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mercoledì 16 luglio 2025

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)

FUORI DA QUI. RIFLESSIONI SULL’APOCALISSE. 
E SULL’AMORE. E SUL SESSO. 


Con questa copertina che non passa inosservata per quanto non sia bella, ma ammiccante, Terre di Mezzo decide di pubblicare un romanzo della collana L’ardeur, dell’editore francese Thierry Magnier (che per primo ha scelto la copertina che vediamo). 
Destinata a lettori e lettrici adolescenti, L’ardeur, propone storie che parlano di sessualità (ma non solo) senza troppi giri di parole. 
A questo proposito, del raccontare la sessualità, è interessante scoprire che solo due anni fa - nel luglio del 2023 - uno di questi titoli (“Bien trop petit" di Manu Causse) è stato “censurato” dal Ministère de l'Intérieur che ne ha vietato la vendita in Francia, ai minori di 18 anni. 
Che già solo per questa ragione ci auspichiamo che arrivino tutti in libreria. Ma non solo per questa ragione. 
Da libraia misuro quasi quotidianamente la richiesta di storie che raccontino il sesso e l’amore, già a partire dai 12/13 anni e fino ai 17. Quando arriva in libreria, nel 90% dei casi, questa richiesta è già orientata dalle classifiche più commerciali: Che cosa vorresti leggere? – dico io alla ragazzina che mi sta difronte - Mmmm, un romance – mi risponde lei. E il gioco è chiuso perché subito mi sparerà la richiesta di uno di quei titoli della suddetta classifica. Dunque sarò curiosissima di leggere gli altri due titoli tradotti dalla stessa collana francese: Toccami, di Susie Morgenstern e Il gusto del bacio, di Camille Emmanuelle, entrambi pubblicati da Faros edizioni in questo 2025, collana Teen Spirit. 
In Proprio prima che, la voce narrante è quasi sempre femminile: una ragazza liceale che racconta di sé e del suo migliore amico. Di sé, di loro e di tutto quello che gli succede intorno, delle loro famiglie problematiche e assillanti, della scuola, della solitudine, della situazione sociale e politica, di ansie e antidepressivi. La storia è quella di un’amicizia che diventa amore e scoperta del corpo. Parallelo scorre il racconto super critico della completa esplosione di ogni legame sociale, della violenza dei conflitti, delle cause e degli effetti. Loro due, per sopravvivere all’incomprensione che li attornia, si incontrano ogni giorno, solo loro due, in una casa, più spesso in una sola stanza. Sono migliori amici, passano il tempo insieme con indolenza e complicità. Mentre tutto il mondo, fuori dalla finestra, va via via esplodendo. Fuori dalla loro finestra ci sono allarmi, rivolte, blackout, esplosioni, polizia che picchia i manifestanti, in un crescendo apocalittico. I riferimenti all’oggi sono espliciti: quello che accade là fuori è molto, ma molto vicino al nostro contemporaneo. Il racconto ci trasporta costantemente da dentro a fuori. La scena è quasi sempre dentro le mura, ma il racconto ci porta costantemente fuori da quella stanza con continui flashback, immaginazioni, desideri, per poi riportarci subito dopo tra quelle mura con dentro due corpi adolescenti che scoprono l’erotismo. Chi legge costruisce questa traiettoria tra il dentro e il fuori anche grazie alle altre voci che intervengono nel testo: le pagine di un diario personale, articoli di giornale, trascrizioni di sedute terapeutiche, che interrompono il continuo flusso di coscienza (quello di lei, che nella storia non ha un nome proprio… lui neppure), scomponendo così il fluire del racconto ma ricomponendone la complessità. Quella di una società che va in pezzi, in presa diretta, aggressiva verso sé stessa. 

Attenzione questo è un messaggio del governo. 
Il territorio francese è attualmente scosso da intensi fenomeni metereologici e sismici. 
Si prega di non lasciare la propria abitazione. 
Se vi trovate all’aperto, cercate riparo in un luogo chiuso. 
Sigillate i condotti d’areazione e spegnete i sistemi di riscaldamento. 
Se possibile, munitevi del seguente kit di emergenza: torcia, radio portatile, acqua potatile, cibo, medicinali, coperte. 
Seguite le istruzioni delle autorità locali. 
Contattate i soccorsi solo in caso di emergenza. 

 Il cerchio si chiude intorno a loro mentre i loro corpi esplodono di vita. Gradualmente. Senza mezzi termini. 
 La storia risulta interessante per le questioni che affronta, per il modo schietto e chiaro con cui racconta il sesso, per lo sguardo politico (per quanto impotente) sul presente. 
Mantengo qualche riserva che non so ancora argomentare: mi sarà necessario confrontarmi con chi lo leggerà. 
Intanto, prima della pubblicazione, Proprio prima che è passato al vaglio di giovani lettori e lettrici volontari/e del Festival Mare di Libri, che lo hanno letto e valutato insieme a Margherita Petrini (che poi lo ha tradotto in Italia), e pare lo abbiano promosso. 

Patrizia 

 “Proprio prima che”, Joanne Richoux, trad. di Margherita Petrini, Terre di Mezzo 2025 

martedì 22 aprile 2025

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)

VARCARE LA PORTA

Max e Nigel
, Antonio Manzini
Sellerio 2025 


NARRATIVA PER GRANDI (dai 10 anni) 

"Non ho seguito una parola della lezione di matematica, e neanche quella dopo di inglese. La ricreazione la passiamo seduti al banco controllati da Italia, che è la collaboratrice scolastica del piano. Cinque settimane così e diventiamo pazzi. A malapena si può chiacchierare col vicino di banco. Me lo sogno di scambiare due parole con Roberto Tardioli o Wheng Chen che stanno due file dopo di me. Di guardare Tiziana, Lorella e sperare...ma sperare che? Se solo provano a parlarmi divento rosso e non riesco più a spiccicare parola. È già successo e hanno riso di me. Guardo Cecere e Marinelli. Cecere scarabocchia fogli. Marinelli fa il duro, ha un coltellino e ci incide il piano del banco. Solo perché ha un fratello di 14 anni. Altrimenti varrebbe poco o niente." 

Breve antefatto. 
In quella I media è appena successa una cosa: sul lato posteriore della lavagna qualcuno ha disegnato un maiale e sotto ha aggiunto Corini maiale. Corini Anna, colpevole di avere un naso schiacciato, diventa per questo bersaglio dei peggiori. La prof si arrabbia, chiama il preside e lui chiede al colpevole di uscire allo scoperto: silenzio in aula. Sentenza emessa: 5 settimane senza ricreazione.
Fine dell'antefatto. 
A raccontare è Max Pagani, di nonno irlandese, amico per la pelle di Nigel, keniota, con la testa piena di dred. 
La famiglia di Max è piccolissima: vive con sua madre, che fa la segretaria e si ammazza di lavoro. C'è saltuariamente anche un padre, separato, che si affaccia ogni 2 o 3 settimane. Non è proprio la sua passione, al momento. 
La famiglia di Nigel al contrario è numerosissima: 5 fratelli e 2 sorelle più madre e padre: tutti arrivano dal Kenya. 
Loro due sono inseparabili, cosa che gli fa vincere il soprannome di Maxibon. 
Con loro, in tutte le loro chiacchiere e spesso anche nelle loro uscite, ci sono anche Roberto e Wheng, cosa che gli fa vincere un altro soprannome: i 4 desperados. In perenne adorazione delle ragazzine della classe e non solo, perennemente respinti, questi quattro fanno squadra di fronte alle durezze di quell'età. E soprattutto passano parecchio tempo assieme, perché il resto del mondo pare ignorarli o, peggio, prenderli di mira. 
Queste le loro avventure, talune investigative, almeno un paio, e altre con fini diversi. 
Un pugnetto di undicenni in azione. 

La cosa strana dentro cui mi è capitato di inciampare alla fiera di Bologna è stata questa: con una mia amica non riuscivamo a trovarci nel grande padiglione 29, così alzo lo sguardo e le dico: sono davanti allo stand di Sellerio, 1 B/4. Lì per lì non ci penso e poi mi dico: che cosa ci fa Sellerio alla BCBF? 
La risposta è questo libro, numero uno di una nuova collana (il numero 2 è di Andrea Camilleri: Guardie e ladri, ma non l'ho letto), che si intitola La memoria dei ragazzi. 
Anche Sellerio, il magnifico Sellerio, sente la necessità di entrare nel rutilante mondo dell'editoria per ragazzi. 
La porta è sempre aperta, o forse sarebbe più giusto dire, spalancata, vista l'espansione del settore... 
E l'accesso attraverso quella porta, non lo si nega a nessuno. Men che meno a un editore così tanto interessante, così tanto raffinato, così tanto... tanto. 
In perfetto stile Sellerio escono piccoli libri - il formato è identico ai piccoli Sellerio blu, che costituiscono l'immaginario di ciascuno di noi, quando sentiamo il nome Sellerio, e occupano interi ripiani di librerie. Persino la carta ha la medesima qualità dei libri che appartengono a genitori e nonni. 
La grafica non cambia di molto, ma si movimenta e colora, tenendo conto che si rivolge appunto ai figli e ai nipoti di quelli che hanno comprato e letto i magnifici libri blu. Dei piccoli disegni in bianco e nero qui e lì, che non spostano nulla, ma stanno lì a dimostrare che non si sta tenendo in mano un Sellerio da grandi. 
L'altra costante sembrerebbero essere gli autori, almeno le prime due uscite pescano nel loro catalogo: Manzini e Camilleri. 
Il nome della collana, La memoria dei ragazzi, anch'essa si congiunge in modo diretto con il nome della collana dei libri blu, La memoria. 
Ecco. Ed è proprio questa parola "ragazzi" che mi fa riflettere. 
Scrivere per ragazzi. Scrivere per adulti. 
Col tempo e la militanza e con l'aiuto di altre belle teste che hanno scritto libri illuminanti in proposito, sono arrivata a concludere che scrivere buone storie per bambini non sia diverso, e men che meno più facile, che scrivere buone storie per adulti. 
Non è detto che se hai scritto buone storie da grandi, tu sappia farlo con eguale efficacia, scrivendo per bambini. 
Senza lungaggini, rimanderei ai 10 punti + 1 che emergono dalla lettura di un libro che di questo si occupa, La porta segreta. 
Tuttavia, in estrema sintesi, mi sentirei di ribadire che l'impegno e lo sforzo, la cura, l'onestà, il rispetto dell'intelligenza di chi ci legge dovranno essere spesi in egual misura. 
E qui, nella fattispecie, tali impegno e sforzo ecc ecc. andrebbero pretesi per la collana Memoria, tanto quanto per quella Memoria dei ragazzi. 
Anzi, possibilmente, lo sforzo dovrebbe essere maggiore perché un grande che scrive per un grande sa a chi si rivolge, mentre un grande che si rivolge a un piccolo, non può saperlo. 
Almeno non fino in fondo. 
E poi arrivano le domande sull'adulto che scrive per ragazzi: sarà capace, nel farlo, di silenziarsi e, in quanto adulto, astenersi dal dare ai suoi piccoli lettori buoni consigli sulla vita e su come viverla? 
Sarà capace di scegliere di mettere nelle sue storie quegli argomenti, quelle questioni che sono di fatto universali, e lo sono a tal punto da non lasciarci mai, neanche da grandi o da vecchi? 
Sarà capace di non cadere negli stereotipi o in una sua idea preconcetta di cosa sia essere piccoli in crescita? 
Sarà capace di non scimmiottare infanzie e adolescenze solo per blandire i propri lettori? 
O altrimenti, sarà capace di scriverne con cognizione di causa, ovvero premurandosi di verificare la propria onestà nell'attingere alla propria di infanzia/adolescenza e quindi volerne raccontare un po'? 
Ecco. Sarà capace? 
E dunque: è condizione sufficiente essere scrittore di fama per intraprendere, così come ha fatto con i grandi, una serie di racconti per ragazzi, che abbiano un vago gusto di quello che tanto era piaciuto alle madri e ai padri di detti ragazzi? 
No, non lo è. 

Carla

venerdì 14 luglio 2023

UNO SGUARDO DAL PONTE (libri a confronto)

DELL’ADOLESCENZA E DEI SUOI TURBAMENTI

Uno degli aspetti più spinosi, quando si parla di problematiche adolescenziali, è quello riguardante il tema dell’identità sessuale, che turba gli animi dei lettori adulti. Va detto che ciò che agita le menti e i corpi di ragazze e ragazzi ci è in gran parte sconosciuto e passa per canali criptici e riferimenti culturali che non appartengono alla generazione di genitori e insegnanti. Basta pensare al mondo dei manga e alla cultura giapponese che in essi si esprime. L’approccio a queste tematiche scottanti, dall’omosessualità al fluid gender, può essere molto diverso, a seconda che si scelga la strada della commedia o del dramma.


Gabriele Clima in ‘Con le ali sbagliate’sceglie la via del dramma, mettendo efficacemente in rilievo i pregiudizi che ancora circondano l’omosessualità e le scelte di vita che ne derivano: alla confusione, ai dubbi e ai turbamenti del giovane protagonista del racconto viene contrapposto il perbenismo di una famiglia chiusa nei suoi riti e nel suo credo cattolico. La contrapposizione è netta, al ragazzo non resta che la fuga. Se Nino, il protagonista, è soprattutto un ragazzo confuso, Angel, la protagonista di ‘Drama Queen’, di Derk Visser, pubblicato da Camelozampa, parla soprattutto con la sua rabbia. 


L’autore olandese inserisce la vicenda di questa ragazzina, che seguiamo dai tredici ai quindici anni, in un contesto sociale degradato, di case popolari vandalizzate da bande di ragazzini; la madre di Angel, che l’ha partorita a quindici anni, fa la spogliarellista in uno squallido club; il nonno, ex alcolista, è molto malato ed è stato l’unica vera guida per Angel: le ha insegnato i passaggi pericolosi del quartiere, i parcheggi da evitare, le strade sicure per tornare a casa. In tutto questo, nella solitudine, nella povertà, nella continua rivolta contro un mondo che non la capisce, Angel scopre di essere attratta da una compagna di classe, anche lei con una vita complicata alle spalle. La lotta per raggiungere una vita dignitosa e per dar voce ai propri desideri è costellata da scontri violenti con i compagni di scuola, cazzotti ben assestati alle finte amiche, cercando di tenersi comunque lontana dai guai e dalla droga. La società, rappresentata da insegnanti distratti, squallidi avventori di strip club e teppistelli di periferia, è lontana anni luce da Angel e dalla sua amica, che devono comunque imparare a cavarsela da sole. Il romanzo, raccontato in prima persona dalla protagonista, pur rappresentando una realtà drammatica, stempera efficacemente i toni con un uso accorto dell’ironia, del senso del grottesco.


Ma se c’è un’autrice che è stata capace di affrontare queste tematiche con leggerezza, questa è Marie-Aude Murail: il personaggio di Charlie in ‘Crack! Un anno in crisi’ è perfetto a rappresentare l’affannosa ricerca dell’identità sessuale attraverso il mondo e i personaggi dei manga: lo spaesamento di Charlie è proprio quello di tante ragazze e ragazzi che, in una letteratura che sdogana la fluidità di genere, trovano una risposta all’incertezza e all’ambiguità dei ruoli sessuali. Leggendo ‘Crack!’ si sorride molto, anche per i ritratti di adulti che affiancano Charlie, ma ci si affaccia anche , senza panico, nel mondo sempre più complesso degli adolescenti.
Tutti e tre questi romanzi richiedono lettrici e lettori maturi, dai quattordici anni in poi e sono consigliati a chiunque voglia ragionare con onestà intellettuale su queste tematiche

Eleonora

“Con le ali sbagliate”, G. Clima, Uovonero 2020
“Drama Queen", D, Visser, trad, O. Amagliani, Camelozampa 2021
“Crack! Un anno in crisi”, M.A. Murail, trad, F. Angelini, Giunti 2014



venerdì 31 marzo 2023

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)

REINCARNAZIONI


L’interesse per il mondo giapponese in tutte le sue manifestazioni, dai manga alle anime, dall’arte alla letteratura, è destinata a durare, anche se ancora non riusciamo a comprenderne le ragioni vere. L’editore De Agostini ha deciso di investire sulla letteratura giapponese con una nuova collana , Wave, che parte con un titolo dal grande successo internazionale: ‘Colorful’, di Eto Mori, affermata scrittrice per ragazzi, che ha ricevuto in patria numerosi riconoscimenti.
‘Colorful. Il giorno che sono diventato te’ racconta di un ragazzino, colto nel momento della sua morte, a cui viene data una seconda opportunità: Prapura, l’angelo che gli farà da guida, gli annuncia che sarà reincarnato nel corpo di un altro ragazzino, morto suicida, che si chiama Makoto. Questo passaggio nella vita di un altro deve servire a comprendere l’errore commesso dal protagonista, così grave da escluderlo dal ciclo delle reincarnazioni. Solo comprendendo il proprio errore potrà dunque reincarnarsi in un altro corpo e cominciare una nuova vita.
Il protagonista si ritrova dunque nel corpo del quattordicenne Makoto, che all’improvviso si risveglia dal coma e si ritrova catapultato nella famiglia Kobayashi; pian piano cerca di comprendere il motivo della disperazione di Makoto, scavando nelle relazioni familiari e nell’ambiente scolastico. La madre, iperattiva, ha una relazione extra coniugale; il padre pensa solo al lavoro, il fratello più grande, Mitsuru, lo bombarda di frecciatine. Ma non finisce qui: la ragazza di cui è innamorato, in realtà si accompagna ad uomini più grandi, mentre un’amica lo vede trasformato e lo rifiuta. Dunque, tolto il primo velo dalla vita di Makoto, risulta chiaro il motivo della disperazione del ragazzino? Sembrerebbe, ma non è così. Col passare del tempo, il protagonista scopre che la realtà è più complicata di come sembra, che le persone che lo circondano hanno delle motivazioni che Makoto non aveva compreso.
Stare nei suoi panni non è più così opprimente, la vita gli offre anche delle gratificazioni: nuove amicizie, un grande talento artistico, una vita familiare più serena.
Vivere la vita di un altro può aiutare il protagonista a comprendere i propri errori? Prapura, angelo sui generis, lo libererà da questo compito?
Eto Mori racconta una storia surreale con grande ironia, descrivendo ossessioni, paure, aspirazioni degli adolescenti, ma anche degli adulti che li circondano. Il tema è serio, raccontando le prigioni mentali in cui i ragazzi e le ragazze si rinchiudono senza essere più capaci di uscirne; lo stile è pero leggero, ironico, alternando il realismo dei ritratti giovanili, con la figura surreale di Prapura, depositario della verità e degli inganni.
Ricorda un po’, per il pretesto narrativo di vivere nel corpo di un altro, il romanzo di Levithan ‘Ogni giorno’ , ma in ‘Colorful’ non c’è accenno di romanticismo, non un discorso sull’amore, quanto un ritratto problematico dell’adolescenza.
Non mi stupisce la trasposizione in film e in fumetto, la trama consente diversi livelli di lettura e ha una scorrevolezza, un’ironia sottile che può piacere ad un pubblico vasto.
Consiglio la lettura a ragazzi e ragazze, dai quattordici anni in poi, che abbiano voglia di guardarsi allo specchio e , magari, di vedersi con uno sguardo più lucido e consapevole.

Eleonora

“Colorful. Il giorno che sono diventato te”, EtoMori, trad. C. Spiga, De Agostini 2023



venerdì 18 novembre 2022

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)


LA PERFEZIONE


Cilla Jackert, autrice svedese di libri e di serie televisive, firma un nuovo romanzo, tradotto da Samanta K. Milton Knowles per Camelozampa. Il precedente romanzo, pubblicato in Italia dallo stesso editore, ‘Le catastrofi del giorno’, ha vinto in patria il premio Slangbellan, come migliore nuova autrice per ragazzi. In ‘A nessuno piace Jonna’, in libreria da poche settimane, si affaccia un nuovo personaggio ‘difficile’, Jonna appunto, una ragazzina piena di difficoltà che preferisce il silenzio e le caramelle proibitissime in casa.
La conosciamo così, già dalle prime pagine, sdraiata nel letto nella sua cameretta in mansarda, cameretta che è una specie di campo di battaglia dove si accavallano mutande sporche e caramelle stantie, rubate qua e là. Jonna ha un problema, anzi più di uno. Il problema più ingombrante si chiama Miriam, la perfetta sorella maggiore, non solo bella, con i lunghi capelli color cioccolato, non solo brava a scuola, ma anche capace di eccellere nella musica, tanto da meritare un premio nazionale.
Doversi confrontare con tanta perfezione è davvero molto dura: non c’è cosa che Miriam non sappia fare, non ci sono ragazze che non vogliano essere sue amiche, ragazzi che non la cerchino. Jonna si sente esattamente nel lato opposto dell’universo, con una matassa di capelli incolti, abitudini igieniche alquanto approssimative, gli occhiali e gli incisivi troppo distanziati. Ha difficoltà con la scuola, fatica a scrivere, consegna spesso il foglio in bianco nelle verifiche, non sa spiegare le proprie difficoltà. Nella sua mente tutto è colpa di Miriam, della sua perfezione, dell’ammirazione che suscita in tutti, mentre lei, Jonna, non può piacere a nessuno, se non ad un’altra ‘irregolare’, la zia Debbie, ex tossicodipendente.
Così, una notte, in una delle sue consuete incursioni nella camera di Miriam, non si limita a rubarle qualche spicciolo e le caramelle, ma le taglia la bellissima treccia. Da qui una svolta di entrambe le sorelle: Miriam mostra la sua fragilità, Jonna la sua forza; entrambe riescono a cambiare un futuro che sembrava già scritto.
Il romanzo della Jackert, stampato meritoriamente in un font ad alta leggibilità, è un ritratto impietoso di una famiglia ‘normale’, in cui è normale che i genitori proiettino fantasie di gloria su una figlia ‘perfetta’, così come è normale che non riescano a parlare con la figlia più piccola, le cui difficoltà vengono anche negate.
Susan, la mamma, difende le sue figlie come può e come sa fare, all’interno di un sistema che chiede ai ragazzi di essere perfetti, belli, sani, bravi e contenti di quello che fanno. Il gesto di Jonna, tagliare i capelli della sorella, riesce a scardinare proprio questo, il sistema di aspettative che gli adulti riversano sui giovani e da cui questi sono schiacciati. Qui l’autrice mette in evidenza una delle grandi contraddizioni ‘educative’ dei nostri tempi: una dilagante ansia da prestazione, nei ragazzi, nei confronti di adulti che si aspettano da loro successo e felicità. Per questo motivo, il disagio diventa ‘indicibile’, proprio perché non previsto nel paradigma educativo.
Anche il rapporto fra le sorelle subisce una salutare svolta e così, come nel romanzo di Jerry Spinelli, la fraternità e la sorellanza trovano una fondamentale rilevanza, che si intreccia con il rapporto fra genitori e figli.
Consiglio caldamente la lettura di questo romanzo a tutte le ragazze e i ragazzi , a partire dai dodici anni, che non si sentono ‘a posto’ in questo mondo, così da poter scoprire di avere ragione.

Eleonora

“A nessuno piace Jonna”, C. Jackert, Camelozampa 2022





venerdì 20 maggio 2022

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)

FRATELLO E SORELLA



Due autori di bestseller, David Levithan e Jennifer Niven, firmano insieme un nuovo romanzo dedicato anch’esso a lettrici, soprattutto, e lettori adolescenti.
‘Portami con te quando te ne vai’, pubblicato da De Agostini, è un romanzo epistolare che coinvolge una sorella più grande, Bea, scappata di casa, e suo fratello Ezra. Bea è scappata senza lasciare traccia, né possibilità di contattarla, salvo un indirizzo mail in possesso del fratello più piccolo.
Comincia così un dialogo a distanza, in cui Bea racconta pian piano i motivi della sua fuga, che ha lasciato senza parole non solo il fratello, ma anche il fidanzato, la migliore amica. Bea in realtà ha uno scopo, è diretta a Saint Louis alla ricerca di qualcuno.
L’intero racconto, in realtà, più che una descrizione di avventure, incontri, addii, è una presa di coscienza dei due fratelli, che messi di fronte a questa situazione inedita riescono a guardare in faccia il proprio disagio. La loro è una famiglia disfunzionale: una separazione traumatica nell’infanzia, un padre definitivamente uscito dalla loro vita, una madre distratta che si ricostruisce una vita insieme ad un uomo violento. Quindi maltrattamenti, indifferenza, senza mai travalicare il limite della violenza più estrema.
I due fratelli, lei più grande, ribelle, lui dichiaratamente gay, si fanno forza l’uno con l’altra.
Bea, in realtà, è in cerca del padre, che ha miracolosamente intercettato online. Le cose però non andranno come immagina. Ma non per questo tornerà in una casa in cui è a mala pena tollerata e lo stesso farà Ezra, protagonista di una ribellione eclatante.
I dettagli, i frammenti del passato familiare il lettore li scopre man mano che procede lo scambio epistolare, che vede l’occasionale inserimento di altri personaggi. Credo che gli autori abbiano voluto mostrare due aspetti della vita relazionale dei ragazzi e delle ragazze: da un lato le distorsioni di una vita familiare priva di reali radici affettive, in cui campeggia una madre anaffettiva; d’altro canto l’insieme di relazioni che circondano i due protagonisti e che consente loro di non essere travolti dal disastro familiare: l’ex fidanzato di Bea, Terrence, il fidanzato di Ezra, e la sua famiglia, il signor Franco e la moglie. che accolgono Bea a Saint Louis. Ovvero la rete di relazioni solidali che circonda, secondo gli autori, gli adolescenti.
Il tema è intrigante e non nuovo, contrapponendo le funzionalità malate della famiglia tradizionale alla rete della socialità solidale. Qui però più che approfondire, si traccia un ritratto degli adolescenti, con le loro incertezze, fragilità, paure, formulando un messaggio fondamentalmente rassicurante. Una storia forte che però va incontro a quelle tematiche che alla fine decretano il successo di un romanzo per adolescenti: l’amore, l’amicizia, qualche adulto di cui ci si può fidare.
Insomma un insieme di tematiche accattivanti in un romanzo scritto da autori di grande mestiere.
Può essere una lettura interessante per ragazzi e ragazze, a partire dai quattordici anni, che amino ritrovare nei libri pensieri e stati d’animo che stanno vivendo.

Eleonora

“Portami con te quando te ne vai”, D. Levithan e J. Niven, De Agostini 2022





 

lunedì 26 agosto 2019

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)


CORRERE


Un nuovo romanzo di Jason Reynolds, ‘Run’, della serie dedicata ai Defenders, la squadra di atletica che abbiamo conosciuto nel romanzo ‘Ghost’, vede questa volta una protagonista femminile, Patina Jones. Anche lei afroamericana, anche lei con una storia complicata alle spalle: il padre morto all’improvviso mentre la mamma era incinta della sorellina; la mamma cui il diabete toglie le gambe e la costringe ad affidare le figlie alla famiglia del fratello.
Patina, o Patty, nonostante tutto questo, ha una vita abbastanza regolare, divisa fra la scuola e gli allenamenti di atletica. Ma si sente diversa, in quella scuola esclusiva in cui tutte sembrano perfette. In realtà tutte loro, le compagne di classe con cui deve redigere una ricerca su Frida Kahlo, le insegnanti, la stessa zia bianca, che sembra così ‘normale’, hanno dei segreti, una vita alle spalle che non è esattamente rose e fiori.
Il mondo è complicato ed è complicato essere un’adolescente qualsiasi quando ci si porta sulle spalle il peso di un lutto, la distanza della madre, la responsabilità di aiutare la sorellina a crescere: farle le treccine con le perline magiche, ascoltare le sue storie e soprattutto le sue domande imbarazzanti (dove sono andate le gambe di mamma?)
In tutto questo, che mescola la solitudine, la rabbia, il dolore e la voglia di esistere, s’inserisce l’atletica con il solito impagabile coach Brody, che ha preso sotto l’ala tutti i suoi ragazzi. All’inizio del libro sappiamo com’è andata a finire la prima gara di Ghost, ora siamo alla vigilia di nuove gare dove Patina corre nella staffetta 4x800.
Per correre questa gara bisogna trovare l’affiatamento perfetto ed essere capaci di dare tutto per la squadra. Le cose non sono mai semplici, però, e non resta altro che prepararsi al meglio, allenandosi duramente e, il giorno della gara, compiendo quei gesti scaramantici che danno sicurezza: le treccine con le perline rosse di Maddy, le unghie laccate come l’atleta Flo Jo, ovvero Florence Griffith Jones, affascinante velocista degli anni ‘80, e una montagna di rabbia da trasformare in determinazione.
Come sempre i romanzi seriali suscitano dubbi sul fatto che la freschezza, l’originalità della trama, le caratterizzazioni dei personaggi possano sopravvivere alla ripetizione legata ai diversi romanzi del ciclo. Eppure, sì, Jason Reynolds riesce a farci entrare nella vita dei suoi personaggi con grande naturalezza; costruisce le sue storie come tanti cammei che alla fine si incastonano in un ritratto di gruppo, nell’immagine di ragazze e ragazzi di oggi, costretti ad affrontare problemi che non sono quelli propri dell’adolescenza, ragazze e ragazzi cresciuti in fretta, che devono fare i conti con la loro storia personale e con la realtà sociale in cui vivono. Reynolds in questo ciclo, a differenza di altri romanzi, mantiene un tono leggero, una lettura ottimistica sulla possibilità di riscatto rappresentata dallo sport e soprattutto dalla sua dimensione collettiva. Costruisce storie in cui i giovani lettori e lettrici possano riconoscersi, al di là dell’Oceano che separa quei ragazzi dai nostri.
Lettura non difficile, ma tutt’altro che banale per ragazze e ragazzi dai dodici anni in poi.
Eleonora

“Run”, J. Reynolds, Rizzoli 2019

lunedì 3 settembre 2018

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)

GHOST


E’ uscito da poco in libreria un altro romanzo di Jason Reynolds, questa volta tradotto da Francesco Gulizia per Rizzoli. Come già sottolineato nel post relativo al romanzo precedente, Reynolds è un giovane autore afroamericano di successo, successo che ha accompagnato anche l’uscita di questo romanzo, 'Ghost. Per quanto veloce tu corra, non potrai mai scappare da te stesso’, finalista del National Book Award.
‘Ghost’ è il primo di quattro romanzi dedicati a una squadra di giovani atleti, i Defenders, e racconta in prima persona le vicende di un ragazzo, Castle Cranshow, detto Ghost, con una vita molto complicata, dei piedi molto veloci e una grande rabbia in corpo.
La vita complicata nasce dal rapporto con un pessimo padre, alcolizzato, che in una notte di delirio ha cercato di uccidere lui e la madre. Ora è in carcere, ma il trauma non è passato per niente e il ragazzo e la madre dormono ancora in soggiorno, pronti a scappare.
Come tanti altri ragazzi, anche Ghost è un appassionato di basket e aspira a entrare in una squadra. Ma non sarà questo il suo destino, che gli fa invece incontrare Coach Brody, un ex campione olimpionico di corsa, che allena una piccola squadra di atleti. Dunque, la corsa: Ghost ha un grande talento, nonostante corra in jeans e con le scarpe sbagliate. Coach Brody lo accoglie nella squadra, di cui il ragazzo deve velocemente acquisire le regole, accettando la supervisione ‘paterna’ del suo allenatore. Coach Brody, infatti, lo segue, lo accompagna a casa ogni volta, lo punisce severamente quando serve.
Ghost ha un problema: la sua immensa rabbia lo fa reagire in modo esagerato quando capitano degli ‘alterchi’, il termine eufemistico usato dal preside, con altri ragazzi della scuola. E la sua impulsività lo spinge a commettere anche un altro errore, che rischia di pregiudicare quello che sembra un momento di svolta della sua vita: ruba un paio di scarpe da corsa in un negozio di articoli sportivi, da cui fugge a gambe levate. Ma, come recita il sottotitolo, non è sufficiente scappare dal proprio passato e dai propri errori: arriva il momento in cui vanno affrontati, pagandone le conseguenze, ma trovando anche le risorse per andare avanti.
Questa in sintesi la trama, di cui non svelo il finale. Il tema principale, i ragazzi, e le ragazze, e lo sport. Ma non come lo può intendere la maggioranza dei genitori, come un utile esercizio fisico. Lo sport, nel romanzo di Reynolds, che rispecchia la difficile condizione dei ragazzi afroamericani che vivono nelle periferie, è in primo luogo uno strumento di riscatto dall’emarginazione, da un destino che sembra spingerli inesorabilmente verso la ghettizzazione.
Perché questo riscatto abbia luogo, sono necessarie persone capaci di convogliare, come fa Coach Brody, la rabbia in disciplina, in volontà di affermazione; persone che magari hanno fatto lo stesso percorso, che conoscono la solitudine di chi si sente diverso.
Negli Stati Uniti, paese dai grandissimi contrasti fra metropoli e provincia, fra centro e periferia di una città, nascere in un quartiere invece che in un altro può segnare un destino. Ed è un lavoro difficile quello di modificare quella che sembra una storia già scritta.
‘Ghost’ è un romanzo sullo sport, sulla corsa, sul valore del fare squadra e costruire solidarietà dove c’è solitudine; è scritto con uno stile immediato, una storia in presa diretta che attinge direttamente dall’esperienza del protagonista; si legge tutto d’un fiato e può risultare convincente anche per il più pigro dei lettori.

Eleonora

“Ghost. Per quanto veloce tu corra, non potrai mai scappare da te stesso”, J. Reynolds, Rizzoli 2018


venerdì 20 luglio 2018

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)


IL RITORNO DI REBECCA RAFFERTY


Ritorna il diario della quattordicenne Rebecca, che avevamo lasciato nel libro precedente, ‘La mia vita secondo me’, alle prese con l’inizio della strepitosa carriera di una band di ragazzine, e con l’inizio di un flirt con il ragazzo dei giornali, non a caso detto Paperboy.
Solo che, all’inizio di questo nuovo romanzo, ‘La mia vita secondo me 2. Il nuovo diario di Rebecca Rafferty. Nuove regole!’, le cose non sembrano essere andate poi così bene. Il ragazzo del cuore è emigrato con la famiglia in Canada e a quanto pare non c’è modo di superare il lutto di questa forzosa separazione. Se non bastasse, Rebecca e le sue amiche del cuore, Cass e Alice, hanno deciso di partecipare alla sfarzosa festa di compleanno della nemica di sempre, Vanessa, anche in questo caso inserita in un reality per adolescenti.
A completare il disastro, Alice, nel corso della festa, si frattura il polso e quindi niente prove con la band. In un momento in cui tutto sembra volgere al peggio e la routine quotidiana sembra far affondare tutto nella noia, arriva un’iniziativa della scuola: si farà uno spettacolo, un musical ispirato a Mary Poppins.
Fervore di preparativi, nuovi incontri, momenti di esaltazione che si alternano a delusioni. Alla fine di questi mesi difficili, Rebecca è un po’ più grande, ha capito che la storia con Paperboy è finita e questo non è una tragedia, così come ha capito che non sempre le fiammate di entusiasmo per una persona sono destinate a durare. Ma non c’è solo l’amore a interessare questa ragazzina e le sue amiche: c’è il talento, il voler fare cose importanti seguendo le proprie passioni; c’è il mettersi in gioco e provare a spostare l’asticella un po’ più in su.
I romanzi dell’irlandese Anna Carey hanno il grande pregio di coniugare la leggerezza con uno sguardo sereno sull’adolescenza, senza mai scadere nella banalità. A fronte di romanzi certamente più complessi e spesso incentrati su tematiche difficili, spesso troviamo produzioni seriali discutibili, che appassionano le preadolescenti perché ‘parlano d’amore’. Il risultato è ben triste, quindi la ventata di ironia che trasmettono i diari di Rebecca è una boccata d’aria fresca, una sana immersione in una dimensione ‘da ragazzine’ con una buona dose di realismo, ma senza sottolineature drammatiche.
Lo stile brioso, le battute che si susseguono a ritmo serrato fanno di questo libro una salutare lettura estiva.
Per farmi del male, e perché vorrei capire cosa frulla nella mente delle ragazzine, prometto che in agosto mi leggerò due o tre bestseller formato teenager, proprio quelli che vendono copie a centinaia.
Vi farò sapere.

Eleonora

“La mia vita secondo me. Il nuovo diario di Rebecca Rafferty. Nuove regole!”, A: Carey, Edt Giralangolo 2018