in Palestina sembra non arrivare mai, come se fosse impossibile interrompere questa catena di inarrestabile violenza.



Eleonora



Albert il Toubab”, Y. Hassan, Lapis 2014

Finchè la terra piangerà”, Y. Hassan, Lapis 2014





*E' la frase con cui Vittorio Arrigoni, giornalista e pacifista italiano trasferitosi a Gaza, chiudeva i suoi reportage. Restiamo umani.

venerdì 11 luglio 2014

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)


UN ANGELO A NAPOLI


Originale e abbastanza imprevedibile, Federico il Pazzo di Patrizia Rinaldi è un romanzo breve, premiato con il premio Pippi nel 2006 come miglior testo inedito, per altro con un altro titolo, e ora viene giustamente riproposto da Sinnos, insieme alle ristampe di Mare Giallo e di Piano forte.
Il protagonista, Angelo, a pochi mesi cade in coma e vive un'esperienza di distacco dal corpo, una sorta di levitazione mentale, che si rifa viva, in seguito, in tutti i momenti in cui è urgente la spinta alla fuga; di occasioni del genere se ne presenteranno diverse, cambiando città e ovviamente scuola. Ritorna con la madre a Napoli, dove è nato, andando a vivere in periferia; adattarsi è dura, c'è la legge di caseggiato da rispettare e una lingua, il napoletano, da imparare.
Ma c'è chi lo aiuta a capire la legge non scritta delle relazioni sociali, dentro e fuori la scuola, come in modi diversi cercano di fare Mimmo e Giusy; e chi lo prende proprio a legnate, episodio che costringerà il nostro Cap' 'e fierro a crescere, superando la paura e scoprendo il valore dell'amicizia, soprattutto con lo strano personaggio che dà nome al libro, Federico il pazzo, cioè il ragazzino suo vicino di casa, nonché compagno di classe, anche lui cresciuto in solitudine, anche lui considerato un diverso. Federico, in realtà Francesco, si nasconde alla mischia di coetanei immedesimandosi in Federico II, ne conosce la storia nei dettagli e riesce a rendersi intangibile con un'aura di vaga follia.
Sullo sfondo Napoli, i personaggi pieni di ironia e di colore, la fatica di crescere dove sembra non ci sia spazio per la normalità.
Scritto con brio, il romanzo della Rinaldi sorprende per la fluidità di scrittura, l'ambientazione originale, l'ironia e la freschezza con cui sono descritti personaggi e situazioni, il ritmo sostenuto che non abbandona mai il lettore. Forse qui e lì un eccesso di sottolineature morali, che difficilmente starebbero nella testa di un ragazzino di terza media. Le illustrazioni, più che calzanti, sono di Federico Appel, che asseconda e sottolinea l'ironia della scrittura.
Lettura consigliata a lettori e lettrici di ogni genere, a partire dagli undici anni, potrebbero magari anche innamorarsi di quella meravigliosa e disgraziata città che è Napoli.

Eleonora

Federico il pazzo”, P. Rinaldi, Sinnos 2014