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mercoledì 22 giugno 2022

UNO SGUARDO DAL PONTE (libri a confronto)

KEVIN BROOKS E I SUOI LIBRI

L’incontro con l’autore inglese Kevin Brooks, durante la bella manifestazione di Un mare di libri, ha permesso di cogliere alcuni aspetti fondamentali della sua scrittura, aspetti che hanno molto da dire sulla letteratura per ragazzi e ragazze.
Intanto, la formazione letteraria dell’autore, che , fra le altre cose, attinge a piene mani alla letteratura di genere: horror (Bunker Diary), fantascienza (‘Iboy’), thriller (‘La bestia dentro’). 




La letteratura di genere intesa come stilemi, trame narrative e chiavi interpretative che forniscono alla lettrice e al lettore un linguaggio noto. In tutti e tre i romanzi, così come ne ‘L’estate del coniglio nero’, il centro narrativo ruota intorno al tema del Male: il male esterno noi, come nel caso del sadico, sconosciuto carceriere di ‘Bunker Diary’, o il Male che si annida e si nasconde in ciascuno, anche nell’apparentemente indifeso protagonista di ‘La Bestia dentro’. Il Male, come principio metafisico, prende di volta in volta l’aspetto di singoli personaggi, in quanto tali caratterizzati in modo schematico, mentre molto più interessante risulta il processo con cui il protagonista scopre in sé e negli altri aspetti imprevedibili e nascosti, disegnando un’idea di soggettività che abbandona la ‘purezza’ dell’infanzia. Come ne ‘L’estate del coniglio nero’, il romanzo che mi ha convinto maggiormente, crescere s’identifica proprio con il riconoscimento del lato oscuro, indecifrabile talvolta, che esiste in ciascuno.


Nello stesso modo, questa registrazione dell’ambiguità della dimensione umana, porta Kevin Brooks a scegliere, il più delle volte, finali aperti, sia nel senso di un esito incerto, sia nel lasciare nel lettore il dubbio che ci sia qualcos’altro, in quella storia, che ancora non si è risolto. Nel caso di Elliot, il protagonista di ‘La bestia dentro’, se l’avventura in quanto tale ha un lieto fine, non si può dire lo stesso del suo rapporto col mondo e della sua dipendenza dalla madre. Così come l’incertezza sul destino di Raymond, personaggio centrale ne ‘L’estate del coniglio nero’, sulla sua vera natura, lascia al lettore e alla lettrice ampio spazio d’interpretazione.
Infine, la questione più importante. Brooks è uno scrittore votato alla letteratura per Young Adults, anche se lui respinge categoricamente tutte le etichette: sostiene infatti di non porsi mai, nel momento della scrittura dei suoi testi, il problema di chi leggerà il suo romanzo. Certo, i suoi romanzi sono molto trasversali, leggibili piacevolmente anche dal pubblico adulto, come accade sempre quando si tratta di buona letteratura. Ma dal mio punto di vista, di persona che ha passato buona parte della propria vita lavorativa a connettere un romanzo ai suoi lettori, una trama, un linguaggio in realtà definiscono il proprio lettore, la propria lettrice: la durezza, la violenza, la disperazione di ‘Bunker Diary’ escludono intanto i lettori e le lettrici più giovani, tanto per fare un esempio, così come il riferimento al mondo dei video giochi di ‘Iboy’ non invoglia il lettore più maturo.
Spesso ho sentito anche da altri scrittori e scrittrici, l’affermazione di non avere in mente un lettore ideale e sono convinta che non si tratti di una scelta consapevole, ma, come dicevo sopra, ogni romanzo, ogni storia in qualche modo definisce una categoria di lettrici e lettori: quanto più è vasto questo bacino, quanto è più trasversale la lettura, quanto più diversi sono i livelli di lettura, tanto più interessante sarà quel libro. Un buon romanzo travalica i suoi confini, conquista lettori in territori sconosciuti e li trasporta in dimensioni letterarie nuove. Ci sono romanzi di fantascienza, o gialli, o horror che sono capolavori letterari a prescindere dal genere cui appartengono, per esempio.
Diverso, e direi opposto, il caso di quei romanzi pensati e scritti per compiacere un determinato pubblico, libri scritti ‘su misura’, per piacere a questo o quel target: pensiamo alla serialità, o alla letteratura di genere nel suo aspetto più ripetitivo e prevedibile. Per non parlare di libri pensati per essere venduti a prescindere dal loro contenuto, trainati dal nome dell’autore, vero o presunto.
Affinare il proprio gusto consiste proprio nella capacità di riconoscere questa fondamentale differenza.

Eleonora




mercoledì 23 febbraio 2022

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)

LA VERA BESTIA


L’ultimo romanzo, tradotto in italiano, di di Kevin Brooks è piuttosto spiazzante: ‘La Bestia dentro’, pubblicato da Edt giralangolo.
In realtà è un romanzo difficilmente rappresentabile all’interno di un genere letterario: si tratta sicuramente di un thriller, come recita la copertina, e aggiungerei ‘ad alta tensione’,ma, come sempre nei suoi romanzi, è anche un passaggio in una situazione mentale ‘al limite’.
Il protagonista, Elliot, è un quattordicenne particolare, schiacciato da uno stato di panico permanente, tenuto a malapena sotto controllo grazie ad un farmaco. La sua vita è tutta circoscritta dalla sua camera, perfettamente insonorizzata e dotata di tutto il necessario. Detesta gli esseri umani, a parte tre persone, la madre, la zia e il dottor Gibson; Elliot chiama gli uomini cavernivori, a sottintendere la loro natura ferina.
L’azione si svolge nell’arco di poche ore e si snoda su una serie di sfortunate coincidenze, che portano dritte alla scena finale, con tutto quello che ne consegue.
Siamo alla vigilia di Natale ed è in corso una bufera di neve; per errore della farmacia, Elliot non ha potuto ricevere il consueto rifornimento del farmaco che gli consente di tenere sotto controllo la sua devastante paura. La madre, dunque, si accinge ad andare in paese per recuperare la medicina, ma è costretta a lasciare da solo il protagonista. Anche questa soluzione fallisce e ad andare in paese dev’essere la zia, di cui però ben presto si perdono le tracce. La madre di Elliot a questo punto decide di raggiungere a piedi la casa della sorella, i telefoni, cellulari compresi, sono fuori uso.
Ecco Elliot da solo a casa, in attesa spasmodica, con l’unica compagnia di Ellamay, la sorella gemella morta al momento del parto, che lo accompagna costantemente.
Nel frattempo, la zia Shirley è stata aggredita dentro la propria casa da due balordi che vogliono aspettare il ritorno del figlio, direttore di banca, per costringerlo ad aprirgli la cassaforte. Ma il giovanotto è stato drogato dai suoi dipendenti, durante la festa aziendale.
Dunque, la zia di Elliot, e poi la madre, sono impossibilitate a muoversi per aiutare il ragazzo e lui è costretto ad affrontare le sue paure tutte insieme: deve uscire di casa per trovare sua madre e recuperare il farmaco da cui dipende la sua già ridotta normalità.
Si tratta di uno scenario tipico del thriller: il protagonista inconsapevole di una parte degli eventi, è isolato e sottoposto ad una gigantesca prova di coraggio.
Il percorso che porta Elliot verso la casa della zia è fitto di pericoli reali e immaginari; il ragazzino si ferisce, scappa da chi cerca di aiutarlo, perde uno stivale, si trascina nella neve, terrorizzato dalle pecore quanto dai cani. Incontra ‘cavernivori’ amichevoli e ostili. Poi succede qualcosa che cambia i termini della situazione: la Belva oscura, il panico che si impossessa progressivamente di lui, diventa qualcos’altro, e così cambiano le sue sorti.
Come nei suoi romanzi precedenti, di cui secondo me ‘L’estate del coniglio nero’ è il migliore, Brooks costruisce la sua trama con precisione, incastrando i pezzi di questa notte disperata con geometrica sapienza, portando il lettore e la lettrice verso la scena finale con il cuore in gola.
Bello l’arco narrativo del personaggio del protagonista, non so quanto credibile sul piano psicologico, ma convincente sul piano narrativo: un esito che appare scontato vien ribaltato grazie alla trasformazione del protagonista, rovesciando, momentaneamente, i ruoli.
Interessante il rapporto fra Eliot ed Ellamay, la sorella vera o sognata, in ogni caso presente; incarna il buon senso, la ragionevolezza, il realismo, di cui Elliot, o comunque la parte prevalente della sua personalità, ignora.
Infine, fra le righe, s’insinua una non facile riflessione sul Male e su i suoi molti aspetti, la sua ambiguità.
Insomma, un bel romanzo, che si legge d’un fiato, insinuando inquietudine in lettrici e lettori senza paura a partire dai quattordici anni.

Eleonora


“La Bestia dentro”, K. Brooks, Edt Giralangolo 2022




giovedì 10 dicembre 2015

ECCEZION FATTA!

Come accade da un po' di anni in qua le Biblioteche di Roma curano un importante appuntamento per bibliotecari, librai, operatori del settore e pubblico diverso che si tiene presso lo Spazio Ragazzi alla Fiera Più libri più liberi.
E come accade da un po' di anni in qua insieme a Lettura candita cura la selezione di libri, tra le novità, degli editori presenti in fiera.
Il poco tempo a disposizione dà all'incontro il tono di una carrellata più che di una approfondita disamina, alla quale necessariamente si rimanda in questo secondo momento.
Tutti i titoli in elenco sono (e saranno nei prossimi tempi) recensiti da Lettura candita.
A voi!

VISTI IN FIERA!

Visita guidata sedentaria 
tra le migliori novità 
viste durante la fiera 
PIU' LIBRI PIU' LIBERI

(a cura di Biblioteche di Roma e me)

Otto differenti percorsi per raccontare 41 libri di 25 belle case editrici

Storie che hanno l'arcobaleno dentro


Liniers, Il sabato è come un palloncino rosso, La nuova frontiera Junior


                        Storie che hanno delle piume dentro


Christine Davenier, Leo e Albertina, Babalibri
Rumi, Feeroozeh Golmohammadi, Il mercante e il pappagallo, La Valentina
Anna Castagnoli, Carll Cneut, La voliera d'oro, Topipittori

 
Storie che hanno della solitudine dentro


Philip & Erin Stead, Lenny & Lucy, Babalibri
Giovanna Zoboli, Elisa D'Andrea, Il topo che non c'era, Topipittori
Lani Yamamoto, Le invenzioni antifreddo di Stína, Terre di Mezzo
Daniela Iride Murgia, L'attesa, Edizioni Corsare


                       Storie che hanno della poesia dentro


Anne Herbauts, Di che colore è il vento?, Gallucci
Jorge Lujan, Alejandra Acosta Amor, Carthusia
Jorge Lujan, Mandana Sadat, Naso naso, Lapis
Sabrina Giarratana, Sonia M.L. Possentini, Canti dell'attesa, Il leone verde
Arianna Papini, Liberi tutti!, Uovonero
  
                       Storie che hanno dei tipi speciali dentro
 

Fred Bernard, François Roca, L'uomo bonsai, Logos
Maria Parr, Tonja Valdiluce, Beisler
Kate Di Camillo, Flora e Ulisse, Il Castoro
Henry Winkler, Lin Oliver, Giulia Orecchia, Hank Zipzer, Breve storia di un lungo cane, Uovonero
Bono Bidari, Io, Elvis Riboldi, Sironi
Dana Elison Levy, Quattro ragazzi per due papà, EDT Giralangolo
Andrea Antinori, Questo è un alce?, Corraini
Mirijana Farkas, Famiglie, Else
David Almond, Klaus e i ragazzacci, Sinnos


Storie che hanno della cattiveria dentro

Olle Könnecke, Lester e Bob, Beisler 
Alan Mets, Le mie mutande, Edizioni Clichy 
Nathalie Dargent, Magali Le Huche, La cena di Natale, Edizioni Clichy
Yale Strom, Il matrimonio che salvò una città, Giuntina
Bernard Friot, Gek Tessaro, Io sono un cavallo, Il Castoro
Olalla González, Cecino e il bue, Kalandraka
Laura Bellini, Eli e l'uovo, La Valentina 
Chiara Vignocchi, Paolo Chiarinotti, Silvia Borando, Dalla chioma, Minibombo


                          Storie che hanno un percorso dentro


Beatrice Masini, Gianni De Conno, Il viaggio della regina
Christiane Pieper, Caterina e l'orso
Carola Susani, Eneide, La nuova Frontiera Junior
Alessandro Sanna, Pinocchio prima di Pinocchio, Orecchio acerbo
Torben Kuhlmann, Mole Town, Orecchio acerbo
Mac Barret, Jon Klassen, Sam e Dave scavano una buca, Terre di Mezzo


                      Storie che hanno quasi tutto dentro

Jon & Tucker Nichols, Alfredo quasitutto, Il Castoro

Ora tocca a voi andare in libreria e prenderne 1, 2, 3, 4, 5 o 25....

Carla


 

mercoledì 8 ottobre 2025

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)

A VOLTE BASTA UNA SCINTILLA


George ha tredici anni e convive con un grande dolore, la morte di suo padre un anno e mezzo prima, a causa di un incidente stradale. Il dolore è anche di suo fratello maggiore e di sua madre, ma quello che lo differenzia dagli altri componenti della famiglia è il fatto di essere stato presente a quella tragedia e di esserne stato un fortunato sopravvissuto. 
Tutto per gran parte del libro ruota intorno a questa condizione emotiva e affettiva e al tentativo disperato del fratello e della madre di alleviare una ferita che sembra non sanare e che ha fatto sprofondare George in un baratro dal quale sembra oltretutto non volere uscire. Ognuno si muove terrorizzato dal pericolo di ferire ulteriormente questo ragazzo che ha assunto agli occhi di tutti la consistenza di guscio di fragilissimo vetro e che si percepisce invece a sua volta come un blocco granitico dal quale non riesce a emergere alcuna emozione, tanto che neanche le lacrime sono riuscite a sgorgare nel momento successivo alla tragedia. 
Cosa invece a un certo punto sembra finalmente destare interesse in George? 
Un episodio di cronaca riportato dalla stampa locale: in una zona paludosa limitrofa un puledro fuggito è stato ritrovato completamente sbranato. Le ipotesi sono tante, da un puma del quale si favoleggiava già anni prima, fino a quella che attribuirebbe la fine del cavallo a una belva feroce di cui si sono saltuariamente registrati degli avvistamenti. 
Beh, tutti scherzano ammettendo di non credere che possa esistere una bestia simile, eppure… eppure orde di turisti si muovono alla ricerca di questa creatura feroce. George da bambino è stato molto interessato agli animali; la sua intelligenza brillante lo ha guidato alla conoscenza anche di specie poco note. Qualcosa in lui riemerge da quei ricordi e sembra stimolarlo a curiosare in quel posto, sebbene non proprio dei più confortevoli e rassicuranti. 
Suo fratello Jonathan vuole tentare l’impresa di un’intervista a un poeta che abita proprio da quelle parti, senza confessare quale sia la sua reale intenzione. George dichiara di volerlo accompagnare. 
Ma le cose non vanno come previsto e i due ragazzi si trovano a vivere una rischiosa avventura. 
La storia si svolge nel 1976 e questa scelta aiuta anche ad ambientare alcune situazioni che oggi, armati come siamo di cellulari e navigatori, sarebbe stato più difficile giustificare. Riusciamo ancora a perderci? Possiamo contemplare ancora un simile rischio? Ad onore del vero ovviamente anche ora potrebbe accadere (sarebbe sufficiente un luogo non raggiunto dal segnale o un cellulare completamente scarico), ma forse in un periodo storico in cui l’ipotesi stessa dello smarrimento era ammessa il senso di un racconto simile può essere diverso. E finire per acquisire quegli aspetti inquietanti eppure incredibilmente affascinanti che oggi riconosceremmo con maggiore difficoltà. Oppure potremmo dire che perdersi oggi, per un ragazzino di 13 anni e non solo, riuscirebbe a provocare un senso di smarrimento tale da bloccare qualsiasi iniziativa. 
Invece George si muove e il rischio in cui si trova e l’urgenza di fare qualcosa questa volta per primo e per quel fratello che tenta in ogni istante di proteggerlo da qualsiasi ulteriore sofferenza lo costringerà a rompere quella cortina di ferro che lo separa da tutti e non meno, ovvio, da sé stesso. 
L’elemento bestiale, malvagio e soprattutto nascosto e in agguato, si è sempre prestato a raccogliere, moltiplicare e trasformare storie che attingono alla parte dell’animo umano meno facilmente sondabile. E non può che venirmi in mente, tanto per citarne solo uno, La bestia dentro di Kevin Brooks.  
Ma qui l’approdo che Cinquetti sceglie è diverso. Nel romanzo di Brooks la mente del protagonista lega in modo claustrofobico l’intera vicenda narrata. Invece in qualche modo Cinquetti si accosta più felicemente al genere del “giallo”, preparandoci a una rivelazione che conferisce un senso differente a tutto quello che abbiamo fino ad allora letto. Sebbene non ci sia un’indagine e non si accenni in realtà neanche a un omicidio, la scrittura precisa e asciutta del romanzo apre pian piano la scena su una realtà che si è tentato inutilmente di nascondere. 
Come fosse un cadavere malamente occultato, buttato in acqua e che a un certo punto però riaffiora. Solo che qui l’elemento naturale che fa da detonatore è, neanche a farlo apposta, il fuoco. 
E a decidere con forza che non si può chiudere tutto dentro una cantina sarà semplicemente una scintilla. 

Teodosia 

"La bestia di Waltanna", Nicola Cinquetti, Pelledoca 2025 


venerdì 30 dicembre 2022

ECCEZION FATTA!

 I NOSTRI FUOCHI D'ARTIFICIO 

CHE SPARIAMO NELL'ETERE 
PER FARE LUCE
PER FARE RUMORE 
PER FARE MERAVIGLIA 
 
Il meglio di... un anno di libri, un anno di ragionamenti,   
un anno di recensioni su Lettura candita.  
Per ogni libro, il nostro perché
(BUM!) 


Gennaio 2022



perché
il risultato è un bel libro, pensato per suscitare curiosità e meraviglia per qualcosa che non è immediatamente percepibile, stimolante e divertente per lettrici e lettori a partire dai sette anni. Non sfugge all’occhio adulto la presenza preponderante di soggetti femminili nei ruoli di scienziate e ricercatrici. Jess Wade, giovane e brillante fisica britannica, è autrice di numerose pagine di Wikipedia dedicate a scienziate e studiose, attività volta ad incoraggiare le ragazze ad intraprendere la carriera scientifica. Evviva!


Ellen e il leone, Crockett Johnson (trad. Sara Saorin) 


perché
se in Harold il ruolo di demiurgo di quel bambino in pigiamino è subito evidente, qui la questione è più sottile e rimbalza di continuo fra un fuori e un dentro la storia che lascia senza fiato per 'intelligenza emotiva' dell'autore. 


                                                                    Febbraio 2022




perché
come nei suoi romanzi precedenti, di cui secondo me ‘L’estate del coniglio nero’ è il migliore, Brooks costruisce la sua trama con precisione, incastrando i pezzi di questa notte disperata con geometrica sapienza, portando il lettore e la lettrice verso la scena finale con il cuore in gola.


La casa del contrabbandiere, Annet Huizing (trad. Anna Patrucco Becchi) 


perché
la qualità di un plot che si dimostra robustissimo. Come vuole un'altra regola d'oro, anche qui tutto nasce da un contrasto, da qualcosa che non va come dovrebbe andare. Pieno di colpi di scena e fili narrativi, anche frutto di una accurata documentazione da parte dell'autrice, che poi vanno a tessersi l'uno con l'altro per comporre un tessuto di grande efficacia e spessore letterario. Su tutto, un grande mistero da svelare. Un vero giallo in cui i tasselli che lei sparge qua e là poi vanno a ricomporsi in coda. 


  Marzo 2022



perché
nell’assoluta, serena leggerezza, questo fumetto racconta anche il senso del volersi bene anche se diversi, l’importanza dell’amicizia nell’affrontare i problemi grandi e piccoli che ogni giorno ci si presentano; Fox non sarebbe pienamente Fox se non ci fosse Rabbit e il coniglietto resterebbe ancorato alle sue paure e ai suoi dubbi se non ci fosse Fox a spronarlo.

Il rammendo, Isol (trad. Mirta Cimmino) 


perché
come tutti i migliori libri che Isol fa, anche Il rammendo mette insieme diversi e stratificati pensieri. Qui, forse complice lo spunto di partenza, si intrecciano anche i suoi diversi stili e voci. Il primo che si incontra è quello che più si conosce di lei: un dialogo serrato tra una madre e una figlia. Già dalle prime battute si ritrova la sua ironia, i suoi bambini, anzi bambine, volitive e propositive, anche se sotto scacco.
Ma già dalla pagina successiva si entra in qualcosa di molto diverso: torna il grande nero di un tessuto fatto a telaio, una porzione di stoffa con un ricamo che - si apprende - è uno di quelli tradizionali palestinesi e che è la decorazione di uno scialle dalle lunghe frange nere che la stessa Isol indossa in una immagine a chiusura del libro. 

Aprile 2022



perché
in ‘Estintopedia’ non ritroviamo un approccio sistematico al tema, quanto una articolata e complessa carrellata di specie strane, o meno strane, che hanno sfiorato l’esistenza umana e sono più o meno velocemente scomparse.
Una sorta di Wunderkammer, di gabinetto delle meraviglie che raccoglie esemplari di tutti i tipi, dall’immensamente grande all’incredibilmente piccolo.

Avrei voluto, Olivier Tallec (trad. Maria Pia Secciani) 


perché
di Tallec non ce n'è mai abbastanza. Molte cose sul suo modo di concepire le storie sono state già dette nel corso degli anni. Basta digitare Tallec come chiave di ricerca in questo stesso blog e si può passare un piacevole pomeriggio a leggere tutto il bene che ne penso. 
Undici post dedicati ai suoi libri.
Forse qui val la pena mettere a fuoco qualcosa di ancora non detto: la sua capacità di lavorare sul dettaglio e di renderlo 'parlante' per il pubblico dei più grandi. 
Non c'è nulla di riprovevole o furbetto a cercare di piacere, di entrare in dialogo con un pubblico di adulti e di farlo in un contesto a loro estraneo - almeno formalmente - ovvero un libro per bambini. 
Au contraire. 

Maggio 2022



perché
quello che ancora una volta si conferma qui è l’originale stile divulgativo dell’autore, che riesce a parlare di complessità anche ai più piccoli con libri divertenti, ben impaginati, dalle illustrazioni illuminanti. Per i bambini e le bambine intorno ai sei, sette anni, questa stretta connessione fra testo e immagine è indispensabile per comprendere anche intuitivamente quello che di complicato c’è nel mondo. E non è poco.




perché
una qualità estetica altissima che ha il dono di racchiudere in sé anche una bella storia. E di averlo saputo fare quasi in silenzio. Sulla riva di un fiume. 
Tutti i libri Ronald Curchod, che non sono poi molti e si contano sulle dita di una mano, hanno questa caratteristica: una storia lieve, raccontata con pochissime parole, che però custodisce al suo interno un nucleo di senso che la rende universale e, attraverso la forza delle immagini, diventa indimenticabile. 
Le poche frasi che mandano avanti il racconto hanno la capacità di incidersi nella mente, così come le tavole di saturare lo sguardo. 

Giugno 2022



perché
se dunque c’è una strettissima correlazione fra testo e immagine, le parti di testo sono quantitativamente e qualitativamente più rilevanti di quanto non fossero in ‘Mappe’. Ci sono molti approfondimenti, che riguardano la storia dei singoli alimenti, l’evoluzione del loro uso, la relazione fra credo religiosi e regole alimentari e così discorrendo.



perché
di rado capita di leggere libri che siano così pieni e al tempo stesso così lievi,  così esatti, libri che contengano un racconto complesso a tal punto da rivelarsi capace di toccare il profondo di chiunque li legga, libri che mostrino anche nella forma una raffinatezza e un'armonia, che spuntano da ogni suo angolino più recondito. 
Di rado capitano libri perfetti. Beh, questo lo è.  A tal punto, che risulta difficile trovare un punto per prendere l'avvio e raccontarne. 

[continua]